I permalosi

Se c’è una categoria di persone che proprio non riesco a tollerare sono i permalosi.

Io accetto senza problemi il pensiero diverso, persino comportamenti a volte poco urbani, abitudini per me incomprensibili, sono davvero aperta agli altri ma… ma intanto pretendo la stessa apertura nei miei confronti e poi, se non mi piace venire giudicata per qualcosa che ho detto o fatto, pensate come possa accettare di venire condannata per qualcosa che non ho neanche detto, né fatto e spesso e volentieri neanche pensato!

I permalosi,  ormai me ne sono fatta una ragione, sono persone complessate: altrimenti, non ci sarebbe ragione di questo loro stare sempre sulla difensiva, di fare incessantemente processi alle intenzioni.

Seguono silenzi, musi lunghi e, qualora venisse fuori il motivo del malumore, a nulla valgono parole e spiegazioni, più parli e più t’incarti perché ogni parola viene trascodificata in una nuova gravissima offesa, un’onta sempre più difficile da lavare.

I permalosi sono stancanti, ed è davvero l’unica categoria che io rifiuto, evito, banno senza appello:  un permaloso non cambia, e io non ho nessuna intenzione di passare la vita a intuire il motivo dell’offesa, spiegare, giustificarmi, etc. etc. etc.

I non permalosi invece sono amabili, sono riposanti, danno serenità. Hanno tanti amici perché danno modo a questi amici di esistere, muoversi, respirare in tutta tranquillità.

Due piccoli esempi dell’uno e dell’altro caso.

Un’anziana collega (questo accadde tanti anni fa) mi mise il muso perché, incontrandola, non l’avevo salutata. Io ovviamente, probabilmente assorta a pensare ai casi miei, semplicemente non l’avevo vista.

Alla fine si dichiarò disposta a perdonarmi, purché non lo facessi più. Le risposi come avrei potuto mai evitare di camminare pensando ai casi miei e a non accorgermi di qualche passante conosciuto. Se un’altra volta incontrandola non l’avessi vista, ovviamente nuovamente non l’avrei salutata, che altro?

Non mi parlò mai più.

Un’altra volta ero nei corridoi di un’istituto in cui frequentavo un corso, sempre pensando ai casi miei (e un’attività che svolgo spesso 😉 ). A un certo punto mi scuoto e vedo una ragazza che conosco. “Ohi, quella la conosco!” dico al mio gruppo, e uno mi risponde: “Lo sappiamo”.

“E come fai a saperlo?”

“E’ venuta qua, ti ha salutato e tu hai girato la testa dall’altra parte, lei è venuta dall’altra parte agitando le mani e tu niente, alla fine se n’è andata via rassegnata”. O Signùr, a questo punto sono distratta? Il mio ex me lo diceva che ero spesso su Giove!

Corro da quella ragazza a salutarla, profondendomi in scuse, e lei con un sorriso “Ma non ti preoccupare, mi ero accorta che eri assorta e non mi avevi visto”.  Baci abbracci e saluti, e l’incontro è stato un momento piacevole.

Ora, permetterete che a frequentare la seconda ci tengo e la prima no?

L’immagine, azzeccatissima, è stata presa da qui: “Il permaloso”.

70 thoughts on “I permalosi

    • @popof: quanto hai ragione, i permalosi proprio questo fanno, creano l’inferno a chi sta intorno!

      Nota per tutti: per permalosi non intendo ipersensibili, ma su questo tornerò nella risposte successive.

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    • @Marisa: a volte non c’è bisogno di ignorarli, perché semplicemente, offesisi, si dileguano, e tu non saprai mai né di averli offesi né che la loro sparizione sia dovuta a questo. Negli altri casi… beh, io rispondo veramente ha brutto muso “Senti, non ho proprio voglia di confrontarmi con le tue paranoie, vai da un analista, ma uno bravo davvero, stacci in cura una decina d’anni e poi semmai ne riparliamo”.

      Mi spiace, ma la vita è già tanto impegnativa di suo, io non ho nessuna intenzione di peggiorarne la qualità con queste zavorre: come ha giustamente ricordato Popof “l’inferno esiste, te lo creano gli altri” , ma io non ho certo voglia di dar loro una mano.

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  1. La vignetta è davvero bellissima, però, sai… anche io, volte, sono permalosa…. 😦 (e spero che ora non sparirai per sempre dall’universo dei miei contatti… 😦 ), certo non ai livelli della tua collega, nè ai livelli di prendermela per una battuta, ma, a volte e non ti saprei neanche spiegare le situazioni in questo momento, mi scatta un pulsante e me la prendo di brutto anche solo per sciocchezze…
    Ok, faccio mea culpa e, se vuoi, giro al largo… 😦
    Buon pomeriggio e un abbraccio… 🙂

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  2. Dimenticavo…Elegante, il nuovo aspetto del blog!
    P.S. Ma.. la Jane di Tarzan, quella lì di fianco, tutta pettoruta in bikini, con quel sorriso a quarantadue denti… ma da dove arriva??

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    • @Sorry: veramente non vedevi i commenti solo perché ero io ad essere assente e non venivano approvati.

      Comunque primo secondo e terzo lo sei nel mio web cuore (magari con un ex-aequo qua e là 😉 ).

