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Dracarys!

Mi sono avvicinata alla serie per noia (è così che si cade nel vizio 😛 ) e, francamente, l’avrei subito abbandonata. Scene crude di violenza e sesso, scannamenti e bordelli, personaggi grevi, linguaggio greve.

Ho continuato sempre per noia, poi per curiosità, perché chiaramente ogni puntata ti lasciava una questione in sospeso, quindi vedevi la successiva per vedere come andava a finire, e così mi ci sono trovata dentro con tutte le scarpe.

Sto parlando, ma credo qualcuno avrà già capito da titolo, immagine e tag, della serie televisiva “Game of thrones”, “Il trono di spade” in italiano: chi di voi la segue?

Bene, la settima stagione della serie si è conclusa domenica scorsa, lasciandoci praticamente orfani, in quanto la prossima pare che non verrà rilasciata prima del 2019: ora, non vi pare un miracolo che tutti i miei problemi siano passati in secondo piano e “Quando arriva il 2019?” sia diventata la mia preoccupazione principale?  😳

Scherzi a parte, la droga è droga, e a seguire le serie si diventa dipendenti, cambiano i valori di vita e le proprie priorità: per esempio adesso, se mi chiedessero cosa sceglierei tra un eventuale ritorno di Xavier e l’ottava stagione, sapete cosa sceglierei, vero? E, naturalmente, un bel “Dracarys!” per la Pdf!  😆

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Donna al volante, pericolo costante

La novità, bella, è che ho comprato un’automobile a mia figlia, tanto che quasi quasi volevo intitolare il post “Tienilo e non avere paura #2”, visto che è proprio buon segno quanto sono cambiati i tempi da quando, in difficoltà economiche, di fronte alla gravidanza non sapevo dove sbattermi la testa.

Insomma, le ho fatto questo regalino piccino picciò, ma la pratica alla guida non gliela posso certo regalare, quella bisogna che se la conquisti da sola.

Siamo al secondo giro in macchina (posso dedicarmi a questo solo sporadicamente, dati i miei orari), e l’espressione che vedete nella donna della foto non è tanto quella di mia figlia alla guida, quanto la mia sul sedile accanto. Mia figlia, dal canto suo, è tesa come una corda di violino e io faccio fatica a ricordare che, agli esordi, ero ancora più imbranata di lei: magari io avevo anche le mie buone ragioni visto che, dato che nessuno mi ha regalato mai niente, la mia prima macchina la ebbi sette anni dopo aver preso la patente, e fu drammatico.

Mi aiutò molto il mio compagno di allora, ma io tremavo al punto che non riuscivo neanche a infilare la chiave nella portiera per aprirla: mi ricordo che me la metteva in moto, poi guidavo io, piano piano dietro a lui che mi faceva da apripista, e oltre la seconda non ingranavo.

Altre due mie amiche, che pure ebbero la disponibilità di un’auto svariati anni dopo aver preso la patente, denunciano la stessa drammaticità nel riprendere la mano, e una in particolare mi ha detto che, per il proprio figlio, si è regolata tanto diversamente da non aver voluto che prendesse la patente fino a che non avesse avuto una macchina per fare pratica a disposizione: non voleva che il figlio patisse quello che aveva patito lei!

Insomma, ora mia figlia la macchina per fare pratica ce l’ha, e io mi chiedo quanto tempo ci vorrà prima che possa ritenersi indipendente; questo a parte il fatto che, secondo me, avere me e il padre in macchina non l’aiuta: la prima volta infatti era solo con me ed è andata benino ma la seconda, con me e il padre che non si stava zitto un minuto e dava disposizioni in totale contraddizione con le mie, è stata dura, oserei dire che il contesto è risultato per lei paralizzante.

Ma voi, che mi dite delle vostre prime guide? Avete qualche episodio da raccontare che ci consoli e faccia capire che tanta imbranataggine iniziale è normale?

Aspetto con ansia i vostri aneddoti!  ❤

PS: io all’inizio contavo con quante parolacce arrivavo in ufficio (non me ne hanno risparmiata una! 😯 )… a mano a mano che diminuivano capivo che ce la stavo facendo e che i progressi erano evidenti!

