Carpe diem e altre considerazioni

arthur...

Ciao Arthur.

Stavolta non ti scrivo nel giorno dell’anniversario della tua scomparsa, ti scrivo prima, in un giorno qualsiasi, perché voglio commemorare la vita e non la morte.

Mia figlia, lo sai, si è laureata in medicina, ha prestato servizio per vari mesi in una struttura per lungodegenti, e ora è in un ospedale per la specializzazione. Il contatto con il male, con la precarietà della nostra vita e soprattutto della nostra salute, le ha cambiato completamente il modo di approcciarsi alla sua quotidianità.

Alle nuove generazione insegnano che tutto è reversibile, che se ti sposi puoi divorziare, se resti incinta puoi abortire, anche nei contratti c’è sempre una qualche clausola di reversibilità. Le nostre menti – le loro menti – sono plasmate dai videogiochi, dove se perdi vite puoi recuperarle, magari guardando una pubblicità.

Ma la vita non è questa, non è un videogioco, non è un film, con…

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10 thoughts on “Carpe diem e altre considerazioni

  1. Cara D.
    Quello che hai pubblicato fa proprio a caso mio. Mi dispiace di dover parlare di me, ma voglio testimoniare la mia esperienza (sopratutto in questi momenti bui).
    È vero, oggi giorno siamo convinti di questa reversibilità ovunque e oriunde. Pensa che io sopra il computer di casa avevo messo una di quelle tabelline in legno con scritta “I don’t need a life. I’m a gamer, then I have infinite lives”. E finché sei giovane, in forza e abbastanza fortunato la cosa ti sembra funzionare. Ma poi….
    Ma poi arriva la botta. Il destino implacabile che ti dimostra che sei un niente. Che non sei invincibile. Che l’universo (o il Destino, oppure chiamarlo Dio) non ti offre le “infinite lives” che tu esigi. Ti offre soltanto una possibilità. Quella di riflettere. A quello che sei, ma soprattutto a quello che “è rimasto”.
    Scusa lo sfogo.

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    • C’è di buono che in questi momenti uno si attacca alla vita e comincia ad apprezzarla in ogni suo risvolto. Conosco una pletora di persone che ammettono di avere iniziato a vivere veramente nel momento in cui si sono ammalate o hanno subito un incidente. L’essere umano è troppo condizionato da quello che non ha, e si perde l’occasione di godersi quello che ha: solo nel momento in cui però sta per perderlo si accorge della sua importanza, e quello che ha diventa il bene più prezioso.

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    • Carissimo Valentino, la vita a volte, con le sue botte, vuole solo darti un avvertimento, che può e deve essere un’occasione per vivere la vita più pienamente, ovunque e comunque, proprio per la presa di coscienza che non è né scontata né infinita.

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  2. La vita è una ma in certo senso è composta da più vite, un giorno siamo all’apice della felicità e tutto ci sembra meraviglioso un’altro siamo nell’abisso e tutto sembra orrendo…e poi c’è la vita che passa piatta senza scrolloni né sorprese. Accogliere e accettare le sfaccettature della vita ci dà il modo di viverla appieno e carpire quel Diem che tanto vorremmo imparare a fare….un saluto al primo nuovo post!

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