Archivio | agosto 2022

Il vecchio e il bambino, sempre più vera

***

Io: “Deve essere successo qualcosa, tipo hanno deciso di tassare pure quello e hanno iniziato a multare le auto che esponevano il cartello vendesi, questi oramai sono capaci di tutto. Un tempo, ma fino a non molto tempo fa intendo, si vedevano un sacco di automobili con il cartello VENDESI, se cercavi un’auto usata bastava che ti facessi un giretto del quartiere e la trovavi”.

“Mamma, tu ogni tanto racconti cose strane, di un mondo che non riesco a immaginare”.

E’ allora che mi è venuta in mente la canzone “Il vecchio e il bambino”, perché oramai mi capita spesso con mia figlia di parlare di cose che non conosce, tipo che con la macchina potevi andare ovunque a qualunque orario, non c’era la ztl, e la macchina potevi parcheggiarla dove volevi gratuitamente, non esisteva che uno dovesse pagare per lasciare la macchina in strada!

Certo, il progresso è anche in positivo, ora ci portiamo il telefono in tasca, ma mi rendo conto che mia figlia non riesce neanche ad immaginare un mondo senza cellulare, in cui fuori casa non eri raggiungibile, in cui se dovevi telefonare se eri in strada dovevi trovare una cabina telefonica e procurarti uno o più gettoni, e se eri in casa d’altri dovevi chiedere per cortesia di poter fare una telefonata, ed era comunque da evitare perché le telefonate costavano, mica come adesso che abbiamo, in linea di massima, una tariffa fissa tutto incluso. Ancora, non riesce a immaginare un mondo senza navigatore, in cui per girare in posti che non conoscevi dovevi consultare una cartina, o aprire il finestrino e chiedere ai passanti indicazioni.

Un’altra cosa che mia figlia non riesce a immaginare (ora, dopo essere stata al mare in Grecia, ci riesce un po’ di più), è un mare cristallino e trasparente dove potersi bagnare spensieratamente, e non l’attuale melma dal colore improbabile in cui galleggia di tutto e in cui se ti bagni rischi di prenderti la lebbra, il tifo, il colera e la peste bubbonica.

Inoltre non ha idea di cosa sia una cabina, e non intendo i bugigattoli di adesso, ma quelle ampie, con fuori la pedana, una specie di patio praticamente, in cui si metteva il tavolo (custodito insieme alle sedie dentro la cabina) per poter mangiare quello ci si era portato da casa (e parlo di lasagne servite nei piatti, non di panini!). Praticamente la cabina era la casa al mare!

Mia figlia non conosce praticamente i piccoli negozi, forni, pescherie, macellerie, qui sono quasi inesistenti, esistono i supermercati e i centri commerciali, punto.

Una cosa che mi dispiace immensamente è che mia figlia non abbia conosciuto il cortile, dove ai miei tempi tutti i bambini del palazzo scendevano a giocare e, a parte il fatto che all’epoca si avevano fratelli e sorelle, nessuno era solo, aprivi la porta di casa ed eri a giocare con gli amici; alla mamma bastava affacciarsi per guardarti e magari darti una voce per avvisarti che la merenda era pronta e dovevi risalire: ah, la libertà!

Baby sitter??? Ma voi della mia epoca ricordate badanti e baby sitter? Gli anziani venivano accuditi dai familiari, e per i bambini c’era sempre disponibile qualcuno, bastava una vicina di casa, ma io ricordo mia madre che al mercato ci lasciava addirittura al banco di una contadina, così si sbrigava di più a fare la spesa, e noi stavamo lì buone buone, circondate da uova di gallina, che mi ricordo un po’ mi sembrava strano e un po’ mi divertiva.

Oggi ognuno vive nella sua piccola celletta e si deve bastare, soprattutto nelle grandi città di reti di solidarietà ne vedo poche, ognuno si arrangia da solo, quello che riesce a fare facendo i salti mortali lo fa, per il resto paga qualcuno – e il qualcuno, badate bene, se non lo metti in regola sei fuorilegge!

A questo proposito, quando uscì il vaccino per il Covid tanti a gridare alla dittatura sanitaria, ma perché nessuno grida alla dittatura fiscale? Oramai poi, con l’automazione, ci controllano anche… va beh, avete capito cosa: è un modo di dire un po’ pesante, ma rende l’idea di un’intimità profanata, a momenti ci controllano pure le viscere e a me questo pesa tanto ed ecco, questo è quello che veramente mi manca di quei tempi, la libertà.

E’ inutile dirsi “io non ho niente da nascondere”, non si tratta di avere segreti, ma di avere diritto alla propria privacy, perché oramai con il pagamento elettronico sanno pure quanti assorbenti usi, e una signora scettica mi diceva “Ma che vuole che gl’importi?”. Io non dico che importi a qualcuno, dico solo che intanto è tutto registrato, tutto, e a volte penso, con un sorriso amaro, che se venisse una qualche dittatura, andremmo tutti al confino, perché chi non ha mai detto qualcosa che sarebbe contrario a un qualsivoglia regime? Tutto scolpito nella pietra, conservato nei server di tutto il mondo.