Fai bei sogni (poi, però, svegliati!)

L’ho letto tutto d’un fiato, come da un po’ non mi succedeva con un libro. L’ho divorato sempre rapportandolo a me, sottolineando i passaggi che più mi colpivano, più sentivo miei, e mentre leggevo, pensavo, riflettevo, rivivevo…

L’ho letto con il sottofondo della musica del video, che ogni tanto riavviavo, colonna sonora di un blogamico che tenevo aperto, e che invece pareva suonare apposta per i miei pensieri; mi chiedevo se non dovrei farlo anch’io di scrivere un libro, un libro per crescere, per esorcizzare la vita non vissuta, l’immobilismo, la paura. Scrivere – come già faccio – per riempire quel vuoto, per far tacere quell’urlo stridulo che non hai mai veramente urlato e che t’implode nell’anima lacerandola.

Leggere, e scoprire – sai che novità – che siamo tutti uguali, che passiamo sotto le stesse forche caudine delle prove a cui ci sottopone la vita, e l’elaborazione degli stessi lutti, la negazione, la rabbia, la rassegnazione.

Mettere un punto al passato, anzi, farne un trampolino da cui prendere lo slancio verso un futuro in cui si voli alto, o farne terra fertile su cui piantare radici solide, per protendersi coi rami sempre più in alto, godendosi il vento, vestendo i colori brillanti di foglie e di frutti.

Non essere un ramo secco.

Non essere una foglia secca.

Non essere qualcuno che si rassegna a non essere.

Sapete cosa mi appassiona di più? L’universo. Non so se mi fa sentire piccola oppure grande, opterei per la seconda, un punto importante, indispensabile di qualcosa di armoniosamente perfetto e infinito, che come potrebbe mai essere casuale?

Mi sento banale a volte, eppure quella banalità protrebbe essere quella semplicità che è l’unica chiave di lettura dell’armonia di cui facciamo parte.

Oggi mi sento il pianeta blu.

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44 thoughts on “Fai bei sogni (poi, però, svegliati!)

  1. Scrivere un libro… non è una cattiva idea. Metteresti in bell’ordine i tuoi pensieri e sarebbe un fiume in piena. La mano scriverebbe da sola, secondo me sarebbe terapeutico e non solo per te. Dall’esperienza altrui c’è sempre da imparare e sapere di essere tutti sotto lo stesso cielo da conforto. Finchè si pensa che certe cose,certe emozioni siano nostra esclusiva ci si sente soli ad affrontare il mondo. Quando leggi che allo stesso problema altri hanno reagito in modo diverso, hai uno spunto in più. Certi libri ti arrivano sulla scrivania al momento giusto e non penso sia un caso. Per me è stato così con “Donne che amano troppo”, credo sarà così anche col libro regalato da un comune amico 🙂
    Scrivilo, Diemme e se questo è quello che ti occorre per ritrovare slancio, inizia a scriverlo quanto prima 🙂

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    • Non ho mai avuto velleità di scrivere un libro, anche se molti m’invitano a farlo (ma nessuno di questi è un editore… 😉 ).

      Sì, sapere che siamo tutti sotto uno stesso cielo è di grande conforto. Non ricordo qualse sia i libro regalato dal nostro comune amico, forse “Le nostre zone erronee” (o forse quello voleva solo regalartelo, l’abbiamo cercato e quello che abbiamo trovato non ci soddisfaceva).

      No, non credo che lo scriverò un libro, per ora sono un’estemporanea, sono per i pensieri sparsi, anche se chissà se un giorno qualcuno questi pensieri sparsi li raccoglierà in qualcosa di più organico e ce lo tirerà fuori lui un libro. Certo che, quando la mattina viene giù il diluvio universale e io devo uscire e prendere i mezzi pubblici per arrivare in ufficio, ci penso che mi piacerebbe poter vivere di scrittura, e poi seguire la serie di Castle (e sapere dei guadagni della Rowling) mi ha sicuramente invogliato 😉

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  2. Il libro l’ho divorato pure io! Per quanto riguarda l’universo, certo che non è casuale. E si riaggancia al solito mio discorso delle tessere del puzzle… tutto combacia, alla fine!