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  3. Questo è un altro post che mi rappresenta in pieno! Non immagini le figure che faccio per stare sempre con la testa tra le nuvole o come dici tu perchè sto pensando ai casi miei!
    I primi tempi mi giustificavo e chiedevo scusa per non aver visto o salutato, poi ho detto chiaro e tondo ad amici e parenti che se e quando mi incontravano ed io al solito ero con la testa a pensare ad altro di non farsi scrupoli e farmi scendere giù!
    Con gli estranei il problema rimane, ma ormai non ci faccio caso! Mi prenderanno per maleducata?
    Bhe sinceramente non me ne importa niente!!
    Ho ben altro a cui pensare 😉
    un caro saluto.
    liù

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    • @Liù: ma la vita è già tanto difficile, posso avvelenarmela perché secondo la gente non sono padrona di pensare ai casi miei, ma devo guardare attentamente e scrupolosamente tutti i passanti per vedere se ci sono loro? Fermo restando che, così facendo, ci potrebbe essere sempre qualcuno che, tornando al commento di D&R, si potrebbe invece offendere perché guardi…

      Può la gente ritenere un’offesa personale il fatto che io segua il corso dei miei pensieri? Se sì, problema loro.

      “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

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  4. Ebbene si, sono una permalosa ad intermittenza. Da certe persone accetto quasi di tutto e da altri no. Certi lanciano, forse un involontariamente, continue frecciatine, il tono è spesso sullo scandalizzato. Insomma la bacchettata sulle dita non la risparmiano mai. Con questi mi risento, poco da dire. La stessa cosa detta da altri con altri toni, l’accetto senza problemi. Una mia amica mi stava disintossicando dalla permalosità a forza di battute spiritose e alla fine avevo imparato a riderne.
    Anche nei casi in cui ci rimaniamo male, se si impara a replicare per tempo la cosa non fa in tempo ad esacerbare. La lingua l’abbiamo, tanto vale usarla. Mi ricordo un pomeriggio infernale in cui gli “attacchi” erano uno dietro l’altro. Ero felice, rispondevo a tono sdrammatizzando come potevo. L’altra persona c’è rimasta malissimo.
    Mia madre è terribilmente permalosa. Non le si può dire niente che la prende male. Una certa volta era arrivata a fare dei voli di fantasia che non ti dico, mi aveva messo il muso, non mi voleva più parlare e io non avevo capito il perchè. Esaminavo e riesaminavo e niente, non capivo. Le chiedevo cosa avesse e non voleva rispondermi. La cosa era durata giorni, alla fine inc…me l’aveva detto. Non stava né in cielo né in terra. Aveva fatto tutto da sola. Un’altra volta era capitato che avevano cucinato bistecche enormi, ospiti avevano fatto una battuta scherzosa sulla grandezza della carne. Non avevano capito la battuta, ma s’erano arrabbiati a prescindere. Che vitaccia!

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    • @Luisa: chiariamo un fatto, se qualcuno osa lanciare frecciatine mi invita a nozze, le capacità dialettiche non mi mancano, e veramente dovrebbe battere la ritirata entro breve.

      Diverse sono le persone che si dileguano, e tu non saprai mai cosa hai fatto loro, perché davvero si fanno dei film basati sul nulla, e tu non potresti ricostruire “l’offesa” neanche pensandoci su cent’anni.

      Diverso è l’essere sensibili, e magari sentirsi feriti per qualcosa che è stato effettivamente detto (che so io, una battuta sui meridionali se sei meridionale, o sugli stranieri se sei straniera, o sui poveri, o i grassi, o una qualsiasi categoria cui ti senti di appartenere).

      Io, per l’appunto, parlavo – principalmente – di quelli che si fanno i film, di quelli che le offese se le inventano, vedi quella persona che ha preso come un’offesa personale il post “Amici”, (che quando l’ho scritto probabilmente neanche ricordavo la sua esistenza!) e ci ha pure costruito su una storia d’amore (con terzi) pure assolutamente inesistente!!!

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    • @Warp9: contro i permaOLsi non nulla, anzi mi sono simpaticissimi.

      Contro i permalosi invece ho il loro condannare l’altro senza che ci sia il reato, senza processo, senza notifica della pena… mi sa tanto di errore giudiziario e gli errori giudiziari, si sa, sono a loro volta crimini, che condannano gli innocenti a pene ingiuste.

      Però bisogna dire che i permalosi, condannano anche se stessi, perché sono persone che continuano a rompere i rapporti con tutti e si isolano, spesso soffrendone non poco: ma chi glielo fa fare???

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    • @diemme: non lo so.
      Quello che so è che, a volte, bisogna farglielo notare.
      A volte mi sono sentito dare del permaloso e devo dire che mi è servito per riflettere e per vedere se potevo modificare un po’ il mio atteggiamento (un po’, sia chiaro… 😉 ).

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    • @Warp9: a volte la gente offende sul serio, ed è giusto che ci risentiamo e glielo facciamo notare, sempre che vogliamo salvare il rapporto. Se invece riteniamo l’altro un imbecille del quale non ci interessano le parole e con cui non vogliamo avere nulla a che fare, allora il discorso è un altro: le parole vanno pure prese dalla bocca di chi escono…

