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Ma la lunga strada la sto percorrendo?

Carissimi amici,

è un sacco di tempo che non vi do notizie della lunga strada che sto percorrendo (per i neofiti, la dieta). Qualcuno ha provato timidamente a chiedermi come va, e io ho glissato, ma non per coscienza sporca, qualcun altro invece ha sicuramente dato per scontato che le cose non stessero andando bene, altrimenti vi avrei aggiornato, ma non è neanche così.

Insomma, non è così, non perché abbia vinto la guerra, ma forse una battaglia sì. Il motivo per cui ho glissato è che, disinnescata l’ossessione del peso, non mi sono neanche più pesata, e quindi non vi avrei saputo dire come stessero andando le cose. Non stanno tuttavia andando neanche bene, in quanto la vita che conduco è sempre caotica e disordinata, per cui non sono potuta andare avanti a petto di pollo ai ferri, bresaola e verdure tagliate fine fine fine che non si può dire di no, ma le mie colleghe mi riconoscono un profondo cambiamento, dicono che si vede che non sono più caratterizzata dalla voracità di prima: insomma, sono cambiata proprio mentalmente, e questo era quello che volevo, almeno come primo passo.

Ma a proposito di passi, facciamone uno indietro. Sicuramente ho scritto qualche articolo su Louise Hay, della serie “Guarisci il tuo corpo” ed affini.

Insomma, sapete che quando Xavier, seguendo il profumo soave del(la) Pdf si è involato, il dolore – tuttora feroce – si è manifestato con vari problemi fisici, io che a parte lo stress sono sempre scoppiata di salute!

Uno dei più grandi problemi è stata la sensazione di soffocamento, una mancanza d’aria insostenibile: ansia, pensavo, diaframma bloccato, mi raccontavo, fino a che la situazione non è stata più sostenibile. Ho dovuto iniziare una terapia che, con mio grande dispiacere, mi ha costretto a interrompere le donazioni di sangue (pensate quante persone ha la Pdf sulla coscienza, pensate con la sua ipocrisia che catena malefica ha messo in moto!), ma non è bastata. Un’ultima analisi ha dato dei risultati talmente catastrofici che è scattata l’esenzione persino senza chiederla!

Tornando a bomba, il medico mi ha detto chiaro e tondo: “Nella sua situazione il suo peso è un suicidio”.

Insomma, oramai ho poco da scherzare.

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La strada è luuuuuuuunga: check di gioia

E siamo a -8 kg, e scusate se è poco.
Senza dieta, senza soffrire, trovando un nuovo rapporto con la vita, che per ora è foriero di gioia e benessere.

  1. Non mi peso più quattro volte al giorno (cioè, non mi peso più proprio, la bilancia l’avevo abbandonata e mi sono pesata per caso dopo averla recuperata durante una sessione di grandi pulizie).
  2. Non ho il pensiero fisso al cibo.
  3. Cammino tanto.
  4. Lo spazio che il pensiero del cibo ha lasciato nella mia mente è occupato da altri pensieri, in particolare progetti.
  5. Mi rientrano vestiti che mi piacevano ma ormai mi erano stretti.
  6. Ho più energia in generale, il che innesca un circolo virtuoso.
  7. Dono il sangue più volentieri (prima il pensiero del digiuno fino a donazione avvenuta, considerando che l’ospedale è lontano, mi faceva da deterrente, ora quasi neanche ci penso).
  8. Ho cambiato taglio di capelli, così quanto vedo allo specchio mi piace ancora di più (ovviamente non parlo di specchi a figura intera, non esageriamo!!!

Stasera rintanerò nuovamente la bilancia da qualche parte, e ci riaggiorneremo prossimamente, assolutamente senza date precise: il peso non è più un problema, la situazione si sta aggiustando da sé, spero proprio di avere innescato un circolo virtuoso che darà i suoi frutti!

La strada è luuuuuuuunga: terzo check

Mi sa che questo post era programmato per aprile, ma insomma, ho deciso di non ammorbarvi più di tanto con striscioni riguardanti ogni grammo e ogni millimentro perso, ma oggi che sono di buzzo buono voglio darvi un piccolo aggiornamento su come sta procedendo. Credo siano circa quattro mesi se non cinque che sto a dieta, e la perdita di peso al momento è di quattro chili circa, quindi pochissimi, ma io reputo questo traguardo un grande successo perché:

  1. La mia intenzione non era stare a dieta, ma trovare un nuovo equilibrio di vita e un nuovo rapporto con il cibo.
  2. Questi chili li ho buttati via praticamente senza fare un solo giorno di dieta, il che vale a dire che risultati auspicati al punto 1. li sto raggiungendo.

Oggi devo dire che:

  1. Mangio a pasto.
  2. Lascio quello che non mi va (e questo, credetemi, chi ha problemi di peso può confermarlo, è il successo più grande).
  3. Non ho più dipendenza da cibo (la mattina non prendo il cornetto semplicemente perché non mi va, non sfogo la rabbia e la delusione nel cibo, etc. etc. etc.)

