Beata ingenuità…

Voltaire tu possa esprimere la tua opinione

Racconto vero, giuro.

“Quando c’è stato il terremoto credevo di stare male perché vedevo girare tutto, poi quando ho capito che era il terremoto volevo scappare via ma mi hanno detto: “Ma che sei matta? Se ti sposti si sposta tutto e la terra non riesce più a mettersi a posto!”. Allora io sono rimasta lì ferma, e infatti tutto è passato”.

Gente con diritto al voto.

Quando il prezzo è la vita degli altri

Da fb, ignoro l’autore:

“Giusto per capire chi ci governa.

Il Governo italiano HA RIFIUTATO (per non offendere i suoi padroni islamici) L’AIUTO DELLO STATO D’ISRAELE. (Ma ISRAID, in ogni caso, è arrivata lo stesso a prestare soccorso… ma senza mezzi pesanti).
Alle 6 del mattino del 24 agosto c’erano già due C130 pronti a partire dall’aereoporto Ben Gurion!!! L’Italia ha RIFIUTATO L’AIUTO d’Israele, dicendo che si arrangeranno.
Israele, per ovvie ragioni, ha fra i migliori esperti mondiali in search & rescue. Rifiutati.
Israele aveva offerto, l’altro ieri, di fare arrivare entro il primo pomeriggio italiano due C130 con equipe di soccorso specializzate completamente autosufficienti, ospedali da campo, cucine, macchinario pesante, infrarosso a penetrazione portatile per la ricerca sotto le macerie, cani specializzati in terremoti usati dalle forze di soccorso israeliane ad Haiti, India, Turchia, il tutto completamente autosufficiente.
Questo aiuto è stato RIFIUTATO dall’Italia…per non irritare i cammellai petrolieri, Bergoglio, la Mogherini e i suoi amici e kompagni in Europa boicottatori d’Israele: non potevano certo permettersi di mostrare immagini di soccorritori che salvano vite mentre indossano vesti con una stella di Davide e distruggere la volgata secondo cui Israele “massacra bambini innocenti”…
****** “Alle 6 del mattino (24 agosto) gli Hercules erano carichi, con i motori accesi e pronti a partire al Ben Gurion. Potevano essere ad Ancona o a Rieti prima di mezzogiorno. Alle tre del pomeriggio i soccorritori israeliani potevano essere dove occorreva con tutta l’attrezzatura ultramoderna. Prima di sera, in tempo per il TG1 scoppiava la rivoluzione quando la gente cominciava a fare raffronti con i pompieri e i carabinieri che scavavano a mani nude”. ******

Ho appena letto e per giustizia aggiungo che è stato rifiutato l’aiuto anche di altri paesi, per motivi meramente logistici. Chiunque sappia qualcosa e voglia intervenire qui per ragguagliarci è il benvenuto.

Solo uno che manca…

Persone che non ci sono più

Mi ha scritto un ex blogamico, tra un’e-mail aggressiva e insolente e un commento altrove sempre altrettanto aggressivo e altrettanto insolente, che tanto si era rotto l’anima di me e del mio blog, soprattutto relativamente alla ricorrenza dell’argomento Xavier.

Comunque la mia risposta ufficiale a lui è che chi si annoia di leggermi può pure non farlo, non è un obbligo di legge e a questo punto mi pare pure autolesionistico continuare a venire qua, come se il mio stile o i miei sentimenti potessero cambiare: beato lui e tutti quelli che riescono ad archiviare, io non ce la faccio.

Io  penso che a volte chi se ne va neanche si renda conto di quanto sia importante per l’altro e della consistenza e solidità dell’altrui affetto, altrimenti non lo farebbe, sia per non infliggere una ferita così dolorosa a chi ha la sola colpa di volerci bene, sia perché le persone che tengono a noi credo siano un bene prezioso e raro, e vadano tenute care.

Mi ricordo quando ci paragonavamo a due gemellini di latte, e lui mi raccontò una storia, che volevo ricercare tra le mille e-mail ma, che ve lo dico a fare, non ce l’ho fatta.

Cerco di razionalizzare pensando che esistono problemi più gravi, ma sono proprio i problemi più gravi che mi fanno per prima cosa sentire il bisogno di un appoggio, quale lui è sempre stato, e in seconda istanza considerare, di fronte ai problemi veri che, come giustamente ha scritto Emaki,  ci ricordano la vanità della nostra vita, quanto sia stupido rovinarsi la vita così, per scemenze, in un momento come quello in cui si poteva stare tutti bene, e ognuno godere della felicità dell’altro.

Basta così,  in questo momento sono talmente sconvolta per le vittime del terremoto – anzi, per le vittime dell’incapacità, incuria e avidità umana, perché di fronte alla causa naturale, alla causa di forza maggiore, forse avrei avuto maggiore capacità di accettazione -, che non posso pensare che una parte della ferita che sanguina sia per quel coltello, sempre lui, infilato lì alla cieca oramai da quasi due anni…

 

Terremoto

Terremoto Umbria 24 Agosto 2016

Stanotte ci siamo svegliate con una scossa di terremoto, alle 3.36 circa.

La prima cosa che ho pensato è che, grazie al cielo, mia figlia era lì: qualunque cosa eravamo insieme.

Poi ho pensato alla lite in ufficio ieri, sempre con persone più giovani, a riprova che quando si matura le priorità cambiano, e si dà meno importanza alle cose che non ce l’hanno: la vita è un attimo, e non vale la pena di sprecarla o di avvelenarsi il sangue per scemenze.

Stanotte un terremoto a ricordarcelo, anche a chi non aveva bisogno di questi promemoria.

A proposito, c’è bisogno di sangue, lo hanno chiesto a Rieti, ma ci siamo informati e si può donare qui, loro hanno i mezzi per trasportarlo.

