
Detesto la Tim (ex Telecom).
La detesto da innamorata delusa e tradita.
La detesto perché io sono una tradizionalista, un’aficionada, una che non cambierebbe mai se non costretta, e Telecom mi ha praticamente costretta.
Mi ricordo la prima volta che cambiai gestore, che prima di compiere il grande passo chiamai il 187 e dissi chiaramente: “Io vorrei restare con voi, ma le offerte dall’altra parte sono troppo allettanti: datemi un motivo, un appiglio qualsiasi per restare con voi e io resto”. La risposta sapete quale fu? “Perché la Telecom è sempre la Telecom!”.
Cambiai, poi ritornai da loro perché la connessione internet mi dava dei problemi, e a dire di molti Telecom era più affidabile, invece non cambiò molto, a parte il fatto che mi trovai dei servizi in meno (visualizzazione del numero chiamante, avviso di chiamata, conversazione a tre), che con l’altro gestore erano compresi nel prezzo e invece con Telecom avrei dovuto (e ho dovuto) pagare a parte.
La goccia che fece traboccare il vaso fu quando cambiai il modem e chiesi aiuto all’assistenza Telecom per la configurazione: mi risposero che il servizio non era compreso, che avrei potuto averlo a pagamento, e anche nell’attesa che l’assistenza rispondesse c’era un disco che offriva altri servizi a pagamento: inutile dirvi che l’altro gestore mi aveva dato tutta l’assistenza necessaria senza problemi, mentre con Telecom/Tim la parola “a pagamento” è di una ricorrenza per me irritante.
Insomma, per carità, la Telecom ha tutto il diritto di gestire la propria impresa come vuole, ma permettete che io come utente ho a mia volta diritto di rivolgermi al libero mercato e trovare l’offerta più conveniente?
Ora ho due cellulari Tim, completamente abbandonati, perché il gestore non riesce ad offrirmi uno straccio di tariffa conveniente: avevo comprato una scheda dell’altro gestore, quello del fisso, per poter chiamare l’assistenza in modo gratuito, e inizialmente l’avevo utilizzata unicamente a quello scopo: inutile dirvi che ora è diventato il numero principale. Attila è stato il primo a passare ad altro, io ho resistito forse un altro anno, mia figlia pure non voleva proprio lasciare la Tim (lei, al contrario di me, era stata pure graziata di una tariffa favorevole) ma, quando ha avuto lo smartphone e il collegamento a internet si è reso necessario, ha ceduto anche lei (prima di cedere, e io stessa prima di cambiare scheda, abbiamo cercato e aspettato per mesi tariffe che ci risultassero più convenienti).
Ricevo ora continuamente telefonate dei call center che mi propongono il rientro, e oramai rispondo veramente a brutto muso: ovviamente so che l’operatore telefonico è un povero disgraziato innocente, ma spero sempre che possano fare almeno da portavoce, e le mia risposte variano dal “Ma che strategia è mettere in fuga i clienti e poi ricorrergli dietro per farli rientrare?” al più acido “Ma neanche se mi pagano loro!”.
L’ultima è di oggi, ricevo un sms in cui mi dice che per conoscere il credito telefonico posso chiamare il 40916 (grazie al piffero, sono cent’anni che ho la scheda tim, volete che non sappia chi devo chiamare per sapere il credito residuo?). Siccome conosco i miei polli, immagino che ci sia sotto una proposta: chiamo e, infatti, mi risponde l’operatore anziché il disco: mi presenta l’offerta Tim, che trovo assolutamente non conveniente e che gentilmente declino, dopodiché l’operatrice stava per riattacare rapidamente e, per farmi dare il saldo, ho dovuto ripetere la richiesta tre volte (e, sarà stata una mia impressione, il tono con cui mi ha risposto mi è sembrato piuttosto seccato e sbrigativo).
Io credo che abbiano mantenuto l’arroganza di quando avevano il monopolio, ma oramai sono anni che non ce l’hanno più, quando si svegliano?