Archivi

Buon 2020!

Cari amici,

avrei voluto scrivere un post di auguri per un nuovo anno meno “connessi”, vale a dire una vita più umana con maggiore spazio per noi stessi, con delle priorità che vedano al primo posto l’apprezzamento per la salute che abbiamo, l’aria che respiriamo e la consapevolezza della preziosità del tempo, un tempo limitato che non dobbiamo farci fagocitare da una società stritolante che ci considera non uomini ma ingranaggi, ma la stanchezza ha il sopravvento.

Vi faccio allora un augurio che sentii anni fa e che mi piacque davvero tanto:

Che in questo nuovo anno possiate realizzare tutti i vostri desideri tranne uno, perché nella vita bisogna sempre desiderare qualcosa.

 

Dodici anni di blog

Se non vado errata oggi dovrebbe essere il dodicesimo compleanno di questo blog e, abbenché negli anni passati abbia teso a dimenticarmi questa ricorrenza, quest’anno, chissà perché, la sento.

Penso di essere una delle veterane, tante persone che sono state con noi per tanto tempo hanno desistito, chi per un motivo chi per un altro, spesso anche cancellando il proprio blog (e questo è un vero peccato, perché quello che scriviamo sono stralci di vita sinceri, e molto spesso vere e proprie spremute di cuore).

Che devo dirvi, il mio bilanco è positivo, migliaia di articoli, oltre mille followers, decine di migliaia di commenti, oltre il milione di accessi e tanti nuovi amici (alcuni oramai vecchi amici…), oltre a qualche soddisfazione per l’inaspettato successo di qualche articolo.

Non manca un enorme giramento di sfere per il plagio di cui tante nullità non sanno fare a meno, mi rimane la consolazione che, se altri si fanno belli con le penne del pavone, il derubato rimane comunque pavone e loro invece tacchini o che per essi.

E allora, cari amici, buon compiblog a me, e grazie per essere qui con me a dar vita a queste belle discussioni, a questi scambi sinceri, e anche a tante risate che abbiamo condiviso, perché anche l’aspetto ludico nella vita ci vuole!

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

ti sto scrivendo questa lettera all’ultimo momento ma, credimi, quest’anno sono davvero deconcentrata.

E’ stato un anno duro, davvero, che mi ha portato via, e ancora sta portando via, persone a me tanto care. In più il mio infortunio, lo stato di salute – e umorale – generale, la crisi dichiarata irreversibile dell’azienda che dipinge un futuro fosco, questo governo che non solo non decolla, ma che pare imbarazzante quanto a incompetenza, sono pensieri e situazioni che non mi danno tregua.

Mia figlia sta male, e anche se io capisco che nulla impedisce al futuro di poter essere comunque roseo, anche se capisco che qualsiasi speranza non è infondata, pure non riesco ad alzare la testa.

Che chiederti, vorrei accanto a me le persone del mio passato, quelle che sono state le mie guide, i miei sostegni quando ero in difficoltà, i nonni, il padre, altre figure che sono comunque state materne o paterne, ma che ora non ci sono più, o sono comunque irraggiungibili, perché o è altrove il loro corpo, o è altrove la loro mente.

Quando mio nonno morì, mia madre osservò sommessamente: “Il prossimo turno è il nostro”. Osservai che tra lei e suo padre correva una generazione, e quindi sarebbero passati venti/trent’anni circa prima di trovarsi nella stessa situazione, ma ora i venti/trent’anni sono passati, ed è la mia di generazione a dover dire “Il prossimo turno è il nostro”, sia pure con questi venti/trent’anni di respiro, che minaccia però di essere un respiro affannoso.

Caro Babbo Natale, che devo chiederti allora? La voglia di lottare, un’illuminazione che venga da dentro, che mi dia la voglia di costruire, progettare, sognare. Ecco, vorrei chiederti la voglia di sognare, la capacità di crederci.

Non è una questione di età, è che è da quando sono piccola che m’impegno per costruire, e i miei genitori lì a distruggere quello che costruivo, per dimostrare di essere più forti. Poi a loro si è sostituito qualcun altro, a volte semplicemente il destino, o crisi nazionali o mondiali che certamente passavano sopra la mia testa. Ora mi sento rinunciataria, e non voglio esserlo. Vedo persone che hanno problemi più grandi, e continuano a crederci e a lottare, e vorrei fare come loro piuttosto che chiedermi come facciano.

E vabbè, diciamocela tutta, vorrei qualcuno accanto, perché in due si ha più voglia di sognare e progettare: Alberto Manzi direbbe anche per questo che non è mai troppo tardi?

