Perché non sono mai tornata

magen david balev

Tanto tempo fa Martina (una vecchia blogamica) mi chiese di scrivere qualcosa sulla mia esperienza in Israele.

Non avevo, non ho avuto finora, tutta questa gran voglia di parlarne, abbenché si tratti di un’esperienza più che felice, né mai sono tornata in quei luoghi, io stessa chiedendomene perché.

Poi un giorno ho letto questa frase:

“Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici”, Cesare Pavese.

e finalmente ho capito.

Io, per mille e un motivo, sono tornata in Italia, condannandomi a una vita che non è la mia. Alla magia e all’umanità incontrata in quei luoghi, meglio che non pensi, senza contare l’efficienza e il riconoscimento e valorizzazione del merito.

Qualcuno mi dice che non è mai troppo tardi, ma restarci da giovani, con università frequentata in loco, è un conto, tornarci oggi significherebbe tornarci da analfabeti (vi assicuro che decenni di silenzio e abbandono di una lingua fanno i loro bei danni) e poi… e poi all’epoca dovevo rendere conto solo a me stessa, ora ho qualche responsabilità in più.

Chissà, forse è destino che io, più che stare là, porti e conservi qua la mia testimonianza, ma tanto sembrerà sempre di parte, anche se non lo è.

Ricordo di Israele i ragazzi che facevano il militare con piacere, al contrario che in Italia, e al mio stupore mi rispondevano che è giusto, doveroso e un grande onore difendere la propria patria. Oggi mi dicono che non sia più così, ma non ci credo moltissimo, ho anche tante testimonianze che i soldati sono ancora ben lieti di servire l’esercito: vorrei essere lì per verificare di persona chi sono gli obiettori, e perché.

Un’altra cosa che mi stupì è che la gente pagava più che volentieri le tasse, anche elevatissime (la pressione fiscale, specie sui single, era veramente consistente). Anche qui risposero al mio stupore che lo stato aveva bisogno, ed avevano la certezza che ogni centesimo versato andasse per la nazione, per il popolo, per strutture, infrastrutture, difesa, progresso…

Noi un simile stato d’animo ce lo sogniamo, le tasse le viviamo come una rapina, e siamo praticamente certi che si tratterà per lo più di cifre “distratte” all’erario, che certo non serviranno a migliorare la nostra posizione.

Ero all’università, ed è successo più volte che mi venissero a chiamare per dirmi che, dati i meriti, ero stata assegnata al corso successivo, è successo che mi venissero a cercare perché, dati i meriti, avevano trovato un lavoro per me e che, dati i meriti, avevo una borsa di studio.

Ecco, qui in Italia, le parole “dati i meriti” sono praticamente prive di qualsiasi significato.

Anche per questo, da quando sono tornata, quest’impressione di essermi giocata la vita è fortissima, ma in questo momento, per un’improvvisa e inaspettata resa dei conti, sta diventando una coscienza strangolante.

L’insoddisfazione regna sovrana.

Israele, perdonami per averti lasciato, il comportamento sanguinario dei tuoi “vicini di casa”, la loro determinazione a uccidere il più possibile di noi mi aveva spaventato. Oggi non posso non pensare ai tre ragazzini israeliani rapiti pochi giorni or sono da terroristi palestinesi, credo che ogni madre nel mondo tremi a certi pensieri.

Però mi sento vile, e sto pagando il prezzo della mia viltà con questa vita idiota.

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34 thoughts on “Perché non sono mai tornata

  1. quello che ci manca in effetti è proprio il senso dello Stato, la certezza di essere parte di un tutto e che, tanto per fare un esempio, se evado le tasse alla fine danneggio anche me stesso in quanto fruitore di un servizio… Sarebbe bello un mondo in cui il più furbo capisse in realtà che la vera furbizia è essere onesti e corretti, perché è quello che ci rende migliori…

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    • Avrei voluto avere sotto mano uno schemino da postare, semplice semplice, in cui si dimostrava che se c’è uno che fa il furbo, magari ci guadagna pure, anche se a danno del prossimo, ma un’intera nazione di “furbi” è solo una nazione misera, depredata, invivibile.

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  2. Hai fatto semplicemente quello che ritenevi più giusto fare all’epoca e cioè andare via da Israele. Inoltre pensa a qualcosa di buono che questa povera Italia ti ha dato ed aggrappati a quello per andare avanti.

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    • In questo momento non riesco a pensare a nulla di buono, il profumo dei fiori che non colsi mi sembra inebriante, la demotivazione del momento enorme.

