Se il tempo fosse un gambero

Finora non avevamo credo mai o quasi mai toccato l’argomento, eppure è un sentimento forse ancora più diffuso dell’amore o della voglia di provarlo, e a pari merito con quell’invidia cui è spesso strettamente collegato: il rimpianto.

Nutrito del senno del poi (sì, proprio quello di cui son piene le fosse), facendo il bilancio, quasi per tutti insoddisfacente, della nostra vita, ecco far capolino dalla nostra memoria, giungere al centro delle emozioni e affacciarsi prepotentemente alla finestra della nostra vita, dei nostri desideri e della nostra anima lui, il tarlo più fastidioso e potente, lo sciacallo sempre in agguato: il rimpianto.

Mi fece ridere una volta una mia amica che, raccontandomi della sua adolescenza con un’amica con la quale ne combinò di tutti i colori, mi disse che il loro motto era “Meglio un rimorso che un rimpianto”.

Mi fece ridere, ma non è che concordi, neanche un po’. Tornare indietro e infrangere quel codice etico che a suo tempo, ancora idealisti, rispettammo, non credo che sarebbe mai la soluzione; credo però che qualcosa di diverso, tornando indietro, si potrebbe fare e questo senza venire a patti con coscienza anzi, per molti, l’errore è stato spesso proprio il contrario, il credere di poter fare ciò che pareva e piaceva senza che un giorno le conseguenze gli sarebbero piovute addosso, e sarebbe stato costretto a conviverci.

Insomma, tornando indietro, che cosa fareste che invece non avete fatto o, viceversa, cosa non fareste che invece avete fatto?

Beh, bisogna dividere anche le scelte passate in due categorie: quelle oggettivamente sbagliate, e quelle che si sono rivelate sbagliate ma di cui nessuno poteva prevedere l’esito.

A me spesso chiedono: “Se tornassi indietro, faresti le stesse cose?”, e io prontamente rispondo “Decisamente no”. Ma poi, considerando che la “sterzata” (in negativo s’intende) alla mia vita l’ha dato un intervento medico errato, come avrei potuto prevederlo prima?

Grande errore è stato portare avanti relazioni che erano un gioco al massacro, però anche quelle hanno portato sul piatto della bilancia esperienze importanti, anche gratificanti, formative. Se oggi ho un intuito che difficilmente fa cilecca, se la cosa che mi chiedono più frequentemente è “Ma come hai fatto a capirlo?”, “Come facevi a saperlo?”, “Ma come te ne sei accorta?”, forse è pure per quei bagni di dolore, quelle centrifughe nella vita che mi hanno portato a vederla da tanti punti di vista e oggi, tornando indietro e non facendo quelle scelte, sarei costretta a vivere nella beata ingenuità? Oddio, molte persone hanno uguale o maggiore lungimiranza, e non hanno pagato questo prezzo.

Sicuri?

Arriva un momento nella vita (e poi ritorna, e ritorna e ritorna) in cui ci guardiamo intorno e sembra che tutti abbiano fatto più di noi. Abbiamo una spiccata capacità di essere ipercritici nei nostri confronti, di focalizzare quello che gli altri hanno e noi no, che gli altri hanno fatto e noi no, che gli altri hanno concluso e ottenuto e noi no, e abbiamo una visibilità zero sul “viceversa”.

Fu proprio l’amica del “Meglio un rimorso che un rimpianto” che in un periodo della sua vita, non voleva più frequentare nessuno perché si sentiva un totale fallimento, perché le sue amiche avevano tutte più di lei, si erano sposate, magari avevano pure divorziato, spesso avevano figli, insomma, come diceve lei “avevano vissuto” e lei…

Beh lei… lei, pace all’anima sua perché non è più tra noi (forse non avrebbe dovuto pregare tanto di riuscire a fare qualcosa prima delle sue amiche! 😦 ), era una di quelle che aveva paura di “osare”, contrariamente al suo millantato comportamento nell’adolescenza. Il “non fare quello perché potrebbe andar male”, “non fare quest’altro perché potrebbe andare storto”, le avevano procurato una totale paralisi di vita.

Aveva ragione mia nonna con il suo saggissimo “Fallo e pèntete!”, (ovviamente, purché l’azione sia lecita), perché il contrario è immobilismo e non vita.

