Archivio tag | Virginia Raggi

Quer pasticciaccio brutto de via Almirante

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QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA ALMIRANTE (dal web, autore ignoto)

La Raggi va da Vespa per dire che lei non sapeva niente delle zozzerie che ci stavano dietro lo stadio della Roma.
Nel frattempo i cinquestelle votano una mozione della Meloni per intestare una strada a Giorgio Almirante.
La Raggi dice che non sapeva niente neanche di questo, però dice che se il consiglio ha votato così allora per lei va bene.
Dieci minuti dopo la Raggi dice che col cazzo che verrà intestata una strada ad Almirante e dice che i cinquestelle voteranno una contromozione per cancellare la mozione votata dai cinquestelle.
La Meloni dice: “A matta! Ma da Vespa hai detto che te stava bene!”
La Raggi risponde che non sapeva che je stava bene e non sapeva manco de sta’ da Bruno Vespa.
Allora la Meloni sbrocca e annuncia una contro-contromozione per intitolare una strada a Bruno Vespa.
I cinquestelle la votano perché ormai ‘sta strada tocca chiamarla in qualche modo.
I partigiani si incazzano perché dice che Bruno Vespa è il figlio segreto di Mussolini: “Guardatelo de profilo!”
Pure Bruno Vespa si incazza: “So’ ancora vivo, li mortacci vostra!”
La Raggi torna da Vespa per dire che non sapeva che Vespa era ancora vivo e prepara una contro-contro-contromozione per intestare la strada a Giorgio Almirante.
I romani dicono: “Oh, decideteve che er navigatore non ce sta più a capi’ un cazzo”
I cinquestelle dicono: “Ma non l’avevamo già votata? Vabbe’ la rivotamo”
La Meloni prende martello e scalpello e prepara la targa con scritto “Via Giorgio Almirante – statista”
Il giorno dell’inaugurazione a via Giorgio Almirante se apre una voragine che inghiotte la Raggi, la Meloni, Bruno Vespa e l’anima de li mortacci vostri.

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Roma e suoi autobus fiammanti

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Ieri l’altro, probabilmente ve ne sarà giunta notizia, un autobus è andato in fiamme. Fortunatamente non sembra ci siano state vittime.

Inutile dirvi che la linea andata a fuoco è la mia, quella che da casa mi porta in ufficio, e questo mi pare già un chiaro segno che devo andare in pensione e che lavorare oramai nuoce gravemente alla salute.

Come potete vedere nelle foto, d’ironia sull’episodio se n’è fatta tanta, ma ho letto da qualche parte che pure a Milano un autobus è andato a fuoco: perché di quello non si è saputo praticamente niente?

Domenica scorsa sono andata in Abruzzo: la SR83 Marsicana (mi pare si chiamasse così) era tutta una buca, che le strade di Roma sono lisce piste di pattinaggio al confronto, ma in Abruzzo non c’è la Raggi, e quindi non se ne parla.

Io miglioramenti a Roma continuo a vederne, nonostante il disastro ereditato. La situazione dei rifiuti è vero che è precipitata durante questi ultimi ponti, probabilmente complice anche l’assenteismo dei dipendenti AMA oltre che l’iperconsumo di beni, ma da giorni oramai è un gran passare e ripassare di camion della nettezza urbana e la normalità si è presto ristabilita.

Secondo me questa donna sta facendo degli sforzi enormi, pure con mezzi drammaticamente esigui,e insomna, sta facendo “un po’ ” di più degli altri spendendo infinitamente di meno e tentando di appianare il debito.

L’unico problema è che il proprio dovere, almeno qui a Roma, dovrebbero farlo tutti, ognuno portando il proprio contributo, i cittadini con la differenziata e non gettando i rifiuti fuori dei cassonetti, gli autisti dell’atac e gli operatori ecologici non assentandosi ingiustificatamente (o con false giustificazioni) dai posti di lavoro, etc. etc. etc.

E’ disumano pensare che una persona sola possa far fronte al disastro ereditato con parte dei cittadini che continuano a remare contro, le utenze fantasma, i parcheggi selvaggi, etc. etc. etc.

