Archivio | 12 ottobre 2021

Post confuso

***

Inizio a scrivere e non so neanch’io di che cosa. E’ un momento di grande scombussolamento della mia vita, e i pensieri in testa sono tanti.

Tanto per cominciare forse, lavorando in tribunale, comincio ad accusare una leggera deformazione professionale e a pensare, di fronte a una serie di cose, che “in tribunale un’argomentazione del genere sarebbe insostenibile”, il che rende difficile la vita quotidiana, ingarbugliata da una burocrazia insostenibile, per cui uno deve stare sempre con le antenne rizzate, fare attenzione a tutto, e ciononostante non è in regola mai.

La vita quando ero giovane io era più semplice, ora l’impressione è che sia tutto tremendamente complicato, anche e soprattutto perché deciso e verificato da persone assolutamente prive di buon senso, il che se permettete fa persino paura.

Ma torniamo allo scombussolamento. Per un motivo o per l’altro sono rimasta sola: chi è morto, chi ha cambiato città, chi nazione, chi addirittura continente. Uno per volta, e non dico di non essermene accorta, però un appiglio c’era sempre ma ora…

La cosa peggiore è che non ho voglia neanche di sentire alcuni degli amici che avrebbero potuto a loro volta rappresentare un sostegno: a parte che alcuni di loro sono inguaiati come me e peggio di me (è il momento storico che rende la vita difficile, e quindi non è solo questione mia: mai proverbio fu più fasullo di “Mal comune mezzo gaudio”, se sono tutti a stare male nessuno ti può aiutare!), il fatto è che gli altri sono così fuori dalla realtà che un confronto con loro in questo momento sarebbe solo un onere.

Fuori dalla realtà ho detto, per motivi diversi: chi ha una realtà troppo difficile e quindi ha trovato rifugio nella politica dello struzzo, che ce l’ha troppo facile e rientra nella categoria della pancia piena che non capisce la vuota.

Certe persone, amiche care cui ho voluto e in realtà continuo a volere bene, semplicemente non ho più voglia di sentirle, per lo più per noia cosmica.

Mia figlia mi dice di non farmi terra bruciata intorno, ma la verità è che vorrei rifugiarmi sul cucuzzolo di una montagna, senza nessun’altra preoccupazione che quella di respirare aria fresca e di raccogliere dagli alberi frutti di cui nutrirmi (e così pure il problema della dieta sarebbe risolto).

Mi ricordo che un giorno mia figlia, da bambina, mi chiese all’improvviso, con aria preoccupata: “Mamma, ma è vero che la vita è difficile?”.

E sì, certo, è difficile, ma forse, come diceva un’altra mia amica, che pure non aveva avuto vita facile, cancro compreso, è pure bellissima, ed è bella proprio perché è difficile.

Non è che io non ne veda la grande bellezza, urca se la vedo, ma sono così stanca, così tanto inenarrabilmente stanca…