Le madri che mi sconvolgono

Un ragazzo viene picchiato a scuola: la madre posta le foto su facebook, ma non sporge denuncia.

 

http://mediaset.vitv.it/notizie.virgilio.it/VVMS_461281?ref=notizie.virgilio.it

 

Sfiducia nelle istituzioni? Paura di mettersi nei guai? Facebook come sosttuto delle forze dell’ordine e del tribunale?  Come può una madre a cui ritorna a casa il figlio pestato non fare praticamente niente? E il figlio, sarà imbelle perché imbelle è il genitore?

 

PS: sono di corsa, mi riservo di aggiornare l’articolo, la cui sostanza comunque rimane questa: che ne pensate?

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23 thoughts on “Le madri che mi sconvolgono

  1. La prima cosa da fare è la denuncia, prima alla scuola poi alla polizia, a mio parere personale postare solo le foto su internet è una pura ricerca di pubblicità.
    Buon inizio settimana.

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    • O un’ammissione di debolezza? Di paura? Di paralisi di fronte a “Che faccio?”? Di sfiducia nelle istituzioni?

      Per quanto riguarda l’inizio settimana… spero il tuo sia stato migliore del mio!

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  2. Incredibile!!!Forse teme che i bulli facciano ancora più del male al figlio… ma mettendo le foto su facebook non è già una pubblica denuncia anche se non ha valore per la polizia? Devo ammettere che non riesco a capire il comportamento di questa madre.

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  3. Dipende dalla gravità del pestaggio!
    Da che mondo è mondo i ragazzini si son sempre pestati. Nel caso di gravità ancora “accettabile”, penso che, come primo step, abbia fatto bene: Ha usato il linguaggio dei ragazzi (facebook) anzichè “andare fare la spia dai carabinieri”.
    Se avesse sporto denuncia, magari non sarebbe più stato picchiato, ma……. avrebbe passato da emarginato (e non solo dai “cattivi”) il resto della sua permanenza in quella scuola.

    Poi, se non dovesse funzionare, allora lo step successivo sarebbe senza dubbio la denuncia.
    Certo che se invece fosse stato riempito di botte, beh allora denuncia già come primo step, eh!

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    • Mi ha un po’ spiazzato il tuo commento… un punto di vista completamente diverso, e non peregrino. Io continuo a non essere d’accordo, ma il tuo intervento mi ha fatto riflettere, soprattutto relativamente al fatto che, se di lieve gravità, rappresenta quello che tra ragazzi è sempre successo e che forse persino li aiuta a crescere.

      Però fb no, dai! Quantomeno, non senza una preventiva denuncia (che magari così rischia di averla lei la denuncia per diffamazione!!!)

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  4. Penso che per proteggere un figlio non sia necessario affidare al web le conseguenze di un pestaggio, un atteggiamento del genere annulla l’orgoglio, cerca di ispirare pietà e mortifica nel figlio ogni barlume di orgoglio e coscienza di sé. Un comportamento del genero dovrebbe essere proibito dalla legge sulla privacy.
    Quale autostima potrà raggiungere da adulto, se non si trova altro che l’invocazione del pietismo per farlo crescere?
    Un sorriso controverso.
    Giancarlo

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  5. Stavo per rispondere stamattina ma senza aver letto bene la notizia, ora sono più informata. Prima pensavo fosse un atto ambiguo in quanto la denuncia in effetti c’è, ma adesso non capisco. Non vuole rovinare le loro vite. Bene. La vita di suo figlio è già segnata irrimediabilmente perché è un abuso che gli rimarrà addosso finché scampa e pure la loro vita è segnata perché potrebbero non capire nulla e peggiorare proprio perché nessuno li ha mai puniti, oppure rendersi magicamente conto del loro errore e averne il rimorso per sempre, senza poter rimediare. E allora? Cos’è valso mettere alla berlina suo figlio? Soprattutto se non si fermano. A questo punto tanto valgono processi e avvocati, no? È un fatto molto inquietante! Perché è un ricatto subdolo e illogico, dato che è la parte lesa e ha il diritto di mettere tutto alla luce del sole, di fronte ad un giudice, mentre comportandosi così cosa ha ottenuto davvero? Non capisco, no, non capisco…

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    • Sai che c’è? Che se qualcuno picchiasse mia figlia non porrei il problema di non rovinargli la vita, piuttosto il contrario!

      E’ vero che qualche volta non si sa come agire, ma un adulto che ritiene fb la panacea di tutti i mali è inquietante…

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  6. Ciao, il bullismo è l’incubo degli insegnanti, dei genitori e degli studenti presi di mira. E’ difficile giudicare il comportamento della madre che con questo gesto può aver dato la possibilità alla preside della scuola di sistemare la questione prima della denuncia. Essendo i bulli dei ragazzi delle medie superiori non hanno più di 14 anni e non so quanto siano perseguibili penalmente. Non so quale sia il percorso migliore da seguire in questi casi, l’importante è che la vicenda sia venuta fuori. La parola imbelle riferita ad una vittima non la userei, perché spesso vengono presi di mira i più deboli, i più timidi, coloro che non sono in grado di difendersi. Difficilmente i ragazzi provano a picchiare uno più grande e più forte di loro. Credo comunque che le famiglie dei carnefici e non della vittima siano in parte responsabili per l’educazione che hanno dato ai loro figli. Sono i genitori dei carnefici a dover essere messi sotto accusa e non i genitori della vittima, che altrimenti diventa vittima 2 volte.