Avete presente “Sii tu il cambiamento che vuoi”? Io ci credo molto.

Virginia e le buche

Trovata!

Mi dispiace non avere salvato un’immagine carinissima di Virginia Raggi che, immersa fino al collo in una buca piena d’acqua diceva “Non c’è problema, si tocca!”.

Battute a parte, i recenti eventi atmosferici a Roma, assolutamente eccezionali, hanno ridotto le strade della capitale un vero e proprio colabrodo assolutamente impercorribile, per cui era improcrastinabile correre velocemente ai ripari, senza aspettare la possibilità di rifare i manti stradali a regola d’arte con regolari gare d’appalto: le emergenze sono emergenze, non possiamo far morire i pazienti in attesa di allestire le sale operatorie con attrezzature d’avanguardia!

Il Comune di Roma ha quindi messo in campo una task force, composta da 12 aziende, che avrà il compito di riparare le buche di Roma al ritmo di circa 1500 al giorno, per circa un mese, per una spesa complessiva di 17 milioni di euro e un totale di circa 50.000 buche riparate.

Soldi ovviamente buttati, perché le strade andranno rifatte, ma al momento non era possibile agire altrimenti.

E’ comunque una grossa forma di disonestà intellettuale attribuire alla Raggi la responsabilità di strade di Roma fatte in cartapesta, e ancora più ignobile che quelli che tuonano di più siano proprio i responsabili dello sfascio. Il fatto che oramai la Raggi sia alla guida di Roma da quasi due anni non significa che ci sia stata la possibilità, soprattutto con le casse vuote, di riparare decenni di danni di amministrazioni incapaci e corrotte: solo con gli interessi che paghiamo sul debito di Roma Capitale si sarebbero potute costruire sapete quante strade? Pensate solo che l’importo, 200 milioni annui circa, sono circa 11 volte la cifra stanziata per questo intervento eccezionale di riparazione!

E’ infame questo voler nascondere le responsabilità delle precedenti giunte sotto il tappeto dei quasi due anni di guida Raggi.

Due giorni fa ho segnalato una buca sotto casa mia, era praticamente un cratere. Era circa mezzogiorno quando io ho fatto la segnalazione, alle tre e mezzo circa mia figlia, tornando dall’università, la trova riparata: ditemi quello che vi pare, io la buona gestione e il cambio di rotta li vedo eccome!

Innamorata di Virginia Raggi, un anno dopo

 

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L’anno scorso, all’incirca di questi tempi, pubblicai un post, “Innamorata di Virginia Raggi“.

Con mia grande sorpresa il post ebbe un successo strepitoso, fu ripreso da quasi tutte le pagine dei 5 Stelle, a partire dalla pagina fb #innamorati di Virginia Raggi, e condiviso migliaia di volte, probabilmente decine di migliaia.

Il mio era un tributo sincero, da persona che non l’aveva votata ma che, onestamente, riconosceva il suo operato.

Cosa penso oggi, a poco più di un anno da quel post, della sindaca Virginia?

Beh, permettemi un “ancora l’amo, più di ieri, meno di domani”, e questo nonostante i cassonetti strabordanti perché, non neghiamolo, il problema rifiuti esiste, né lei lo nega (né l’inciviltà di tanti romani aiuta).

E allora, a cosa è dovuto tanto amore?

Beh, io credo che sia tangibile il fatto che il paese della cuccagna è finito e che a Roma non si mangia più, tanto per cominciare. Per far funzionare la macchina amministrativa il Comune di Roma l’anno scorso ha speso circa un milione di euro, contro i quattro di Marino e i sei di Alemanno: vi rendete conto della portata di queste cifre? Ha speso un quarto di Marino e un sesto di quello di Alemanno, risparmiando cifre spaventose, tutti soldi che a mano a mano stanno andando a beneficio dei cittadini.

Come?