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  5. La presenza qui di @Dienderre, un Amico impagabile ( ma @Aquila e @Cetriolo …. dove cacchio stanno ??? ‘sti lazzaroni …. non li riconosco più ! 😦 ), e di tanti altri Amici/Amiche che amo, mi stana 😯 dai miei studi irrinunciabili …. e mi spinge a dire la mia …. utilizzando il ben noto metodo “a menù” inventato dall’ indimenticabile ( e irrinunciabile per me …. ) @Giuseppe Marotta, un grande Uomo, un grande Scrittore …. anche se oggi dimenticato !
    E dunque :
    1) I PERMALOSI : qui, vado contro corrente con la linea del post …. ed oso affermare – e sono pronto a sostenere anche un’ ordalìa ‘all’ ultimo sangue’ …. per difendere la mia posizione – che “PERMALOSI LO SIAMO TUTTI” ! Ovviamente, chi più e chi meno, chi con tenera sincerità, chi con maschera sussiegosa, chi con astioso risentimento, chi con timido atteggiamento, chi difendendosi e negandolo con feroci zanne, chi dandosi alla macchia con fughe da leprotto …. ma “permalosi tutti”, o per parafrasare il buon portatore di ‘calzoni alla zuava’ @benedetto craxi detto ‘bettino’, “permalosi lo siam tutti, trallalallero trallalallà” ! :mrgreen:
    2) Cheppoi, ci si tenga lontano da ‘permalosi biliosi e rancorosi’, questo lo capisco … è doverosa difesa .
    3) Nuovo avatar diemmiano : SPLEN-DI-DO ! Concordo a 360° ( … o – come suol dirsi – pongo la funzione y=gradimento, in un dominio e codominio che vada da ‘meno infinito a più infinito’ ) con il nobile mio collega Ing. @Dream-and-run ( per noi …. @Totson for ever 🙂 ), noto apprezzatore e descrittore ineguagliabile ( al netto di @Aquila e @Cetriolo …. ) delle bellezze muliebri, soprattutto quando accompagnate, con inscindibile abito, da intelligenza, naturale dignità e rispettoso affetto . 🙂
    4) @Warpie ….. ehm …. che musica mettiamo ??? Che vogliamo dedicarci ‘a noi permalosi/permalose’ sinceri/sincere ??? Io …. proporrei questa :

    Dice : e che c’ entra ‘sta canzone col topic ???
    Rispondo : questa campana …. la suoniamo tutti ! 😀

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    • @Bruno: permalosi lo siamo un po’ tutti? Dipende da cosa s’intende per permaloso. Che tutti abbiamo qualcosa che ci turba e ci ferisce, ci posso stare, ma il vedere le cose che non ci sono, il soffrire di manie di persecuzione, mi spiace, non è da tutti.

      Molte persone vedono nelle parole e nelle azioni degli altri il riflesso dei propri complessi (come se hai una macchia su un abito ti sembra che tutti guardino là, o qualsiasi altra cosa, un dente storto, un capello fuori posto, una sciocchezza qualsiasi che tu vivi con disagio). Dovrebbero far pace con se stesse, e capire quando il problema è il loro e che il mondo non ruota intorno al loro dente, o al loro abito o al loro capello.

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    • Non lo so Diemme ,perchè se sono estranei mica mi vengono a dire :
      -Mi ha guardato in faccia e non mi ha salutato!
      Per questo ti dicevo che per qualcuno passerò per essere una maleducata,ma mica mi posso appendere un cartello al collo con su scritto:
      “PENSIERI IN CORSO” !! :mrgreen:
      Sul fattore permalosità penso che ognuno di noi un tantino lo sia !
      Io lo ero molto di più una ventina di anni fa ,oggi con l’età ho acquistato anche un poco di saggezza e mi inalbero molto meno di una volta……

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    • @Liù: non te lo dicono gli estranei quando si offendono, e a volte neanche chi estraneo non è. Se lo tengono dentro, lo alimentano, e poi lo tirano fuori magari dopo anni, e tu non hai la minima idea di cosa stiano parlando.

      Io con i miei amici ho messo in chiaro una cosa: se c’è qualcosa che vi ha offeso, contestatemela subito, che subito posso ricostruire, spiegare, ma se dopo anni – e torniamo alla battuta di Warp9 – uno mi viene a dire “Ti sei voltata verso di me e mi hai detto che faccio schifo”, come faccio io a ricostruire che mi stavo guardando un brufolo sul naso?

      Tu pensa che una volta, in ufficio, un collega mi dice che verrà a mangiare con me, mentre a video appare la notifica di un errore di procedura e io, guardandolo (il video) esclamo “Che palle!”.

      Puoi immaginare il suo imbarazzo, finito ovviamente in una risata in seguito al chiarimento.

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  6. Non posso che dare ragione a @Bruno: permalosi lo siamo un po’ tutti. 😉
    Come non citare il grande Giobbe Covatta: “In quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si girò e vide un serpente. E disse: «Che schifo!» «Sei bella tu!» rispose il serpente, che era permaloso.”

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    • @Warp9: ma Eva l’aveva davvero detto “Che schifo!” rivolgendosi al serpente.

      Se l’avesse detto guardandosi un brufolo sul naso e il serpente avesse risposto, sentendosi chiamato in causa, “Sei bella tu!”, allora sì che avremmo il primo caso di permalosità della storia! 😆

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  7. Ciao, io non sono permalosa soprattutto perché non ci tengo molto al giudizio altrui, ma immagino che le persone permalose soffrano molto, non sono cattive solo che non si sanno relazionare, ci sono categorie ben peggiori dei permalosi es. gli invidiosi, i furbi, gli arrivisti …..

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    • @Trutzy: magari uno alla volta parleremo anche di questi tipi, che però non m’infastidiscono più di tanto (anzi, gli invidiosi sono linfa vitale per il mio ego!).

      Per quanto riguarda i permalosi però volevo sottolineare che c’è una differenza per chi se la prende per una piccola cosa, e chi invece se la prende per cose inesistenti!!! Io ce l’ho soprattutto con questa seconda categoria, insopportabile, imprevedibile, ingestibile.

      E sgradevole.

