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Non gioco più

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Succede così, si scrive di meno, si risponde sempre più in ritardo, qualcosa addirittura sfugge, e poi più o meno si sparisce.

Cosa è successo? Non è che non abbia più niente da dire, diciamo che è venuta meno la voglia di dirlo in pubblico, in un pubblico poi che diventa sempre meno conosciuto, con i “pilastri” della blogosfera che, a mano mano, se ne sono andati per le vie di questo mondo o di quell’altro.

Di cose ne sono successe tante, la pandemia ha cambiato tante dinamiche, sradicato vecchie abitudini e introdotte di nuove.

Una fisioterapista mi diceva che è cambiato il pubblico che ricorre alle terapie, prima molti erano per curare traumi da sport, oggi i pazienti vengono per danni alla colonna vertebrale e articolazioni varie a causa di questi due anni di postura sbagliata, in postazioni di lavoro di fortuna che si sono dovuti ritagliare in case sempre più piccole.

E poi c’è la guerra, la pandemia è iniziata lontano e poi si è avvicinata perché oramai il mondo è globalizzato, figuriamoci una guerra che è iniziata vicino, e sotto sotto tremiamo (ma anche sopra sopra a dirla tutta).

Mi stupisco a sentire filo-Putin, non so come si possa essere “filo” qualcuno che ha invato un paese libero e sovrano e sta commentendo un genocidio, crimini di guerra inconcepibili e aberranti, tutto mi ricorda tanto Hitler, e se gran parte del mondo sembra avere imparato la lezione (e cioè che non serve fare concessioni in nome di una pace che non ci sarà, le concessioni servono solo a rendere il nemico più forte), altri gridano che l’Ucraina si deve arrendere e accettare concessioni territoriali in cambio della pace.

C’è chi ricorda che gli Ucraini furono peggio dei nazisti riguardo agli ebrei, che fu l’unico popolo ad offrirsi di perseguirli – e perseguitarli – senza neanche essere obbligati più di tanto come gli altri popoli: ma fosse anche vero, gli Ucraini di oggi, solamente per un fatto meramente anagrafico, come potrebbero essere quelli di ieri?

E poi ha ben detto chi ci ha ricordato che, quando c’è un aggressore e un aggredito, o meglio, un invasore e un invaso, non si sta a fare il processo morale alla vittima, si difende e basta.

E ha ben detto, secondo me, che non possono essere fatte concessioni territoriali perché quello dell’invasione non è un messaggio che può passare e poi, ricordo la storia dei Sudeti all’epoca del nazismo, fu un suicidio mondiale, e ho letto – ovviamente non posso andare a verificare tutto e so di non sapere – che l’Ucraina ha ceduto le armi atomiche alla Russia in cambio di un patto di non aggressione e non belligeranza, e ora si trova aggredita e massacrata senza mezzi di difesa.

Per me rimane sempre vero quello che dicevano i saggi Romani, “Si vis pacem para bellum“, se vuoi la pace sii pronto alla guerra, la natura umana, le dinamiche umane, sono sempre le stesse: se uno è in una posizione di forza, prima o poi va a finire che questa forza la usa.

Ok, sono uscita dal seminato, volevo solo condividere con voi lo stato d’animo per cui non scrivo più, e appena ho messo mano alla tastiera sono stata presa dall’antico spirito blogger, e allora bentornata a me, e bentrovati a tutti voi!