Queste piccole considerazioni le pubblico unicamente ad uso e consumo di chi ha il mio stesso problema, sperando di aiutarli a non ricorrere a soluzioni estreme come la chirurgia baratrica, di cui ancora non si conoscono gli effetti a lungo termine (e comunque, per come la penso io, quelli a breve termine bastano e avanzano per provare altre strade con maggiore determinazione).

Alla prossima, sperando almeno in un altro -4!

La strada è luuuuuuuunga: secondo check

Cari amici,

per dirla col linguaggio dei tossici, da due mesi sono “pulita”, la mia testa è diventata davvero quella di un normopeso e filo dritta, ma, ahimé, i risultati non si vedono.

Probabilmente l’alimentazione è corretta, ma per rimanere stabile, è quella che andrà bene a regime, ma non in questa fase: però, ancora ahimé, non credo al momento di poter fare di più.

L’unica piccola regola ulteriore che ho potuto introdurre è stata l’eliminazione dell’acqua gassata, e chiaramente con la bella stagione se ho qualche minuto a disposizione rinuncio all’autobus e mi muovo a piedi ma – e ci scappa il terzo ahimé – evidentemente non basta.

La strada lenta poteva pure starmi bene, ma qui stiamo a un blocco totale del traffico, e ora la sfida è non avvilirsi e non perdere la speranza.

Continuare a ragionare e vivere da normopeso.

Continuare a non cercare la risposta nel frigo (e affini).

Cercare di introdurre cinque minuti al giorno di ginnastica a casa.

Stop.

Appuntamento tra un mese, al prossimo check!

La strada è luuuuuuuunga: primo check

Non vi ammorberò tutti i giorni come in passato, ma almeno un check mensile me lo concedete?

I risultati del mio cambio registro, cambio stile di vita o come vogliamo chiamarlo, da un punto di vista ponderale non sono eclatanti, ma sul piano esistenziale sì; ho infatti riacquistato la mia antica disciplina, la capacità di tener fede agli impegni presi con me stessa e sono molto contenta di come stanno andando le cose.

Riesco a organizzare meglio i tempi e gli spazi, ma soprattutto sono capace di accontentarmi dei cambiamenti impercettibili.

Sono più serena, e constato sempre di più che la legge dell’attrazione è vera: mi sto circondando di gente più in linea con me, i problemi sembrano risolversi da soli, e io mi sento come in una bolla (e prego sempre che continui così).

Per altre notizie ci riaggiorniamo il mese prossimo, comunque io la tabella a destra la tengo aggiornata (a chi dovesse interessare  😉  ).

Che la forza sia con me!

Il peso e i consigli dei grandi saggi

Oggi sull’autobus c’era una che, giuro, l’avrei sbattuta al muro. Mai vista e conosciuta, né era nata una conversazione a fronte di qualcosa, mi ha attaccato una tirata di consigli moooolto illuminanti (ironico ovviamente) su come dimagrire.

Perché vedete, dimagrire è facile: tutti i grandi obesi, quelli che da una vita tentano di normalizzare la propria situazione e che alla fine sono andati magari pure sotto i ferri del chirurgo a rischiare la vita e a procurarsi una menomazione pur di dimagrire, hanno avuto la sfortuna di non incontrare lei, che li avrebbe illuminati sulla semplicità del ritrovare il peso forma. La ricetta è facilissima, basta mangiare di meno e muoversi di più, e per fare questo basta un po’ di volontà (il basta un po’ di volontà detto con un grande, grande saggio sorriso).

Già a questo punto uno l’avrebbe azzannata (aggiungendo, con un altrettanto grande sorriso, che evitare di essere azzanati è facilissimo, basta farsi un pacchetto di affari propri, e che con un po’ di buona volontà riuscirci è facile!).

Mi è tornata in mente una mia ex amica (di cui ho avuto modo di parlarvi più volte in queste pagine) che, nel momento del grande stress, in cui il mio fisico iniziò a lievitare senza controllo, di fronte al mio sfogo sulla situazione mi rispose: “E infatti te lo volevo dire che ti eri ingrassata tanto ma non sapevo come fare!”: perché sapete, ovviamente una persona che passa in tre o quattro mesi da 60 a 90 chili NON SE NE ACCORGE, come mai potrebbe!