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31 thoughts on “Se il tempo fosse un gambero

  1. Se non ci è dato di tornare indietro, ci sarà un perchè….

    Forse perchè passaremo un sacco di tempo a farlo, a scrivere e riscrivere la storia, inseguendo una perfezione che non può esserci.

    Gran parte dei nostri rimpianti sono in fondo il piagnisteo di un ego che in fondo si diverte a tormentarsi, pur di sfuggire alla consapevolezza del momento presente.

    Così ci inventiamo delle storie….avrei potuto…avrei dovuto…

    Ma la vita è ora. Che ne stiamo facendo?

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    • Ohi ohi, non avevo risposto proprio alla nostra Mrs President, che ha inaugurato il post! In realta ho approvato (col clic e col cuore) il suo intervento che ero sulla porta di casa, e al ritorno non mi sono resa conto del “sospeso”:

      Dunque, cara Marcy, che dirti? Concordo, concordo, concordo e, con buona pace di Fra (*), la vita è adesso.

      (*) nota per i lettori occasionali: l’affermazione si riferisce al fatto che Fra Puccino non ama Baglioni 😉

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  2. Ciao carrissima!
    Io non cambierei nulla, pur di aver oggi la possibilità e la voglia di fare qualcosa di diverso.
    Indietro non si torna ma canbiare si può.
    E’ sempre questione di coraggio o incoscienza, fai tu.

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  3. In effetti, e mi ci metto in prima persona, è giusto quello che dice la nostra Presidente: il rimpianto può essere un ottimo alibi per non muovere più un passo, per dirsi: sto ferma qui, così evito “sicuri” disastri… che poi sicuri non sono… e in fondo, alla fine, non so se conta di più quello che si è ottenuto e quello che si è fatto (le due cose non sempre coincidono…).

    In realtà sospendo il giudizio, non è questione facile. Penso che al di là delle vittorie e dei fallimenti, bisognerebbe saper ritrovare ogni volta la motivazione, lo stimolo a vivere, che non può alimentarsi solo del: andrà a buon fine.
    Può anche andare male, ma l’impulso a vivere dovrebbe prescidere da questo, credo…

    e mentre lo scrivo lo dico a me stessa, che sono una campionessa del: tanto a che serve…

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  4. Quand’ero a scuola, durante la lezione di storia, chiedevo sempre cosa sarebbe successo se Napoleone avesse vinto, se Alessandro Magno fosse morto a 70 anni, se Garibaldi non fosse mai salpato con i mille, e venivo sempre stoppato da quell’odioso “La storia non si fa con i se”.
    Sarà, ma io continuo a chiedermelo, sia per la storia dell’umanità che per la mia personale.

    Però la mia conclusione è l’opposta di quella di Diemme, e anzi concordo sul detto “un rimorso è meglio di un rimpianto”.
    Per cui, le scelte passate che cambierei sono proprio quelle improntate a certe rigidità e determinati principi morali. Adesso mi comporterei diversamente, o se mi comporterei diversamente, e non è neanche un ragionare sterile sul passato perché anzi ne traggo la conclusione che
    domani
    mi comporterò moooooooolto diversamente

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    • @Fra: forse le nostre posizioni non sono così diverse, anch’io smusserei certe mie rigidità, che poi di fatto si sono sempre rivelate castranti. Ma ai miei principi no, non verrei mai meno: dei colpi di testa, delle scelte avventate non mi pento, ma neanche di aver detto dei “no” che oggi mi permettono di andare a testa alta, sia sul lavoro che nella vita sentimentale, per arrivare poi a ogni altro aspetto di vita sociale.

      Non vorrei mai aver mangiato nel piatto di qualcun altro (capisci a me), né aver fatto carriera vendendo la pelle di qualche collega, né essermi in alcun modo arricchita danneggiando il prossimo: no caro Fra, decisamente preferisco il rimpianto.

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  5. Uno dei miei motti è: con i ma e con i se non si va da nessuna parte. Di tutte le cose però cerco di capire perchè sono successe e cosa sarebbe successo se fosse stata aperta una porta differente. Ma il fatto è che una volta aperta una porta non sapremo mai cosa sarebbe successo se ne avessimo aperta un’altra.Può apparire una contraddizione ma per chi mi conosce sa che non lo è.

