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Virginia e le buche

Trovata!

Mi dispiace non avere salvato un’immagine carinissima di Virginia Raggi che, immersa fino al collo in una buca piena d’acqua diceva “Non c’è problema, si tocca!”.

Battute a parte, i recenti eventi atmosferici a Roma, assolutamente eccezionali, hanno ridotto le strade della capitale un vero e proprio colabrodo assolutamente impercorribile, per cui era improcrastinabile correre velocemente ai ripari, senza aspettare la possibilità di rifare i manti stradali a regola d’arte con regolari gare d’appalto: le emergenze sono emergenze, non possiamo far morire i pazienti in attesa di allestire le sale operatorie con attrezzature d’avanguardia!

Il Comune di Roma ha quindi messo in campo una task force, composta da 12 aziende, che avrà il compito di riparare le buche di Roma al ritmo di circa 1500 al giorno, per circa un mese, per una spesa complessiva di 17 milioni di euro e un totale di circa 50.000 buche riparate.

Soldi ovviamente buttati, perché le strade andranno rifatte, ma al momento non era possibile agire altrimenti.

E’ comunque una grossa forma di disonestà intellettuale attribuire alla Raggi la responsabilità di strade di Roma fatte in cartapesta, e ancora più ignobile che quelli che tuonano di più siano proprio i responsabili dello sfascio. Il fatto che oramai la Raggi sia alla guida di Roma da quasi due anni non significa che ci sia stata la possibilità, soprattutto con le casse vuote, di riparare decenni di danni di amministrazioni incapaci e corrotte: solo con gli interessi che paghiamo sul debito di Roma Capitale si sarebbero potute costruire sapete quante strade? Pensate solo che l’importo, 200 milioni annui circa, sono circa 11 volte la cifra stanziata per questo intervento eccezionale di riparazione!

E’ infame questo voler nascondere le responsabilità delle precedenti giunte sotto il tappeto dei quasi due anni di guida Raggi.

Due giorni fa ho segnalato una buca sotto casa mia, era praticamente un cratere. Era circa mezzogiorno quando io ho fatto la segnalazione, alle tre e mezzo circa mia figlia, tornando dall’università, la trova riparata: ditemi quello che vi pare, io la buona gestione e il cambio di rotta li vedo eccome!

Innamorata di Virginia Raggi, un anno dopo

 

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L’anno scorso, all’incirca di questi tempi, pubblicai un post, “Innamorata di Virginia Raggi“.

Con mia grande sorpresa il post ebbe un successo strepitoso, fu ripreso da quasi tutte le pagine dei 5 Stelle, a partire dalla pagina fb #innamorati di Virginia Raggi, e condiviso migliaia di volte, probabilmente decine di migliaia.

Il mio era un tributo sincero, da persona che non l’aveva votata ma che, onestamente, riconosceva il suo operato.

Cosa penso oggi, a poco più di un anno da quel post, della sindaca Virginia?

Beh, permettemi un “ancora l’amo, più di ieri, meno di domani”, e questo nonostante i cassonetti strabordanti perché, non neghiamolo, il problema rifiuti esiste, né lei lo nega (né l’inciviltà di tanti romani aiuta).

E allora, a cosa è dovuto tanto amore?

Beh, io credo che sia tangibile il fatto che il paese della cuccagna è finito e che a Roma non si mangia più, tanto per cominciare. Per far funzionare la macchina amministrativa il Comune di Roma l’anno scorso ha speso circa un milione di euro, contro i quattro di Marino e i sei di Alemanno: vi rendete conto della portata di queste cifre? Ha speso un quarto di Marino e un sesto di quello di Alemanno, risparmiando cifre spaventose, tutti soldi che a mano a mano stanno andando a beneficio dei cittadini.

Come?

Per esempio col riconoscimento dei debiti fuori bilancio, contratti dalle amministrazioni precedenti, e sapete cosa significa questo? Che la gente che ha lavorato per il Comune verrà finalmente pagata, probabilmente qualche piccola impresa non fallirà grazie a questo e qualche padre di famiglia potrà portare a casa il pane per cui ha lavorato. Questa nei paesi normali probabilmente è la normalità, ma in Italia pare che sia un fatto straordinario.