Seguono gli altri consigli di questi grandi saggi che “lo dicono per il tuo bene” a cui volevo sottolineare qualche concetto:

  1. Una persona grossa LO SA DI ESSERE GROSSA, non c’è alcun bisogno che qualcuno glielo faccia notare.
  2. La persona grossa SA CHE E’ ANCHE UNA QUESTIONE DI SALUTE, non ha bisogno del grillo parlante che le dica “Non è solo per l’estetica, è per la salute!” (sempre con l’aria saggissima di chi conosce la vita). La persona grassa sa dei dolori alla schiena, dello stress delle articolazioni, dell’affaticamento cardiaco e respiratorio molto ma molto più di questi grandi scopritori dell’acqua calda.
  3. La persona grossa SA CHE IL FINOCCHIO CRUDO INGRASSA MENO DEL MARITOZZO CON LA PANNA E DELLA CARBONARA, non ha nessun bisogno di consigli di come pranzare con due carote e, per ultimo, di “andare da un buon nutrizionista” (sempre ammesso che esistano, e che siano così diffusi come pretendono di essere).

Vorrei dire, a queste persone, che invece di elargire buoni consigli elargissero porzioni di verdura già pulita e cucinata. Che poi, ‘sti deficienti, sono gli stessi che quando stai fuori con loro insistono che tu la dieta la interrompa “per una volta”, assaggiando “solo un pezzetto che vuoi che ti faccia”.

Inoltre, insieme all’indirizzo del nutrizionista, ti diano pure quello del cuoco che ti prepari i pasti prescritti (che non ho conosciuto un solo nutrizionista capace di dare una dieta compatibile con la vita che uno conduce), e ovviamente s’informino sul conto corrente su cui LORO effettueranno il bonifico per saldarne i servigi.

Insomma, volete aiutare una persona in carne? Invitatela a fare una passeggiata, preparate un pranzo light quando l’invitate a pranzo, fornite il vostro ascolto affinché uno, quando è sottoterra, si attacchi al telefono piuttosto che aprire il frigo, e così via, perché, cari saggi, il problema delle persone in ciccia non è che mangiano molto, ma il perché mangiano molto, non è che si muovono poco, ma il perché si muovono poco, non è che cercano la soluzione nel frigo, ma il perché cercano la soluzione nel frigo (intendendo, per frigo, dispensa, ristorante, fast food e qualunque altro luogo fornitore di alimenti).

Se non siete in grado di dare questo aiuto, TACETE che è meglio!

La rivoluzione gentile

Ogni tanto ricapito su vecchi post e, devo dirvi, per certe versi la cosa è piacevole: mi piacciono, mi ci rispecchio, mi ci riconosco ma… per certi altri no, perché vedo che la mia situazione è eternamente la stessa, mi pare di cambiare, di andare avanti, alcuni stati d’animo – positivi o negativi che siano – sono ogni volta convinta di provarli per la prima volta e invece no, me li ritrovo descritti tali e quali, e allora la sensazione di girare in tondo, di camminare a vuoto, di un eterno avvicinarsi e allontanarsi dalla meta senza mai raggiungerla, purtroppo si fa strada.

Uno di questi giri in tondo è proprio quello della dieta, anzi, qui è peggio perché ogni volta il giro si allarga, vale a dire che riparto ogni volta da una situazione peggiore, perché lievitata sia da un punto di vista anagrafico che ponderale.

Eppure stavolta mi sembra diverso. Stavolta mi sembro più sulla buona strada, nel senso che non ho più forza di volontà, non ho più convinzione, ma semplicemente più serenità.

Oltretutto, avendo visto davanti a me un baratro che mi sono sentita incapace di affrontare – o forse semplicemente spaventata -, mi sono come “affidata”, e ogni volta che mi sembra di non farcela semplicemente mi dico “Signore, dammi la forza” (che poi questa frase mi fa tanto ridere, perché mi ricorda una di quelle esilaranti vignette “anti-zen”, che io adoro, e precisamente quella in cui il personaggio in meditazione prega “Signore, dammi la pazienza, perché se mi dai la forza faccio una strage!”).

Insomma, ce la sto facendo, ma ce la sto facendo in serenità. Non sto seguendo una dieta, sto semplicemente bene, e stando bene riesco a seguire i miei ritmi e le mie esigenze, che mi portano naturalmente su una strada più sana.

E poi, c’è la legge dell’attrazione, che secondo me funziona. Pensavo giusto di trovarmi, in qualche modo, un amico/amica di passeggiate, e approfittare delle belle giornate per fare un po’ di moto.

Tempo un giorno e m’imbatto in una mia amica, che abita vicino a me e, guarda caso, lavora pure vicino a me, ma che ciononostante non incontro mai. Mi dice che è uscita a farsi una passeggiata, perché lei ha proprio bisogno di muoversi e, se la famiglia non la segue, cammina da sola: figuriamoci se non colgo la palla al balzo e non la ingaggio per dar seguito alla mia decisione!

Non finisce qui: informata della mia idea, la mia amica mi linka un sito di un’associazione di quartiere che organizza camminate nel quartiere stesso: evviva, anche un’occasione per conoscere gente nuova, il che non guasta mai!

Insomma, io continuo, stavolta silenziosamente, senza darvi il bollettino minuto per minuto per poi sparire quando getto la spugna: avete visto mai che un giorno me ne esco con l’agognata notizia della piena vittoria?