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Vacanze a Campodolcino

Tutto è bene quel che finisce bene, ma quest’anno le vacanze, se così possiamo chiamarle, sono state proprio un’avventura!

Come sapete, per una serie di questioni e dinamiche che non sto qui a ripetere, una settimana circa l’anno io, mia figlia e suo padre andiamo in vacanza insieme, modello “Famiglia del Mulino Bianco”. Uno dei motivi di questa stranezza (vogliamo chiamarla “americanata”?) è che mia figlia non ha mai avuto una famiglia unita, non è mai vissuta con mamma e papà insieme, e questa è una sorta di risarcimento affinché, almeno per un breve scorcio di tempo, ogni anno questo suo sogno si realizzi.

Fermo restando che continuiamo a essere separati e ad evitarci come la peste (nei villaggi turistici se l’uno era al mare l’altro era in piscina, se uno era a casa l’altro rigorosamente fuori, etc. etc. etc.), da qualche anno il motivo di discussione è anche la mèta della vacanza: io amo il mare, loro la montagna, io amo spaparanzarmi su un lettino al sole, loro le scarpinate nei vari sentieri, io mi sento bene a 0 mt dal livello del mare, loro più in alto vanno meglio stanno, ma soprattutto io che sgobbo tutto l’anno voglio andare in albergo servita e riverita mentre loro preferiscono l’appartamento, fare la spesa e cucinare (anche perché abbiastanza costretti dalle loro esigenze vegane). In una coppia normale, quale noi NON siamo, magari si deciderebbe a turno, si farebbe un po’ e un po’, ma siccome queste settimane di vacanze sono un dono che facciamo alla piccola, decide lei e la montagna ha il sopravvento sul mare, l’appartamento sull’albergo, le camminate sullo spaparanzamento al sole.

A questo punto io mi estranio e decidono loro, e così mi ritrovo con la sorpresa di luogo e casa scelti da loro, e la casa quest’anno è stata proprio una gran brutta scelta! Una vecchia casa su strada, con neanche tende coprenti alla finestra, assolutamente esposti al pubblico, a partire dalla camera da letto. E camera, per l’appunto, più che camere, perché la seconda stanza era stata ricavata dalla prima, divisa in due, parte da una parete e parte da una tenda, e quindi con l’impossibilità di chiudersi in camera propria, in totale promiscuità. Calo un velo pietoso su tutto il resto, ma la decisione di fuggire a gambe levate ci ha trovato tutti concordi, anche se sono stati giorni di liti per decidere un’alternativa: fuggire solo dalla casa o proprio dal paese? E per andare dove? E’ un periodo in cui ovunque si registra il tutto esaurito, e vari tentativi di trovare in autonomia un’altra sistemazione sono andati falliti.

Alla fine ci è venuta l’idea di rivolgerci alla pro-loco, e quella è stata la prima di una serie di circostanze favorevoli che hanno cambiato le sorti delle nostre vacanze. Abbiamo trovato in quell’ufficio due persone davvero amabili, simpaticissime, dolcissime, disponibilissime, che hanno capito subito la situazione e si sono date da fare per trovare una soluzione. Ci hanno indirizzato verso un residence DE-LI-ZIO-SO, dove abbiamo preso immediatamente possesso di un appartamento splendido, due stanze enormi dotate di ogni confort, e i proprietari assolutamente uno zucchero, da baciare la terra su cui camminavano.

L’appartamento era dotato di un balcone con vista splendida, dove abbiamo potuto godere di cene e colazioni all’aria aperta, col clima gradevole della montagna d’estate e il panorama che vedete in foto (scattata per l’appunto dal balcone). Sempre in balcone, oltre a tavolo e sedie, c’era a disposizione anche un lettino, su cui non ho mancato di spaparanzarmi a godermi tutto il sole possibile (un po’ di gioia anche per me, finalmente!).

Per la gioia di mia figlia poi c’era vicino a noi un piccolo terreno dove razzolavano delle galline felicissime, beate e che scoppiavano di salute, libere e all’aria aperta, e siamo riuscite ad avere alcune loro uova, eticamente accettabili e dal sapore davvero diverso da quelle industriali.

Abbiamo visitato lì intorno luoghi carinissimi, mangiato in un ristorante di un paese vicino chiamato Jolly Roger (il ristorante, non il paese!), che per noi fan di Once Upon a Time è un nome magico, ci siamo fermati a goderci- e Sissi ha anche fatto il bagno – vari laghetti alpini , anche ad altissima quota, abbiamo fatto una bella gita in traghetto sul lago di Como per andare a visitare Bellagio (luogo di cui ci avevano tanto decantato la bellezza, ma io tutta questa bellezza per la verità non l’ho vista).

Come ciliegina sulla torta, almeno per me lettrice accanita e amante delle belle lettere e delle belle letture, sono stata invitata dalle persone con cui oramai avevamo fatto amicizia alla presentazione di un libro, “La casa delle farfalle” di Silvia Montemurro. La presentazione è stata interessante e coinvolgente, anche se non ho comprato il libro, sicuramente intrigante e molto ben scritto, perché oramai la mia casa è satura e vado avanti solo a e-book, ma me la sento di consigliarvelo sulla fiducia: insomma, tutto è bene quel che finisce bene, peccato che il residence non avesse la disponibilità dell’appartamento per tutto il periodo a noi necessario e così una vacanza di dieci giorni, tra i tre giorni buttati nella prima casa e i tre di partenza anticipata per mancata disponibilità dell’alloggio, da dieci che dovevano essere si sono ridotti ad appena quattro, ma insomma, meglio un giorno da leone che cento da pecora!

 

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