    Mai tornerei indietro. Mai cambierei le mie scelte. Non tutte sono state felici, ma se sono quella che sono lo devo anche ad averci messo sempre anima e corpo. Di fronte ad un bivio bisogna sempre scegliere la strada che ha un cuore e un sorriso. E così è sempre stato nella mia vita. Mai abbondonerei i miei principi. Un giorno in un commento Tu caro Fra mi hai detto che sono troppo rigida. Forse lo sono davvero. Ma i miei principi contribuiscono a darmi stabilità, tranquillità, equlibrio.

    Le lotte al massacro come dici tu cara amica mia mi hanno fatto capire che se deve essere sia, e se non deve essere mai sarà, ma io almeno ci ho provato.

    Le anime graffiate sanno riconoscere altre anime graffiate. Le anime graffiate dopo tanti graffi riconoscono il bene e il male, il sole e le tenebre.

    Non tornerei mai in dietro e non vorrei vivere la vita di qualcun altro. Nella mia vita ho seguito l’istinto, il cuore e se manca un tassello al completamento del mio puzzle vuol dire che il dio in cui credo così ha deciso per me. Lo dico con il sorriso, con l’ebrezza del mio viaggio emozionante.

    Felice di essere cio che sono.

    Il mio maestro oggi mi ha scritto:

    La tua luce è forte e visibile.

    Mai tornerei indietro.

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    • Se non deve essere, non sarà. Non a caso ierlaltro citavo col cuginone la canzone di Baglioni che vi ho riproposto nell’angolo.

      Devi ammettere però che accettare le questioni senza senso non è facile. Io, come al solito, anche in questo momento sono dicotomizzata. Tanta felicità direi in parecchi settori della mia vita, e un dolore, acuto, che mi lacera e macera, e anche in questo caso non è il fatto di per sé che non accetto, che pure mi fa soffrire, ma il perché.

      Io credo pure che, se il tempo fosse un gambero, non potrei cambiare un bel niente.

      E allora che fare, andiamo aventi, progettiamo, ora e qui.

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    • Beh, diciamo che per gli ingredienti base più o meno siamo lì… 😉

      Giusto oggi rileggevo “Il regno di Ginevra e Artù” e sono capitata su un tuo commento in cui chiedevi lumi su un’eventuale parentela: pensavo giusto che, come ho due fratelli (Brandy e Cielolibero), è giusto che abbia due sorelle (per ora c’è solo la Eli): vuoi tu, Stellasolitaria, entrare in questa famiglia che da una parte cala e dall’altra cresce come legittima sorella, considerando che saresti la piccolina di casa?

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  6. Diemme, ma che bello…una sorellona??? ma è bellissimo…accetto accetto…ma non sarei la piccolina di casa, perchè per la proprietà transitiva se acquisisco i tuoi fratellini o fratelloni voi mia cara acquisereste la mia sorellina pensieri e perline??? e’ così dolce….

    allora si allarga la famiglia??? l’alieno invece è stato di cuore recapitato alla sorellina ma non so che fine gli abbia fatto fare….

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    • Carissima, con la storia dell’alieno recapitato alla sorellina mi hai un po’ disorientato (modo carino per significare che non ho capito un piffero) e comunque pensierieperline qui è sempre la benvenuta anche se, purtroppo, la nostra conoscenza è ancora giovanissima.

      Sai come funzionano le adozioni? Pure con te, quante “lagrime e sangue” ci abbiamo messo? Comunque, su tua richiesta, iniziamo le pratiche…. considera però che qui le parentele sono “vere”, nel senso che generalmente quando arriviamo a dichiararci “qualcosa” ci conosciamo bene, e c’è una corrispondenza che va al di là della simpatia, sia pure notevole, che c’è con quasi tutte le persone che ci fanno visita e che, col loro affetto e la loro presenza, ci sostengono e ci incoraggiano a continuare.

      (Tutto il resto, please, nel nostro angolo: l’abbiamo riaperto apposta per il nostro incontenibile bisogno di off topic!)