Per esempio col riconoscimento dei debiti fuori bilancio, contratti dalle amministrazioni precedenti, e sapete cosa significa questo? Che la gente che ha lavorato per il Comune verrà finalmente pagata, probabilmente qualche piccola impresa non fallirà grazie a questo e qualche padre di famiglia potrà portare a casa il pane per cui ha lavorato. Questa nei paesi normali probabilmente è la normalità, ma in Italia pare che sia un fatto straordinario.

Mi raccontava un blogamico, un piccolo imprenditore, che aveva fatto dei grossi lavori per la Regione (una regione del nord, non so nemmeno da chi fosse amministrata, al momento il dato è ininfluente) che non solo non venivano pagati, ma che le banche neanche glieli riconoscevano come crediti, tanto poco era il loro valore e la loro affidabilità!

Oggi i crediti nei confronti del Comune di Roma sono affidabili.

Il problema buche? Dopo decenni di rattoppi, pessimi e tardivi, stanno riasfaltando tutte le strade di Roma: certo, non hanno finito, sono migliaia e migliaia di chilometri, ma piano piano un po’ di luce si vede. Ok sì, piano piano, pianissimo, ma sarebbe umanamente possibile andare più velocemente con la situazione che si sono ritrovati?

Ha detto bene lei “io non sono potuta entrare in macchina e guidare, perché mancava il volante, il motore, la carrozzeria, la leva del cambio…”: non ricordo le parole esatte, ma il concetto era questo.

Mancava tutto, eppure non si è persa d’animo, si è rimboccata le maniche e ha lavorato, nonostante la guerra senza frontiera dei suoi detrattori, spesso non particolarmente onesti, che l’hanno tormentata rimproverandole pure se respirava, e non crediate che pure questo non risucchi energia, energia che questa gente ha sottratto ai legittimi destinatari, e cioè la città di Roma e i cittadini romani.

Virginia è quella che ha a cuore non i ricchi, ma la povera gente, ed è quella che sta mettendo fine a scroccopoli, il racket delle case popolari abusivamente occupate dai non aventi diritto, e che finalmente il Comune sta riassegnando ai cittadini più bisognosi.

A me non sembra poco, non mi sembra poco per niente. Per darle addosso ora si stanno attaccando a Spelacchio che peraltro, grazie proprio a tutta la critica che è tornata indietro come un boomerang ottenendo l’effetto contrario, ci ha regalato un po’ di spensieratezza e di allegria.

Tutti col dito puntato contro la Raggi, come se fosse colpa sua che un albero partito verde e rigoglioso dalla Val di Fiemme sia arrivato a Roma in condizioni non ottimali: il trasporto e la messa in opera sono stati affidati a un’azienda che lavora per il Comune da dieci anni, quindi da molto prima che arrivasse la Raggi e l’azienda è stata, a quanto pare, strapagata, quindi stavolta non possono rimproverarle di aver fatto fare brutta figura a Roma per risparmiare. E infatti le rimproverano di avere speso troppo, 48.000 euro, ammesso e non concesso che l’azienda non debba rispondere del danno cagionato e riscuota la cifra pattuita: io non è che m’intenda delle tariffe per questi servizi, ma quando Gentiloni pagò il riscatto delle due pasionarie siriane per il (presumibilmente finto) rapimento, si diedero tanto da fare per minimizzare la spesa, a dire che in fondo era gravato di circa 50 centesimi per cittadino (compresi neonati nella culla), e questa spesa che alla fine sarà gravata di uno o due centesimi a testa nelle tasche dei cittadini romani è così grave? Senza contare che quei dodici milioni di euro saranno stati impiegati, presumibilmente, per comprare armi e a finanziare terrorismo, morti e rivolte, cosa che non sarà per i 48.000 euro pagati per il trasporto di Spelacchio.

Bene, vi lascio, ovviamente accetto smentite e contraddittorio!

PS: quest’anno non ho sentito neanche critiche per la festa di Capodanno, che si siano divertiti?

PPS: non dimentichiamo di averla sentita parlare perfettamente in inglese e spagnolo, oltre ad aver tenuto testa in italiano a giornalisti molto malevoli senza perdere una battuta, e senza strafalcioni linguistici… non che non si perdoni un eventuale lapsus linguae, ma tanto per essere precisi e dare a Cesare quel che è di Cesare 😉

(Patrizia Vivanti, 03/01/2018)

I love Spelacchio

Le polemiche sull’albero di Natale a Piazza Venezia dimostrano come la Raggi venga criticata a prescindere.

