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Amore coniugale

*** la guerra dei Roses ***

 

Giorni fa mia figlia si è svegliata tremante: “Mamma, ho fatto un brutto incubo, ho sognato che papà moriva!”.

Io fra me e me (non potevo permettermi di dirlo ad alta voce): “Guarda che strano, mi sono fatto lo stesso identico sogno e mi sono svegliata così serena e rilassata!”.

Domande spiazzanti

Giorni fa mia figlia si apprestava a entrare in sala operatoria (come tirocinante). Mentre si preparava, una persona (collega o medico non saprei) le chiede: “Ma tu ti sei mai lavata?”. Mia figlia – povera cocca, lei che non manca la sua doccia giornaliera neanche quando crolla di stanchezza! – rimane di stucco, imbarazzata, tra il senza parole e il balbettante, prima di realizzare che la domanda si riferiva allo specifico “rito preparatorio” prima di entrare in sala operatoria, e valeva: “Ma è la prima volta che ti prepari per entrare in una sala operatoria?”. Tira un sospiro di sollievo  e risponde che sì, era la prima volta, ricevendo presumibilmente indicazioni su come fare (ci siamo talmente soffermati sulla domanda che non mi sono concentrata sul resto).

Mi ha ricordato una storia di tanti anni fa quando, a cena con un amico, si era parlato tra le altre cose di aiuti domestici, io a un certo punto gli chiedo: “Ma tu hai una donna o fai tutto da solo?”.

Lo vedo sbiancare.

Mi chiedo cosa avessi detto di tanto sconvolgente, e poi mi rendo conto che i discorsi si erano intrecciati con quello della sua ragazza con cui si era lasciato, e mi appresto a precisare “Ma tu hai una donna di servizio o fai tutte le faccende domestiche da solo?”.

Anche lui tirò un sospiro di sollievo, esattamente come avrà fatto mia figlia.

 

Profezie da interpretare

Mi ricordo che quando mia figlia era piccola un giorno le dissi – non ricordo a che proposito – che molto probabilmente quando fosse stata più grande avremmo litigato anche noi, perché tutti i figli adolescenti litigano coi genitori, e lei abbracciandomi forte forte esclamò “no mamma no, tu sei bellissima, io non litigherò mai con te!”.

Beh, bisogna ammetterlo, da adolescente non ha mai litigato…

La MIA vita in quarantena

Questa la dedico al signor Alessandro Lozzi, un piccolo assaggio della farina del MIO sacco (e ora vediamo chi copierà chi).

Caro signor Lozzi, io mica ciò la casa cor giardino, er salotto, la cammera da pranzo e tutta quella robba che sta nelle case normali. Io no, io ciò ‘n buchetto, dove vivo co’ mi fija, che è bono solo come spojatojo: a casa mia se po’ sta o ‘n piedi o sdraiati a letto, e quanno vado ar lavoro se po’ puro fa’, ‘a matina me arzo, bevo er caffè ‘n piedi e esco, poi aritorno e m’aribbutto a letto esausta, ma adesso ‘n quarantena, me scusi er francesismo, so’ cazzi.

Sto’ a lavora’ in smartworking, ‘o chiameno così er lavoro da casa, ma io in ufficio ciò ‘na sedia e ‘na scrivania, qui ciò ‘n letto e l’unica seduta disponibile è ‘a tazza der gabbinetto.

Caro Lozzi, ma che ne sa lei, artro che ‘a spesa de Luccisano, a me mica me va così de lusso!

Co’ mi fija ce damo i turni, a seconna de ‘le necessità, una sta sdraiata tenendo co’ ‘na mano er picci’ per aria e co l’antra digitando i tasti, e una invece ar gabbinetto usanno ‘a lavatrice a mo’ de scrivania: lei capisce Alessa’, a casa mia è la fisiologia che cià er sopravvento, e ce bevemo i litri d’acqua e de tisane pe guadagnacce er diritto alla seduta.

La spesa, a casa mia, nun je va a nessuno d’annalla a fa’. Mi fija pe’ pigrizzia, io pe’ paura, che le mascherine non se trovano manco a pagalle oro, e io a usci’ senza mascherina me sento come ‘na mignotta che va ar lavoro senza preservativo.

Comunque ‘n giorno avevo vinto ‘a postazzione commoda, e me ne stavo seduta sulla tazza cor piccì su ‘a lavatrice che me sentivo ‘na signora, risponnevo ar telefono co’ ‘na professionalità che nun ve dico, sciorinando leggi eccse articolo questo e quello e riempennome la bocca de citazioni latine, quanno me chiama er capo mio che se ‘nventa ‘na VIDEOCHIAMATA: me s’è gelato er sangue!

So’ corsa a cerca’ quarche cerotto pe’ attappa’ tutte ‘e videocamere, piccì, cellulare, fori della doccia (nun se sa mai), ma alla fine je l’ho dovuto di’ chiaro e tonno, anche se mica j’ho detto er motivo vero, ho fatto finta d’esse timida e de trovamme a disaggio davanti a ‘e telecamere.

Solo che mo’ mi fija cià ‘o stesso problema co’ l’esami dell’università, e loro vonno giustamente er video, e vonno pure vede’ bene l’ambiente, nun se sa mai che ciai l’appunti appesi ar muro o er suggeritore sotto ar tavolo.

Stamo in crisi: e mo che c’enventamo? Stavo pensanno de famme presta’ casa da ‘n vicino, ma i vicini mia se divideno in du’ categorie: quelli che nun conosco e quelli che ciò litigato.

Pe’ fortuna che mi fija disegna bene: vorrà dì che invece de studia’ se preparerà ‘n ber cartone con paesaggio da mettese alle spalle, e pe’ stavorta ce sarvamo così!

 

NB: purtroppo quanto raccontato corrisponde al 99% a verità…

Il resto in natura e la fiera delle ovvietà.

Voi lo sapete che non sopporto la banalità dei consigli di certa gente, ma continuo ad attirarla come mosche il miele. Giorni fa sono uscita con delle amiche e una mi fa, sempre col tono addolcito-diplomatico, di quelli che assume chi ti vuole convincere con la propria immensa saggezza: “Perché vedi, se tu dimagrissi un po’, staresti anche meglio con te stessa!(“Ma davvero mi dici?”, ndr)”. L’altra mia amica soffoca una risata pensando “Ora Diemme se la mangia viva!” e invece io, colpita da cotanta illuminazione, le rispondo “Se mi vuoi veramente aiutare, perché non mi prepari un po’ di verdure?”.

Tanto è bastato a troncare la conversazione.

Non mi dilungo, della genta saggia che vuole spiegarmi (ma io sono di coccio e non capisco!) che è meglio essere ricchi e sani che poveri e malati vi ho parlato allo sfinimento, vi voglio invece regalare un sorriso con uno dei mille aneddoti di casa mia.

Ieri vado a comprarmi la cena, pesce e verdure e quindi, diciamocelo, in teoria sono stata brava. Peccato che, avendo un buono superiore all’importo speso, ho chiesto di aggiungere un fiore di zucca (avete presente quelli belli fritti ripieni di mozzarella e alici?  😉  ).

Mia figlia non manca di commentare “Non mi pare un  buon modo per dimagrire farsi dare il resto in fiori di zucca!” e poi, infierendo, aggiunge “SPECIALMENTE SE PAGHI CON UNA BANCONOTA DA 100 EURO!”.