Archivio | 13 settembre 2022

Cicciona e l’uomo di poca fantasia

C’è uno spiazzo davanti a una scuola frequentato praticamente solo quando la scuola è aperta. Prima era solo un parcheggio, recentemente ne hanno aperto un lato per consentire l’accesso alle automobili che tuttavia, quando la scuola è chiusa, ben poco motivo hanno di transitare.

In un angolo di questo spiazzo la domenica mattina apre il suo banco una contadina che offre prodotti freschi dell’orto e, soprattutto, le cosiddette “uova felici” (uova di galline ben tenute che razzolano libere e non subiscono vessazioni).

Quasi ogni domenica mi faccio una passeggiata per la spesa settimanale di verdura.

Qualche domenica fa stavo camminando nello spiazzo deserto, per la precisione all’interno della riga bianca che delimita il parcheggio, accingendomi ad attraversare lo spiazzo per raggiungere il banco.

A un certo punto entra un’automobile dall’ingresso recentemente aperto e sembra quasi mi stia puntando, dirigendosi verso la parte della strada delimitata dalla striscia bianca in cui stavo camminando. Io, ritenendo che dovesse parcheggiare, mi sposto tranquillamente dalla parte della strada, che tanto dovevo attraversare.

A questo punto il tizio esce dall’area parcheggio e mi punta di nuovo, e io nuovamente mi faccio da parte per farlo passare pensando “Boh, mi pareva dovesse parcheggiare, invece evidentemente deve solo transitare”.

A quel punto il tizio apre il finestrino e mi grida “DEVI CAMMINARE SUL MARCIAPIEDE!”.

Mi è mancata la risposta “Facci camminare tua madre che c’è più abituata!”, una volta realizzato che i suoi  zig-zag con simulazione d’investimento” erano nient’altro che “spedizioni punitive” per “insegnarmi l’educazione”.

Gli rispondo invece “Io cammino dove mi pare!”, non tanto perché lui avesse torto come principio, quanto perché stizzita per la sua reazione da psicopatico “rieducatore dell’umanità”.

Lui mi risponde “Cicciona!”, al che francamente mi viene da ridere per la sua incontrovertibile povertà di spirito.

Insomma, sto camminando sulla strada anziché sul marciapiede, dammi dell’incivile piuttosto, ti ho risposto che cammino dove mi pare, dammi della prepotente semmai, della maleducata, ma tu mi inveisci contro chiamandomi “cicciona!”, e che c’entra?

Probabilmente solo che, oltre che psicopatico, sei pure un analfabeta che conosce quattro parole in croce e non sa usare neanche quelle. Probabilmente, se fossi stata magra, mi avrebbe apostrofato con l’appellativo “Zoccola!”, tanto certa gente più in là di quello non va.