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  8. Cosa si intende “per permalosi” ?!?
    E mica è facile @Diemme mia …. farlo qui …. innanzi a te …. e con quei “prommemoria” che ci punti addosso esponendo un decolletè che @C.Z.Jones sembra una …. ehm …. spianatora ! :mrgreen:
    Ma proviamoci …. e vediamo un po’ .
    Il fatto che “noi permalosi” ( lo ripeto : chi più chi meno ) ci si resti male … ove ci sia fatto notare ‘coram populi’ un nostro difetto vero o presunto … è nella natura delle cose ….. e discutere su questa semplice costatazione … sarebbe inutile ! 😦
    E’ vero invece che ci sono alcuni @cialtroni e @cialtronesse, che una volta individuato il lato debole di una persona … si divertono un mondo ( … tacci loro ! ) a mettere in ridicolo, specie davanti ad altre persone e/o amici o presunti tali, un permaloso “timido e riservato” …. e – alle sue timide rimostranze – invariabilmente gli sparano addosso un : “Oh … ma quanto sei permaloso ! Io lo dicevo per scherzare …. e Tu, come al solito ti ci arrabbi” ! 😯
    Al che – se mi è consentito – CONSIGLIO PER GLI ACQUISTI :
    1) A questi ipocriti “zuzzerelloni” …. un bel “Vaf@@@@ulo”, detto con atteggiamento deciso e irridente, come il @Cynar …. fà sempre bene ! 😀
    2) Evidenziare poi e irridere … sempre davanti a tutti, un bel “difettone” dell’ idiota ( e chi non ne ha di difetti ??? Se c’ è, non appartiene di certo a questo mondo ! ) e farne quindi argomento di una “amabile” conversazione !
    3) Evitarli/evitarle come appestati …. se possibile !
    4) Ed infine, ma questa è l’ arma “fine di mondo” …. quando si venga “messi in mezzo” da @cretini/@cretine, per i quali/le quali la “sensibilità verso gli altri è un optional”, assestare loro una bella zampata ai @cog@@oni ove maschi o alla @fr@@@ ove femmine : non c’ è cosa migliore e più liberatoria di questa reazione : fà bene sia a chi la dà, sia a chi la riceve !!! :mrgreen:
    @Cavaliereerrante …

    Ode al permaloso
    Che bella cosa è l’ esser permalosi
    in questo mondo di cialtroni e fessi,
    ed esser consapevoli noi stessi
    che permalosità non è un’ artrosi !

    E’ timidezza, a volte è discrezione,
    che viene irrisa a scopi poco chiari
    da tizi e tizie che – come i somari –
    ragliano agli altri la propria imperfezione !

    Tutti siam fragili, e tutti abbiam difetti,
    che gli altri ce lo dicano o lo tàcciano,
    ha un senso ciò, è giusto che lo facciano,
    magari dai lor pulpiti più gretti ?!?

    Io dico NO, che non mi pare giusto …
    dar noi lezioni essendo “tali e quali”,
    meglio, per me, assaporare il gusto
    che a difetti … siam del tutto uguali !

    La vita ci riserva poche gioie …
    e le sprechiàm per dàr lezioni agli altri ?!?
    L’ esser idioti e avèr di quelle foje
    lasciàm a quelli che credonsi più scaltri !

    Evviva i permalosi, onore ad essi …
    Evviva chi è sensibile e si cela …
    chi non irrida agli altri dai suoi cessi
    per far del male … e onesto si rivela ! 🙂

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  9. @Diemme: a questo punto se sono capaci di rinfacciarti queste cose dopo anni
    non si tratta più di permalosità ,ma di rancore e animosità belli e buoni! fossi al tuo posto che siano essi parenti ,estranei o amici e mi sentissi dire :
    -Tu un tot di anni fa mi hai fatto o detto questo!
    Penso proprio che essendo io un pochetto impulsiva li manderei axxxxxxxxxxx immediatamente!
    Scusa sai, ma non mi piace la gente che cova rancore!
    Al posto tuo comincerei a fregarmene altamente e a vivere la tua vita come piace a te,e come mi dicono spesso ora io lo dico a te: Non ti curar di loro ma guarda avanti e passa !

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    • Non sono rancorosi, sono malati.

      Io sono una che rancore lo porta eccome, ma i torti subìti li contesto subito, non alimento fantasmi in una malata solitudine.

      Una mia (ex)amica, lei sì rancorosa e davvero sociopatica, ha voltato i tacchi per un nonnulla e poi se ne è uscita (e questo è quello che ha creato un muro che non ho nessuna intenzione di superare) che c’erano altre cose, che lei non ha mai detto ma che avrei dovuto intuire, perché le amiche si devono “respirare”: lì, cara Liù, il vaffa c’è stato tutto. Poche cose in vita mia hanno avuto il potere di farmi uscire dai gangheri come questa affermazione, sociopatica che non è altro!

      Certo che non ragiono di questa gente, e se potessi tornerei indietro a riprendermi il tempo e i pensieri che ho loro dedicato!

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  10. Ciao carissima @Diemme, scusa se non mi sono fatto vivo prima, ma devo ancora prendere il nuovo “fuso orario” da ferie con impegno fino alle ore piccole (come in questo momento, che sono anche un pò in anticipo rispetto al solito), ed ho le giornate sballate!
    Sai che un pò permaloso credo di esserlo pure io, ma non mi pare di essermi creato problemi con le persone, se non con qualcuno che mi aggredisce a tradimento, senza che abbia la minima idea del motivo.
    Ma forse credo di avere anche un carattere abbastanza buono che comunque sopperisce a questo mio difetto che talvolta un pò emerge.
    Convengo con te che un certo tipo di permalosità diventa insopportabile, e terrò conto di quanto tu non sopporti le persone così, per evitare di cascarci.
    Un abbraccione, buon proseguimento di settimana…..passata la festa!

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    • @Sergio: caro Sergio, una persona può anche pensare che qualcuno ce l’abbia con lei, l’importante però è chiarire e non fare processi alle intenzioni.

      C’era una mia collega che era nota per ribattere sempre “Che intendi?”, ma almeno ti dava la possibilità di chiarire! Proprio con lei feci una gaffe incredibile, e grazie a questa sua propensione a mettere i puntini sulle i e a chiedere spiegazioni fu possibile chiarire seduta stante senza strascichi: lei era un’appassionata di cavalli e io, vedendo su un giornale un articolo che trattava di cavalli, glielo ritagliai e glielo portai in ufficio -senza averlo letto! – dicendole che avevo visto un articolo che le poteva interessare.

