
“Ha visto gli addobbi?”
No, per la verità non li ho visti. Mia figlia me l’aveva pure detto, “Hai visto mamma che carini gli archetti?”, forse ho pure risposto, abbastanza deconcentrata dalla diversità di questo Natale.
Gli altri Natali erano grigi, ingolfati di un’uggiosa atmosfera di dovere, menzogne e forzature; questo, non so perché, è diverso. Non è grigio: è bianco e nero.
Qualche giorno fa passando per una via noto il solito palo all’angolo, tanti mazzi di fiori, troppo freschi per riferirsi al passato. Accanto un cartello, con su scritto “Sei andato più veloce di quanto il angelo abbia potuto volare”, e accanto la foto di un ragazzo decisamente troppo giovane per morire.
Sto andando da mia madre, rapporti solo formali, le visite solo perché la bambina lo chiede. Mi passa accanto, a un certo punto mi prende il viso tra le mani e mi dice “Bella, quanto sei bella a mamma!” e mi stringe come mai aveva fatto credo dai tempi dell’asilo. Rimango di stucco, e trovo in lei una diversa dolcezza, che mi stupisce.
Poi, nel corso della serata, mi parla di una nuova visita dall’oncologo, e dalla sua voce traspaiono la sua paura, e la sua rassegnazione. All’improvviso capisco che lei è così, di fronte a questo come davanti a tutto il resto, paura e rassegnazione. Capisco che è così, e mi rendo conto che non voglio perderla.
Da pochi giorni ho pubblicato il post sul 5° comandamento, in cui chiedevo un’illuminazione per riuscire a capire mia madre. Ed ecco l’illuminazione, qui, sotto i miei occhi, in un volto rassegnato che ha paura, e paura ad aver paura,
Questo è il nero, insieme alla macchina ribaltata che vedo sulla strada al ritorno; e poi, quella telefonata, che mi annuncia una scomparsa prematura e assolutamente inaspettata.
Questo è il nero.
Ma stavolta, nell’aria, sento anche il bianco, ho come un presentimento di qualcosa di bello che deve accadere. E’ stato un anno questo che ha portato a galla tante verità, e ha chiarito tante cose. E’ stato un anno che mi ha portato una situazione di lavoro non male, e mi ha portato amici, e ha visto mia figlia crescere, trovare la sua strada, il suo calore finalmente in tanti amici anche lei.
E’ stato l’anno che ha visto allontanarsi Attila, sia pure in seguito a un evento tragico. Un anno che ha portato via ciò che doveva, con tanto vento e tanta pioggia, uragani e lacrime che ci hanno per certi versi scosso, ma lasciato l’aria limpida e fresca.
Quest’anno il Natale non è grigio: è bianco, ed è nero. Nero, ma con la neve bianca che scende da un cielo solcato da un Babbo Natale bizzarramente sereno.






