E già che ci sei, passando ovunque con la tua slitta, lascia a tutti i miei amici il mio più sentito

Buon Natale da Spelacchio, l’ottavo re di Roma!

Spelacchio, contro ogni possibile previsione, è diventato davvero il simbolo del Natale, e giustamente, visto che c’è chi fa notare che Gesù nacque in una grotta e non in una clinica di lusso, che sarà pure il brutto anatroccolo, ma proprio per questo più amato.

Il bello è che i detrattori gli hanno fatto talmente tanta pubblicità per mezzo stampa, senza contare che un buontempone ha creato un profilo Twitter a suo nome, talmente tanto l’ironia ha impazzato e ci ha donato tanti sorrisi e quell’attimo di spensieratezza di cui veramente avevamo bisogno, che Spelacchio è diventato famoso, fama che gli altri alberi di Natale si sognano.

Insomma, Spelacchio è diventato un mito, addirittura meta di pellegrinaggio e attira i turisti che, a Piazza Venezia, pare siano aumentati del 10%.

Grande Spelacchio, sei (purtroppo) tutti noi!

http://www.iltempo.it/multimedia/2017/12/23/gallery/in-processione-a-roma-per-vedere-spelacchio-1042015/

 

Auguri Marisa!

 

Oggi è il compleanno della carissima Marisa Moles: doppi auguri per lei, perché questo è anche il suo primo compleanno da nonna, visto che ha ricevuto in dono un fantasmagorico nipotino, che come tutti i bimbi ha portato in dono ai nonni una ventata di giovinezza e quindi…

… auguri alla bellissima fanciulla e un benvenuto al fortunato nipotino!

PS: non ho avuto modo di dirvi che l’estate scorsa ci siamo finalmente incontrate, per cui riconfermo il “bellissima fanciulla” con cognizione di causa  ❤

 

Addio 2016, benvenuto 2017!

roma-capitale-festa-31-dicembre roma-capitale-festa-1-gennaio

Cari amici, questo strano 2016 sta finendo e meno male, ha portato tanti di quei lutti che pure una come me, che ritiene la superstizione un peccato mortale, comincia ad avere dei dubbi e a preferire tutto sommato che finisca presto, temendo persino i colpi di coda, per quanto per me questo non sia stato un brutto anno, tutt’altro.

Intanto, io che vi ho nauseato coi mille racconti di amicizie perdute, devo dire che questo è stato l’anno di grandi ritorni, ritorni importanti, storici, quasi epocali (non vi’illudete, Xavier manca all’appello!).

Ritorni in silenzio, in punta di piedi, senza scuse palesi, senza spiegazioni, ma indubbiamente palese e innegabile è stata la gioia del ritrovarsi.

E’ stato l’anno in cui è stato rinnovato il contratto per il progetto per cui lavoro, e un altro po’ di respiro ce l’abbiamo (mia madre commentava queste situazioni con un detto molto colorito: “Ogni calcio in culo tiri avanti un passo”, che direi rende l’idea).

In zona cesarini mia figlia è diventatala la figlia più attiva e collaborativa che esista: non so spiegarmi il miracolo del cambiamento, ma tant’è, tanto sorprendente quanto commovente! ❤

Le immagini che vedete sono relative a due iniziative della nostra sindaca per la notte di San Silvestro e il primo gennaio: molto apprezzate dai suoi sostenitori, disprezzate dai suoi detrattori, definite una “poracciata”: artisti sconosciuti, siamo al livello di Mario Rossi al posto di Renato Zero o Claudio Baglioni, ma a me piace quest’idea, che si faccia il passo secondo la gamba, che per divertirsi non ci sia bisogno di lussi, che gli artisti non famosi abbiano una loro occasione, e che si stia tutti insieme in sobrietà ed allgria. D’altra parte, con tutti i debiti che abbiamo ereditato, trovo che sia un comportamento estremamente responsabile tirare la cinghia e rivedere le priorità.

Ciò detto, auguro a tutti i miei lettori una gioiosa conclusione dell’anno in corso e un felice 2017, che sia animato da una nuova consapevolezza, che ci porti la voglia di rimboccarci le maniche e prendere in mano la nostra vita in maniera assertiva e costruttiva, e soprattutto con tanta gioia di vivere e tanto apprezzamento per tutto quello che abbiamo.

Auguri, buon 2017!

 

Buon Natale!

non-abbiamo-bisogno-di-regali

Augurandovi soprattutto di trovare sotto l’albero (*) tanto amore, tanto calore umano, e intorno a voi tante persone che vi vogliono bene!

(*) Ehi, si parla di albero di Natale, sia ben chiaro, perché mentre scrivevo mi sono resa conto che così poteva suonare male, essere frainteso…  😆