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  7. Pensieri e Perline si è volontariata sorellina, dopo il post sull’alieno che ha trovato molto bellino e allora lo ha accettato in dono, quindi non possiedo più il fratellino allieno (la mamma vera non sa del baratto) e mi sono ritrovata una creativa sorellina tra due guardiani ometti…questo è il tutto

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  8. @ Diemme: ma io, quando parlavo di rimorsi e rimpianti, mi riferivo solo alla vita privata… La vita lavorativa è un altro discorso, ma lì secondo me non è questione di rimpianti, certe cose alcune persone le riescono a fare e altre no, neanche volendo

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    • @Fra: sì, ma ci sono persone che le cose le riescono invece a fare, anche non volendo. Ci sono persone che hanno la capacità semplicemente di vedere, e allora tutto diventa facile. C’era un mio capo (un grande) che diceva che non è questione di competenze ma di capacità, soprattutto in un mondo dove le competenze diventano immediatamente datate.

      Ecco, sono quei casi in cui uno è talmente abituato a un ritorno positivo che non si rende conto che, cambiando contesto, entrano in gioco altre dinamiche.

      Ci sono posti in cui non conta quello che è, ma quello che si riesce a far risultare che sia. Ambienti in cui l’ambizione e l’invidia la fanno da padroni e non c’è nessuno che prenda in mano la situazione, perché nessuno è capace, e soprattutto a nessuno va di esporsi.

      E allora, tornando indietro, non cambieresti contesto.

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  9. Il passato da lasciare andare, il presente da vivere, l’inutilità di chiedersi cosa sarebbe successo se…

    Ma io sono umano, peccatore, e allora ogni tanto pecco e penso.

    Voglio essere noioso e serio. Io ho rovinato parte della mia vita per inseguire una donna.
    Non mi ha lasciato niente, solo dolore, il capire quello che non dovrò fare in una prossima vita ed un mucchio di effetti collaterali.
    Ho bruciato anni (quelli che dicono migliori?) inutilmente.
    Non sono stato il primo e, ahimè, non sarò l’ultimo.
    Tornassi indietro, ennò, proprio no, avrei questa cosa qui da cambiare.

    Sono stato abbastanza drammatico?
    Bè, adesso sono sereno e posso dirlo serenamente.
    Come si dice: “meglio tardi che mai”. 🙂

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    • @Bali: Non sei stato abbastanza drammatico, solo abbastanza umano. Voi (uomini) sbagliate a inseguire quella sbagliata, noi (donne) ad aspettare quello giusto.

      O forse anche noi inseguiamo quello sbagliato, e forse anche voi aspettate quella giusta.

      Meglio tardi che mai? Caro Bal, io credo che l’essere umano sia fondamentalmente recidivo, e non impari assolutamente nulla dall’esperienza.

      “L’esperienza è una cosa meravigliosa: ti permette di riconoscere un errore non appena ci ricadi! 😉

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  10. Mi permetto ora di ricordare certe cose perché penso, presuntuosamente, di aver raggiunto una serenità di fondo.
    Potrei raccontare cose mie orribili senza sentirmi stracciare l’anima.
    Lo posso fare perché sono modestamente recidivo, non avessi imparato dall’esperienza, probabilmente non sarei qui a raccontarlo. Che senso avrebbe il divenire?
    Non voglio stuzzicare curiosità a cui poi non potrei rispondere, ma rovinato significa rovinato. Quando te ne accorgi è tardi, quegli anni sono andati ed è inutile qualsiasi tentativo di recuperarli. Resta solo l’amarezza di scoprirsi troppo avanti con gli anni.

    Perdona, non so cosa mi è preso stasera per essere così personale. Mantengo comunque un sorriso sulle labbra, forse perché in fondo mi voglio bene, eppoi sono già altrove.

    ‘notte

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    • Forse anch’io mi sono rovinata per un uomo, e forse più di uno. Non sono stata scellerata, non sono stata sventata; semplicemente sono stata la sua compagna, e ho fatto ciò che ritenevo giusto.

      Quando ci siamo lasciati, ho cercato di tutelarmi, e proprio questo tutelarmi mi ha portato fuori strada. Va bè, io alle curiosità, sia pure per titoli, posso rispondere. Io ho dedicato gli anni migliori della mia vita (mento sapendo di mentire, nel senso che secondo me la vita è sempre splendida, e tutti gli anni sono i migliori) a un uomo che aveva una figlia piccola e una mamma anziana: era mio marito, amavo lui, la madre, e la figlia, che avrei dovuto fare? Terminato il periodo del bisogno ha iniziato a fare il gradasso supponente, mi sono chiusa in me stessa, arroccata, ed è finita.

