Archivi

Non chiedermi chi sono

Bozza scritta mille anni fa, ritrovata oggi: già che ci sono la pubblico!  😆

(Non chiedermi chi sono – poesia di Alessandro Ceccoli)

Qualche giorno fa ho avuto una mezza discussione con una persona (della blogosfera), la quale sosteneva che, insomma, avendo avuto pure contatti privati, conoscendo io la sua identità, e che diamine, il minimo dell’educazione era rivelargli la mia!

Non l’ho fatto, e ritengo che questo abbia guastato il rapporto.

La stessa cosa accadde qualche anno fa con una fedelissima, vera e propria mascotte di questo blog, che mi ha voluto dire di sé, senza che io glielo avessi chiesto, vita morte e miracoli, ma poi si è ritenuta offesa perché non avevo ricambiato la cortesia.

Avevo intenzione di riprendere il discorso ma, in verità, ma ne sono sempre dimenticata, fino a che non ho letto questo post di Solindue (avrei volentieri partecipato alla discussione, ma antichi dissapori rendono inappropriata la mia presenza in quel blog).

Ok, affronterò l’argomento in casa mia. Una volta una tizia, per dimostrarmi quanto si fidasse di me, mi raccontò tutte le confidenze ricevute dalla blogsfera, e arrivò a girarmi e-mail di terzi, senza neanche oscurarne il nome.

Più che dimostrarmi quanto lei si fidasse di me, in questo modo mi provò piuttosto quanto lei fosse inaffidabile e da tenere alla larga il più possibile! Delle cose proprie uno fa ciò che vuole, ma i segreti e le confidenze altrui sono e debbono rimanere sacre, persino nel caso l’amicizia si guasti.

Ora, siccome internet è una pubblica piazza e io tutta ‘sta stima della massa non ce l’ho, ritengo l’anonimato un diritto inalienabile: questo non perché uno abbia cose da nascondere ma insomma, non avere nulla da nascondere non significa rinunciare alla propria privacy ed esporsi nudi alla folla. Oltretutto , più o meno indirettamente, tramite i vari racconti, uno espone al pubblico anche vicini, parenti, colleghi e conoscenti, e questo mi pare davvero inopportuno.

BD - Bastardi Dentro, FB e la privacy

NB: la delicatezza della poesia d’introduzione e la crudezza della battuta della vignetta finale, la dicono lunga sulla mia doppia anima!

Annunci

Dodici anni di blog

Se non vado errata oggi dovrebbe essere il dodicesimo compleanno di questo blog e, abbenché negli anni passati abbia teso a dimenticarmi questa ricorrenza, quest’anno, chissà perché, la sento.

Penso di essere una delle veterane, tante persone che sono state con noi per tanto tempo hanno desistito, chi per un motivo chi per un altro, spesso anche cancellando il proprio blog (e questo è un vero peccato, perché quello che scriviamo sono stralci di vita sinceri, e molto spesso vere e proprie spremute di cuore).

Che devo dirvi, il mio bilanco è positivo, migliaia di articoli, oltre mille followers, decine di migliaia di commenti, oltre il milione di accessi e tanti nuovi amici (alcuni oramai vecchi amici…), oltre a qualche soddisfazione per l’inaspettato successo di qualche articolo.

Non manca un enorme giramento di sfere per il plagio di cui tante nullità non sanno fare a meno, mi rimane la consolazione che, se altri si fanno belli con le penne del pavone, il derubato rimane comunque pavone e loro invece tacchini o che per essi.

E allora, cari amici, buon compiblog a me, e grazie per essere qui con me a dar vita a queste belle discussioni, a questi scambi sinceri, e anche a tante risate che abbiamo condiviso, perché anche l’aspetto ludico nella vita ci vuole!

Ma che bel complimento!

