La differenza tra NOI e LORO

israele_ragazzi_rapiti

 

C’è una profonda differenza tra NOI e LORO.

I palestinesi festeggiano il rapimento di tre ragazzi, due sedicenni e un diciannovenne, da giorni in mano a dei terroristi. Per le strade esultano e fanno, fanno fare ai loro bambini, e altri loro sostenitori in tutto il mondo si divertono a fare, il segno del tre con le dita, a inneggiare a questa vittoria.

Tre topi presi all’amo, così li considerano, come hanno avuto modo di illustrare con la vignetta che vedete qua sotto.

Topi con stella di david

 

Ecco, questa è la vera differenza tra NOI e LORO. Se avessero rapito tre ragazzi palestinesi, io non festeggerei, e pregherei ed agirei per la loro liberazione. Se due sedicenni e un diciannovenne fossero in mano a dei terroristi, di qualunque origine fossero quei ragazzi, io non ci troverei nulla da festeggiare.

Alla fin fine, questa è una delle tante fondamentali differenze tra NOI, che celebriamo la vita e per questa lottiamo, e LORO, per cui morte, stragi e martirio, finalizzati all’annientamento dell’altro, sono le uniche ragioni di vita.

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9 thoughts on “La differenza tra NOI e LORO

  1. diciamo che sono fanatici nella maggior parte dei casi. a rigor di logica per loro è come una vittoria, ma in realtà non è altro che un colpo dei forti verso i deboli.

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    • Io non so se siano dei fanatici quelli che l’hanno rapito, ma so che chi festeggia da quelle parti è “l’uomo della strada”, senza contare altri, magari sedicenti “pacifisti”, in tutto il resto del mondo.
      L’assenza di commenti mi fa comunque meditare di quanto sia scabroso l’argomento, o magari di come tanti miei lettori non siano propriamente d’accordo, e forse preferiscono astenersi per non entrare in conflitto…
      O forse sono solo i mondiali che deconcentrano: ecco, magari è quello 😥

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  2. I palestinesi, sono talmente in svantaggio contro israeliani che sono disposti a vedere – anche in una vigliaccheria infetta – una grande vittoria. D’altronde, l’odio alzato al livello di politica di stato è una priorità “vitale”. Altrimenti…. LORO….. sono condannati a sparire.

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    • Caro Valentino, se pensi che siano in svantaggio credo che tu sia piuttosto disinformato. Intanto, per il fatto che siano condannati a sparire, puoi verificare come negli ultimi decenni siano aumentati in maniera esponenziale (devo andare a verificare le cifre, credo quasi decuplicati).

      Poi, dai un’altra occhiata alle carte geografiche, lo spazio occupato dai paesi arabi (‘na cosa allucinante), e quello occupato da israele, uno stato che è una briciola. Terzo, verifica pure il mare di miliardi di aiuti internazionali che arriva loro continuativamente da tutto il mondo (e che non si sa dove finisca, a parte quelli usati per l’acquisto di armi e armamentari vari, ma pare che, a fronte di fame e bisogni effettivi del popolo, i loro leader siano ricchissimi: te le ricordi le enormi ricchezze di Arafat che uscirono alla sua morte?).

      Quarto, se davvero la forza di Israele fosse così trasbordante in confronto alla loro, non sarebbe stata costretta a liberare mille terroristi in cambio di un suo soldato (e, purtroppo, non è stato l’unico ricatto cui ha dovuto cedere).

      Valentino, mi dispiace, ma stai andando avanti a leggende metropolitane e ne sono rimasta davvero delusa: nessuno, qui, con te ha usato questo metro.

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  3. Ciao amica mia, per me non si tratta di deconcentrazione da mondiali, passo quando ne ho la possibilità, se non altro per un salutino a chi mi è caro. Direi, rispetto a quanto da te proposto, che non ci sia molto da aggiungere a quanto hai affermato, perchè non è la prima volta che ci capita di constatare queste differenze, che io ritengo inammmissibili e motivo di grande preoccupazione per reali prospettive di convivenza fra i due popoli, nonostante le lodevoli intenzioni manifestate su recente invito del Papa. Sia chiaro, non intendo, con queste mie affermazioni, mettere sullo stesso piano entrambi, piuttosto attribuire a questa diffusa cultura di odio e morte da parte di chi inneggia in queste circostanze, come del resto è stato fatto in altre, quando occidentali, se non proprio israeliani, sono stati vittime di attentati, uno dei motivi che mi fa essere scettico su prospettive di civile coesistenza. Ti abbraccio, buona notte!

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    • Grazie Sergio. Per la pacifica convivenza, anch’io sono scettica e non so che pensare, però è vero che probebilmente anche tra la loro popolazione c’è chi vorrebbe solo vivere in pace: certo, quando senti di persone curate e salvate negli ospedali israeliani che ritornano imbottite di esplosivi per far saltare luoghi e persone che hanno salvato loro la vita, ti cascano le braccia!

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  4. Comunque chiudo ai commenti, mi rendo conto che mi fa troppo male parlare di queste cose, e in giro per il web ho trovato tante manipolazioni ignobili che davvero, discuterne diventa una storia infinita. Se si andasse avanti con la verità, anche se presentata e interpretata da ognuno secondo la propria prospettiva, magari qualche risultato si raggiungerebbe, ma non si può passare la vita a smentire menzogne! Fanno passare per vittime degli israeliani persino i loro autogol, e meno male che c’è comunque anche dall’altra parte qualcuno onesto che smentisce e invita ad andare avanti con la verità, che dirla da quelle parti e rischioso, ma in tutto il resto del mondo? Da noi in Europa?

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