Continuiamo tutti a chiederci dov’era tutta questa gente quando gli “esperti” si mangiavano Roma, o anche semplicemente quando allestivano l’albero di Natale a Piazza Venezia.

Ps: nell’immagine non si vedono, ma nel giardino ai piedi dell’albero sono stati anche posti dei globi luminosi che sembrano tante lune, e mi piacciono moltissimo!

 

Virginia Raggi e i campi Rom

Nuova polemica su Virginia Raggi e le sue politiche d’inclusione che intendono portare alla progressiva chiusura dei campi Rom, e avanti con l’idiozia delle frasi fatte e del populismo idiota, di gente che si ritiene tanto smaaart e invece non si capisce bene se è più disumana o più idiota.

Ma cominciamo dal principio.

Già in fase elettorale Virginia aveva promesso la chiusura dei campi Rom e, se non erro, aveva detto non che li avrebbe chiusi e basta fregandosene di chi rimaneva fuori, ma adottando delle politiche per cui il superamento dei campi rom avrebbe previsto un’integrazione sociale delle persone che li abitano.

Non vi piacciono i rom? Bene, neanche a me, e allora? Come pensiamo di risolvere il problema di questa gente che vive ai margini della società? Dite che non si vogliono integrare? Probabilmente è vero, ma non possiamo dir loro di andare a lavorare se nessuno è disposto ad assumerli (con tutte le ragioni di questo mondo), e non possiamo dir loro di non rubare se diventa l’unico mezzo per procurarsi il pane.

Lo so, lo so che la situazione non è così facile, ma quando tre giovani rom, mi sembra una ragazza di diciotto anni e due bambini più piccoli muoiono nel rogo di una roulotte data alle fiamme e vedo gente “civile” e “integrata” che gioisce, penso che il furto non sia il peggiore dei crimini e che “gli inumani sono tra noi”, in abiti civili, spesso giacca e cravatta magari pure costosi.

La Raggi non sta offrendo assistenzialismo, quello semmai è quello che c’è stato finora e che lei vuole debellare. Il suo discorso è: “O ti integri o sei fuori”, cioè, finora hai avuto il pesce, rubato o calato dall’alto, oggi t’insegno a pescare.

Fermo restando che i soldi che saranno utilizzati da Roma Capitale sono fondi europei espressamente destinati alla questione Rom, e quindi non potrebbero essere utilizzati altrimenti, ma solo lasciati lì, considerate che l’integrazione di queste persone – qualora riesca – porterà al contrario a un alleggerimento della spesa capitolina, e a un miglioramento del decoro urbano.

Vi linko alcuni articoli, per esempio questo: “Mille euro al giorno a Casamonica per guardiania campo rom“, vogliamo parlarne? Si rendono conto o no i romani che sbraitano di cosa significherà eliminare questa spesa? E non è certo l’unica, sarei curiosa di fare un conto di quanti soldi vengono quotidianamente spesi, e sono stati spesi complessivamente negli ultimi decenni, per assistenza ai Rom.

Ora pare che siano stati finalmente censiti, e dopo il ceensimento si avvieranno le indagini patrimoniali: insomma, l’intento della Raggi è sì di inclusione, ma mediante il ritorno alla giustizia e alla legalità. Parla di patti da rispettare, basta parassiti, ma offrire una reale possibilità d’inclusione è doveroso, e oltretutto è un diritto costituzionale (“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli blablabla”).

Insomma, la gente vuole che vengano eliminati i campi rom, e ha ragione, non ne può più dei furti che avvengono ovunque si accampino, e ha ragione, però una soluzione non la vuole. Chiuderebbe i campi Rom e basta (“Dove vanno? Sono fatti loro, purché se ne vadano!”), e avremmo gli stessi risultati che abbiamo avuto col tentativo di eliminare la prostituzione chiudendo le case chiuse (risultato? Prostituzione aumentata e fuori controllo), eliminare il problema dei malati psichici e relativi trattamenti psichiatrici chiudendo i cosiddetti manicomi (e gettando malati e familiari nella disperazione più totale). I più accaniti darebbe loro fuoco, e di questi nazisti non voglio neanche parlare, perché sono la peggiore feccia dell’umanità.