Oggi ho ricevuto la notifica della risposta di Aida a un mio commento in cui lei scrive:

Il tuo blog è facile da individuare sui motori di ricerca, tratti tematiche generali che spaziano dalla società a Roma, dalle amicizie per giungere a temi forti come l’aborto. Il tuo modo di scrivere è semplice e senza fronzoli, la lettura è spedita senza avere un vocabolario dietro. Più che fonte d’ispirazione davvero sei un pozzo e mi dispiace non tanto per il lucro che ci fanno gli altri, quanto per la mancanza di riconoscimento nei tuoi confronti.

Ma che bel complimento, quanto mi ha fatto piacere!  😳

11 anni di blog

Ieri è stato il compleanno del mio blog, e me ne sono completamente dimenticata! Solo oggi ho visto la notifica di WP, e comunque un grande augurio al mio blogghino e un grazie di cuore a voi per essere qui con me!  ❤

Verso il milione

Al momento sono 999.231, arrivare al milione è un attimo e mi devo preparare.

Un milione di accessi, un bel traguardo, e dovrei preparare un bel post celebrativo, in cui racconto come all’inizio non avrei mai pensato, e piano piano si è fatta tanta strada insieme, e pii blablabla, e ancora tanto e tanto blablabla, ciagole serie o spensierate, gioie e malinconie condivise, esaminate…

In realtà, se è vero che questa avventura è stata ed è avvincente e gratificante, se è vero che mi ha dato tanto in termini umani (una mia amica sostiene addirittura che non ho nessuno perché il blog è il mio amante), è vero pure che ogni luce ha la sua ombra e quindi…

Panta rei, tutto scorre, e forse questo col blog si tocca più con mano: le persone prendono forma, da sconosciuti avatar diventano amici e poi… poi spariscono, inghiottiti dal nulla. Questo non perché sono virtuali, perché tra quelli scomparsi si annoverano amici conosciuti di persona, nelle cui case sono stata accolta, di cui ho conosciuto familiari, amici ed amanti, nome, cognome, indirizzi e recapiti telefonici di casa e del lavoro… no, non è stato il fatto di essere virtuali il problema.

Il fatto è che anche nella vita reale ci si perde di vista, per un motivo o per un altro, ma qui è tutto più intenso, moltiplicato, affrettato. Nella vita conosci dieci persone, e magari col tempo ne perdi di vista 7, qui ne conosci cento e, a mantenere la stessa proporzione, quelle che perdi sono 70.

Se rileggo i primi post (che ho dimenticato, e rileggo sempre con stupore quando ci ricapito) vedo interventi e storie di persone che sono scomparse silenziosamente, altre invece fragorosamente.

A loro, a tutti loro, dedico questo milione, e non perché chi è rimasto valga meno di loro, ci mancherebbe, ma perché a loro, che erano i primi, si è creduto di più, perché lo stupore di questo nuovo mondo, di questo nuovo modo di conoscere e comunicare, non ci lasciava intendere che anche nel virtuale, esattamente come nel reale ma moltiplicato per enne, panta rei.

Questo traguardo lo voglio dedicare ad Arthur, che mi ha accompagnato nel primo anno di questa avventura, facendo da “pater familias” di questa bislacca famiglia, piena di problemi ma anche piena di vita.

Lo dedico a Stefano, che ha creato questo blog per me e, pur detestando scrivere, mi ha lasciato i primissimi commenti d’incoraggiamento.

Lo dedico a Nunzy Conti, grandissima amica, cui la vita a un certo punto ha scompigliato le priorità, separando quei binari della nostra vita che per un tratto erano corsi più o meno paralleli.

Lo dedico a Panirlipe, lo zio Pan che si rifugiava sopra l’armadio (virtuale) quando io e Arthur ci tiravamo i piatti, e che odiava talmente l’espressione “e quant’altro” da indurci ad aggiungere “scusa Pan” ogni volta che la utilizzavamo (e abbiamo continuato a farlo anche fuori di qui!).

Lo dedico a Solindue, “nemica” stimata e rispettata.

A Piemme, uno degli amici divenuti ben presto reali e anch’egli scomparso nel nulla, senza che se ne riesca a conoscere la sorte.

