Perderli (ma a volte ritornano…)

perché voglio che tu sappia quello che penso

Mia figlia giorni fa faceva una giusta osservazione, notando che quasi sempre perdiamo le persone molto prima di perderle “tecnicamente”. Parlava del nonno, colpito dall’Alzheimer e che non era più lui da molto prima della sua morte, e di mia madre, ancora viva e tutto sommato lucida, ma totalmente priva di forze, che non è più la nonna presente e accudente di una volta.

Io pensavo alle amicizie, ne ho ritrovata una proprio da pochi giorni, dopo qualcosa come 15 anni circa.

Mi ha detto: “Me la ricordo quella frase terribile che mi dicesti l’ultima volta che ci siamo incontrate”.

“Ah sì? E che ti dissi?”

“Mi dicesti: ‘Sei un ramo secco da tagliare'”.

Francamente non ricordavo di averla messa giù così dura, anche se la diplomazia non solo non è il mio forte, ma il fatto che non lo sia è una mia libera scelta, di cui sono convintissima e ben felice.

Insomma, la frase non la ricordavo, ma il concetto sì. Vi inviterei a leggervi il post linkato e tutti i commenti, in cui viene spiegato ogni risvolto della situazione. Comunque, in poche parole, era una persona che a un certo punto aveva smesso sia di parlare sia di ascoltare, e la cosa era andata avanti per anni: in fin dei conti, al di là delle mie parole, dure che siano state, l’amicizia era morta per inedia.

Oggi ci siamo ritrovate, amiche e sincere, felici e per niente bisognose di chiarimenti, visto che più chiara di così la situazione non poteva essere.

Nel frattempo ho tagliato un altro ramo secco. Era da tempo che la cosa si respirava nell’aria, in fondo anche stavolta mi sembra di aver solo preso atto.

Si respiravano omissioni e disapprovazioni, silenzi e giudizi ringoiati. Ricordo una mia poesia che termina con la frase:

“Porto il mio fardello lontano
dai tuoi lontani giudizi”.

Le dedicherei la stessa frase, aggiungendo:

E porto la mia intelligenza lontano
dalle tue omissioni patetiche.

Sì, hai ragione: non abbiamo proprio più niente da dirci.

Sedia vuota persona che si allontana con ombrello

E ho pianto con le tue lacrime

E ho pianto con le tue lacrime

Anni fa feci un sogno, che ho riportato in una delle mie poesie. Il mio compagno di allora, un ragazzo molto alto (fisico atletico, castano chiaro con gli occhi verdi, uno spettacolo!), mi abbracciava e piangeva. Dai suoi occhi, dall’alto, le lacrime scendevano nei miei, e dai miei risgorgavano.

Quando ieri, vagando per il web, mi sono imbattuta in questa immagine, mi è sembrato di rivedere l’immagine del mio sogno, sia pure con le nostre teste sostituite da queste ciotole. La posa, la dinamica, mi sono sembrate esattamente le stesse.

“E ho pianto con le tue lacrime” è il verso finale della mia poesia.

Non innamorarti

Diemme:

Mi sa che tutti quelli che conosco hanno letto questo brano e seguito il consiglio: non si sono innamorati ;)

Originally posted on ♥ melodiestonate ♥:

Non innamorarti di una donna che legge
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,
di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose),
o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro
o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere,
che rimanga con te oppure no, che ti ami o…

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16 ottobre: le deportazioni

romaebraica

Da fb:

“Quella domenica, fra gli altri commenti, notò poi che sul “Messaggero” non c’era traccia di una notizia che pure circolava dentro Roma, e che era stata pure trasmessa, dicevano, dalla Radio-Bari: ieri, sabato (16 ottobre) tutti i Giudii di Roma erano stati razziati all’alba, casa per casa, dai Germani, e caricati su camion verso destinazione ignota. Del quartiere del Ghetto, svuotato interamente di tutta la carne giudia, non c’era restato altro che lo scheletro; ma anche in tutti gli altri rioni o quartieri, tutti i Giudii di Roma, singoli e famiglie, erano stati scovati dagli SS che erano venuti apposta con una Compagnia speciale, fornita di un elenco esatto. Li avevano pigliati tutti: non soltanto i giovani e i sani, ma gli anziani, gli infermi pure gravi, le donne anche incinte, e fino le creature in fasciola. Si diceva che li portassero tutti a bruciare vivi nei forni, ma questo, a detta di Tore, forse era esagerato.

***

Auguri Marisa (Moles)!

Buon Compleanno Marisa

Sul biglietto che ti ho allegato al libro avrei voluto scrivere:

“Se ti faccio gli auguri ogni cinque anni è perché li compi ogni cinque anni, non si spiegherebbe altrimenti la tua intatta beltà! Il tempo per te non passa mai  <3

Non ho avuto modo perché l’ho scritto col fiato sul collo, diciamo che il tempo ho preferito occuparlo a preparare la torta, ci saranno un sacco di invitati!

Torta compleanno Marisita

Se poi non vi piacciono le principesse Disney, ne ho preparate altre due, mica ci facciamo mancare i dolci!

Questa è per i più sofisticati, all’insegna dell’eleganza che, tra l’altro, è peculiarità della nostra Marisa.

Torta Marisa fiocco blu

Questa invece per gli scintillanti colorati casinari come me!

Torta glitter happy birthday Marisa

 

Buon appetito e… non dimenticatevi il regalo eh!  ;)