Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse…

“Se gioventù sapesse se vecchiaia potesse!”: così diceva Henri Estienne, e quanto aveva ragione!

Ricordo ancora mi pare Al Pacino in “Profumo di donna” che diceva qualcosa del tipo “La giovinezza è una cosa così bella che è un peccato che sia sprecata coi giovani”.

E’ una vecchia storia, i giovani hanno forze e la vita davanti a loro, ma non hanno esperienza e di errori ne fanno tanti, i vecchi hanno forse la saggezza del tempo, ma non hanno più la possibilità di vivere, forse solo quella di consigliare i giovani… almeno un tempo. Ora forse non più, perché i vecchi non vivono più coi giovani, perché i giovani non ascoltano i vecchi, perché i vecchi comunque hanno conosciuto un mondo che non è più quello di oggi e la loro conoscenza non è adeguata a salvaguardarci dall’oggi, o meglio, salvaguardarli dall’oggi, e anche dal domani.

Tornando indietro, cosa farei? Cosa consiglierei io oggi a un giovane?

Io di errori ne ho fatti tanti, vi dico i primi che mi vengono in mente:

1) non ho mai tenuto conto che il tempo passa. A volte l’altezza della montagna da scalare mi ha spaventato talmente tanto da non iniziare neanche a scalarla. Una mia vecchia conoscente diceva, di fronte a lavori che sembravano infiniti, che per fortuna le braccia non hanno paura quanto gli occhi. Ecco, le mie di braccia a volte hanno avuto paura, e tante volte mi è capitato di ritrovarmi a dire “Ecco, se avessi cominciato allora, a quest’ora avrei già finito”.

2) Bello o brutto, prima o poi passa tutto. A volte questo l’ho tenuto presente, a volte, nel bene e nel male, no, e mi sono lasciata sorprendere da qualcuno che andava via, o affliggere da un problema che sembrava un macigno inamovibile dalle mie spalle. Oggi come oggi, col senno del poi, avrei più speranza e meno fiducia, o meglio, più fiducia nella vita, meno aspettative sulla gente.

3) Appartengo alla categoria “mi spezzo ma non mi piego”, e infatti mi sono spezzata, e rispezzata, e rispezzata. Oggi capisco che non vincono i più forti, e neanche i più furbi, non vincono i più giusti e neanche i più sbagliati: a sopravvivere sono quelli che sanno adeguarsi, e a vincere quelli che sanno farlo senza vendersi l’anima.

La realtà è che è da stolti illudersi di vivere senza compromessi e bisogna fare solo attenzione a non vendere la nostra integrità, perché i compromessi leciti e onesti esistono, e probabilmente sono indispensabili. Come tutti sanno lo sciopero bianco, cioè quello sciopero che consiste nell’attenersi rigidamente alle proprie mansioni, provoca il blocco delle attività, e nella vita è esattamente lo stesso: a volte bisogna saper voltare la testa dall’altra parte, quando questo è un’opera di bene o un atto di pietà.

4) Ho tenuto sempre ben presenti i miei doveri, ho un senso del dovere inossidabile, ma non mi sono mai resa conto che anche verso se stessi si hanno dei doveri, e anche la ricerca della felicità è un preciso dovere cui attendere.

Ecco, se dovessi dare un consiglio ai giovani sarebbe quello di non disperarsi quando le cose sembrano andare male e non adagiarsi sugli allori quando vanno bene, di gratificarsi senza viziarsi, che il piacere non sia mai vizio, che il dovere sia gratificante responsabilità e mai odioso fardello, e poi una cosa importantissima, che io non ho mai imparato a fare: riconoscere quando trattenere e quando lasciar andare.

Ancora una cosa: l’ansia lasciatela andare, è tra le cose più dannose al mondo, e non mi risulta abbia mai avuto un minimo di utilità, tutt’altro, ingigantisce i problemi e toglie lucidità ed energie per risolvere quelli che effettivamente ci sono.

Ecco, mettiamola così: per il 2019 cercherò di seguire i miei consigli  😉

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26 thoughts on “Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse…

  1. Ottimi consigli ed ottima decisione quella di seguirli. Spesso mi sono ritrovata a desiderare di tornare giovane con la testa che ho adesso. Sicuramente avrei vissuto la mia gioventù meglio sotto tutti gli aspetti. Ciao. Buona Epifania.

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    • Cercherò di seguirli ma sai com’è, altro è parlar di morte, altro è morire. Credo che un po’ tutti vorremmo tornare giovani con la testa di adesso, saremmo tutti più felici, io e i miei genitori sicuramente. ❤

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  2. È un po’ un “chi ha il pane, non ha i denti”
    Scherzi a parte. Da giovane avrei preso con più leggerezza le cose..
    Unico punto su cui non sono d’accordissimo e sul chi vince. Dipende da cosa si considera come vittoria.
    Non riesco ancora ad accettare che il compromesso sia equivalente alla vittoria

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    • Dipende da cosa intendi per compromesso. Io intendo non un piegarsi o un vendersi l’anima, ma un incontrarsi a metà strada e un affinare l’arte della negoziazione.