Mi raccontava un blogamico, un piccolo imprenditore, che aveva fatto dei grossi lavori per la Regione (una regione del nord, non so nemmeno da chi fosse amministrata, al momento il dato è ininfluente) che non solo non venivano pagati, ma che le banche neanche glieli riconoscevano come crediti, tanto poco era il loro valore e la loro affidabilità!

Oggi i crediti nei confronti del Comune di Roma sono affidabili.

Il problema buche? Dopo decenni di rattoppi, pessimi e tardivi, stanno riasfaltando tutte le strade di Roma: certo, non hanno finito, sono migliaia e migliaia di chilometri, ma piano piano un po’ di luce si vede. Ok sì, piano piano, pianissimo, ma sarebbe umanamente possibile andare più velocemente con la situazione che si sono ritrovati?

Ha detto bene lei “io non sono potuta entrare in macchina e guidare, perché mancava il volante, il motore, la carrozzeria, la leva del cambio…”: non ricordo le parole esatte, ma il concetto era questo.

Mancava tutto, eppure non si è persa d’animo, si è rimboccata le maniche e ha lavorato, nonostante la guerra senza frontiera dei suoi detrattori, spesso non particolarmente onesti, che l’hanno tormentata rimproverandole pure se respirava, e non crediate che pure questo non risucchi energia, energia che questa gente ha sottratto ai legittimi destinatari, e cioè la città di Roma e i cittadini romani.

Virginia è quella che ha a cuore non i ricchi, ma la povera gente, ed è quella che sta mettendo fine a scroccopoli, il racket delle case popolari abusivamente occupate dai non aventi diritto, e che finalmente il Comune sta riassegnando ai cittadini più bisognosi.

A me non sembra poco, non mi sembra poco per niente. Per darle addosso ora si stanno attaccando a Spelacchio che peraltro, grazie proprio a tutta la critica che è tornata indietro come un boomerang ottenendo l’effetto contrario, ci ha regalato un po’ di spensieratezza e di allegria.

Tutti col dito puntato contro la Raggi, come se fosse colpa sua che un albero partito verde e rigoglioso dalla Val di Fiemme sia arrivato a Roma in condizioni non ottimali: il trasporto e la messa in opera sono stati affidati a un’azienda che lavora per il Comune da dieci anni, quindi da molto prima che arrivasse la Raggi e l’azienda è stata, a quanto pare, strapagata, quindi stavolta non possono rimproverarle di aver fatto fare brutta figura a Roma per risparmiare. E infatti le rimproverano di avere speso troppo, 48.000 euro, ammesso e non concesso che l’azienda non debba rispondere del danno cagionato e riscuota la cifra pattuita: io non è che m’intenda delle tariffe per questi servizi, ma quando Gentiloni pagò il riscatto delle due pasionarie siriane per il (presumibilmente finto) rapimento, si diedero tanto da fare per minimizzare la spesa, a dire che in fondo era gravato di circa 50 centesimi per cittadino (compresi neonati nella culla), e questa spesa che alla fine sarà gravata di uno o due centesimi a testa nelle tasche dei cittadini romani è così grave? Senza contare che quei dodici milioni di euro saranno stati impiegati, presumibilmente, per comprare armi e a finanziare terrorismo, morti e rivolte, cosa che non sarà per i 48.000 euro pagati per il trasporto di Spelacchio.

Bene, vi lascio, ovviamente accetto smentite e contraddittorio!

PS: quest’anno non ho sentito neanche critiche per la festa di Capodanno, che si siano divertiti?

PPS: non dimentichiamo di averla sentita parlare perfettamente in inglese e spagnolo, oltre ad aver tenuto testa in italiano a giornalisti molto malevoli senza perdere una battuta, e senza strafalcioni linguistici… non che non si perdoni un eventuale lapsus linguae, ma tanto per essere precisi e dare a Cesare quel che è di Cesare 😉

(Patrizia Vivanti, 03/01/2018)