Nulla può giustificare un Femminicidio ma…

Le parole della Palombelli sono state travisate dai soliti buonisti accecati dalla forma e tanto lontani dalla sostanza. Qui non si sta giustificando in nessun modo il femminicidio, come con il “se l’è andata a cercare” non si giustifica lo stupro, ma si giudica l’imprudenza con cui una donna, sapendo che non vive in un mondo perfetto, si è messa in situazioni rischiose. La provocazione è un elemento considerato anche giuridicamente, e serve per ricostruire e spiegare, non giustificare ed assolvere. L’unico errore della Palombelli, secondo me, è averne parlato relativamente al femminicidio e non all’omicidio in genere, probabilmente uxoricidio in primis, perché è la persona convivente quella che ha più mezzi per esasperare ai limiti – o oltre i limiti – del sopportabile.

Psiche Nessuno e Centomila

I fatti: la giornalista introduce come di consueto il caso della puntata, un litigio tra moglie e marito e nel presentarlo pronuncia queste parole: “Come sapete, negli ultimi dieci giorni ci sono stati sette delitti, sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte è lecito domandarsi se questi uomini erano completamente fuori di testa oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte. È una domanda. Dobbiamo farcela per forza perché in questa sede, in un tribunale, dobbiamo esaminare tutte le ipotesi”.Parole che, come immaginabile, già pochi minuti dopo monopolizzavano i principali social, balzando in cima al trending topic di Twitter mentresu Instagram, l’hashtag con il nome della giornalista s’inseriva tra quelli in assoluto più digitati.


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2 thoughts on “Nulla può giustificare un Femminicidio ma…

  1. Quale che sia il movente o lo stato di salute mentale dell’assassino, vale il principio civile e morale secondo cui il più debole deve essere protetto in via preventiva.
    Nulla deve restare in sospeso, perché gli sviluppi potranno essere tragici.
    Vale anche per gli uomini, perché se sentono di poter sfociare nella violenza, devono farsi aiutare ad eliminare queste pulsioni , che non sono né ovvie , né naturali.
    Perdere la compagna può essere un dramma, ma si supera, perderla per sempre per un gesto inconsulto è un abominio.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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    • A volte chi uccide è più debole di chi è stato ucciso. Mi vengono in mente tanti fatti di cronaca di donne che hanno ucciso il marito dopo anni di sevizie e percosse, tanto per dirne una. Proteggere il più debole significa pure liberarlo dal persecutore e impedire che questo possa esasperarlo, ma credo sia un fatto notorio che anche davanti a tante denunce difficilmente lo Stato interviene.

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