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Los inqatsatos (parte seconda)

Facciamo un passo indietro. Realizzata – l’anno scorso – l’esistenza di questa multa vado all’Ente Poste a protestare: quello che mi capita è il minimo sindacale, mi dicono che la distribuzione delle raccomandate dipende da un’altra sede.

Vado nell’altra sede, e chiedo di parlare col direttore. Mi si presenta una specie di massaia scoglionata che fa spallucce e mi fa: “E che devo fare? Sono proprio i vigili che non ci fanno consegnare la posta, come ci avviciniamo coi camioncini, lasciamo la vettura un attimo in doppia fila o che per consegnare il pacco di posta ci fanno la multa, e chi la paga?” Ah, stiamo bene!

Mi consiglia di scrivere una lettera ufficiale, e che qualcuno mi avrebbe risposto: ma mi scusi, sto qui, mi risponda subito.

“Eh no, serve il numero preciso della raccomandata e tutti i riferimenti”.

Ma come caspiterina faccio ad avere il numero della raccomandata se non mi è mai arrivata? Ok, torno al comando dei vigili a farmi dare il numero della raccomandata…  👿

Telefono all’avvocato del movimento sedicente pro-consumatore cui sono iscritta. Mi risponde un’acidona che mi aggredisce dicendo: ma se lei non c’è a casa e il cancello è chiuso, il postino mica sta ad aspettare i suoi comodi!

Grazie, troppo gentile. Diplomatica, chiara, esauriente, e soprattutto utile: credo che i soldi della quota annua saranno i primi che risparmierò dall’anno prossimo. 👿

Questo accadeva l’anno scorso, quando venni a conoscenza di tutto il triccheballacche, ma torniamo ai giorni nostri.

Dunque, pago il pagando, faccio registrare il pagato, esco e cerco il modo di tornare a casa. C’è una stazione metropolitana, e un’edicola lungo la via. Mi fermo e compra direttamente le tessere per il mese successivo per me e per mia figlia: oops, mi sono persa qualcosa! Sapevo bene che il prezzo della tessera era aumentato e avevo cercato inutilmente di capire quanto costasse la tessera studenti: mi ero persa il piccolo particolare che la tessera studenti non esiste più  😯

Per meglio dire, mi dicono che esiste solo annuale. Bene, me la dia annuale. Io non la faccio, deve andare a una di queste stazioni.

Vado in una di quelle stazioni: al terzo tentativo becco lo sportello giusto, al quale mi dicono che è inutile che io faccia la fila, mi devo registrare sul sito internet.

Piuttosto seccata, esco mi attacco al numero telefonico del comune, 060606, e resto in attesa.

“Buongiorno” esordisco quando mi rispondono “mi pare di capire che la cosa più difficile da fare al mondo sia la tessera autobus per gli studenti”.

L’operatrice rimane interdetta, non sa chi ci sia dall’altra parte, comunque poi raccoglie le idee e mi dà indicazioni. Tra le altre cose, bisogna presentare obbligatoriamente la dicharazione ISEE.

Non so neanche che sia, vado al CAAF, ci trovo tutte le donnette e gli ometti del quartiere, e due ragazzotti ai banconi che danno indicazioni. Mi metto in fila neanche dovessero dare la minestra, prendo i moduli, li ho quasi riempiti totalmente quando arrivo a un campo che non riesco a capire, beni mobiliari? Gestore, banca, posta presso quale sono tenuti?  Telefono al mio commercialista e sì, ho capito proprio bene: vogliono sapere il saldo del mio estratto conto, quanto e dove. Il tutto da segnare lì, su una fotocopia, e lasciare sul banco al ragazzotto, in mezzo agli altri, praticamente a disposizione di quinque li voglia consultare: PER FARE UNA TESSERA DELL’AUTOBUS??? Ma andate a…

Bene, troppo bene fanno quelli che si stanno organizzando, non si può continuare a subire ogni tipo di abuso e sopruso!  👿

PS: oggi sono andata alla ASL e mi hanno detto che una delle analisi non era in convenzione: in convenzione con chi, con se stessi???  In ospedale, qualche giorno prima, mi avevano detto la stessa cosa per un altro accertamento, quel tipo di analisi solo a pagamento. 😯

‘mortacciloro!