A Veronica, con cui abbiamo condiviso quella gravidanza non programmata, cui aveva coraggiosamente deciso di dare seguito, non aiutata però dal destino che ha deciso diversamente: dove sarai, cara Veronica, avrai trovato infine l’amore, avrai avuto finalmente un bambino, o magari più?

Lo dedico a Balibar, sulla cui spalla ho pianto tanto, ma di cui sono stata pure sostegno e, a detta di un’amica comune, fonte di bene e fortuna, anch’egli perso tra i meandri della vita.

Lo dedico a Ivano, il figlio maschio di quella strampalata famiglia che avevamo creato, e che alla fine sono riuscita a rintracciare su fb, circostanza che mi ha recato davvero grande gioia.

Lo dedico a Cytind, scomparsa dalla vita virtuale ma grazie al cielo non da quella reale, così come l’Antonella nazionale.

Lo dedico a Marisa Moles, grande amica pure allontanatasi un po’ da questo mondo, in cui ogni tanto fa capolino, ma di cui vorrei tanto tornasse ad essere pilastro come ai vecchi tempi.

Lo dedico a Laura, la bellissima eredità di Arthur, che insomma, se una era la Ginevra virtuale e una la reale qualche affinità la dovevamo pure avere, non vi pare?

Oops, ma chi stavo dimenticando! L’ineffabile, ineguagliabile, inconfondibile, immarcescibile, irruente, quando gentile e quando prepotente, quando uomo di pace e quando polemicissimo che non demorde e deve avere l’ultima parola fino all’extrema ratio dell’imbavagliamento, ma sempre presente e sinceramente amico, il mitico Cavaliere Errante, con cui pure tante avventure si sono condivise.

Tutto ciò premesso, con tutti loro, con tutti voi, vendendomi la pelle dell’orso prima di averlo preso, festeggio il milione di accessi al mio blogghino che tanta gioia m’ha sempre dato (anche grazie alla possibilità di censura dei rompiballe di professione).

Manca la nostra pasticcera, quella che ci forniva le torte (virtuali), ma in questo momento credo sia impegnata a lisciarsi il pelo… avete capito, vero?  😆

Ed ora, si aprano le danze!

My world award

Ringrazio Elena del blog nonsolocampagna, per questa nomination ad un nuovo Award con l’obiettivo di conoscersi meglio.

Le regole sono le seguenti:

  • Ringraziare la persona che ti ha scelto e linkare il suo blog.
  • Rispondere alle 10 domande.
  • Passare il testimone ad altri 10 colleghi e metterli al corrente del premio.

Ecco le dieci domande:

Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente.

Non voglio ulteriormente ammorbarvi con l’argomento X (per questo mese abbiamo già dato), ma stavolta vi sarebbe convenuto. In questo periodo mi sta ripassando davanti agli occhi tutta la mia vita, ma soprattutto tutti i torti che mi ha fatto mia madre, tutte le male parole che usava rivolgermi. Ora che è anziana, occuparmi di lei con tutte queste cose che tornano su come un reflusso gastroesofageo, credetemi, è duro!

Invece di mia figlia mi vengono in mente tutti ricordi belli (più o meno), come quando per l’esame di terza media aveva fatto un lavoro eccezionale, per cui aveva ricevuto entusiastici apprezzamenti. Alla domanda degli insegnanti che si complimentavano “Ma mamma l’ha visto? Che ha detto?”, mia figlia ha prontamente risposto “Si è arrabbiata tanto e mi ha sgridato”. Credo di aver fatto una figura barbina, peccato che abbia dimenticato di dire che il lavoro l’aveva fatto sul pavimento di marmo della sala, rigorosamente senza metterci un foglio sotto e dandoci giù di Attack!

Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua.