      Sono molto stanca, le ultime due mazzate le ho avute proprio da due “furbi”, e al di là del danno oggettivo l’avvilimento umano è profondo. Un mio amico ha commentato i fatti constatando che oramai siamo un paese di rubagalline. Ci sono tante persone degne, per carità, ma l’andazzo purtroppo è di uno stato di gente che tira a campare e, purtroppo, a inciuciare.

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    • Molto di me? Ora sono curiosa di sapere cosa ti ha colpito…

      Io credo che in tutti i miei post ci sia molto di me, al contrario di quei maledetti squallidi copioni (leggi per esempio qui e poi qui, copiona delle mie zucchine!). E poi, cosa ottengono? Questi dei copioni, l’ho verificato più volte, non sono blog che hanno tanto seguito…

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    • C’è il tuo cuore, il tuo passato, la tua rabbia. Tutti i tuoi post sono sinceri, ma ho capito tanti tuoi post passati leggendo questo. Hai messo come la chiave per decriptare il fra le righe degli altri

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  3. @Laura: sono d’accordissimo con te.
    Purtroppo la certezza di essere parte di un tutto qui c’è solo una volta ogni 4 anni.

    @Diemme: Attenta, la maggior parte delle volte il senno del poi porta solo a recriminazioni.

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    • Caro Warp, è un periodaccio. Sarà pure la notte prima dell’aurora, ma è un momento di rabbia, stanchezza, sono incappata in una trappola burocratica da cui non riesco a uscire (perché a troppa gente non va di lavorare, e lo scaricabarile pare sia impunito), e in più una serie di furbi sconfortanti, che magari non l’avranno vinta, ma quanta fatica, e quanta delusione umana!

      Magari Israele non sarà la terra del latte e miele, ma la gente era più motivata, attiva, costruttiva… più realista, più pratica: sarà che il lottare quotidianamente per la vita porta a delle diverse priorità?

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    • Può essere.
      Come potrebbe essere che in questo paese la percentuale tra politici e statisti è a favore di questi ultimi.

      “Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese.” – James Freeman Clarke

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  4. Nessuna vita è idiota! Tu hai scelto una strada e ogni strada implica una presa di responsabilità , una prova. La tua prova in Italia è sopportare tutti i vari soprusi come hai scritto. Ti sembra poco? Però … Puoi guardarti il Colosseo e passeggiare a Piazza di Spagna. Penso che la missione che Dio ha dato ad ognuno sia nel vivere quotidiano, nei servizi che facciamo agli altri giorno per giorno. Il Paradiso non è qui, qui ce lo dobbiamo solo guadagnare.

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  5. La difficoltà di fare unità con il proprio passato è comune a molte persone. Io però non parlerei di viltà, ma dell’aver scelto in quel momento ciò che ti sembrava più giusto. Dunque avanti. Giudicare ieri con la maturità dell’oggi non ha senso. Semmai è costruire il domani che conta, per non ricadere negli stessi tranelli. Una vicinanza amichevole da un uomo che ha cambiato vita più volte.

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    • Sì, mi sembrava più giusto. Mi semprava più giusto stare accanto alla mia famiglia, sono italiana, le mie radici le sentivo in Italia. Hai cambiato vita più volte? Anch’io, te lo assicuro, e forse è troppo tempo che non lo faccio, ma spero che, se sarà, sarà per una cosa buona!

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    • Ma neanche la botte vuota e la moglie sobria… non riesco a vedere i pro del mio essere tornata: sarà questo periodo di metamorfosi che, dal bozzolo, non mi fa vedere luce.

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  6. Non commeno … non serve, ti ho letto con piacere, e molti pensieri condivido in pieno. Bello questo “Diemme”, qualcosa sta cambiando interiormente in te!
    Ogni volta che prendi delle pause, poi mi sorprendi con cose grandiose!
    Poi la cit penso come te; “Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici”, Cesare Pavese.
    Ci sono posti meravigliosi dove non riesco piu tornare, perchè era troppo felice! Semplicemente ucciderei i miei ricordi!

