24 errori logici conversazione: 9°, Falso dilemma…

fallacie-logiche

Pensavate (o speravate) che mi fossi dimenticata di proseguire la serie di articoli che avevo iniziato a pubblicare, nati da questo, su varie tecniche di manipolazione linguistica?

Ebbene no! Oggi è la volta di un’altra modalità oserei dire di circonvenzione d’incapace, sempre tramite manipolazione linguistica, ed è quella che qui viene chiamata “Il falso dilemma”.

9. Falso dilemma. Far credere che esistano solo due alternative e costringere a scegliere tra una di esse, quando in realtà le possibilità sono di più.

Mentre cercava sostegno per il suo progetto di ridurre i diritti dei cittadini, il dittatore chiese alla gente se fosse dalla sua parte o da quella del nemico.

Anche questo capita spessissimo, senza arrivare ai termini di cui sopra.

“Puoi accettare di stare con me, oppure rimanere solo/a tutta la vita”.

“Puoi accettare questo lavoro, anche se tu lo definisci sfruttamento, oppure finire per strada a fare il barbone”.

“Puoi comprare questa macchina, oppure continuare ad andare a piedi”.

Ovviamente così, a bocce ferme, credo che per tutti noi sia intuitivo che esistono una miriade di altre possibilità, ma molti, forse emotivamente più fragili, forse presi in momenti particolari, si sentono messi con le spalle al muro e ritengono di non avere scelta, optando per ciò che, in realtà, non vorrebbero.

A voi è mai capitato, o conoscete qualcuno che agisca in questo modo o che abbia subito questo aut-aut?

 

Fonte (d’ispirazione): http://www.ilpost.it/2014/01/03/lista-fallacie-logiche/

Suocere

suocera - come crescere i figli

Vi riporto qui una mia risposta a un post di un’amica blogger:

Oramai le coppie si separano più per questioni di suocera che di amante, ed è tutto dire. Una volta addirittura una citò la suocera a Forum, e l’intervista che le fecero era da far cadere le braccia. Lei andava a casa “del figlio” (eh no, cara, quella è la casa coniugale di tuo figlio e sua moglie, è la LORO casa!!! Se ti danno le chiavi per emergenza, tu NON TI DEVI PERMETTERE di andare a casa loro e gestirla!!!), spostava quello che secondo lei non stava bene, e si metteva a cucinare “perché la moglie non lo faceva mangiare bene, ma che una fetta di formaggio e un’insalata sono una cena?”. Insomma, invadente, giudicante, prevaricante: a sentir lei li sollevava da ogni preoccupazione, gli puliva casa, lavava, stirava e cucinava e la nuora: “Ma chi glielo ha chiesto? Ma chi la vuole dentro casa??? Lava e stira? Io non voglio che METTA IL NASO NELLE MIE MUTANDE!!! Non mi fa un favore, il favore me lo fa se si toglie dai piedi: quella è casa mia, se non sono neanche padrona di mettere un armadio o un centrino dove mi pare, sono in galera!”.

E la suocera “Sente quanto è ingrata? Lei a quel figlio mio non prepara mai un piatto di minestra, quello torna stanco dal lavoro, gli può bastare una fetta di formaggio o l’affettato?”.

Signora cara, le avrei risposto, quanti anni ha suo figlio? E’ in grado di decidere quello che mangiare, stabilirlo con la moglie, lamentarsene con la medesima. Volete considerarli adulti? E se suo figlio invece che trovare una bella pasta e fagioli preferisse mangiarsi due pesche e buttarsi sotto le lenzuola con la bella moglie, saranno un attimo affari loro? Tu scrivi: “amano queste donne, sono apparentemente felici. In piú,godono di buona salute”: che vuoi di più? Perché l’insuinuazione dell’ “apparentemente”?

Care suocere, i vostri figli sono ADULTI. ADULTI. La loro compagna è ADULTA. Loro si sono SCELTI. La casa in cui abitano è la loro CASA CONIUGALE. Quello che fanno sono BENEAMATI AFFARI LORO. Il fare quello che fate a fin di bene non toglie che sia un male, che rechi grave nocumento alla loro famiglia.

Avete sacrificato una vita per i vostri figli? Riprendete le redini di quella che vi rimane e GODETEVELA!!! Non è più vostro compito accudire il pargolo, rilassatevi!

Voi che ne pensate?

Incontro con Michele

Ieri ho avuto il piacere di conoscere di persona Michele Orefice, che è venuto a Roma con la sua bella famiglia.

L’effetto di conoscervi è sempre lo stesso, una cosa di una normalità e una naturalezza impressionanti, non sembra mai di vedersi per la prima volta, è sempre un incontro con amici di sempre, che conosci da sempre e che non hai mai perso di vista.