      Beh, l’articolo era sulla cura delle persone down per mezzo dell’ippoterapia… 😯

      Mi chiese “Ma l’hai letto?”

      “Beh, no, a me i cavalli non è che interessino, ma so che tu ne sei appassionata…”

      Capì la dinamica, l’intenzione, e amiche come prima!

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    • Non direi proprio che fosse una permalosa se ti ha consentito di cavartela con una gaffe del genere!
      Uno che tende a puntualizzare lo sarei anch’io, ma solo per esser certo di non aver malinteso in certi casi.
      Ma sai che tu sei sempre più un bel tipo!
      Un abbraccio grande amica carissima, ciao!

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    • Beh, ha dimostrato di essere una persona intelligente: io volevo essere cortese, non darle dell’handicappata! Ho visto la figura con due cavalli, il titolo che recitava che andare a cavallo fa bene, ho ritagliato e gliel’ho portato!!!

      Sono un bel tipo? Che intendi? 😆

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    • Non è una valutazione estetica, per la quale avrei pochi elementi, ma che darei abbastanza scontata, invece intendevo che ti crei da te le complicazioni, ma che poi sai anche districartene, l’affermazione voleva essere un ulteriore complimento!

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    • @Sergio: tra un po credo avrete elementi pure per la valutazione estetica, perché se continuo a dimagrire la foto la pubblico, altroché… oppure ve la mando in privato, è più probabile 😉

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    • Per me va bene comunque, anche senza quei chili di meno che cerchi di raggiungere!
      Non ci crederai, ma ha il suo fascino anche il morbido!
      E poi sei tu, una persona speciale lo sarai comunque, a prescindere dai responsi della bilancia!
      Un abbraccione amica cara!

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    • @Sergio: ma io rimarrò morbida comunque, tranquillo! Una decina di chili ancora e sarà raggiunto il giusto compromesso tra aspetto, e morbidezza. Poi tributeremo qualche altro chilo alla salute, ma con più calma 🙂

      Ricambio l’abbraccio 🙂

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  11. Ciao Diemme, scusami, ma ho riscritto il post, cancellando quello precedente, così ti rispondo qui, sperando di non dare fastidio: non so ancora se la mia amica sia tra quelle ripescate o meno, a questo punto, nonostante tutto glielo auguro, rimane il fatto che trovo che tutto questo sia una profonda ingiustizia!!!!!
    Scusa ancora se, con il post ho cancellato anche il tuo commento che, però, ho avuto modo di leggere sulla mail di notifica…
    Ti abbraccio e perdonami l’intrusione fuori luogo in questo tuo post…
    Un bacio….

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    • @Deborath: non preoccuparti, ho realizzato quanto accaduto. Sono sconvolta, mi sento sempre più di abitare in una nazione cialtrona in cui certo non m’identifico e che non riesco più a tollerare.

      Godibile il filmato parodia di Hitler (e testo azzeccatissimo!), anche se è un personaggio sul quale non riesco a scherzare, e anche se la storia l’ha ricoperto d’infamia e il cinema di ridicolo, quanto accaduto rimane, per chi ne è stato toccato direttamente o indirettamente, un trauma insuperabile.

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    • Assolutamente, Diemme, anche per me. su Hitler e su quanto ha fatto c’è poco da scherzare, e te lo dice una profondamente segnata dalle visite i campi di sterminio… 😦 . Neanche sui TFA c’è molto da scherzare, in realtà, ma che possiamo fare???? Ci ammazziamo?????
      Purtroppo, ci ritroviamo a vivere in questo schifo di nazione e loro faranno di noi sempre ciò che vogliono, purtroppo, nonostante i post, nonostante i ricorsi e le petizioni…. 😦
      Ti abbraccio forte e scusa ancora l’intromissione….

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    • @Deborath: no, non ci ammazziamo, ma ci impegnamo a mandarli via, magari scendendo in campo noi, visto che il voto non conta nulla, oppure espatriando, tertium non datur.

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    • @Diemme, sai, non credo che manchi molto ad una rivoluzione popolare, si è tutti quanti un po’ stufi di tutti i giri e rigiri che fanno!!!! 😦
      Non se ne può più e, poi, ad essere penalizzati, sono sempre gli stessi, ahimè!!!!

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  12. IO SONO PERMALOSO.
    Eh già. Se mi devo chiamare cosi, perché una conoscenza non mi risponde al saluto, allora si. SONO PERMALOSO. Ok, mi sono trovato anche io con la testa tra le nuvole (qualche volta). E mi è capitato di “non vedere” qualcuno. Ma da qui, a non rispondere al suo saluto…….
    Poi, ovvio, se ho fatto un accenno con la testa (sotto forma di saluto) e la persona sembra veramente preoccupata di altre cose…. può capitare. Ma se mi trovo a qualche metro e saluto a bocca alta, non vedo perché non debba sentirmi. Non è che si trova in qualche livello trascendentale dove la mente si distacca dal corpo ( 🙄 ) e non ha nulla con il “superfluo”.
    Ma poi, che cos’è un “saluto”?
    Wikipedia pubblica:
    “Il saluto è un atto comunicativo in cui si prende contatto con un altro individuo, segnalando la propria attenzione ed esprimendo al contempo il tipo di relazione tra sé e l’altro”
    Ora, non è che ho tanta dimestichezza con la lingua italiana (qualche permaloso, potrebbe replicare che voglio fare l’intelligente da straniero 😉 ), perciò ho sbirciato nel dizionario T
    Treccani(.it). E ho trovato:

    “saluto s. m. [der. di salutare2]. – 1. a. Atto, costituito da un cenno, da un gesto, accompagnato per lo più da parole, e talora consistente anche di sole parole, che si scambia con una persona nel momento in cui la si incontra, o quando si prende commiato da lei, per manifestare rispetto, affetto, simpatia, devozione, sottomissione (ma spesso è un semplice atto di cortesia formale)”

    Quindi, se io (nel mio intento salutare) provo a “manifestare rispetto, affetto, simpatia” verso una persona, non vedo perché non dovrei sentirmi offeso, se ignorato.
    Un “buongiorno” buttato al vento, è un “buongiorno” sprecato.