Che bisogno ho dei social?

Ieri, come è successo altre volte, vi ho raccontato un episodio accaduto sull’autobus, oggi ve ne racconto un altro.

Un signore, evidentemente amante della multiculturalità, prima chiede a un ragazzo di colore di condividere con lui il posto (sedile unico, posto grande ma decisamente singolo), poi attacca bottone con un cinese, gli fa il terzo grado, e infine gli chiede di dargli lezioni di cinese. Il bello è che, per chiederglielo, tira fuori un quadernino e comincia a esprimersi in – secondo lui – cinese!

Il fatto buffo è che il ragazzo cinese non capisce un tubo di quello che dice l’anziano, e preferisce che lui continui ad esprimersi in italiano. 😆

Spaccati di vita e di umanità: ma mi dite a che mi servono i social network, quando ogni giorno ho a disposizione fermate di autobus e viaggi sugli stessi affollatissimi mezzi?

I 7 peccati capitali… TAG!

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Accolgo volentieri l’invito rivolto ai suoi lettori da Fulvialuna di continuare l’intrigante tag ideato, come il precedente, dalla vulcanica Shioren.

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– Nominare e taggare l’ideatore del tag – grazie Shioren!

– Usare l’immagine del TAG – fatto!

– Rispondere il più sinceramente possibile alle domande, potete anche mettere immagini.

– Taggare, nominare e avvisare 15 amici blogger – questo lo sapete che non lo farò, vero?

Dunque, passiamo alle domande, cui cercherò di rispondere con la massima sincerità, pure quando risulteranno imbarazzanti:

  • #1 peccato:  -SUPERBIA – Vi siete mai sentiti superiori a qualcuno ed in quale occasione?

Beh, diciamo che qualche rarissima volta mi è capitato di sentirmi inferiore o più o meno uguale…  😆

  • #2 peccato: – AVARIZIA – Siete mai stati attaccati o lo siete ancora al denaro o beni materiali?

No, non lo sono, io sono una minimalista modello Diogene, però ho molto bisogno di poter far conto su me stessa, come si suol dire, mi sono sempre ricoperta con le penne mie, e quindi al mio sto attenta e del mio sono gelosa. Per il resto riesco a essere più generosa con gli altri che con me stessa.

  • #3 peccato: – LUSSURIA – Siete mai stati attratti dal sesso al punto tale da dimenticare tutto?

Boh! Per l’appunto, ho dimenticato tutto!  😆

  • #4 peccato: – INVIDIA – Siete mai stati invidiosi di qualcuno?

Ultimamente comincio a essere gelosa di chi è andato in pensione in età accettabile.

  • #5 peccato: – GOLA – Siete dei “peccatori” di gola?

Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, !!!!!!!!!!

  • #6 peccato: – IRA – Siete mai stati ossessionati dal desiderio di vendetta per un torto subito?

Hai voglia! Uno dei miei più grandi desideri è lo zio Padrino…  😉

  • #7 peccato: – ACCIDIA – Il male interiore, indifferenza e negligenza verso la vita e verso se stessi, quanti di voi si sono ritrovati a vivere una situazione del genere?

Ho avuto i miei periodi sotto terra, ma anche quelli sono stati un lusso che ben poco mi sono potuta permettere, comunque sì, “spesso il male di vivere ho incontrato“.

Oops, sono già finiti? Peccato, mi ci stavo divertendo!  😀

Va beh, allora procediamo con

download-4Ok, avevo detto che non ne avrei fatte, ma una la voglio fare, sperando che raccolga il guanto di sfida:

AAAAAArturiiiiiiinoooooooo! Ce la fai una bella confessione?

PS: un ulteriore grazie a Shioren da cui ho ripreso le immagini per regole e nomine  🙂

Christmas tag

scusa-per-il-ritardo

Siccome la bella addormentata mi fa un baffo sono molto presa dalla routine quotidiana, mi era sfuggito un post in cui venivo taggata e me ne sono accorta solo ieri, cercando di fare ordine nella mia casella di posta (oltre 3000 e-mail ancora da aprire al netto di quelle – notifiche NON di amici – cestinate sulla fiducia).