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  3. Quando i giovani seguivano i consigli dei vecchi… il mondo era quello che era ed ogni generazione cercava di replicarsi. Guerre e soprusi ecc.
    Forse e meglio lasciar perdere i vecchi, pensiamo al futuro, anche se ce ne resta poco, magari qualche pensiero buono può veramente venir bene per altri..
    Un abbraccio
    Giancarlo

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  4. Se i giovani sapessero ??? 😳
    Ma i giovani sanno benissimo cosa fare e/o pensare, come dimostra l’ idea della giovane sindachessa di Roma di far scopare dai vecchi tutta la loro monnezza, mantenendo così il marciapiedi di casa loro pulito e sgombro da tutti i sacchi ivi accumulatisi … ma i vecchi … ehm … possono ???
    Loro, che durante il giorno non hanno un ca@@o da fare, sono in grado di mantenere pulito il loro marciapiedi ???
    Questo è il punto, mia cara Diemme …. è inutile tergiversare !!! 😀

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    • Quello dei rifiuti a Roma è un vero dramma, tamponano come possono, ma non riescono a risolvere il problema alla radice. Intanto la situazione è questa:

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  5. Mi è piaciuto il pensiero di @cavaliereerrante… Ma a parte questo, si, credo che inizierò a seguire i tuoi consigli. Qualcuno l’ho già fatto mio da un po’, come quello dell’ansia e del “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Sull’ansia ho fatto un lavoraccio e ancora ho qualche strascico di nervosismo che mi porto addosso. Pensa che fino a qualche tempo fa vivevo di compulsioni ed adottavo atteggiamenti ossessivi che alla fine mi facevano solo perdere tempo. Ecco, il tempo che passa… io sono una che “meglio un uovo oggi che una gallina domani”, ma quando mi ritrovo a confrontarmi con il mondo, e quando alcune cose devo farle assieme a qualcuno… ecco! Mi ritrovo a dover aspettare la gallina….

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  6. Con i veloci cambiamenti dell’oggi, io credo che i vecchi abbiano ben poco da insegnare ai giovani, i quali probabilmente godono di una maggiore capacità di adattamento, la quale, effettivamente, è la prima virtù necessaria, anche per chi ha o crede di avere un carattere forte.
    Ed è vero che il tempo ci sorprende perché sovente corre più veloce della nostra capacità di dare realizzazione ai nostri propositi, progetti o sogni.
    Quanto alla vita di relazione, ai rapporti che abbiamo con gli altri, penso sia giusto evitare la drammatizzazione, perché ciò che adesso può sembrare terribile, irrimediabile, angustiante, probabilmente domani parrà molto meno importante, e in qualche caso anche risibile, buffo.
    E, quantunque appaia un’affermazione egoistica, non dobbiamo dimenticare che comunque noi stessi veniamo prima degli altri e la salvaguardia della nostra integrità mentale, del nostro equilibrio, è un requisito indispensabile anche per avere rapporti migliori col prossimo.
    Certo, ad alcuni errori non è più possibile rimediare, ma la fallibilità è inevitabile, insita nella natura umana e colpevolizzarsi non serve, anzi rappresenta il perpetuarsi del danno.
    E quindi, concludendo, serbiamo almeno ai giovani il volto di un vecchio sereno: questo se non altro non li intristirà e infonderà loro più coraggio per il futuro che li attende..

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    • Sono completamente d’accordo con le tue parole, parole di grande esperienza e buon senso, di chi l’ha vita l’ha vissuta e anche capita anche se a volte, forse, a posteriori, come troppo spesso capita anche a chi si cimenta a viverla con le migliori intenzioni.

      E allora, impegnamoci allora nell’ultima azione che rimane a nostra disposizione ancora da fare, essere sereni in quest’ultimo scorcio della nostra vita (insomma, scorcio, spero sia lunghetto 😉 ).

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  7. Anche io mi trovo spesso a pensare a come avrei vissuto la mia giovinezza se avessi avuto allora la consapevolezza che ho adesso ma in realtà finisco sempre col pensare che non cambierei nulla o quasi… ☺️

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  8. Un tempo glorioso, Roma era chiamata CAPUT MUNDI, ora invece viene chiamata CAPUT MONNEZZAE ! 😦
    Le sue Legioni, marciavano sul mondo e lo conquistavano … adesso i suoi legionari, atterriti dalle tonnellate di monnezza ammonticchiata alla sanfasòn nelle strade, incrociano le braccia e scioperano ! 😦 😦
    E la sindachessa che fà ???
    Piange, strepita, si dispera … e chiede ai cittadini di far loro i monnezzari, e di trasformare le loro case in discariche ! 😳

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