      Per fare degli investimenti ho aspettato il divorzio, e poi non è stato possibile farli perché lo scenario sociale ed economico era cambiato, che avrei potuto fare?

      Il secondo compagno si è ammalato quasi subito, credo di avere passato i miei venticinque e ventisei anni accanto al suo letto in ospedale, qual era la seconda opzione? Non da me, né avrei voluto. Se vuoi bene a una persona l’unico luogo in cui vuoi stare è accanto a lui.

      Che farei tornando indietro? Dipende: sapendo o non sapendo cosa mi riserva il futuro?

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  11. “Quando te ne accorgi è tardi, quegli anni sono andati ed è inutile qualsiasi tentativo di recuperarli. ”

    … mamma mia, che sferzata questa frase di Bal… però, mentre la leggevo, addirittura il mio pessimismo cosmico ha fatto un passo indietro: infondo non credi si tratti di “recuperare” gli anni andati.
    Ci sono persone che ricominciano quando sono ormai “grandi” (ma si è mai poi così vecchi?)… non dico sia facile, dico che forse la trappola è proprio questo: voler recuperare gli anni andati, anzichè vivere quelli presenti… Sarà sempre tardi, perchè non si potrà mai avere il tempo già vissuto.
    Ma forse – forse dico, non lo so, lo chiedo anche a me – non si tratta, piuttosto, di recuperare la voglia di vivere il presente e lasciar andare il passati?

    Diceva Gesù: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”….

    Ma noi sbaglio o siamo vivi?

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    • No che non sbagli, però brucia pensare al tempo perso per qualcuno (o qualcosa) che non meritava.

      Direi che la rabbia viene spontanea, la voglia di riavvolgere il nastro e riprendersi il proprio tempo (e pure i propri soldi se del caso, e certo la propria dignità). E’ una trappola mentale in cui bisogna evitare di cadere ma credimi, cara Engel, è una trappola in cui cadere è facile.

      Diciamo che il segreto del successo è rialzarsi una volta in più di quelle che si è caduti. 😉

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    • E finalmente stamattina sono riuscita a vedermi gli ultimi due video del musical: vi consiglio di vederlo tutto, ma intanto vi riassumo la storia e vi posto l’epilogo.

      Dunque, il diavolo Max (Enrico Montesano) è incaricato da Satana di indurre a peccare la vecchietta Adelina (Nancy Brilli), che stava morendo immacolata, e per ottenere questo li fa tornare entrambi indietro di 60 anni. Siccome però il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, il bonaccione diavolo Max si innamora follemente di Adelina ed è da questa ricambiato; a questo punto è lui stessa a fermarla dal cedere…

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  12. Carissima! Ho letto ieri di corsa il post, ma il lavoro mi ha impedito di commentare un tema a me molto caro… Eccomi qui ora a rimediare.
    Per tutta l’adolescenza il mio motto è stato: “meglio rimorsi che rimpianti”…. non è che poi abbia fatto chissà che, anche perchè la mia educazione ed i miei principi mi hanno il più delle volte frenato…. però qualche sciocchezza l’ho fatta, vivendo serenamente anche gli errori.
    I problemi sono arrivati dopo. Il fatto di vivere sola, lontana dalla mia famiglia, caricata di responsabilità che a 18 anni sembrano insormontabili mi hanno fatto “mettere giudizio”. E lì ho incominciato a rinunciare a delle esperienze che oggi come oggi sono i miei rimpianti. Avrei voluto studiare o lavorare all’estero, e ho lasciato sfumare queste possibilità. Me ne sono pentita tanto tantissimo, ma con il tempo il rimpianto è sfumato, e tutto sommato ho capito che la scelta giusta era rimanere qui.
    Al contrario, ho fatto delle cose, come si suol dire, “con il mal di pancia”…. e invece quelle si sono rivelate le esperienze più importanti della mia vita.
    Insomma, credo che la vera chiave sia il tempo: solo lui può dire cosa abbiamo sbagliato e cosa abbiamo fatto bene nella vita!

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    • Anche per me più o meno è stato così, quelli che sembravano colpi di testa si sono rivelate le cose meglio riuscite della mia vita, mentre le azioni sagge e ponderate… che fallimento!

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