Flirting

Virtual flirting

Premetto che tutta questa menata nasce da considerazioni fatte su terzi (anche se poi, al fine dello scambio di opinioni sull’argomento, questo ha poca importanza).

Vi racconto una barzelletta, tanto per creare un lessico familiare.

Un agente dei servizi segreti americani viene mandato in Italia, per l’esattezza a Napoli, per contattare un altro agente che vive là sotto copertura. Gli danno l’indirizzo ma l’avvisano che allo stesso indirizzo abita un omonimo. Lo tranquillizzano però  sul fatto che non si potrà sbagliare, perché la parola d’ordine gli permetterà di riconoscerlo.

La parola d’ordine è “Le rose sono gialle”, e l’altro agente dovrà rispondere “E noi le coglieremo”.

Dunque l’agente si reca in Italia all’indirizzo indicato e suona al primo che capita tra i due omonimi. Arriva alla porta ad aprire un signore abbastanza “scaciato”, probabilmente un sarto, a giudicare dal metro a nastro che porta al collo. Il nostro agente si avvicina con fare complice e misterioso e sussurra all’orecchio dell’uomo “Le rose sono gialle” e il sarto pronto “Ah, cerca ‘o spione, sta al quarto piano!”.  :lol:

Insomma, ci sono persone che cercano un partner qualsiasi, un appoggio, un bastone, una stampella, un qualcuno e flirtano pressoché con tutti (come diceva un’altra di barzelletta, “Ho fatto un figlio in provetta”. “Fecondazione artificiale?”. “No, una provetta con uno, una provetta con un altro…” ), ma pure chi, diciamolo così, non è di bocca buona, si dovrà pure avvicinare all’altro quel tanto che è necessario per poter sussurrare “Le rose sono gialle” e vedere se l’altro risponde “E noi le coglieremo”?

Questo pensavo più o meno giustificando una persona che, così mi è parso, si è data proprio alla caccia grossa, e ora grida all’unico, grande, vero amore!

Complessi

Sissi e i capelli altrui

Naturalmente anche mia figlia ha dei capelli meravigliosi (*), ma come l’erba del vicino è sempre più verde, evidentemente anche i capelli delle vicine sono sempre più lunghi!

 

(*) Leggendo il post ha prontamente commentato “Sì mamma, sono quattro, uno più bello dell’altro!”

Tradire è un po’ morire…

Sai Tradire ?                         

 Risposta A  

Sei completamente incapace a tradire. Per te la fedeltà è tutto nella vita e ogni storia, seppur con i suoi problemi, è una cosa importante da non dover perdere. Sei una persona sincera e naturale che si affeziona facilmente e si innamora sempre. Continua così.

Ripesco un vecchio post tra le bozze (150 bozze le dovrò pur smaltire prima o poi!). Esamino un po’ la risposta:

“Sei completamente incapace di tradire”. Incapace non lo so, diciamo che la lealtà, la monogamia, la sincerità sono mie libere scelte di cui sono convintissima (e che, diciamocelo, hanno pagato poco, ma chi se ne frega, io lo faccio per altissimi ideali, mica per interesse! :P ).

Proseguiamo. Mi affeziono facilmente e m’innamoro sempre? Mi affeziono sì, amo tutta l’umanità in senso lato, ma innamorarmi… accidenti, non m’innamoro MAI, oramai me ne sono fatta una malattia!

Cioè, da giovane sì, mi è capitato e ricapitato, ma ultimamente… l’ultima volta risale a sette anni fa, ed era una storia in potenza, mai passata al livello successivo!

Cosa c’entri in tutto questo il titolo non lo so, ma io così l’ho trovato e così pubblico. Comunque tradire è un po’ morire davvero, perché muore la nostra fiducia nella coppia, sia da parte di chi decide di tradire, e quindi di andare a cercare altrove ciò che gli manca, senza tentare di costruirlo, sia di chi è tradito, che perde entusiasmo, spensieratezza, fiducia.

PS: @aquilanonvedente, e va beh, l’argomento è ancora quello, ma giuro, questa era una vecchia bozza, addirittura del 17 agosto 2008!!!

L’uomo che (non) cerco

Ancora da un vecchio commento:

L’uomo che cerco.

Cerco l’uomo perfetto, lo cerco in tutto il mondo,
ma ciò che io richiedo non è poi tanto, in fondo…

Sposato non lo voglio, niente condivisioni,
e niente fasce orarie dovute ai matrimoni.

Libertini nemmeno, voglio l’uso esclusivo,
anche se, per igiene, usa il contraccettivo.

Il frocio no, ti prego, si becca il mio diniego
se gli piacciono gli uomini, di lui io me ne frego.

Tirchi per carità, lo son di soldi e tutto,
fammi pagare un conto, vedrai dove ti butto.

Non hai un’occupazione, perché sei sfortunato?
E’ molto più probabile che tu sia un imbranato!

Sei triste persistente, pur se il problema è niente?
La sorte ti è nemica, non hai neanche un’amica?

Quello che io capisco è che il pianto è un paravento,
e certo per compagno a me tu fai spavento!

Per frequentarmi serve il consenso della mamma?
Hai solo 40 anni, non devo farne un dramma?

Ma certo non è un dramma, è solo una questione
che sto cercando un uomo e non un gran coglione!

Va beh, mi fermo qui, ma prometto un prosieguo,
intanto sto da sola: è triste ma mi adeguo!