La prossima della lista è Lucetta… ma mi piacerebbe tanto incontrare anche le altre blogamiche romane: che dite, lo organizziamo un raduno?  :)

Acida io?

Lucy - non-sono-nata-acida

Mia figlia è fortemente imbarazzata quando viene in giro con me. Lei è una persona tutta delicatezza,  grazie, scusi, per favore, non voglio disturbare, mi spiace… io invece azzanno (nota per Valentino: ma no, che c’entra col tuo punto uno! :P ).

Ieri arrivo al capolinea dell’autobus xx giusto in tempo per vederlo partire. C’era un addetto accanto al gabbiotto al quale chiedo: “Mi scusi, sa a che ora partirà il prossimo?”.

Risposta: “E’ appena partito”. Gli pianto gli occhi nei suoi e gli rispondo pacatamente ma anche, lo ammetto, seccamente, “Io non posso salire sull’autobus appena partito”, mentre mia figlia sprofonda per la vergogna.

Insomma, io combatto con gli autobus dalla mattina alla sera, avrei bisogno di avere orari, non l’inutile comunicazione di quello che mi sono persa!

Lungo la strada, una bancarella di frutta che vende, tra le altre cose, un tale “cocco liquido” che io non ho mai sentito nominare (mia figlia sì), con tanto di cannuccia acclusa.

Non mi fido troppo delle condizioni igieniche di queste bancarelle ambulanti, chiedo se il cocco sia già aperto o chiuso. Mi viene risposto che è chiuso, che me lo avrebbe aperto lui. Grazie, rispondo, ma io vorrei sapere come si apre. “Glielo apro io” insiste il tizio e io “Grazie, se lo tenga pure”:

Insomma, io lo voglio portare a casa, lo devo trasportare sull’autobus aperto? E se lo volessi aprire due giorni dopo? Possibile che per comprare un cocco devo spiegare al venditore tutte le mie ragioni, i miei programmi, i miei spostamenti?

Ma vi immaginate se chiedete l’ora a un passante e quello vi risponde “E’ tardi”, “C’è ancora tempo”, “Siamo con l’ora legale”? Diventerebbe un incubo.

Eppure la gente questo vizietto non lo perde. Vado all’ACI e chiedo se un’automobile immatricolata ad Arezzo può passare la revisione a Roma e fare qui il passaggio di proprietà. L’addetto risponde: “Non le conviene”.

“Mi scusi, io le ho chiesto un’informazione, NON UN’OPINONE!!!”  :shock:

 

 

Credi di avermi messa a fuoco?

fotografo fumetto

Cari amici

come avrete avuto ben modo di constatare le idee in questo momento latitano (l’acqua è poca, anzi scarseggia, e la papera non galleggia!).

Oltre a mancarmi le idee chiaramente mi manca anche i tempo, e i due fattori sono sinergici. Oggi però ho deciso di ritagliarmi uno spazietto e tornare a scrivere qualcosa di pio “diarioso-bloggoso”.

Sono in debito con Veronica  della risposta al suo post “Credi di avermi messa a fuoco?“, e quindi comincierò da questo ma… con un piccolo cambio di regole. Anziché dirvi io dieci cose di me, e voi dire se sono vere e false, facciamo il contrario: voi dite dieci cose che pensate di me, e io vi dico se sono vere o false.

Sono ammesse anche affermazioni… diciamo così, che non pubblicherò (tanto tutti i commenti sono moderati… :P ), e saranno sostituite con asterischi, ma a cui comunque, nei limiti dell’opportuno, risponderò (quindi conservatevi l’originale del commento postato… ;) ).

Ci state? Secondo me sarà più divertente!

Negri (extracomunitari e quant’altro)

Originally posted on Diemme:

indovina chi viene a cenaAvevo scritto tempo fa un articolo sul termine “Negro”, che è andato perduto con la rottura dell’hard disk.

Nel corso di un mio intervento, in risposta a un commento su un vecchio post, mi sono però reinfervorata sull’argomento (e sul razzismo in genere ovviamente), per cui vi ripropongo le mie parole in questo post, e mi farà piacere avere la vostra opinione in merito.

***

E che vuoi fare, a me cadono le braccia davanti a certi discorsi, e a una mentalità così diffusa, propria di menti troppo manipolabili e “semplici”: solo il sentire “noi” e “loro” mi manda il sangue alla testa.

Anche i cosiddetti buonisti comprensivi progressisti sono razzisti allo stesso modo, anzi di più: dire che “quando noi siamo andati in America abbiamo fatto questo e quello”, per esempio, che significa? Io non ci sono andata in America, e non sono colpevole di quello che hanno fatto degli…

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