Io e gli accoglionisti

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Un deficiente l’altro giorno su fb risponde a un mio intervento dandomi della razzista, che è la cosa più lontana dal mio essere, e per questo uno tra gli insulti – assolutamente calunnioso – che più mi manda in bestia.

E’ la solita solfa degli acritici, di quelli che usano i vocaboli fuori posto giusto perché vanno di moda, senza neanche conoscerne appieno il significato.

Credere che tra gli esseri umani ci sia una differenza comportamentale, culturale e di indole su base etnica è di per sé idiota, addirittura pensare che ci sai una “razza” superiore a un’altra è una follia da cui tutti abbiamo sperato che l’umanità si fosse riscattata, anche se purtroppo vediamo che non è così, ma quelli del “siamo tutti uguali” nel senso di “siamo tutti grigi cloni massificati” non è che siano da meno.

Mai capito come si faccia a pensare che una certa categoria – magari composta da milioni e forse pure miliardi di individui – sia fatta con lo stampino per questione di nascita, visto che, come si suol dire “la madre che li fa li fa di tutti i tipi,” per indicare le differenze enormi che a volte si trovano pure tra fratelli, stessa razza, stesso sangue, stesso ambiente, stessa educazione, eppure… differenze abissali.

Ora, considerare le persone persone e valutarle per quello che sono a livello personale, ragionare in termini di essere umano è un conto, essere accoglionisti è tutta un’altra cosa.

Io i buonisti non li reggo, ma non li reggo a livello viscerale, sono allergica alla stupidità in tutte le sue manifestazioni.

Il pensare che voler regolamentare l’immigrazione sia una questione di discriminazione e non di sicurezza, l’accettare qualsiasi violazione della legge o aberrazione culturale perché altrimenti si grida al razzismo, è un comportamento che mi scatena eritemi di vario genere.

Io vorrei dire a questa gente: ma voi ce l’avete a casa vostra la porta per entrare e uscire? La lasciate aperta? Oppure quando bussano chiedete chi è e a seconda di chi sia decidete se aprire o non aprire e, nel caso apriate, decidete se far entrare o no e, nel caso facciate entrare, offrire un caffè o ospitalità?

A proposito, ho visto recentemente una commediola francese su youtube, ve la consiglio, davvero emblematica relativamente all’ipocrisia di certa sinistra radical chic e degli accoglionisti in genere, ve lo linko volentieri e ve ne consiglio la visione, film a tratti esilarante ma profondo nello stesso tempo.

11 thoughts on “Io e gli accoglionisti

  1. Mah. Io abito a 4 Km. da Ventimiglia, quindi so bene di cosa stiamo parlando.
    Il razzismo odierno nasce dal caos, non certo da certe filosofie o ideologie che cercano la razza egemone.
    Tuttavia credo che dire “gli uomini sono tutti uguali”, sia una forma di qualunquismo, senza un fondamento , perché non vi è alcuna prova che vi sia assoluta parità nelle capacità innate di ogni essere umano, né fisiche, né psichiche.
    Però TUTTI GLI ESSERI UMANI HANNO PARI DIGNITÀ
    E’ una cosa diversa, è riconoscere che possiamo dialogare ed aiutarci, senza dover giustificare nulla, semplicemente perché ritroviamo negli altri, l’essenza della nostra stessa vita su questa terra.
    Il problema principale è la paura, l’ansia che assale chi non conosce , vale per chiunque, ma per chi è costretto a lasciare il proprio suolo natio è più forte, mentre chi accoglie è solo schermata da orgoglio, presupponenza e incapacità di comprendere.
    Il mix è tossico, lo riconosco, ma ancora più tossico è il buonismo inutilmente arrendevole, perché disorienta e non produce nulla di concreto, a parte soddisfare il bisogno di pietismo vanitoso . Certamente il razzismo è peggio, ma per eliminarlo occorrono severità e logica, non basta praticare la buona creanza.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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    • Non avrei saputo dirlo meglio. Preciserei solo che gli esseri umani hanno POTENZIALMENTE pari dignità. Scrissi un articolo, tempo fa, che non sono più riuscita a trovare, e si intitolava più o meno “Gli uomini non sono tutti uguali”: mi pare chiaro che Mengele non sia uguale a Papa Giovanni XXIII, e via dicendo. Gli uomini sono diversi, ce ne sono di migliori e di peggiori, ma sulla base del loro comportamento e delle loro scelte, non di altro. Tu mi parli di buonismo che soddisfa un bisogno di pietismo vanitoso, ma aggiungiamoci pure che questo buonismo è controproducente, perché a volte genera ingiustizia, e poi di conseguenza il rifiuto dell’altro e un razzismo di reazione.

