Archivi

Tre mesi di dieta

Era il 13 aprile, esattamente tre mesi fa, quando mia figlia mi obbligò a pesarmi (era tanto che non lo facevo!), per vedere se avevo diritto a una qualche priorità nella vaccinazione in base al BMI.

Pesarmi e rimanere scioccata è stato un tutt’uno: come avevo fatto a ridurmi così?

Il mio problema è che il fisico non lo vedo proprio, né il mio né quello degli altri. Quando, anni fa, in seguito a una dieta che seguii convinta, raggiunsi il peso forma, tutti mi guardavano strabiliati e mi chiedevano come mi sentissi a vedermi così ma io, semplicemente, mi vedevo come prima: quando mi guardo allo specchio io vedo Diemme, punto.

Il problema semmai sono gli asterischi sulle analisi, e anche quella che sembra pigrizia ma non lo è, è solo l’oggettiva fatica fisica dello spostamento di tanta massa.

Morale della favola: da tre mesi mi alimento regolarmente da essere umano, da persona che mangia per vivere e non vive per mangiare. Moto, per la verità, poco, lo smart working mi ha tolto quelle poche occasioni “spontanee”, e andarsele a cercare è un abito mentale che ancora non ho acquisito però… però i risultati si vedono.

I pantaloni che avevo in uso, tutti rigorosamente con l’elastico, a un certo punto hanno iniziato ad essere troppo grandi e, nonostante l’elastico, mi cadevano da dosso.

Ne ho ripresi dall’armadio un paio che oramai non mi passavano più neanche dalle cosce e… mi sono entrati, li porto regolarmente e neanche stringono!

Mia figlia mi fotografa e, dalla foto, realizzo di essere moooooolto in carne, e se sono così adesso, come ero prima?

Continuo. Chi la dura la vince!

La strada è luuuuuuuunga: secondo check

Cari amici,

per dirla col linguaggio dei tossici, da due mesi sono “pulita”, la mia testa è diventata davvero quella di un normopeso e filo dritta, ma, ahimé, i risultati non si vedono.

Probabilmente l’alimentazione è corretta, ma per rimanere stabile, è quella che andrà bene a regime, ma non in questa fase: però, ancora ahimé, non credo al momento di poter fare di più.

L’unica piccola regola ulteriore che ho potuto introdurre è stata l’eliminazione dell’acqua gassata, e chiaramente con la bella stagione se ho qualche minuto a disposizione rinuncio all’autobus e mi muovo a piedi ma – e ci scappa il terzo ahimé – evidentemente non basta.

La strada lenta poteva pure starmi bene, ma qui stiamo a un blocco totale del traffico, e ora la sfida è non avvilirsi e non perdere la speranza.

Continuare a ragionare e vivere da normopeso.

Continuare a non cercare la risposta nel frigo (e affini).

Cercare di introdurre cinque minuti al giorno di ginnastica a casa.

Stop.

Appuntamento tra un mese, al prossimo check!

Le regole

Una volta, quando ancora speravo di redimere Attila, o quantomeno non avevo ancora fatto la fine della rana bollita (*) e combattevo ancora, provai una terapia famigliare.

La “psicologa” era una tizia di un’antipatia unica, e secondo me anche piuttosto incompetente tanto che, a un certo punto, manifestai le mie perplessità alla mia docente di psicologia, e chiesi a lei un consiglio.

Il campanello d’allarme mi era suonato intanto perché era molto giudicante, ed è l’ultima cosa che uno psicologo dovrebbe fare, e poi perché con lei mi trovavo tremendamente a disagio, il che pure non è buon segno. Tra le altre cose credo pure che avesse una certa “simpatia” per Attila, la qual cosa la faceva agire in maniera assolutamente poco professionale.

La mia docente mi consigliò di parlarle francamente, rigorosamente in privato, e così feci.

Devo dire che l’iniziativa sortì l’effetto sperato anche se, nel momento in cui lei iniziò ad essere professionale e imparziale, Attila decise che per sopravvenuti impegni non poteva seguire la terapia.

Ma non è di questo che volevo parlarvi (“e allora perché l’hai fatto?”, commenteranno i miei piccoli lettori  😆 ).

Durante il chiarimento chiesi alla psicologa tra le altre cose quale fosse il problema individuato e come intendesse procedere. Lei mi rispose che i nostri erano rapporti assolutamente senza regole, e che lei intendeva procedere introducendo una regola alla volta e, una volta assimilata una e diventata parte del nostro abito mentale, ne avrebbe introdotta un’altra, fino a completa “civilizzazione”.

Naturalmente, questo lo sapete, per i motivi sopra enunciati la civilizzazione a casa mia non è mai avvenuta e la nostra vita è ancora allo stato brado, però l’idea mi piacque (e qui arrivo a quello che volevo veramente dirvi).

Quello che io sto facendo ora, rinascendo a vita nuova, è introdurre nel mio stile di vita delle regole (stavo scrivendo “nella mia vita”, ma nella mia vita le regole già ci sono, e pure belle rigorose!).

La prima regola introdotta è stata quella di mangiare a pasto ed eliminare il cibo-spazzatura.

La seconda è stata l’organizzazione dei pasti, per non trovarmi mai più con una fame da morire e niente a disposizione (alibi morale e materiale per buttarsi sulla prima schifezza disponibile).

La terza, complice la bella stagione, è stata di prendere l’autobus un po’ in anticipo per avere il tempo di scendere una fermata prima e percorrere a piedi l’ultimo tratto di strada.

La quarta è stata acquisire l’abitudine di sorseggiare ogni pomeriggio una bella tazza di the verde.

Ecco, il lavoro svolto nell’ultimo mese è stato questo: voi che mi consigliate come quinta regola da introdurre, metabilizzare e assimilare?

(*) se metti una rana in acqua bollente, questa immediatamente reagisce, fa un salto fuori della pentola e si salva, ma se la metti in acqua fredda e la scaldi molto lentamente, in maniera impercettibile, la rana si lascerà morire senza reagire.

La strada è luuuuuuuunga: primo check

Non vi ammorberò tutti i giorni come in passato, ma almeno un check mensile me lo concedete?

I risultati del mio cambio registro, cambio stile di vita o come vogliamo chiamarlo, da un punto di vista ponderale non sono eclatanti, ma sul piano esistenziale sì; ho infatti riacquistato la mia antica disciplina, la capacità di tener fede agli impegni presi con me stessa e sono molto contenta di come stanno andando le cose.

Riesco a organizzare meglio i tempi e gli spazi, ma soprattutto sono capace di accontentarmi dei cambiamenti impercettibili.

Sono più serena, e constato sempre di più che la legge dell’attrazione è vera: mi sto circondando di gente più in linea con me, i problemi sembrano risolversi da soli, e io mi sento come in una bolla (e prego sempre che continui così).

Per altre notizie ci riaggiorniamo il mese prossimo, comunque io la tabella a destra la tengo aggiornata (a chi dovesse interessare  😉  ).

Che la forza sia con me!