Archivio | 6 settembre 2017

L’ultima volta

Ero con Antonella quando l’ho sentito l’ultima volta. Lei gli aveva mandato alcune foto del quartiere ebraico, sfidandolo a indovinare dove fossimo.

Avevamo chiacchierato allegramente, ci eravamo un po’ presi in giro; un po’, come al solito, avevamo messo in mezzo Antonella.

Ci volevamo bene, un’amicizia che è stata prima speciale, poi burrascosa, infine si era assestata sui binari tranquilli di un antico affetto, di persone che oramai si conoscevano da tempo.

Poi non l’ho più sentito, e un po’ ho dato la colpa all’estate, ma poi il tempo è diventato troppo. Ho chiamato al suo telefono ininterrottamente, ho scritto messaggi e inviato e-mail, ma niente. Non è che ci sentissimo quotidianamente, ma regolarmente sì.

Nell’ultima e-mail gliel’ho scritto che mi stava venendo il coccolone, di farsi vivo in qualche modo ma… non è stata colpa sua, non avrebbe potuto più farsi sentire, non potrà mai più.

D’altra parte, ricordate come stavo male, e sembrava fosse senza un perché? Eppure la vita mi ha insegnato che, quando io sto male in quel modo, qualcosa succede, che io lo sappia o no.

A volte è stato un terremoto, un attentato, un cataclisma da qualche parte, ma a volte era una persona cara che ci aveva lasciato, speriamo per un luogo migliore.

Ciao Arthur, la tua Tremendisia ti porterà sempre nel cuore, e puoi giurarci che ci metterà un bel po’ a riprendersi, se mai lo farà, ma non dimenticherà mai che tu volevi che il sorriso prevalesse, sempre.

Lo sgombero di Piazza Indipendenza

Ho letto oggi questo articolo sui recenti fatti di piazza Indipendenza, cui mi sono sentita di dare questa risposta:

Mi dispiace ma sono totalmente in disaccordo, e la storia sembra essere molto diversa. Naturalmente non è che al comune mortale è dato da verificare tutto personalmente, ma i motivi per cui mi dichiaro in disaccordo sono questi (salvo smentita).

1) Agli occupanti erano state offerte soluzioni alternative che hanno rifiutato (ullalero, non era comoda l’ubicazione, poverini! Sai quanti italiani vanno ad abitare a Culonia perché non possono permettersi altri, magari con ragazzini piccoli e genitori lontano, per cui spesso a fare figli, o a fare altri figli, rinunciano?).

2) Erano in tanti e malintenzionati e i poliziotti erano in forte inferiorità numerica. Pare poi (c’è la registrazione, la trovi in linea), che l’ordine sia stato non di rompere le braccia agli occupanti, ma di portare la pelle a casa e salvare quella dei colleghi che erano lì con loro, “a costo di” rompere un braccio a chi li aggrediva, che se permetti è una cosa molto diversa.
3) Non entro in merito poi della proprietà privata e della ricchezza dei proprietari, perché la polemica che ne uscirebbe sarebbe troppo lunga e ci porterebbe pure off topic.

Io sono dalla parte delle forze dell’ordine, quelle ovviamente che non abusano del loro potere, e per due soldi rischiano la vita per salvare quella di noi cittadini.

E voi che ne pensate?