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Il resto in natura e la fiera delle ovvietà.

Voi lo sapete che non sopporto la banalità dei consigli di certa gente, ma continuo ad attirarla come mosche il miele. Giorni fa sono uscita con delle amiche e una mi fa, sempre col tono addolcito-diplomatico, di quelli che assume chi ti vuole convincere con la propria immensa saggezza: “Perché vedi, se tu dimagrissi un po’, staresti anche meglio con te stessa!(“Ma davvero mi dici?”, ndr)”. L’altra mia amica soffoca una risata pensando “Ora Diemme se la mangia viva!” e invece io, colpita da cotanta illuminazione, le rispondo “Se mi vuoi veramente aiutare, perché non mi prepari un po’ di verdure?”.

Tanto è bastato a troncare la conversazione.

Non mi dilungo, della genta saggia che vuole spiegarmi (ma io sono di coccio e non capisco!) che è meglio essere ricchi e sani che poveri e malati vi ho parlato allo sfinimento, vi voglio invece regalare un sorriso con uno dei mille aneddoti di casa mia.

Ieri vado a comprarmi la cena, pesce e verdure e quindi, diciamocelo, in teoria sono stata brava. Peccato che, avendo un buono superiore all’importo speso, ho chiesto di aggiungere un fiore di zucca (avete presente quelli belli fritti ripieni di mozzarella e alici?  😉  ).

Mia figlia non manca di commentare “Non mi pare un  buon modo per dimagrire farsi dare il resto in fiori di zucca!” e poi, infierendo, aggiunge “SPECIALMENTE SE PAGHI CON UNA BANCONOTA DA 100 EURO!”.

Ma davvero era una mela?

La sera io compro da mangiare bell’e pronto da quella che è diventata ormai la dependance della mia cucina. Ora, da quando sto a dieta, diventa sempre più difficile concentrarmi sul lecito, anche perché quando io arrivo è rimasto poco, verdure bollite, che stanno preparando per l’indomani, e pizze traboccanti mozzarella, fiori di zucca fritti dorati, supplì…

Ecco, io resisterei pure, ma quelli mi guardano, soprattutto i fiori di zucca mi guardano e m’implorano, e mentre io con l’occhio languido li guardo di rimando spiegando con voce singhiozzante: “Non posso, proprio non posso!” la proprietaria ne acchiappa uno e me lo porge dicendo “Prendi, questo te lo regalo!”.

Io vorrei schermirmi dicendole: “Guarda che il problema non erano mica i soldi!”, ma come si fa a dare una risposta così polemica e fronte di un atto così gentile? Con quel fiore di zucca porto così, che da vicino mi dice: “Guarda come sono diventato freddo, scaldami un po’ nel tuo pancino!”.

Giuro però che si trattasse di una mela saprei resistere all’infinito!

 

Ma la lunga strada la sto percorrendo?

Carissimi amici,

è un sacco di tempo che non vi do notizie della lunga strada che sto percorrendo (per i neofiti, la dieta). Qualcuno ha provato timidamente a chiedermi come va, e io ho glissato, ma non per coscienza sporca, qualcun altro invece ha sicuramente dato per scontato che le cose non stessero andando bene, altrimenti vi avrei aggiornato, ma non è neanche così.

Insomma, non è così, non perché abbia vinto la guerra, ma forse una battaglia sì. Il motivo per cui ho glissato è che, disinnescata l’ossessione del peso, non mi sono neanche più pesata, e quindi non vi avrei saputo dire come stessero andando le cose. Non stanno tuttavia andando neanche bene, in quanto la vita che conduco è sempre caotica e disordinata, per cui non sono potuta andare avanti a petto di pollo ai ferri, bresaola e verdure tagliate fine fine fine che non si può dire di no, ma le mie colleghe mi riconoscono un profondo cambiamento, dicono che si vede che non sono più caratterizzata dalla voracità di prima: insomma, sono cambiata proprio mentalmente, e questo era quello che volevo, almeno come primo passo.

Ma a proposito di passi, facciamone uno indietro. Sicuramente ho scritto qualche articolo su Louise Hay, della serie “Guarisci il tuo corpo” ed affini.

Insomma, sapete che quando Xavier, seguendo il profumo soave del(la) Pdf si è involato, il dolore – tuttora feroce – si è manifestato con vari problemi fisici, io che a parte lo stress sono sempre scoppiata di salute!

Uno dei più grandi problemi è stata la sensazione di soffocamento, una mancanza d’aria insostenibile: ansia, pensavo, diaframma bloccato, mi raccontavo, fino a che la situazione non è stata più sostenibile. Ho dovuto iniziare una terapia che, con mio grande dispiacere, mi ha costretto a interrompere le donazioni di sangue (pensate quante persone ha la Pdf sulla coscienza, pensate con la sua ipocrisia che catena malefica ha messo in moto!), ma non è bastata. Un’ultima analisi ha dato dei risultati talmente catastrofici che è scattata l’esenzione persino senza chiederla!