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  3. Finalmente un Libro ( sì, con la Elle maiuscola … ) di quelli che restano, che ci accompagnano sempre … così bello e tenero …. e così vero !
    Ed una musica meravigliosa, che non a caso s’ intitola “Chère Louise”, e reca un’ immagine quasi identica all’ avatar del nostro @Dreaming and Running ….NON poteva essere diversamente !
    Un Libro … TU, @Diemme ?!?
    L’ hai già scritto, indocile amica, ma non l’ hai mai letto : ti resta quindi da esternarlo, da dare requie al tempo e da riviverlo, come sempre accade quando la vita vera incide, nella nostra anima aperta, i graffiti di tutti i nostri moti del cuore, di tutti i dolorosi sensi, di tutti i sogni acerbi, delle cadute e della sofferenza, della memoria viva …. e della nostra, sempre struggente, voglia di vivere !

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    • @Bruno: la prima parte comunque l’ho amata più della seconda, la lotta coi fantasmi, la ricerca di calore umano, mi ha avvinto molto di più della nuda e cruda realta della parte conclusiva, inaccettabile per me (è il grande terrore di mia figlia, anche se io le ho detto più volte che non ha nulla da temere in proposito, non da parte mia).

      Dreaming&Running? Quanto mi manca! Io ci contavo di andare a Torino, ma l’amica con cui dovevo andare ha un’emergenza familiare (deve ospitare una persona che viene a Roma per sottoporsi a cure mediche piuttosto impegnative), e mi sta rimandando il viaggio a novembre: sai che voglia ho io a novembre di andare in giro?

      Per quanto riguarda il libro… perché non mi aiuti tu ad assemblare tutto quello che ho scritto? Una blogger, docente di religione, ha ritenuto coinvolgentissimi gli articoli sui dieci comandamenti, per non parlare degli interventi: un certo prurito di raccogliere tutto e proporlo a un editore ce l’avrei, ma i blocchi, la pigrizia, i tempi stretti (e questo lo so che in questo caso è un alibi) hanno sempre il sopravvento: mi aiuti? Mi piacerbbe il tuo nome in copertina “a cura di… “, che ne dici?

      E poi qua abbiamo amiche che l’illustrerebbero alla grande, non trovi? 😉

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  4. E non mi piacerebbe, @Diè ???
    Anche se sarebbe un compito di grande difficoltà …. lo farei volentieri, ammesso che Tu, e la straordinaria “illustratrice” fatta in casa che, di quelle vicende della trama, è parte integrante, ne aveste realmente bisogno !
    Ma come sai, il mio tempo s’ è rarefatto ….. me ne resta pochissimo, e debbo far ancora tantissime cose, il mio Viaggio è ancora non compiuto !
    Comunque, un abbraccio a te …. con la speranza, ben fondata direi, di vedere, nelle librerie vere, quelle che non potrei mai rinunciare a frequentare, il tuo nome impresso su un Libro, la cui lettura a me e a molti/molte …. avrebbe tante cose da insegnare, prima fra tutte che, se si ha un cuore grande e si ama la vita con sincerità e senza maschere, i sogni, qualunque essi siano, finiscono per avverarsi, anche i forme migliori di quelle a suo tempo immaginate ! 😀

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    • Si, ma il mio sogno non è scrivere un libro, ma aver voglia di scriverlo. Il mio sogno non è viaggiare, ma aver voglia di viaggiare. Il mio sogno non è trovare il principe azzurro, avar voglia di trovarlo.

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  5. Il problema non è scrivere un libro ma trovare un editore che te lo pubblichi. Poi, se sei come me che non lo cerca neppure e crede che se Maometto non va alla montagna … allora ti consiglio di scrivere per te. In fondo è quello di cui chi ama scrivere (e ne è capace … tu lo sei, senza dubbio) sente la necessità. La pubblicazione non è la cosa più importante.

    Quando inizi?

    A proposito di Gramellini, ho letto la recensione di frz cui non è piaciuto il libro di cui parli, e quella di Valentina che, invece, l’ha amato molto. Come sempre in fatto di letture i pareri sono discordanti. Lo leggerò, prima o poi.

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  6. Finalmente ascolto la musica. Veramente bella, questa mattina ero di corsa e non ho potuto. Si, il libro al quale mi riferivo è “Le nostre zone erronee” 🙂 e penso mi leggerò pure quello di Gramellini, prima o poi 🙄
    Io un libro tuo lo comprerei, sarebbe uno di quei libri intensi che ti coinvolgerebbero dalle prime pagine e sul quale torneresti appena avuto un attimo libero. Ma già il blog permette di comunicare col prossimo con in più il vantaggio del contatto diretto coi lettori…
    Passato il temporale? Da noi l’ha fatto tutto sommato breve.