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    • @Valentino: a te magari rispondo dopo, perché la questione è lunga e io sono già in ritardo cronico (sono riuscita a rispondere brevemente agli altri mentre scorreva l’acqua della vasca).

      Ti anticipo che non sono d’accordo: io per esempio, quando sono assorta, davvero decollo su un’altra dimensione e non sento neanche se mi suonano la grancassa nelle orecchie. Il problema è più ampio (e lo so che sei permaloso, lo so, però almeno dici quello che ti ha offeso, dai all’altro modo di spiegarsi, accetti la spiegazione, e allora diventa un momento di comunicazione e non di distacco).

      Tornerò.

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    • @Valentino, rieccomi.

      Io tante volte vedo come eperché le persone si offendono, e proprio non riesco a capirle. Offendere in teoria significherebbe ferire, ferire la sensibilità, l’amor proprio, e questo ci posso stare, poi capita dall’altra parte che la sensibilità sia eccessiva e l’amor proprio erroneamente interpretato.

      Per quanto riguarda il saluto, dice il galateo che a una persona si toglie l’amicizia, la stima, ma il saluto mai.

      Ora, le cose sono due (salvo eccezioni): o una persona davvero non t’ha visto (e allora non c’è neanche da parlarne), oppure ti ignora volutamente: c’è stata una discussione? Se sì, dovresti saperlo. Non c’è stata e si sente offesa per qualcosa che tu non sai? Qui allora ritorniamo a bomba col comportamento assolutamente inappropriato dei permalosi, che creano delle catene di malessere a effetto domino (e ci vorrebbe qualcuno abbastanza saggio da interromperla questa reazione a catena).

      A volte, lo ammetto mi è capitato di far finta di non vedere una persona, ma non è stato mai per qualcosa riguardante quella persona, era sempre un problema mio – magari semplicemente che ero uscita in disordine, o avevo il magone, il groppo in gola per dispiaceri miei e non ce l’avrei fatta neanche a dire buongiorno senza scoppiare in lacrime, ma certo che se l’altra persona mi vede e mi saluta, io rispondo al saluto, sia pure cercando di tagliare corto: vi pare il caso che l’altro prenda tutto questo come un fatto personale?

      Prima dell’avvento delle lenti a contatto, ma secondo me anche oggi, molte persone andavano in giro senza occhiali pur avendone bisogno, e incontrando la gente semplicemente non la riconoscevano, cosicché il gesto del saluto con tanto di sorriso a 32 denti era solo un’immagine sfocata. Credimi Valentino, molto spesso a quello che appare c’è un’altra speigazione per cui non era assolutamente il caso di offendersi!

      Passando invece alla persona mi sta sull’anima, butto lì un buongiorno asettico, magari un cenno del capo con sorriso di circostanza appena accennato, e tiro dritto, ma non succede mai, mai, mai, che una persona mi saluti e io non risponda (sempre, ovviamente, che la senta).

      Ti dirò di più. All’epoca degli episodi di bullismo a scuola di mia figlia, da me stradenunciati in qualità di rappresentante di classe, una delle due bulle non mi salutava più, e girava ostentatamente la testa dall’altra parte. Beh, ci credi che io, donna adulta, ho continuato sempre tranquillamente a salutarla? Questo perché io, per l’appunto donna adulta, non mi metto a fare ripicchette con una ragazzina di tredici anni piena di problemi. Quello che quella ragazza non ha mai capito è che io avevo anche cercato di aiutarla, figuriamoci se ce l’ho con una ragazzina (semmai coi suoi comportamenti), ma era diventata la regola che io la incontravo, la salutavo rivolgendomi a lei per nome, e lei voltava la testa dall’altra parte: beh, io il buon esempio l’ho dato, non mi sono mai sentita ferita nell’orgoglio, semmai dispiaciuta per lei che aveva preso quella china.

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    • @Valentino: torno ancora a te perché il discorso è lungo (e lo so che tu sei permaloso, vedi la storia che io dico qualcosa contro le domestiche che mi sono capitate finora e tu ti senti chiamato in causa per una serie di associazioni di idee che erano nella tua mente ma non certo nella mia).

      Mia suocera è un’altra offendina, con il risultato che non va d’accordo con nessuo (gli “offendini”, ripeto, sono davvero stancanti). Io al’inizio le volevo molto bene e sopportavo anche di buon grado persino la sua grande invadenza, considerandola l’altra faccia della medaglia di una donna generosa che comunque si sbracciava per gli altri (anche se credimi, la sua ingerenza negli affari altrui è davvero pesante!).

      Ora, si è “offesa” perché io non ho voluto dare a mia figlia il nome scelto da lei e suo marito: mi dici quale offesa personale possa essere il fatto che io decida (peraltro in accordo col padre) il nome per mia figlia? Su questa cosa si è impuntata, e ha preso la posizione che non mi avrebbe mai più parlato fino a che non le avessi chiesto scusa (per la cronaca, è ancora lì che aspetta).