Tornando a bomba, il medico mi ha detto chiaro e tondo: “Nella sua situazione il suo peso è un suicidio”.

Insomma, oramai ho poco da scherzare.

La strada è luuuuuuuunga: check di gioia

E siamo a -8 kg, e scusate se è poco.
Senza dieta, senza soffrire, trovando un nuovo rapporto con la vita, che per ora è foriero di gioia e benessere.

  1. Non mi peso più quattro volte al giorno (cioè, non mi peso più proprio, la bilancia l’avevo abbandonata e mi sono pesata per caso dopo averla recuperata durante una sessione di grandi pulizie).
  2. Non ho il pensiero fisso al cibo.
  3. Cammino tanto.
  4. Lo spazio che il pensiero del cibo ha lasciato nella mia mente è occupato da altri pensieri, in particolare progetti.
  5. Mi rientrano vestiti che mi piacevano ma ormai mi erano stretti.
  6. Ho più energia in generale, il che innesca un circolo virtuoso.
  7. Dono il sangue più volentieri (prima il pensiero del digiuno fino a donazione avvenuta, considerando che l’ospedale è lontano, mi faceva da deterrente, ora quasi neanche ci penso).
  8. Ho cambiato taglio di capelli, così quanto vedo allo specchio mi piace ancora di più (ovviamente non parlo di specchi a figura intera, non esageriamo!!!

Stasera rintanerò nuovamente la bilancia da qualche parte, e ci riaggiorneremo prossimamente, assolutamente senza date precise: il peso non è più un problema, la situazione si sta aggiustando da sé, spero proprio di avere innescato un circolo virtuoso che darà i suoi frutti!

La strada è luuuuuuuunga: terzo check

Mi sa che questo post era programmato per aprile, ma insomma, ho deciso di non ammorbarvi più di tanto con striscioni riguardanti ogni grammo e ogni millimentro perso, ma oggi che sono di buzzo buono voglio darvi un piccolo aggiornamento su come sta procedendo. Credo siano circa quattro mesi se non cinque che sto a dieta, e la perdita di peso al momento è di quattro chili circa, quindi pochissimi, ma io reputo questo traguardo un grande successo perché:

  1. La mia intenzione non era stare a dieta, ma trovare un nuovo equilibrio di vita e un nuovo rapporto con il cibo.
  2. Questi chili li ho buttati via praticamente senza fare un solo giorno di dieta, il che vale a dire che risultati auspicati al punto 1. li sto raggiungendo.

Oggi devo dire che:

  1. Mangio a pasto.
  2. Lascio quello che non mi va (e questo, credetemi, chi ha problemi di peso può confermarlo, è il successo più grande).
  3. Non ho più dipendenza da cibo (la mattina non prendo il cornetto semplicemente perché non mi va, non sfogo la rabbia e la delusione nel cibo, etc. etc. etc.)

Queste piccole considerazioni le pubblico unicamente ad uso e consumo di chi ha il mio stesso problema, sperando di aiutarli a non ricorrere a soluzioni estreme come la chirurgia baratrica, di cui ancora non si conoscono gli effetti a lungo termine (e comunque, per come la penso io, quelli a breve termine bastano e avanzano per provare altre strade con maggiore determinazione).

Alla prossima, sperando almeno in un altro -4!

La strada è luuuuuuuunga: secondo check

Cari amici,

per dirla col linguaggio dei tossici, da due mesi sono “pulita”, la mia testa è diventata davvero quella di un normopeso e filo dritta, ma, ahimé, i risultati non si vedono.

Probabilmente l’alimentazione è corretta, ma per rimanere stabile, è quella che andrà bene a regime, ma non in questa fase: però, ancora ahimé, non credo al momento di poter fare di più.

L’unica piccola regola ulteriore che ho potuto introdurre è stata l’eliminazione dell’acqua gassata, e chiaramente con la bella stagione se ho qualche minuto a disposizione rinuncio all’autobus e mi muovo a piedi ma – e ci scappa il terzo ahimé – evidentemente non basta.

La strada lenta poteva pure starmi bene, ma qui stiamo a un blocco totale del traffico, e ora la sfida è non avvilirsi e non perdere la speranza.

Continuare a ragionare e vivere da normopeso.

Continuare a non cercare la risposta nel frigo (e affini).

Cercare di introdurre cinque minuti al giorno di ginnastica a casa.

Stop.

Appuntamento tra un mese, al prossimo check!