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Non darmi anche tu parole

Non mi dare anche tu parole, quelle che so da sola, come quella signora sconosciuta che sull’autobus mi disse “Che ci vuole a dimagrire, dia retta a me, basta mangiare di meno, e muoversi di più”, ma che bella scoperta, io non lo sapevo, pensavo che si dimagrisse seduti in poltrona mangiando cioccolata.

Aveva ragione Bruno, lui che era depresso, e che s’incazzava se gli parlavi di cielo azzurro e di uccellini che cinguettano, perché a uno depresso non importa nulla del cielo azzurro e degli uccellini che cinguettano, e così uno grosso, cui non va di camminare, vorrei vedere te ogni volta che ti alzi per andare a prendere un bicchiere d’acqua se dovessi sollevare un incudine di 30, 40 kg, vorrei sapere quanto sarestii solerte ad alzarti o se ti terresti la sete, e se ti verrebbe voglia, visto che è una bella giornata, di portarti l’incudine a passeggio con le ginocchia che ti fanno male.

Vorrei vedere te se ti andrebbe di specchiarti nelle vetrine, che ti restituiscono un’immagine che non conosci, se ti andrebbe di guardare quegli abiti sfiziosi che non fanno per te, e non solo perché non c’è la taglia, perché tanto ti starebbero male comunque.

Vorrei vedere te ricostruire mille volte, e poi perché, il mondo pare vedere solo i diritti degli ingiusti, tutti assolti fuorché gli innocenti, gli unici da penalizzare e da non capire. E’ un mondo che perdona il peccatore, non l’innocente, guardatevi “Scipione detto anche l’Africano”, capirete quello che voglio dire.

Non ne posso più di buoni consigli, come se ne avessi bisogno, la so tutta la teoria, forse manca solo la motivazione, e che uggia quel parentame che con la mano tesa al lato della bocca, quasi a indirizzare meglio le proprie parole, tante volte prendessero un’altra strada, ti ripete col tono tra il rivelatore della grande verità e l’accorato “Non è per l’estetica, è per la salute!”.

Ma va? Ma tutte queste scoperte dell’acqua calda le brevettate? Io al posto vostro lo farei, perché l’acqua calda è utile, c’è da diventarci ricchi!

Mi è stato più utile lui, lui, quando con il suo sorriso meraviglioso, senza sentenziare, ma semplicemente essendone una testimonianza vivente, mi ha detto “Bisogna amare la vita”.

A volte, persino, mi riesce.

E m’accompagno da me

***

Chi mi segue da tempo sa che ci sono stati nella mia vita momenti – diciamo piuttosto periodi – duri, e alcuni mi hanno davvero segnato. “Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo”: forse questo punto d’appoggio m’è mancato sempre, per questo certe volte crollo, la mancanza di terra sotto i piedi è uno degli stati d’animo con cui ho più dimestichezza.

Scoramento, mancanza di motivazione e di forze, la sensazione di essere risucchiata in un vortice e l’appello alle ultime forze per evitare questo risucchio.

Un urlo strozzato nel cuore, e spesso ricorro alla musica: in passato, sdraiata in penombra sul divano, solo musica classica mentre ora, con l’avvento della nuova tecnologia di youtube, cerco anche musiche sedicenti armonizzanti, sedicenti energizzanti, sedicenti zen, sedicenti liberatrici dei chakra. Poi, se il meteo m’assiste, cerco di stare al sole, di camminare, di fare.

Il mio ex marito diceva che non si può curare un tumore con un’aspirina, ma io continuo a prendere aspirine (metaforicamente parlando), cerco di non indulgere in pensieri tristi, di alzare la testa – nonostante il suo peso – e andare avanti.

E m’accompagno da me.

Della stanchezza e dell’energia

avere-più-energia donna prato velo

Direi che la mia domenica è stata ottima. Non il divertimento che avrei voluto, non lo svago, ma una domenica calma, all’insegna del calore familiare, abbracciata a mia figlia a coccolarci, a vedere qualche video insieme, partite a Ruzzle, e ora un buon libro.

Dico una buona domenica perché, al contrario del solito, non c’è stata quella stanchezza patologica, quella derivata dal due di pressione per intenderci, quella che ti fa sentire un fagotto, e che ti costringe a fare della tua vita un continuo bilancio per cercare di capire il perché: stanchezza fisica o psicologica? Normale reazione al quotidiano fardello, mancanza di qualche vitamina o qualche sale minerale, oppure noia esistenziale?

Quando penso alla mia stanchezza cosmica ed eterna mi viene in mente sempre un episodio di tanti anni fa, ma proprio tanti, dove la stanchezza non era certo giustificata né dagli anni né dal peso.

Avevo 25 anni ed ero separata in casa. Per dirla tutta, ero separata legalmente, e avevo un’altra storia (rigorosamente alla luce del sole)

Una sera rientro a casa, tanto per cambiare distrutta. Il mio ex marito mi viene incontro dicendo che mi ha aspettato per cena e io declino l’invito, rispondendo che sono talmente stanca che la forza per mangiare proprio non ce l’ho. Lui insiste, ha preparato dei manicaretti apposta per me, ci tiene che io li mangi, che magari mi potrebbe portare anche il vassoio in camera. Io ribadisco la mia stanchezza e che no, proprio non ce l’avrei fatta neanche imboccata.

Di lì a pochi minuti citofona l’altro. Salto in piedi, viva, gioiosa, gli vado incontro, lo invito a restare a cena, apro il frigo tiro fuori le pentole e comincio a spignattare, sempre gioiosamente zompettando.

Ricordo l’occhiata che mi lanciò il mio ex marito, disgustato e carico di livore.

Mi sibila un “Ma dieci minuti fa non eri moribonda?” e sì, dieci minuti prima lo ero, e poi non lo ero più. L’entusiasmo per la visita del mio amato mi aveva dato una carica incredibile.

Ecco, io continuo a sognare quel qualcosa che mi faccia quell’effetto, che mi riempia di energia, di entusiasmo, di brio, di voglia di fare… il problema rimane sempre quello, ho una gran voglia di volere.

PS: se vi fa pena il mio ex marito, sappiate che siete in torto…