      Mi dici cosa ha ottenuto? Una famiglia tenuta insieme con un filo – io e Attila ci eravamo già lasciati prima che io scoprissi di essere incinta – si è finita di sfasciare, non si è goduta i primi anni della prima nipote, che ha costruito con l’altra nonna un legame magico e speciale e con lei no, visto che non la conosceva, non ha assistito a recite, non ha partecipato a feste di compleanno, niente di niente: ma non si è fatta del male da sola?

      Poi, oggi si ritrova ancora il figlio in casa, è anziana e stanca e vorrebbe riposarsi ma non può, con me avrebbe avuto davvero una spalla forte su cui appoggiarsi, ché io sono una che le situazioni le affronta e i problemi li risolve, come lei del resto, mica come il figlio!

      I primi tempi mi mancava moltissimo, non sapevo darmi pace di questo suo voltafaccia, ogni progresso che faceva mia figlia pensavo a lei, a quanto mi sarebbe piaciuto che lei lo vedesse, che condividesse, che partecipasse… poi piano piano l’affetto se n’è andato, ed è stato sostituito dal rancore per la sua assenza nei momenti più difficili della mia vita, in cui avrei avuto bisogno di un appoggio, e lei non c’era. Mia figlia sbatacchiata a destra e a manca (con me tornata al lavoro a tempo pieno e mia madre operata di tumore) e lei non c’era. E’ morto mio padre, e lei non c’era. Mia figlia è stata ricoverata in ospedale, io sono stata notte e giorno su una sedia, e lei non c’era.

      Ora che si sente stanca e vorrebbe mollare la responsabilità di questo figlio a qualcuno, o forse anche il rapporto con la nipote la sta portando a riconsiderare tante cose, mi manda a dire che vorrebbe ricomporre la famiglia: ora? Dopo diciotto anni? Dopo che mi sono smazzata da sola ogni sorta di dolore e difficoltà? Hai presente la cicala e la formica? Dove ha fatto l’estate faccia l’inverno. Non c’è stata prima, per me può pure continuare a non esserci.

      Col suo “orgoglio”, non parlandomi più, ha voluto dimostrare chi era? Si è solo fatta terra bruciata attorno (come tutti i permalosi). Ma io non sono offesa dal suo comportamento, semplicemente non m’interessa alcun tipo di rapporto con una persona del genere, punto.

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  13. Confesso che talvolta sono un po’ permaloso, ma del mancato saluto sono stato colpevole mille volte, ma più che altro, come te, per assoluta disattenzione (ma una volta mi capitò con la prof delle medie e furono guai!)

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    • @FraP: io ho la madre permalosa… non ce la posso fare! Per lei ogni parola nasconde un’offesa, ogni gesto innocente ha un sottinteso malevolo: e che noia! ‘ste vergini offese, ‘st’orgoglio ferito, quest’onta da lavare col sangue perché hai alzato il sopracciglio destro un millimetro più del sinistro, mentre con la coda dell’occhio guardavi le loro scarpe sicuramente disdegnandole e giudicandole. Abbiate pazienza, la vita è tanto breve che non vale proprio la pena di sprecare tempo ed energia in pippe mentali: al limite, i permalosi, passino all’azione, decisamente più gradevole (scusate la caduta di stile, ma ripensare ai futili motivi per cui certa gente “si chiude in decorso riserbo” e se ne sta in disparte a covare veleno, mi manda il sangue alla testa).

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  14. Mia maestra diceva:
    “Quando saluti una persona, è un atto di rispetto. Non attraverso te, e ne tanto la persona che saluti. Ma sopratutto verso ai tuoi genitori. Che ti hanno dato l’educazione necessaria per farlo”.

    Ora prova a metterti dalla parte di quei “perma.looser.” che si offendono alla risposta di un saluto.
    Cosa penseresti (se ignorano il tuo saluto)? Che la persona è “distratta”? Ma talmente distratta che non riesce a vederti nemmeno? Oh Dio? Ma se una persona è cosi portata nel mondo ancestrale allora….. come riesce ad attraversare la strada? Aiuto gente, stateli vicino che passa con rosso.
    E come faccio sapere che lei è distratta e non mi sta ignorando veramente (per chissà quale motivo)? Mica sta scritto sul suo fronte (ora sono distratta e…. non rompete)? Esiste forse un orario dove ho più possibilità di avere una risposta al mio saluto?

    Tornando al esempio di tua domestica straniera. Sono pronto ancora a ribadire quello che ho affermato precedentemente. Ma perché straniera? Perché non soltanto domestica. Cara DM, sono anch’io straniero (in più anche permaloso 😉 ). Ho anch’io dei difetti. Non pretendo di essere perfetto. Ma i miei difetti SONO MIEI. Per…So…Na…Li. E non perché sono straniero. Non sono difetti, ne da extracomunitario, ne da romeno, ne da chissà che altra cosa. SONO MIEI. Lo ammetto. Non mi vanto. Cerco di riparare. Ma vado in bestia quando (per un mio sbaglio) è catalogata una intera nazione.
    Uguale per la tua ex domestica.
    Un altro esempio.
    Devi sapere che recentemente ho litigato con Cristina. Il motivo non centra. Quello che centra invece sono state le parole dove “tanti di nostri conosciuti mi hanno detto di far conto che sei rumeno, quindi di stare attenta”.
    Mi sono sentito offeso.
    Molto.
    Sono permaloso per questa? Beh…. magari si. Ma è sopra le mie condizioni di non farlo. Sopra i miei principi. Ed ho fatto (come tua suocera) terra bruciata intorno a me. non rispondo più a niente e nessuno.
    Sbagli (mi dirai). Permalooser.
    Lo so.
    Ma come faccio a continuare avere rapporti d’amicizia con delle persone che davanti mi sorridono e dietro “fanno conto e avvertono che non sono italiano”. E’ falsità (almeno cosi la vedo io – da permaloso). Eh no, non riesco. Resto permaloso.
    Grazie.

