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Colazione al bar

A volte incontro qualcuno lungo la via per l’ufficio e lo invito ad unirsi a me nella colazione al bar. Spesso mi sento rispondere: “Grazie, ma ho già fatto colazione a casa”.

E che c’entra? Anch’io ho già fatto colazione a casa, caffè, biscotti e yogurt, mica mi risparmio, ma la colazione al bar è un’altra cosa, è una coccola, è un rito d’iniziazione della giornata.

Per questo motivo è importante che il barista sia simpatico, il clima piacevole, il buffet dei lieviti ricco e variopinto, per appagare gli occhi prima della gola, perché a mangiare sono capaci tutti, ma raggiungere l’estasi attraverso cappuccino e cornetto è un’insostituibile esperienza solo per veri intenditori!

 

Chiamami mamma

Toglietemi una curiosità, ma c’era ovunque prima quest’usanza di chiamare “mamma” la propria suocera? Ma come si fa? “Mamma” è una parola talmente intima, talmente piena di significati, legami, ricordi, che come si fa ad usarla con un’estranea, ammesso pure che sia simpatica, e considerando che più spesso non lo è?

La mia prima suocera era bulgara, il problema dei termini non si poneva, la seconda non ricordo più neanche se la chiamavo per nome o “signora, o se le davo del tu o del lei…

La terza (mancata), pace all’anima sua, quando il figlio andò a dirle che ci saremmo sposati commentò: “Ma che gli ebrei si sposano?’, e da quel momento non la chiamai più in nessun modo.

La quarta… beh, la quarta è la Lobot….

E voi? Conoscete questa usanza? Avete chiamato “mamma” vostra suocera?