La soluzione Raggi mi sembra la migliore, categorica e umana: voglio sapere chi sei, quello che hai, ti aiuto nell’integrazione, tu CI METTI DEL TUO, se delinqui vai in galera: assistenza e non assistenzialismo, una mano pòrta e non un allevamento intensivo di parassiti.

Se dovesse funzionare, fermo restando che questi soldi investiti in ogni caso non vengono tolti ai romani, avremmo un risparmio netto su altre forme di intervento e di assistenza e una considerevole diminuzione del degrado cittadino: non mi pare poco!

Riporto parte dell’intervento della Raggi, che dovrebbe essere lo stesso del filmato:

Riportiamo Roma in Europa. Oggi ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom.
Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone.

Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità.
Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto: nessuna risorsa sarà sottratta alla cittadinanza.

Mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo: il cuore del piano è rappresentato da un patto di responsabilità che definisce, in modo netto, diritti e doveri di tutti.
Si tratta di una svolta senza precedenti, che ci consente di riportare alla legalità migliaia di persone e intere aree della nostra città.

Post al riguardo sul sito del Comune:

http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1551781

Ancora innamorata della Raggi?

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“Ancora innamorata della Raggi?”, mi chiede canzonatorio un blogger, rigorosamente sinistrorso.

Tutto sommato direi di sì. Oddio, l’amore stava scemando, nel senso che tutto sembrava rientrato nei binari della normalità, ma le polemiche degli ultimi giorni l’hanno riacceso.

La Raggi si è sentita male, e tutti hanno interpretato il suo malore come strumentale per evitare spinosi impegni istituzionali (mi pare che fosse la volta dello stadio, e mi pare pure cha alla riunione alla fine abbia comunque partecipato).

Io era da un po’ che vedevo che stava male: già è minutina, ultimamente era ridotta l’ombra di se stessa: d’altra parte il ritmo di lavoro impressionante più gli attacchi a tappeto su tutti i fronti non sono una cura omeopatica per la salute: hanno avuto voglia i suo fan a dire che è una donna di acciaio, la verità è che è di carne e ossa, e a un certo punto il contraccolpo c’è stato. Io vedevo le foto e mi dicevo “Ma è ridotta uno scheletro! Questa se non si ferma crolla!”, e infatti è crollata.

E, naturalmente, tutti a darle addosso: come ha osato mancare l’appuntamento alle fosse ardeatine, un sindaco come si deve sarebbe morto sul campo piuttosto che mandare il suo vice.

E già, si sarebbe dovuta sentire male in un altro momento, tuona la gente evidentemente abituata a programmarsi le malattie.

Alla celebrazione del 60esimo anniversario dei trattati europei di Roma invece è stata presente (v. video), ma non è andato bene neanche quello: non andava bene l’abito, non andavano bene i capelli, non andava bene la sua struttura minuta, da persona che non s’impone, insomma, che non conta una mazza, vuoi mettere la mastodontica Merkel?

A me la Raggi è piaciuta, e mi è piaciuto il suo discorso, mi sono piaciuti i concetti che ha espresso (a parte l’uso improprio del termine “visionario”, che oramai va di moda), tutt’altro che retorici, banali e politically correct. Mi piace il suo look sobrio e minimale.

Intanto io ho perso l’abitudine di correre dietro agli autobus, tanto un minuto dopo ne passa un altro. Roma è pulita, e le strade sono in via di rifacimento, da ditte regolarmente appaltate e certificate (almeno così pare, che la politica ci ha insegnato a non fidarci mai!).

“Sei ancora innamorata della Raggi?” ha chiesto con tono burlesco il mio amico piddino (anzi, proprio renziano). La risposta è sì. Oggi, ancora, sì.