Oddio, il tag riguarda il Natale, quindi in teoria sarei leggerissimamente fuori tempo, ma non è diventato il nostro motto che “O è Natale sempre o non è Natale mai”?

Rompo quindi gli indugi e do seguito al tag che prevede i seguenti passi:

1- Rispondere alla domanda “Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?”

2- Citare, taggare e ringraziare l’ideatore del tag (Shioren): grazie! (fatto).

3- Citare, taggare e ringraziare chi vi ha taggati: Laura Faedda: grazie! (fatto).

4- Taggare a vostra volta almeno 15 blogger

LE TRE COSE CHE NON POSSONO MANCARE NEL MIO NATALE:

  1.  Mia figlia. Io non vengo da una tradizione cristiana e il Natale a casa mia non si è mai festeggiato, ciononostante, in quanto italiana, la magia del Natale l’ho sempre un po’ respirata. Sarà stata l’aria di festa, sarà stato il vedere – in casa d’altri – tutti i preparativi, l’albero e i regali, ma un po’ ne sono stata contagiata e, considerando che mia figlia religiosamente è “cittadina del mondo” (cioè la mia scelta è che l’avrei educata secondo i valori in cui credevo, indipendentemente dalla fede, e che da grande avrebbe deciso), con lei ho iniziato a seguire questa tradizione, se non altro per la gioia di farle trovare i regali sotto l’albero (e vabbè, questa è l’interpretazione consumistica del natale, ma è anche voglia di vedere la gioia negli occhi di un figlio, e provare quella immensa di viziarli). Mia figlia, da parte sua, questa tradizione la sente moltissimo, ed è forse l’unica cosa di cui si occupa in prima persona, con tanto tanto amore: prepara l’albero, si occupa dei regali spesso confezionati da lei personalmente, prepara la cena – ora rigorosamente vegana – stando magari giorni e giorni a cucinare, e insomma, casa mia a Natale si trasforma profondamente.
  2. Attila. Non per me naturalmente, ma per mia figlia non è festa se non ha entrambi i genitori accanto: e poi, che sarebbe il Natale senza lui che si lamenta perché gli facciamo vedere i soliti film stucchevoli, da “Sette spose per sette fratelli” a “Una poltrona per due”, con qualche tentativo di far passare anche “La vita è una cosa meravigliosa” e “Miracolo nella 34ma strada”, contro il suo film “impegnato” che ogni anno cerca, inutilmente, di propinarci?
  3. Il disappunto di mia madre, che mi considera un’eretica a causa di questa tradizione, nonché un’indegna e irrecuperabile traditrice delle mie radici ebraiche: non sarebbe davvero Natale senza la sua espressione piena di sdegno!

Ci sarebbe ora da taggare 15 blogger, ma davvero, io sono un tipo sui generis, però coinvolgere a febbraio le persone in un post natalizio non mi pare davvero il caso!

PS: su questa iniziativa non era riportato, ma generalmente quando si taggano le persone raccomandano vivamente di avvisarle, onde evitare, come nel mio caso, figure barbine e inevitabili confessioni di aver letto i post in differita di un paio di mesi…  😉

E parlatemi!!!!!

***

Mettiamola così, ho voglia di chiacchierare con voi ma non ho nessuno stimolo per un nuovo post, e allora vorrei chiedervi un favore: vi va di commentare qui scrivendo quello che vi pare, qualunque cosa vi passi per la testa di dirmi, ad eccezione di parolacce e improperi?

Eternamente grata,

vostra Dm.

E perché il medico?

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Incontro una signora, una vecchia conoscente con cui non ho legato mai troppo per la verità, che sta chiedendo consiglio per uno specialista per la figlia, una bellissima ragazza che è lì con lei.

M’informo sulla situazione, le do qualche consiglio, poi lei sbotta: “Ecco, colpa di tutti quelli che sono stati sempre là a dire ‘Che bella sua figlia’, ‘Che bella ragazza!’, e a furia di dirle che bella che bella ecco che s’è ammalata!”.

Mi mancano le parole, poi suggeritemi da un’amica: “Scusa, ma se il problema è il malocchio che stava cercando il medico, poteva portarla da un mago, un santone, un esorcista!”.  😆

Non ci si crede…