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Chiamami mamma

Toglietemi una curiosità, ma c’era ovunque prima quest’usanza di chiamare “mamma” la propria suocera? Ma come si fa? “Mamma” è una parola talmente intima, talmente piena di significati, legami, ricordi, che come si fa ad usarla con un’estranea, ammesso pure che sia simpatica, e considerando che più spesso non lo è?

La mia prima suocera era bulgara, il problema dei termini non si poneva, la seconda non ricordo più neanche se la chiamavo per nome o “signora, o se le davo del tu o del lei…

La terza (mancata), pace all’anima sua, quando il figlio andò a dirle che ci saremmo sposati commentò: “Ma che gli ebrei si sposano?’, e da quel momento non la chiamai più in nessun modo.

La quarta… beh, la quarta è la Lobot….

E voi? Conoscete questa usanza? Avete chiamato “mamma” vostra suocera?

 

E ora la Lobot mi ama…

Monster in law - falso abbraccio

Mia madre ripeteva sempre, davanti a qualsiasi cosa lasciasse stupiti, “la vecchia nun voleva mai mori’, perché più campava più ne vedeva!” e ora, come mai vent’anni fa mi sarei mai aspettata che la famiglia di Attila mi voltasse le spalle in blocco, così oggi non mi sarei aspettata un tardivissimo (oltre vent’anni) nuovo cambio del vento.

Già ne avevo avuto sentore in una precedente occasione, ma stavolta, di persona, la cosa è stata più manifesta.

Mi dice mia figlia che il padre sta male, malissimo, è moribondo. Ovviamente non ci credo, sono i suoi classici “sturbi”, quelli che si fa prendere ogniqualvolta la vita gli presenta il conto di qualche cappellata che ha fatto. Generalmente funziona così: conto da pagare, sturbi, mammina in ambascia per il figlio moribondo che provvede prontamente a toglierlo dai guai.

Dunque, mia figlia vuole correre in ospedale dal padre abbenché io, ben avvezza ai di lui melodrammi, tenti di tranquillizzarla.

Durante il viaggio mi fa mille raccomandazioni su come comportarmi con sua nonna, e si raccomanda soprattutto di non esprimere la mia opinione in merito ai malesseri del padre.

Arrivo, mi appresto a salutare in maniera del tutto formale l’augusta genitrice dell’unno, quando lei mi butta le braccia al collo, baci, abbracci, mille feste, e chi più ne ha più ne metta.

Seguono mille complimenti sia a me che a mia figlia (sì, proprio quella mia figlia che lei ha tanto traumatizzata esprimendole, quando era piccolissima, il suo profondo desiderio che io morissi), mentre dalla mia testa esce una nuvoletta con scritto “Boh!”.

Considerate che anche in ufficio la persona che mi ha tanto attaccato è diventata improvvisamente zuccherosa: che io stia per morire e non lo sappia? Cambiamenti sospetti, molto sospetti…

Non ragioniam di lor ma guarda e passa?

“Ciao cara”a chi???

Jane Fonda - Quel Mostro di Suocera

Giorni fa telefono ad Attila e, per motivi di mero e vile valsente, lo chiamo al telefono fisso anziché al cellulare.

Risponde sua madre. Sì, proprio lei, la Lobot, quella che di solito mi sbatte la cornetta in faccia, o al limite bofonchia malamente qualcosa mentre, obtorto collo, mi passa il figlio.

Quando sento la sua voce mi presento senza scompormi (se tra le due una si deve vergognare, quella certo non sono io!), e inaspettatamente lei, con tono flautato, mi risponde. “Oh, ciao cara, ecco, ora te lo passo”.

Ciao cara? La Lobot? A me? Dov’è la fregatura???  😯

Penso che ti ripenso e nel pensar m’impazzo…

La prima cosa che mi viene in mente è che non ce la faccia più a occuparsi del figlio e, magari cosciente di non essere eterna, voglia mollare a qualcuno la cura del suo pargolo.

La sera ne parlo con mia figlia, la quale mi dice che la nonna è molto toccata dalle condizioni in cui versa mia madre: vuole in qualche modo esprimermi la sua solidarietà? La sconvolge vedere dei figli che si occupano dei genitori, forse invidia pure un po’ quei genitori, lei che a ottant’anni deve ancora fare il pater familias e tirare la carretta?

Insomma, sono quasi sotto shock, e non sto esagerando. Sentire dalla Lobot, dopo anni di ghigni e strafottenza, sguardi da cui lancia fulmini e saette, espressioni del volto sempre improntate al massimo disprezzo, una voce vellutata che mi dice “Ciao cara” mi ha totalmente spiazzato!!!