    Io amo l’Italia di 40 anni fa, quando arrivai … Era incinta della mia figlia piccola e avevo una bambina di tre anni, e un marito morto investita da un ubriaco, avevo 25 anni! é allora non e come oggi … nessun pietà per una straniera! … dovevi meritarti per vivere in un paese meraviglioso … e ho la fortuna di conoscere un Italia umana, povera … allora cosi pensavo, oggi era una certezza, meno ricchi ma piu felici! e piu gentili!
    Oggi? Desolato, ma non saprei scrivere cose belle! – vedo apatia, tanta arroganza, e mi piange il cuore! – perchè io amo questo paese, e cercato di comportarmi da sempre “come un’ospite” rispettosa, e a dire sono stata anche ricambiata!
    Ma oggi … quello dice Laura, “manca in effetti è proprio il senso dello Stato, la certezza di essere parte di un tutto” …
    Un caro abbraccio a te, con affetto, Lisa♡

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  7. oh mamma, e meno male che non volevo commentarti, ma hai aperto il vaso di pandora con i tuoi pensieri …
    Conosco Israele, ho sposato una persona meravigliosa, i padre di miei figli, e penso di sapere come ti senti … ma non dimenticarti, “i ricordi” col tempo siì adolciscono!
    E oggi non e come ieri, non dimentichiamoci!
    Una serena shabbat shalom a te a me, a tutte le persone che ci vogliono bene!♡

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    • ciao 🙂
      Ho sposato un Canadese, origine ebreo! – matrimonio yiddish!!
      Imparato e parlo i yiddish abbastanza bene … Si era il padre dei miei figli … e se pensi a 1973-74 in Ungheria diventare una ebrea di scelta … eh si … imparato a cucinare Kasher (o Kosher, secondo la dizione Yiddish) … eh si era una bella rivoluzione al’epoca …

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  8. Le scelte si fanno spesso seguendo il cuore e il cuore ti ha riportata in Italia. Conserva di quel periodo un felice ricordo ma non lasciarti andare ai “se non fossi tornata”, “perché caspita non sono rimasta là?” e “Se fossi ancora lì la mia vita sarebbe meno idiota”. Nessun posto è mai amato tanto quanto quello in cui non puoi stare. Non so se l’ha scritto Seneca ma, se me lo sono inventato, Seneca sarebbe d’accordo con me. 😉

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    • Forse se non fossi tornata sarei saltata in qualche attentato, o uno dei miei figli sarebbe stato rapito da terroristi sulla via di casa….

      Io sono tornata soprattutto per la mia famiglia, ma anche il fattore terrorismo una sua subliminale valenza deterrente sicuramente l’ha avuta…

      (Grande Seneca, grande Marisa 😉 ).

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    • Non sono proprio tornata, non voglio farvi sciroppare tutta la mia amarezza e trasformare il mio grintoso blog in una lamentazione perpetua! Attendo tempi migliori…

      Oggi ossa rotte come se mi avessero bastonato, faccio risonanze su risonanze, sui referti c’è scritto che sono pronta per l’oasi ecologica, ma i medici che poi le leggono nicchiano e mi vendono costose terapie. Il prossimo magari mi manderà da un suo amico stregone che con una pozione a base di ali di pipistrello, dal costo di miseri 600 euro, risolverà tutti i miei problemi. Se arrivo a mille euro, anche quelli di cuore. Se raddoppio la cifra, anche quelli giudiziari.

      Credo che se arrivo a diecimila euro + 2000 per la pranoterapia, l’amico stregone mi farà anche tornare in Israele a 18-20 anni, o forse 21, per riprendere la vita esattamente al punto in cui l’ho lasciata: un affare! 👿

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  9. Mah, oasi ecologica? Credo di non capire del tutto… o forse lo spero.
    In ogni modo, non so quanti in realtà possano affermare di aver fatto una vita giusta, di aver fatto le scelte giuste, di aver avuto ciò a cui aspiravano… ammesso che ne avessero raggiunto la consapevolezza.
    E invece il nostro percorso terreno è disseminato di errori, di scelte che, almeno oggi, ci paiono sbagliate, drammaticamente sbagliate.
    Il fatto è che la vita, forse, ci chiede solo di essere vissuta per quello che è, per quello che ci è riuscito di farla diventare o il caso o gli eventi l’hanno fatta diventare.
    Il nostro compito di vivere, di esserci, è assolto in ogni caso… di più non ci è chiesto, poi si vedrà.. 😉

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  10. Le scelte non sono mai errori. Col senno di poi è tutto facile, non faremmo mai scelte azzardate, non butteremmo mai il cuore al di la dell ostacolo.
    Ora sei qua, hai tutto il tempo per decidere cosa fare.
    Prima o poi tutti ci guardiamo indietro per vedere dove siamo arrivati. La tua vita non finisce ne oggi ne domani. Puoi odiare la gente che ti circonda, e vivere isolata, come faceva Bukowski. Oppure credere nel impossibile e andate avanti.
    Clancy diceva : Gli uomini hanno inventato il paradiso, perché amano darsi obiettivi superiori alle proprie capacità.

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