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♡ “Lovely Blog” Award ♡ – “La rosa dell’Amicizia”

La rosa dell'amicizia

Award 2014 – “La rosa della Amicizia”

Cari amici,
sono colpevolmente in debito nella risposta al conferimento di tre premi, uno conferito da Giancarlo, uno da antheathecharis e infine questo a cui sto rispondendo da Lisa: chiedo perdono a tutti, e intanto dono a tutti loro questa rosa dell’amicizia, per ringraziarli di avermi voluto nominare e per la pazienza fin qui mostrata.

Non ho risposto un po’ perché sono strangolata con i tempi, un po’ perché dopo tanto tempo e, grazie a voi, tanti premi, di me mi sembra di aver detto un po’ tutto: a parte le generalità, avete voi per caso una qualche curiosità, un qualche “prurito”, per cui avete la domanda che vi sta lì sulla punta della lingua che brucia e vuole uscire?

Volete farmele voi un po’ di domande?

Che cos’è che ancora non sapete di me?

Che dirvi che ancora non sapete?

Vediamo un po’ se qualcosa che forse vi è sfuggito riesco a dirvelo…

1) L’ultima volta che mi sono innamorata correva l’anno 2007. Lui avrebbe pure ricambiato ma… le emozioni giocarono a nostro sfavore, e andò così.

2) Mi aggancio al punto precedente, perché una blogamica ha pensato che l’autore di quel commento fosse Arthur: non è l’autore di quel commento, non c’è mai stato tra noi alcun affair né alcun amore, a parte quello umano che ho provato e provo nei confronti di tanti altri amici e amiche.

3) Ancora non ho capito se la mia vita me la sono giocata tutto sommato bene o l’ho sprecata, difficilmente penso “una via di mezzo”.

4) Amo studiare, per me la conoscenza è tra i beni più grandi che l’essere umano possa avere (e chi di studiare non ha voglia non sa quello che si perde): se la memoria mi sostenesse sarei persino una persona di cultura!

5) Non mi sento grossa, mi spiace solo che i vestiti nell’armadio non mi entrino e che le giunture non siano della mia stessa opinione.

6) C’è un uomo che m’intrigherebbe, ma è sposato e quindi la “simpatia” inconfessabile.

7) Ho perso il controllo della casa.

8) Sto diventando vegana o quasi (vegetariana fuori casa, per causa di forza maggiore).

9) Il mio materasso è rigidissimo.

10) Possiedo scarpe e borse mai messe, di cui ignoro totalmente l’esistenza, e ogni volta che le riordino esclamo “Ohibò, ma tu guarda che ho, è vero, mi ricordo!”, per poi tornare a dimenticarmene nel giro di cinque minuti.

Ok, stavolta diciamocelo, sono stata simpaticamente sincera e qualche arcanuccio l’ho svelato!  😉

Update:

11) Sono specializzata in figure barbine, e chissà per quale arcano motivo, sempre con le persone a cui più tengo! Aggiungo dunque, con sempiterna gratitudine e capo cosparso di cenere, un grazie a Marisa Moles per il suo Premio Dardos e per farmi perdonare le dono non una rosa, ma tante rose dell’amicizia, che merita davvero tutte!

La rosa dell'amiciziaLa rosa dell'amiciziaLa rosa dell'amiciziaLa rosa dell'amiciziaLa rosa dell'amicizia

Update nr. 2 del 15/05/2014

Grazie anche a Fulvialuna che mi ha voluto conferire un’ulteriore rosa dell’amicizia, che volentieri aggiungo!

La rosa dell'amicizia

 

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Dove piango, dove rido

Giorni fa mi capita di parlare con una mia conoscente afflitta per un problema a me ben noto: una sua amica, che a lungo ha pianto – e continua abbondantemente a piangere – sulla sua spalla, pubblica poi foto in cui sta sorridente al pub a scolarsi una bottiglia o in un viaggio di piacere all’estero.

Mi dice: “Ma io esisto solo per piangere? Pensa che a me non avrebbe fatto piacere passare una serata fuori o farmi un viaggetto all’estero?”.

Con questa stessa persona io mi sfogavo tempo addietro di questa stessa situazione, gente che divideva con me i propri dolori, dnon senza risucchiarmi inevitabilmente energie, ma quando aveva una gioia si defilava e si dedicava ad altra compagnia.

Colgo l’occasione per ricordare in questo ambiente – e ringraziare – Sabby e larosaviola, che si sono precipitate entrambe *anche* a rendermi partecipe di buone notizie e delle proprie gioie, dopo aver condiviso, ascoltate con affetto, preoccupazioni e malesseri, rabbie e tristezze, ma sono state un’eccezione.

Quando io, tempo fa, lamentavo con questa stessa persona la medesima situazione – gente che piangeva da me e andava ridere altrove -, lei tutta seria e compassata mi spiegava che io attiravo le persone che cercavano solidarietà, accoglienza e compassione, perché ero capacissima a darne e sempre disponibile, mentre davo l’impressione di non partecipare particolarmente alle gioie (cosa vistosamente falsa, visto che sono una delle poche persone felici per le fortune altrui): ora, la stessa cosa non varrà anche per lei?

Magari il motivo è che sanno bene che le altre persone, se fossero svegliate nel cuore della notte da qualcuno in gramaglie, lo manderebbero a quel paese, e quindi non le chiamano. Sanno che se attaccassero la solfa dei loro problemi esistenzali verrebbero allontanate, e allora non si accostano a queste persone più superficiali per scaricare loro addosso i propri periodi blu, e dividono così le loro forze: si piange sulle spalle delle persone più disponibili e pazienti, degli amici più disinteressati, e si ride e si scherza con gli altri. Beh, sapete che vi dico? Che questa gente tutte le crisi esistenziali se le merita, si facciano una domanda e si diano una risposta!

Oltretutto, nel loro malsano egoismo, irriducibile egocentrismo, e nel loro giocare ad assopigliatutto, si rendono mai conto queste persone che la tristezza è contagiosa, e che piangendo e basta sulla spalla di un’amica – o di un amico, s’intende, ma qui m’attenevo al caso specifico – le risucchiano energia, e che quest’amica magari ogni tanto avrebbe bisogno di una ricarica, di una spensierata botta di vita?

Per quanto mi riguarda, voi sapete che sto su con gli spilli, a forza di caffè, schiaffoni (metaforici), vitamine e sali minerali, musica, etc., insomma, mi faccio forza, e che una persona che mi trasmette il suo malessere fa pendere l’ago della bilancia sul lato nero? Che se essere vicini nel momento del bisogno a una persona amica, che condivide con te gioie e dolori, è l’essenza dell’amicizia, attirarsi persone perennemente negative a prescindere dalla situazione oggettiva o che comunque a te riservano solo il proprio aspetto negativo è un’aggressione alla propria psiche da cui è giusto e doveroso difendersi?

Il consiglio che ho dato a quest’amica è prima di tutto di chiarire, visto che a volte certi comportamenti sono anche inconsapevoli, e in secondo luogo di allargare il giro di amicizie e soprattutto mettere dei seri paletti alle persone solo ed esclusivamente negative: si tratta di legittima difesa anche perché vi assicuro, prova provata e straprovata, che quando sei tu ad andare, sia pure per un’unica volta, a piangere da queste stesse persone, si defilano sbuffando, molto poco elegantemente, molto poco giustamente, molto poco umanamente.