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    • Aver dato la possibilità al preside della scuola di sistemare la questione? Forse sarebbe stato più opportuno una lettera formale alla scuola, raccomandata AR, mcon un limite per prendere provvedimenti. Magari corredata di foto, e poi avrebbe potuto anche metterle su fb, ma DOPO, non INVECE.

      Come mai mi dici che la parola imbelle non va bene, se poi tu stessa confermi che viene preso di mira il più debole, il più timido, quello che non è in grado di divendersi, vale a dire quello imbelle?

      Hai ragione sui genitori dei carnefici, colpevoli molto probabilmente della brutalità die propri figli, ma anche coloro che insegnano ai figli a essere vittimi hanno le loro responsabilità: i genitori di una volta avvisavano i figli “Non portare le botte a casa”, “Guai a te se porti le botte a casa”, vale a dire “Non fare mai la prima mossa, non far del male a nessuno, ma se te le danno, non osare stare lì a prendertele!”.

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    • E’ molto pericoloso ragionare in questo modo, per secoli sono state incolpate le donne violentate con questi argomenti, colpevoli di non aver opposto resistenza. Noi non possiamo sapere se i genitori hanno mandato raccomandate alla preside, se, come sicuramente è avvenuto, hanno chiesto un colloquio o altro. Sono convinta che tu sia una persona molto emancipata ma su questo argomento mostri dei retaggi un po’ arcaici. Incolpare le vittime è tipico di una certa mentalità.
      I bulli sono tanti la vittima è uno come può un bimbo difendersi da tanti aggressori magari più grandi di lui?

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    • Non stiamo parlando della donna violentata, semmai della donna violentata che torna ogni giorno dallo stupratore a ricevere la razione giornaliera, che se rimane incinta e le chiedono chi è il padre nicchia e nega, della vittima complice del carnefice insomma. Parlo di tutte quelle donne regolarmente picchiate che difendono il picchiatore al grido “ma lui mi ama”, “nessuno lo capisce” e anche quando finiscono in ospedale non denunciano, e se lo fanno poi la denuncia la ritirano.

      Tu mi riteni con dei retaggi arcaici? Incolpare le vittime è tipico di una certa mentalità? E insegnare alle vittime che sono impossibilitate a difendersi che tipo di mentalità è? Non stiamo incolpando la vittima: i colpevoli sono i bulli, se ti beccano in dieci e ti pistano non puoi fare niente, ma se tutti i giorni gli porti soldi e merendine e ti fai dare un paio di cazzotti senza dire niente a casa e senza denunciare, gli rendi la vita facile, fai il pieno di carburante alla macchina del bullismo, e gli fai pure il cambio dell’olio e lavaggio vetri.

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  7. Il mondo dell’apparire anche su questo? Postare su facebook come se fosse la panacea a tutti i mali, questo sono diventati i tanto decantati social netwoork? Stanno sostituendo anche il cervello delle persone…Denuncia, fatti, questo ci vuole, altro che fotografie!

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    • Non sono d’accordo. Non è facile trovarsi in certe situazioni, anche in classe di mia figlia un ragazzo fu picchiato e non da una delle bulle, ma da sua madre! L’altra madre era completamente spiazzata, impreparata, voleva togliere suo figlio da scuola, ma denunciare le sembrava una cosa spaventosa, un “mettersi nei guai”, e non escludo che una denuncia, doverosa e dovuta, non avrebbe portato qualche contraccolpo.

      La madre del ragazzo picchiato ha utilizzato un mezzo spettacolare e inadeguato, ma credo che siamo un po’ troppo pronti a spostare la colpa sulla vittima.

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  8. In prima battuta, diffido dalle affermazioni tipo “non è facile trovarsi in certe situazioni”.
    A tirarsi fuori dalle situazioni facili sono capaci tutti. Il difficile è, appunto, uscire dalle situazioni difficili.
    Io non entro nel merito se le botte che ha ricevuto il ragazzo fossero un vero e proprio atto di bullismo oppure una semplice rissa tra giovani come ce ne sono e ce ne sono state tante (in questo caso, però, non devono degenerare, perché un conto è dare uno schiaffo a una persona – per quanto sbagliato possa essere – un conto è massacrarla di botte e farla finire in ospedale).
    Di tutte le risposte che si poteva inventare la madre, quella di postare le foto su fb mi sembra veramente – per dirla senza peli sulla lingua – una scemenza. In questo senso dicevo che è lei la prima ad avere bisogno di “cure”.
    Poi non comprendo chi dice “una denuncia non porta a niente e non risolve niente”.
    Lo scopo della denuncia è un altro: avviare una verifica su un possibile reato.

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    • A parte che, secondo me, ci sono persone che non sanno uscire neanche dalle situazioni facili, quelle difficili risultano difficili, e triste chi ci capita. La reazione della madre è decisamente, secondo me, inadeguata. Se poi abbia bisogno di “cure” non lo so, francamente mi sembra un giudizio un po’ pesante, e forse pure ingiusto.

      Ecco, la reazione della mamma mi sembra più appartenere a una certa sottocultura. D’accordo con te sulla denuncia e sul suo significato, ma anche s’accordo con chi sostiene che, spesso e volentieri, non porta a nulla (e infatti io, lo sai, in caso di mancato intervento della giustizia ufficiale, non è che sarei proprio contraria a un minimo di “giustizia fai da te”).

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