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    • @Valentino: sono andata indietro a vedere se avessi scritto “domestica straniera”, anche se mi sarebbe parso strano, e no, ho proprio scritto soltanto domestica: e allora, quello “straniera”, è o non è una tua proiezione?

      Tu scrivi “Ma i miei difetti SONO MIEI. Per…So…Na…Li. E non perché sono straniero. Non soSuno difetti, ne da extracomunitario, ne da romeno, ne da chissà che altra cosa. SONO MIEI.”: concordo perfettamente, ma perché dai per scontato che io – o altri – la pensiamo diversamente?

      Perché tu pensi che io divida l’umanità in 60 milioni di italiani, fatti tutti in un modo, e tutti perbene, e 5 miliardi e 940 milioni di “stranieri”, pure tutti uguali, e tutti rigorosamente delinquenti? Se mi si accusa di razzismo, non dovrei essere io a sentirmi offesa, a sentire la mia intelligenza insultata?

      Sulle parole di Cristina però ci tornerò (stasera no perché ho sonno), non dimenticare che anch’io appartengo a una minoranza, forse la più discriminata della storia, presente nell’immaginario popolare con leggende metropolitane molto più degli immigrati rumeni.

      Alla prossima.

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    • @Valentino: torniamo brevemente al saluto. Dunque, se una persona non ti saluta, o non ti ha visto o lo fa apposta, e fin qui non ci piove.

      Se non ti ha visto, inutile starne a discutere, essere distratti ancora non è una colpa (ma rischioso si, lo ammetto, e anche di quello ne so qualcosa, ma ti assicuro che a volte si innesca il pilota automatico). Se invece ti ha visto, e fa un atto così eclatante come non salutarti, è guerra aperta, perché poi dovrebbe negare che l’ha fatto di proposito e dire che non ti aveva visto? Chiuso discorso saluto, passiamo agli strappi.

      Lite con Cristina e “strappi” (intendendosi per “strappi” le frecciatine razziali).

      Il popolo è bue, la gente è ignorante e l’ignoranza è la madre del pregiudizio, quindi che la massa si esprima in un certo modo te lo dovrai aspettare sempre, come me lo aspetto sempre io, e se è vero che mi stupisco ogni volta, in quanto facevo all’interlocutore credito d’intelligenza, è pure vero che generalmente passo oltre, non posso pure farmi carico dell’altrui idiozia.

      Vorrei però aprire una parentesi su questo continuo gridare al “razzismo” spesso a sproposito. Essere razzisti significa considerare un individuo inferiore, superiore o comunque diverso in base alla razza di appartenenza, quindi su base genetica. Le discriminazioni culturali, quelle per esempio in base alla nazione di provenienza, sono certo discriminazioni, e non le assolvo per questo, ma col razzismo non c’entrano niente (anche perché, per esempio, i rumeni appartengono ala stessa “razza” italiana, quindi non ci attacchiamo al fumo della pipa).

      Ecco, all’influenza culturale io invece ci credo (stavo cercando un post in cui parlavo di un articolo pubblicato su un quotidiano inglese o americano sugli italiani, pressappochisti e senza alcun senso di responsabilità), ed è vero che le popolazioni hanno delle caratteristiche, certo non attribuibili a tutti a tappeto, e ferme restando poi quelle personali.

      Torniamo alla permalosità e agli strappi.

      Io divenni molto amica di una signora (della quale lo sarei ancora se fosse viva). Per lei mi facevo in quattro (come lei per me del resto), certamente più dei suoi familiari, e devo dire che lei lo apprezzava moltissimo.

      Un giorno, parlando del nipote infame, lo definì “peggio degli ebrei”. Rimasi di stucco.

      Le dissi “Ma tu lo sai che io sono ebrea?”.

      A questo punto rimase di stucco lei, e mi chiese: “In che senso?”.
      “Come sarebbe a dire in che senso, in che senso uno è ebreo?”.

      Mi guardò ancora, stupefatta e, ricordandosi di aver conosciuto mia madre, mi chiese “Da parte di padre?” (considerando che mia madre era una persona normale, e non aveva né le zampe caprine né la coda allora “l’ebreo” doveva essere mio padre).

      “Da parte di entrambi” le risposi.

      Rimase perplessa, iniziò a balbettare “Ma a me hanno sempre detto che gli ebrei sono così e colà”. Ecco, a lei si aprì un mondo nuovo, ritornò sui suoi passi e capì che quello che le avevano detto e che aveva creduto fino ad allora erano soltanto un mucchio di fesserie.

      Rimanemmo amiche per sempre, fino alla sua morte e, per quanto mi riguarda, lo siamo ancora: ora mi chiedo, vista la tua suscettibilità, saresti rimasto amico di una persona che avesse fatto quest’uscita contro i rumeni? Io credo che si debbe dare anche alla gente l’opportunità di ricredersi sulle proprie convinzioni, trasformando l’ignoranza in conoscenza. Poi, se uno rimane della sua idea, se ne vada per la sua strada, non sarò certo io ad obbligarlo a frequentare “esseri inferiori” anzi, sarò la prima interessata a non frequentarlo e a tenerlo a distanza di sicurezza!

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  15. io vengo da un’intera famiglia di permalosi e lo ero. Ora penso di essere cambiata (quindi devo contraddirti sul punto “i permalosi non cambiano”) e come te non sopporto gli altri permalosi! Sono rimasta un po’ complessata, anche su quello sto lavorandoci.

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    • @larosaviola: io ho mia madre permalosa, e francamente non la sopporto. Il resto della famiglia direi di no, e infatti siamo tutti piuttosto popolari e pieni di amici (che il non essere permalosi è tra le condizioni base per conservare le amicizie nel tempo).

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