Il numero dell’Avis di Rieti, o dell’Ospedale de Lellis, non ho capito bene, dovrebbe essere questo: 0746 200655.

Sono attivi i numeri della Protezione Civile: 840840 e  803555.

Notizie sul terremoto possono trovarsi qui: http://www.today.it/cronaca/terremoto-italia-oggi-lazio-abruzzo-marche-24-agosto-2016.html?ododfff

L’inverno sta arrivando…

… ok, va bene, lo so che manca ancora un pezzetto all’arrivo del freddo, ma volevo parafrasare uno dei motti del Trono di Spade per dire che, insomma, non starà arrivando l’inverno ma l’estate sta decisamente finendo.

Stamattina l’aria era fresca e direi anche gradevole, ma l’autobus nuovamente pieno no, non era per niente gradevole. Da ieri ho abbandonato la macchina, dando per scontato che tanto il parcheggio non l’avrei più trovato e quindi sì, il mio stato d’animo è decisamente questo, l’inverno sta arrivando (e che i Lannister paghino sempre i debiti poco ci cale  ;)  ).

Burkini: di buon senso, pudore, pagliuzze e travi

burkini nero

Ve lo dico subito, sono favorevole al burkini in spiaggia. Sono favorevole al diritto di indossare il velo islamico. Perché poi mi dovrebbero spiegare perché due donne o due uomini si possono sposare ma si grida allo scandalo se una donna porta un fazzoletto in testa o va in spiaggia con quella che è praticamente una muta da sub. Che poi ci sarebbe sempre il fatto che due donne o due uomini possono sposarsi ma non essere votati insieme sulla stessa scheda elettorale, ma questo punto per ora lo tralascio altrimenti allunghiamo troppo il brodo.

Dicevo, sono favorevole perché ho il culto della libertà, che è una cosa ben diversa dal fare quello che accidente ci pare. Perché la mia libertà finisce dove inzia la tua, e la tua finisce dove inizia la mia, e non prima.

Perché il burkini non è un burqa, non copre il volto, non viola le norme di sicurezza, idem il velo. Perché noi pretendiamo di “liberare” le donne islamiche IMPONENDO la nostra cultura, e l’imposizione di una cultura non è mai liberazione.

Perché la liberazione passa attraverso la testa, e allora semmai dobbiamo diffondere la cultura, non i divieti. Dobbiamo mandare messaggi di consapevolezza e diritto all’autodeterminazione, non entrare in merito dei vestiti che “altri” ritengono conveniente o meno che terzi indossino secondo il loro opinabile punto di vista.

Ho letto degli interventi di un tizio a favore della proibizione di indossare simboli religiose che mi ha nno fatto accapponare la pelle, in quanto mi sono resa conto che c’è anche un integralismo laico, non meno radicale di quello religioso.

E poi volevo scrivere tante altre cose, quando mi sono imbattuta su fb in un articolo, di tale Matteo Bussola, che è un capolavoro di realismo e di ironia, e che dice le cose così, come stanno, papale papale.

Ve lo riporto, ma andatevelo pure a cercare su fb, è pubblico (altrimenti non l’avrei riportato senza autorizzazione):

Io vieterei direttamente il mare, così in una botta sola preserviamo il pudore e le libertà di tutti, e risolviamo pure il problema degli sbarchi.
Poi vieterei di fare la spesa col cappotto, così scongiuriamo i furti nei supermercati.
Poi vieterei il Carnevale, perché con tutta quella gente col volto coperto non si può mica stare tranquilli. Anche il Capodanno, perché ci sono troppi botti e hai visto mai.
Poi vieterei i cappelli in macchina, perché la scienza ha dimostrato che i cappelli in auto riducono la visibilità e ti fanno viaggiare a trenta all’ora anche in autostrada, rendendoti matematicamente causa di incidenti, soprattutto se sei portatore di prostata.
Poi vieterei le offese al corpo e alla dignità delle donne, giusto. Quindi impedirei prima di tutto a certi politici di dire che la Boldrini è come una bambola gonfiabile, ad altri di sostenere ridacchiando che la Kyenge somiglia a un orango, di sottintendere che se una donna occupa il posto che occupa è solo perché ha passato un sacco di tempo sotto alle scrivanie, denuncerei tutti i casi in cui a parità di bravura le donne guadagnano meno degli uomini, i licenziamenti a causa delle maternità, mi indignerei tutte le volte che nella pubblicità di un’auto, o di una pistola al silicone, o di una brugola, vedessi una procace signorina a gambe aperte, mi vergognerei leggendo articoli di giornale corredati da foto di atlete riprese apposta da inquadrature ginecologiche, multerei tutti quelli che di fronte al cadavere di una donna uccisa dal compagno che le ha dato fuoco si mettono a disquisire se “femminicidio” sia un sostantivo opportuno da usare, oppure no.
Solo in ultimo, forse ma forse, mi verrebbe in mente il burkini.
Prima però mi ricorderei di mia nonna quando andava in spiaggia avvolta da un lunghissimo costume nero, il pareo sulle spalle, sotto le calze contenitive a 40 den per le vene varicose, in testa il cappello di paglia calato sugli occhi che pareva un palombaro. Di quando criticava aspramente quelle che andavano in giro “troppo nude”, perché Don Giulio diceva che il Signore ha fatto il corpo delle donne solo per gli occhi dei mariti. Me la ricorderei, anche, mentre andava in chiesa o girava a piedi per il paese, portando sempre un largo foulard annodato sui capelli. Di come, molte signore di qui, lo facciano ancora.
Poi cercherei di scoprire le differenze.
Poi penserei a quella vecchia storia della pagliuzza e della trave.

(Matteo Bussola)

 costume da mare 1890