Archivio | aprile 2022

Corteggiare oggi

Lasciatemi sfogare (senza chitarra in mano).

Una mia amica, tempo fa, mentre parlavamo del più e del meno, in generale della società e dei rapporti uomini donna, mi ha detto “Ma non vedi che la gente non fa più l’amore?”.

Ho ripassato mentalmente tutte le persone che conosco, comprese ovviamente quelle in coppia e sì, effettivamente non ho mai assistito a un calo della libido come adesso. Sento e leggo di persone sole, persone ufficialmente in compagnia ma con vita sessuale a zero, persone con disfunzioni erettili, frigidità, etc., altre (o le stesse) che cercano “emozioni” in attività seriali e alternative (e intendo orge, dark room, rapporti sado-maso etc.), tutto all’insegna del “provare qualcosa”.

Ma poi, per quanto mi risulta, provano ben poco, e meno ancora dal punto di vista umano (anche se, mi direte voi, non è quello che uno va cercando in quei contesti).

Dunque, io ho tante amiche e tanti amici e ci parliamo generalmente a cuore aperto, pane al pane e vino al vino, e ho notato una cosa ascoltando donne che si lamentano e uomini che si raccontano: gli uomini non sanno più corteggiare.

Sono cambiati i tempi ma, ahimé, non credo siano cambiate le persone e il gioco dei ruoli c’è persino nel mondo animale, dove i maschi sfoggiano le piume più belle, si gonfiano, lottano, cantano in modo particolare, tutto in un rituale di corteggiamento volto alla conquista della donna.

Ma l’uomo no. Non più almeno, e il mio timore è che davvero ci stiamo estinguendo, oltre che alienando.

In un momento in cui tutti hanno l’automobile e l’ultimo modello di cellulare ma non tutti hanno una persona che si occupi di loro nel momento del bisogno o, in senso più ampio, che abbia a cuore e si preoccupi della loro felicità, credo che la solitudine sia il grosso dramma dei nostri tempi.

Ma perché uomini e donne non s’incontrano più? E perché le coppie scoppiano? La risposta non è facile, sono tempi di transizione dai ruoli tradizionali a nuove consapevolezze, e si sa che i momenti di transizione sono penalizzanti, ma quello che posso dire, da donna, è che gli uomini non sanno più conquistare una donna (per la verità neanche ci provano).

Oddio, forse i miei coetanei non l’hanno mai saputo fare, hanno pagato il prezzo del ’68 e forse non a caso io ho avuto nella mia vita uomini vecchio stampo, ma ora che questi ex giovani si trovano soli, spesso con un matrimonio fallito alle spalle, davvero non sanno da che parte cominciare.

Non sanno corteggiare, sono fuorviati da idee femministe – applicate poco e male – per cui ritengono i loro doveri ridotti a zero. A volte semplicemente, dopo magari vent’anni di matrimonio o anche più, non sanno proprio come fare, non più giovani, non più abituati, si sentono ridicoli e spesso, diciamocelo, trovano pure donne che non apprezzano e hanno reazioni sprezzanti e spiazzanti.

Per quanto mi riguarda se esco con un uomo – intendo quantomeno la prima volta -, che dà per scontato che si paghi alla romana e mi riaccompagna al massimo alla fermata dell’autobus, non è che m’ispiri tanto a frequentarlo ad altro titolo. Se è una persona gradevole magari di lì a un paio d’anni si può pure fare il bis del pranzo o della cena, ma non più di quello, perché di tempo ne ho poco e di amici e parenti più stretti una pletora.

Io da un uomo che voglia una storia con me mi aspetto che voglia dimostrare che per lui sono importante, che vuole rendermi felice, vorrei un uomo che mostrasse d’interessarsi a me perche sono io e non perché sono “una”, vorrei che nelle difficoltà della vita potessimo trovare l’uno nell’altro un momento di serenità, un’oasi di pace, e non meramente tollerarci per paura della solitudine.

Mi ricordo di un tizio – tra le altre cose neanche brutto – che un giorno mi chiamò per chiedermi se ero libera e poteva venirmi a trovare. Io stavo andando a fare una gita fuori – da sola, ai tempi non avevo problemi a viaggiare da sola, prendevo la macchina e partivo, a volte pure semplicemente per prendermi un caffè; gli offrii di accompagnarmi e lui mi chiese se lì dove andavo avessi un appoggio. Alla mia risposta negativa prima disse che non aveva l’automobile – nessun problema, c’era la mia – poi declinò nuovamente l’invito con voce annoiata dicendo che no, aveva giusto un buco di un’ora da tappare (testuali parole!): ma come pretendi che una persona con un minimo di rispetto per se stessa ti prenda in considerazione?

Una signora molto più grande di me e moooooooolto scafata, commentò senza mezzi termini: “li devi scarrozzare, ci devi mettere la casa, ci devi stare, e dopo magari gli si smuove pure l’appetito e ti chiedono di preparargli due cotolette”: molto prosaica la signora, ma non è che quello meritasse di più!

Ora, questi uomini, secondo voi, chi trovano? Trovano ovviamente donne che cercano una stampella a qualsiasi costo, donne senza rispetto per se stesse, donne che poi la propria pochezza la mettono nel rapporto di coppia – accanto alla pochezza di lui, s’intende -, e ne escono storie squallide spesso con epiloghi davvero poco edificanti: ma quello cerchi, quello offri, quello trovi.

Facendo la ramanzina a un mio amico, in seguito a un episodio che mi aveva raccontato, ho avuto modo di dirgli, rafforzando il concetto sopra esposto, che trovi secondo quello che offri: metti ad esempio uno ricchissimo che cerchi di conquistare una donna ostentando non il suo essere ma esclusivamente la sua posizione e la sua “generosità”, è praticamente scontato che si ritrovi accanto una donna cui interessano i soldi e non lui, che se ne vada quanto prima spolpandolo, o comunque se ne vada nel caso dovesse arrivare per lui il momento del bisogno.

Insomma, quello che ci metti ci trovi, e allora, corteggiateci, fiori, telefonate, inviti, gite romantiche, apriteci il vostro cuore (e mi raccomando, non chiudete il portafogli, perché anche se una donna è disinteressata ed economicamente autonoma l’uomo tirchio rimane un esemplare d’uomo disgustoso), fateci capire che tenete a noi perché siamo noi, e non perché state blandamente cercando una stampella, non ci buttate fuori dalla macchina al grido di “avanti un’altra!” accusandoci di avervi fatto perdere tempo se la prima o al massimo la seconda sera non vi facciamo salire a casa.

Se volete qualche idea, un’occhiata al mondo animale magari può ispirarvi (ehi, però non fate come gli ippopotami eh!).

https://www.today.it/speciale/animali-domestici/life/tecniche-corteggiamento-animali.html

PS: articolo scritto tra un milione d’interruzioni, non mi piace, non mi convince, ma taglio la testa al toro e pubblico, l’aggiusteremo strada facendo  😉