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    • @Mujer: io credo che il blog sia la mia dimensione ideali, varie ed eventuali, di tutto un po’, in piena libertà, così come mi gira, assecondando gli umori del momento.

      In Italia almeno, credo che per vendere un libro devi o essere sponsorizzato da qualcuno – che ha un suo motivo per farlo – oppure diventare famoso per altri motivi (anche semplicemente che ti rapiscono): allora tiri fuori il libro dal cassetto e voilà, il gioco è fatto! Tutti lo compreranno, anche se dovessero limitarsi a tenerlo esposto in libreria senza leggere mai neanche l’introduzione…

      E infine no, non è passato il temporale, sono arrivata a casa da poco, sotto l’acqua… 🙄

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    • Ecco!!! Spiegato il colorito verdastro.
      Qualche domanda:
      Perché ti hanno rapita? Hai qualche dettaglio anatomico che desta particolare interesse? Perché ti hanno rilasciata? Lo sai che gli alieni, nelle persone rapite, introducono un dispositivo elettronico per la loro localizzazione? Hai mai avvertito la fastidiosa sensazione di avere un corpo estraneo infilato da qualche parte?

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    • Qualche dettaglio anatomico che desta particolare interesse? Direi proprio di sì 😳
      Perché mi hanno rilasciata? Perché sono notoriamente insopportabile, anche per una razza aliena.

      Ho mai avvertito la sensazione di un corpo estraneo infilato da qualche parte? Sì, ovunque, pesa sessanta chili e risponde al nome di figlia, e prevalentemente si infila sotto le mie lenzuola quando mi devo coricare, nel bagno quando mi devo preparare per uscire, in cucina quando devo rigovernare, insomma, ovunque.

      Tu dici che è stata impiantata da una razza aliena? Beh, considerando Attila, mi sa proprio che hai ragione! 😆

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    • Beh!! Fortunata te che sei infastidita da una meravigloiosa creatura. Pensa a tutta quella gente (rapiti e non) che da oggi avvertiranno ancor più l’insinuarsi di un corpo estraneo, di spregievole natura, a causa dell’aumento dell’IVA.

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    • La meravigliosa creatura o riesce in qualche modo a portarmi all’estero o non mi salva dal corpo estraneo. Proprio oggi la mia azienda ci ha chiesto maggiore flessibilità, ed è chiaro che intendeva “a novanta gradi” 😈

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  7. Ho letto la descrizione del libro che hai linkato da Wikipedia, e da quello che ne emerge credo proprio di concordare con frz: un mare di banalità e di insulsaggine (come è inevitabile per qualunque libro scritto allo scopo di fare chiarezza dentro se stessi: come diceva spesso il mio grande maestro Giuliano Baioni, non si fa letteratura coi buoni sentimenti). Se poi ci aggiungi una madrina che presumibilmente è sempre stata più o meno presente nella vita del protagonista e che per quarant’anni non si accorge che lui non sa come è morta sua madre, siamo proprio al delirio. Anche le citazioni riportate da Wikipedia sono proprio la sagra delle banalità. Davvero non credo che mi verrà voglia di leggerlo (vedi a che cosa servono le blogamiche: a indicarti i libri da evitare accuratamente!)

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    • Il grande maestro Giuliano Baioni (talmente grande che è la prima volta che lo sento nominare) può fare o non fare letteratura con ciò che vuole. La più grande letteratura di tutti i tempi e di tutti i luoghi del mondo è intrisa di buoni sentimenti.

      Visto che i nostri gusti letterari si incrociano più o meno come quelli sugli uomini, che ne diresti di passare a casa mia a prenderti un po’ di quei libri che io non leggerò mai? Sono sicura che li divoreresti!

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  8. Bello davvero, è il pensier diverso
    così lontano dall’ ideologia.
    poichè il primo è libertà di via,
    mentr’ il secondo dà un cammin perverso !

    Piacquemi infatti il @Gramellin citato
    che nello scriver usa il sentimento !
    Ad altri no ??? Ebbene son contento,
    poichè d’ ognun diverso resta il fato !!! 🙂

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