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Cicciona e l’uomo di poca fantasia

C’è uno spiazzo davanti a una scuola frequentato praticamente solo quando la scuola è aperta. Prima era solo un parcheggio, recentemente ne hanno aperto un lato per consentire l’accesso alle automobili che tuttavia, quando la scuola è chiusa, ben poco motivo hanno di transitare.

In un angolo di questo spiazzo la domenica mattina apre il suo banco una contadina che offre prodotti freschi dell’orto e, soprattutto, le cosiddette “uova felici” (uova di galline ben tenute che razzolano libere e non subiscono vessazioni).

Quasi ogni domenica mi faccio una passeggiata per la spesa settimanale di verdura.

Qualche domenica fa stavo camminando nello spiazzo deserto, per la precisione all’interno della riga bianca che delimita il parcheggio, accingendomi ad attraversare lo spiazzo per raggiungere il banco.

A un certo punto entra un’automobile dall’ingresso recentemente aperto e sembra quasi mi stia puntando, dirigendosi verso la parte della strada delimitata dalla striscia bianca in cui stavo camminando. Io, ritenendo che dovesse parcheggiare, mi sposto tranquillamente dalla parte della strada, che tanto dovevo attraversare.

A questo punto il tizio esce dall’area parcheggio e mi punta di nuovo, e io nuovamente mi faccio da parte per farlo passare pensando “Boh, mi pareva dovesse parcheggiare, invece evidentemente deve solo transitare”.

A quel punto il tizio apre il finestrino e mi grida “DEVI CAMMINARE SUL MARCIAPIEDE!”.

Mi è mancata la risposta “Facci camminare tua madre che c’è più abituata!”, una volta realizzato che i suoi  zig-zag con simulazione d’investimento” erano nient’altro che “spedizioni punitive” per “insegnarmi l’educazione”.

Gli rispondo invece “Io cammino dove mi pare!”, non tanto perché lui avesse torto come principio, quanto perché stizzita per la sua reazione da psicopatico “rieducatore dell’umanità”.

Lui mi risponde “Cicciona!”, al che francamente mi viene da ridere per la sua incontrovertibile povertà di spirito.

Insomma, sto camminando sulla strada anziché sul marciapiede, dammi dell’incivile piuttosto, ti ho risposto che cammino dove mi pare, dammi della prepotente semmai, della maleducata, ma tu mi inveisci contro chiamandomi “cicciona!”, e che c’entra?

Probabilmente solo che, oltre che psicopatico, sei pure un analfabeta che conosce quattro parole in croce e non sa usare neanche quelle. Probabilmente, se fossi stata magra, mi avrebbe apostrofato con l’appellativo “Zoccola!”, tanto certa gente più in là di quello non va.

Lo scopriremo solo morendo

Ieri io ed altri siamo andati a scegliere la lapide per un nostro congiunto. Non ricordo come sia venuto il discorso, ma parlando con il rivenditore qualcuno ha sollevato delle obiezioni, scrupoli, superstizioni, mentre io sono decisamente più pragmatica.

“Mi sento in pace con tutti, per me o di qua o di là è la stessa cosa.” dico, poi mi correggo: “Cioè, non lo so se di là è la stessa cosa, lo vedremo quando sarà”. Uno commenta: “Lo scopriremo solo vivendo”, ma io prontamente replico: “Veramente lo scopriremo solo morendo!”.  😯

Continuiamo la panoramica delle lapidi esposte: “Bella questa!”, “Guarda pure questa” fino a che io non me ne esco con un “Questa la voglio per me!”.

Gelo.

Ci riprendiamo e andiamo al cimitero a portare due fiori ai nostri cari e con l’occasione renderci un po’ conto di come si sono regolati gli altri e cercare un’ispirazione che ci aiuti a prendere una decisione. Camminiamo guardando le lapidi con attenzione e ricominciamo il balletto di “Bella questa!”, “Pure questa, guarda qui!”, “Bella!”, “Meravigliosa!”, “Vieni, vieni qui, guarda questa!”.

A un certo punto ho come un’epifania: “Oddio, ma che stiamo facendo?”. Prendo il mio accompagnatore per il braccio e dico “Andiamocene va’, che stiamo prendendo una brutta piega: una volta queste esclamazioni erano riservate alle vetrine delle vie dello shopping, non alle lapidi del cimitero!”.

Scoppiamo a ridere, e anche questa ci esce proprio male: il cimitero non è proprio il luogo più adatto a scoppiare in sonore risate!

 

Amore coniugale

*** la guerra dei Roses ***

 

Giorni fa mia figlia si è svegliata tremante: “Mamma, ho fatto un brutto incubo, ho sognato che papà moriva!”.

Io fra me e me (non potevo permettermi di dirlo ad alta voce): “Guarda che strano, mi sono fatto lo stesso identico sogno e mi sono svegliata così serena e rilassata!”.

Domande spiazzanti

Giorni fa mia figlia si apprestava a entrare in sala operatoria (come tirocinante). Mentre si preparava, una persona (collega o medico non saprei) le chiede: “Ma tu ti sei mai lavata?”. Mia figlia – povera cocca, lei che non manca la sua doccia giornaliera neanche quando crolla di stanchezza! – rimane di stucco, imbarazzata, tra il senza parole e il balbettante, prima di realizzare che la domanda si riferiva allo specifico “rito preparatorio” prima di entrare in sala operatoria, e valeva: “Ma è la prima volta che ti prepari per entrare in una sala operatoria?”. Tira un sospiro di sollievo  e risponde che sì, era la prima volta, ricevendo presumibilmente indicazioni su come fare (ci siamo talmente soffermati sulla domanda che non mi sono concentrata sul resto).

Mi ha ricordato una storia di tanti anni fa quando, a cena con un amico, si era parlato tra le altre cose di aiuti domestici, io a un certo punto gli chiedo: “Ma tu hai una donna o fai tutto da solo?”.

Lo vedo sbiancare.

Mi chiedo cosa avessi detto di tanto sconvolgente, e poi mi rendo conto che i discorsi si erano intrecciati con quello della sua ragazza con cui si era lasciato, e mi appresto a precisare “Ma tu hai una donna di servizio o fai tutte le faccende domestiche da solo?”.

Anche lui tirò un sospiro di sollievo, esattamente come avrà fatto mia figlia.

 

Profezie da interpretare

Mi ricordo che quando mia figlia era piccola un giorno le dissi – non ricordo a che proposito – che molto probabilmente quando fosse stata più grande avremmo litigato anche noi, perché tutti i figli adolescenti litigano coi genitori, e lei abbracciandomi forte forte esclamò “no mamma no, tu sei bellissima, io non litigherò mai con te!”.

Beh, bisogna ammetterlo, da adolescente non ha mai litigato…