(Diemme, 15/07/2008)

Non sono tuo padre.

Mia figlia, a fronte di questioni che non vi sto qui a dire, mi dice che le ho fatto da padre, e che la figura materna le è mancata.

Dice che io sono tanto contro i matrimoni gay, sostengo che i figli hanno bisogno di due figure di riferimento, una maschile e una femminile, ma che pure a lei è mancata la figura di riferimento femminile: io le ho fatto da padre, severa e normativa, e il padre le ha fatto da fratellone giocoso, simpatico e immaturo.

Che la prima cosa che mi verrebbe da risponderle sarebbe: “E infatti tanto normale non sei”, e non è che non lo pensi.

Siamo due povere disgraziate, che si sono aggrappate l’una all’altra per sopravvivere, a denti stretti, mentre il padre giocava a fare Peter Pan.

Le ho fatto da padre, ma avrei voluto esserle madre. Avrei voluto essere più accogliente, più accudente, prepararle i pasti con amore, e farle trovare il pacchetto pronto per la scuola e per la gita.

Anzi che lavo e stiro.

Si rivolteranno le femministe alle mie affermazioni, e chi se ne frega. Chiederanno se per me essere donna significa essere schiava in casa, e io rinuncerò a spiegare.

Sul mio libro, un libro che secondo me solo una donna poteva scrivere, chi ha scritto la prefazione mi ha definita un uomo. Un altro signore, scrivendone la presentazione in copertina, riprende il concetto, e io mi sento ferita, violata.

Dicono degli omosessuali che sono donne e uomini imprigionati nel corpo sbagliato. Io sono una donna che si ritrova in un corpo perfettamente giusto, ma l’imprigionamento è nella vita sbagliata.

Leggo un articolo, c’è scritto che gli uomini la donna troppo intelligente e determinata la ritengono un uomo.

Aggiunge mia figlia “Sei il loro compagno di bevute (si fa per dire, io non bevo, ndr), invece di corteggiarti ti raccontano di come corteggiano le altre”.

 Muoio e rinasco voglio essere donna. E studio da Geisha.

 

 

Ode alla pastasciutta

Alberto Sordi - pastasciutta macaroni

Da un vecchio commento, tanto per non perdersi  ;)

Ode alla pastasciutta

Scrivere un’ode anche alla pastasciutta?
Mah, che dirti, io ce la metto tutta,
però la pasta di suo è gia poesia,
al sugo o in bianco, comunque essa sia.

Non solo carbonara o amatriciana,
non solo ziti o un’altra forma strana,
Mettici pure la pasta col ripieno,
metti le fettuccine paglia e fieno.

E la lasagna, mia cara, che t’ha fatto?
Non raccontarmi che a te ne basta un piatto!
Se penso a cannelloni ed agnolotti,
pensati in esclusiva per i ghiotti,

io mica ce la faccio a andare avanti
co’ tutti ‘sti regimi dimagranti!
La donna è bella morbida e formosa,
che di piallate ce ne stanno a iosa!

Basta mie care, non fatemi pensare
a tutti gli alibi che potrei trovare,
per dire stop a una tavola ‘sì trista
e al diavolo la dieta e la dietista!

(Diemme, 26-05-2010)

Perderli (ma a volte ritornano…)

perché voglio che tu sappia quello che penso

Mia figlia giorni fa faceva una giusta osservazione, notando che quasi sempre perdiamo le persone molto prima di perderle “tecnicamente”. Parlava del nonno, colpito dall’Alzheimer e che non era più lui da molto prima della sua morte, e di mia madre, ancora viva e tutto sommato lucida, ma totalmente priva di forze, che non è più la nonna presente e accudente di una volta.

Io pensavo alle amicizie, ne ho ritrovata una proprio da pochi giorni, dopo qualcosa come 15 anni circa.

Mi ha detto: “Me la ricordo quella frase terribile che mi dicesti l’ultima volta che ci siamo incontrate”.

“Ah sì? E che ti dissi?”

“Mi dicesti: ‘Sei un ramo secco da tagliare'”.

Francamente non ricordavo di averla messa giù così dura, anche se la diplomazia non solo non è il mio forte, ma il fatto che non lo sia è una mia libera scelta, di cui sono convintissima e ben felice.

Insomma, la frase non la ricordavo, ma il concetto sì. Vi inviterei a leggervi il post linkato e tutti i commenti, in cui viene spiegato ogni risvolto della situazione. Comunque, in poche parole, era una persona che a un certo punto aveva smesso sia di parlare sia di ascoltare, e la cosa era andata avanti per anni: in fin dei conti, al di là delle mie parole, dure che siano state, l’amicizia era morta per inedia.

Oggi ci siamo ritrovate, amiche e sincere, felici e per niente bisognose di chiarimenti, visto che più chiara di così la situazione non poteva essere.

Nel frattempo ho tagliato un altro ramo secco. Era da tempo che la cosa si respirava nell’aria, in fondo anche stavolta mi sembra di aver solo preso atto.

Si respiravano omissioni e disapprovazioni, silenzi e giudizi ringoiati. Ricordo una mia poesia che termina con la frase:

“Porto il mio fardello lontano
dai tuoi lontani giudizi”.

Le dedicherei la stessa frase, aggiungendo:

E porto la mia intelligenza lontano
dalle tue omissioni patetiche.

Sì, hai ragione: non abbiamo proprio più niente da dirci.

Sedia vuota persona che si allontana con ombrello