Quell’handicap che portò amore

27 maggio 2012
Donna, fascia d’età 35-45 anni.
Pensieri.

Da quando è successo l’incidente, tante persone hanno avuto un pensiero gentile per mia madre e per me, gesti semplici che mi hanno commossa. Ero sfinita e hanno cercato di tirarmi su il morale in ogni modo. Per uno dei miei primi compleanni qui ho ricevuto in dono una piantina di ciclamini, mi sono commossa come una scema, e mi sono dovuta nascondere per non far vedere che piangevo.Oggi una signora mi ha invitata a casa sua. Aveva dei dolci da darmi per me e mia madre.

Mi è venuto da pensare a quanti doni ho ricevuto da quando lei ha avuto l’incidente. Tanti, non ci avrei mai scommesso. Quanti gesti inaspettati, un pensiero gentile, un piccolo dono venuto dal cuore, qualche dono più generoso, tanto affetto. Come può cambiare la vita delle persone in un attimo, non ci si crede. Eppure è successo. Il calvario della riabilitazione e poi la conferma che i danni erano irreversibili. Siamo morte entrambe, eppure siamo rinate nell’amore reciproco. Abbiamo avuto questo dono preziosissimo, ho ritrovato mia madre, lei una figlia affettuosa. Ci voleva proprio questo? Forse sì. Viviamo insieme l’handicap, siamo inseparabili. Avremmo voluto che con noi ci fossero anche altre persone, ma siamo state abbandonate. Quanto male ci ha fatto, ma per ogni persona che si è defilata, altre ne sono arrivate offrendo un affetto solido e disinteressato. Alla fine, da questa storia ho avuto forse più bene che male. Se avessi continuato con la vita di prima non sono certa sarei maturata così in fretta, avrei continuato a piangermi addosso, ignorando che la vita, la sofferenza è ben altra.

E’ stato un bene che la mia vita abbia avuto una svolta pur tanto brusca.

Certo, lei la pensa diversamente, ma nella sfortuna ha avuto sorte perche c’era chi l’amava e non l’ha abbandonata un attimo. Quanti ne vedo con lo sguardo spento, mi fanno una pena enorme, eppure il loro corpo è integro, ma la loro anima è a brandelli. La mia e la sua di anima sono state ricucite con impegno, anche se ci sono cicatrici indelebili. Certi giorni la vita mi sembra insopportabile, ma mi fa un sorrisone dei suoi, tante coccole e mi passa tutto.

Le voglio bene e ne voglio anche a chi mi sopporta ogni santo giorno.

Ma il dono più bello sono le coccole di mamma.

8 commenti

8 thoughts on “Quell’handicap che portò amore

    • Beh, stiamo parlando di una persona estremamente in gamba, e dal cuore gonfio d’amore (ve l’ho mai detto che i miei amici sono tutti eccezionali? 😉 ).

      Che poi la vita, lo sai com’è, se da una parte ti toglie, dall’altra non manca di darti a piene mani.

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  1. Eccomi, finalmente 🙂
    Mi piace la storia di questa tua amica. Una madre e una figlia che si ritrovano in un momento di così grave difficoltà. Un amore che forse era semplicemente nascosto sotto strati di orgoglio e di sacrosante ragioni da entrambe le parti. Eppure la vita pone di fronte a delle scelte, mantenere il punto o lasciarsi andare senza remore, accada quello che accada. Si sono ritrovate, meglio così. Penso che l’handicap sia duro da vivere a prescindere, ma da soli e così di punto in bianco,ancora di più. Siamo fragili e non ce ne rendiamo conto finchè siamo giovani e sani, prima o poi avremo tutti bisogno. E’ una ruota che gira. Rimango sconvolta per storie di abbandoni nei momenti di difficoltà, a volte non lo faranno per poco sentimento, ma il risultato è sempre quello, dolore atroce per chi lo subisce. Una morte dell’anima lenta e inesorabile. Un’occasione per regalare e regalarsi un po di gioia andata sprecata.

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    • Cara Luisa, questa mia amica si è trovata “incastrata” in questa situazione che era molto giovane, ma è una situazione in cui prima o poi quasi tutti ci troviamo: i genitori invecchiano, e generalmente appena si comincia un po’ a respirare per i figli che sono cresciuti ci si ritrova a dover assistere i genitori che perdono colpi, o hanno avuto una malattia o altro che nega loro l’autonomia.

      Le reazioni dei figli sono tante, a volte si ricorre a una badante (un’altra mia amica, superati i quarant’anni di contributi, rimase al lavoro per avere la scusa buona per non occuparsi della madre convivente), a volte ci si rassegna all’assistenza obtorto collo, magari con liti tra fratelli, perché chi ha la scusa per tirarsene fuori, lontananza, famiglia, o entrambe, fuori si chiama, e l’ultimo fratello/sorella rimane come quello che ha perso al gioco della sedia, rimanendo in piedi.

      Questa mia amica invece (dovresti conoscerla, sono sicura che andreste d’accordo 🙂 ), lo fa per scelta e per amore, e nei confronti di una madre con cui non legava neanche particolarmente. Nel male si sono ritrovate, e forse nel silenzio riescono a dirsi quello che non si erano mai dette.

      Io me le immagino con questo legame forte d’amore, questo dialogo continuo fatto non solo di parole, ma di attenzioni, di presenza, di contatto fisico, del volersi stare vicine fino a che sarà possibile.

      Penso che sia per entrambe un dono enorme, anche se avuto a costo di una grande fatica da una parte, e dell’handicap dall’altra parte.

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  2. AMAZING GRACE
    Meravigliosa grazia
    Che lieta novella
    che ha salvato una miserabile
    come me!
    Un tempo ero perduta,
    ma ora sono ritrovata.
    Ero cieca ma ora ci vedo.
    E’ stata la grazia ad insegnare
    al mio cuore il timor di Dio
    Ed è la grazia che mi solleva dalla paura;
    Quanto preziosa mi apparve quella grazia
    Nell’ora in cui ho cominciato a credere!
    Attraverso molti pericoli,
    travagli e insidie
    sono già passata;
    La grazia mi ha condotto
    in salvo fin qui,
    E la grazia mi condurrà a casa.
    Il Signore mi ha promesso il bene,
    la sua parola sostiene la mia speranza;
    Egli sarà la mia difesa e la mia eredità,
    per tutta la durata della vita
    Sì, quando questa carne
    e questo cuore verranno meno,
    E la vita mortale cesserà,
    io entrerò in possesso, oltre il velo,
    di una vita di gioia e di pace.

    Per loro e non solo…

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  3. Una storia …. questa storia …. che irride alla vanità, alla miserabilità, alla morte !
    Una bellissima storia @Diemme …. e ci voleva, almeno per me … di questi tempi …. e per molti credo, poichè ci ricorda che di fronte al male irreversibile ed alla morte, siamo impotenti, mai tuttavia così impotenti se, a guidarci, è il cuore .
    Le parole poi della tua amica, mi commuovono ancora di più : poichè sono semplici, scarne, non inclini alla lacrima, non chiedono pietà …. ma chiedono, e danno in ugual misura, amore, solidarietà e tenerezza non perduta !
    Grazie, amica mia …. davvero una testimonianza VERA che ci conforta e ci ridà il sorriso ! 🙂
    @Bruno …
    Ps. : @Luisa … il pezzo che ci hai fatto ascoltare è meraviglioso : lo conoscevo bene ( l’ ho cantato/suonato tante volte … ), ma non in questa splendida versione, e con questa bambina …. che sembra un angelo !

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  4. Pingback: La riconciliazione | Diemme

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