Archivio | 8 luglio 2021

Economia Covid

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E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Ai suoi esordi la pandemia ci ha disorientato e, soprattutto paralizzato. Paralizzato noi, chiusi a casa per paura del contagio, paralizzata l’economia, perché negozi, bar, ristoranti, artigiani, sono stati tutti costretti a stare chiusi.

Il governo, secondo me disorientato a prescindere anche senza pandemia, figuriamoci come ha affrontato questa crisi! La sinistra (non in senso politico) che non sapeva cosa facesse la destra, misure di prevenzione e sostegno raffazzonate, DPCM come se piovesse, ristori mai arrivati e promesse con scappellamento a sinistra, comunicati come se fosse Antani, approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale con supercazzola prematurata (e caliamo un velo pietoso sulla campagna vaccinale) ma…

…ma…

Nelle carte c’è una carta, la Morte, che spaventa tanta gente, ma che non è vero abbia un significato necessariamente negativo: la fine di qualcosa significa l’inizio di un’altra, ed ecco la gente che s’ingegna e nasce un altro mercato, un’altra economia.

Mi dice mio cugino, con negozio di computer, che i portatili non si trovano più, e se si trovano sono carissimi: lo smart-working ha fatto volare la domanda, rendendola superiore all’offerta, e quindi facendo volare i prezzi e così, mentre tutto l’indotto del lavoro on-site soffriva la crisi (a cominciare dai ristoratori), in un momento in cui non facevamo più rifornimento di carburante, non mangiavamo più fuori casa, non consumavamo più neanche i tacchi delle scarpe, si è impennata la richiesta di dispositivi elettronici (ma anche di pigiami, ciabatte, tute…).

Tutto viene recapitato a domicilio, e quindi s’impenna anche la richiesta di corrieri (e anche là con tutto l’indotto).

Vogliamo parlare di mascherine? Prima non si trovavano neanche a pagarle oro, il mondo era abituato a produrne solo per gli addetti ai lavori e la richiesta di miliardi di pezzi ne ha in un primo momento reso impossibile la reperibilità sul mercato, ora le trovi sulle bancarelle a prezzi stracciati e sono diventate un accessorio di moda, ne vendono di tutti i tipi e di tutti i colori, e soprattutto ne vendono milioni. Molte aziende si sono riconvertite, sicuramente chi produceva guanti in lattice, mascherine e gel disinfettanti non ha sofferto la crisi, come pure medici e infermieri, richiestissimi, che non sanno a chi dare i resti per le richieste che ricevono, anche se principalmente come vaccinatori o per eseguire/refertare i tamponi.

Che dire dunque, come sempre nella vita non sopravvive il più forte, ma chi si sa adattare, e nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, economia compresa.