Io i complimenti li apprezzo tutti (anche se disprezzo la piaggeria e faccio la tara alla captatio benevolentiae). Forse il più bello me l’ha fatto mia figlia, quando ha detto con sorriso tenerissimo che sono di un’onestà commovente, e un altro che mi faceva il filo che mi definì una donna “senza infingimenti”. Su questo fatto insistono in parecchi, da X che mi definì “spudoratamente vera”, a un’altra amica che mi disse che se al mondo esistesse la telepatia la mia vita non cambierebbe di una virgola. Anche il mio essere così… ehm… diciamo informale, per usare un eufemismo, è stato ogni tanto apprezzato contro ogni previsione: mi stupì fu quando una persona con cui dovevo andare a teatro che si mostrò meravigliata che mi preoccupassi di che indossare: affermò di avere sempre pensato che fossi al di sopra di ogni apparenza (e sì, lo sono, ma tutto ha un limite!).

La cosa più improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco.

Mai ubriacata (dite che mi sono persa qualcosa?).

La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita.

La felicità di mia figlia, anche se non sarebbe male che ogni tanto pensassi anche alla mia.

Il tuo senso preferito.

La vista, anche se, a parte il tatto, abuso anche di tutti gli altri.

Una parola preferita.

Non saprei ma, come Elena, quella che mi sono accorta di usare spessissimo è “comunque” o anche l’inglese anyway, piazzato lì in mezzo a una frase italiana.

Un sogno nel cassetto.

La laurea di mia figlia, e tanto tanto tempo da dedicare a ciò che amo.

La cosa che più vi annoia di una persona.

L’ignoranza, soprattutto se unita alla supponenza. La cosa che invece più mi irrita è la falsità, su quella non riesco a transigere.

Un’espressione dialettale divertente.

“So’ piena de lasceme sta’ ” (oggi gira al largo che non è aria).

In questo periodo ti sei resa conto di aver perso…

Tempo. Occasioni di crescere.

Come al solito, dopo tanti e tanti anni di blog, non passo il testimone, ma lancio il guanto di sfida per chiunque lo voglia raccogliere.

Tag: apro i pacchi

Trovo questa immagine su internet e mi chiedo: “Perché non farne un gioco sul blog?”.

Tra tanti award, nomine, etc, che in teoria dovrebbero farci conoscere di più ma in pratica ci mettono in croce per la risposta alle domande e e la nomina di altri blog, direi che questo invece tutto sommato è fattibile.

Intanto è un gioco e in quanto tale tutti possono partecipare (nomina collettiva), e poi di regole ne metterei solo due:

1) rispondere alle domande: puoi aprire un solo pacco, quale apriresti e perché? E quelli che non apri, perché li hai esclusi?

2) Le risposte vanno inserite come commento a questo post poi, se si vuole proseguire il gioco, si possono riportare come post sul proprio blog inserendo l’immagine, titolando il post “Tag: apro i pacchi” e citando il blog dell’ideatore con link al post e, successivamente, quello su cui l’avete letto (in questa prima fase corrisponderanno).

Parto con le mie risposte:

Io aprirei sicuramente il pacco numero tre, perché il vero amore è un’emozione che una volta o l’altra nella vita bisogna provare, e direi pure, alla mia veneranda età, con tutto il mio romanticismo e la mia idealizzazione dell’amore ne avrei pure maturato il diritto!

Non aprirei il primo perché tanto non è che 50.000 euro cambino la vita, nel senso che comunque dovrei continuare a lavorare, non mi basterebbero a raggiungere la pensione e neanche per comprarmi la casa che vorrei, quindi direi che, dovendo fare una scelta, posso rinunciare.

Tornare 10 anni indietro? Se ci dovessi ritornare con la situazione di oggi tanto tanto, ma se devo ritornare indietro e ripetere tutta la fatica profusa per tirare la carretta, grazie ma rinuncio.

Comunicare con un defunto? A che pro? E’ importante piuttosto imparare la lezione di non lasciare nulla di non detto, i sospesi nella vita vanno evitati come la peste, e dovremmo saperlo che non siamo eterni, quindi diciamo agli altri ciò che dobbiamo dire loro, e ascoltiamo ciò che vogliono dirci loro finché sono in vita!

Attendo le vostre risposte, non svicolate, può essere un importante momento di riflessione!