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  2. Purtroppo, i furbetti, i buonisti ed i perbenisti sono la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Nessuno si rende conto (o non vuole rendersi conto) che non si può ne si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) lasciare all’infinito le porte aperte, perché è assolutamente e socialmente insostenibile, a meno che ci sia un disegno recondito di chi governa il mondo, ma il rischio nell’esporre certe teorie socio/politiche e di sentirsi etichettare come complottista e visionario, guai a parlare di “Grande reset” sostituzione della popolazione atta a ridimensionare il modus vivendi della popolazione, togliendogli i diritti, la sanità e l’istruzione facendoli diventare inesorabilmente gli schiavi meticci del terzo millennio. Qualcuno in cima alla piramide del comando del mondo asserisce che entro la fine di questo secolo in Italia resteranno solo circa 27 milioni di cittadini (un po’ meno della metà degli attuali) Sarà vero, non sarà vero, MAH! per fortuna non ci sarò ad assistere a tale scempio umano, se tutto va bene siamo più che rovinati, ma comunque come sempre IO speriamo che me la cavo.

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    • A me non importa neanche della cosiddetta “sostituzione etnica”, non me ne frega niente dell’etnia, io temo la sostituzione culturale, la sostituzione della nostra cultura, sia pure imperfetta, con una che è indietro di millenni. Ho paura della perdita della nostra civiltà e di un ritorno al medioevo, come abbiamo visto in tanti paesi arabi che sono tornati dall’abbigliamento cosiddetto occidentale al chador, con tutto quello che comporta a livello di società e di vita quotidiana questa involuzione dei costumi di cui il chador è solo una manifestazione esterna; ho paura delle statue rotte e dei libri bruciati, di questo ho paura, non dell’etnia di cui non m’importa una beneamata cippa.

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    • Tu pensa che io, oltre ad essere accusata di razzismo, sono stata accusata anche di buonismo. La gente va per etichette, e come non ti allinei a un pensiero in assoluto ma cerchi di mitigarlo alla luce del buon senso, ogni “fazione” ti accusa di appartenere all’altra.

      Mi è stato detto sia “Vattene razzista!” sia “Portateli a casa tua visto che li ami tanto!”. Mi verrebbe quasi da ridere.

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  3. La sostituzione culturale va a braccetto con la sostituzione etnica, sono un binomio indissolubile, è inevitabile e storicamente comprovato che i grandi spostamenti di masse umane hanno sempre portato con se cambiamenti inevitabili, e se i cambiamenti per certi versi sono auspicabili perché forieri di novità e di aperture al futuro è altresì vero che schiacciano le culture esistenti con le quali si vanno a scontrare, basta vedere quello che è successo in America tra i popoli provenienti da ogni parte del mondo e i nativi americani, quasi totalmente fatti sparire.

    La sostituzione della nostra cultura, sia pure imperfetta, è un fatto acclarato e inevitabile, rischiamo di tornare ad un medioevo condiviso con culture molto diverse dalle nostre, per me un enorme passo indietro, ma forse questo è assolutamente voluto da chi comanda il mondo.

    Sono d’accordo con chi dice che i segnali ci sono stati ma che nessuno gli ha prestato la dovuta attenzione, la Francia (e non solo) ne è l’esempio calzante che dopo aver aperto i propri confini ha lasciato prevalere la loro mentalità (anziché fare in modo di accogliere gli stranieri facendogli accettare la propria) il risultato è sotto gli occhi di tutti, si sono creati ghetti invalicabili e ingestibili.

    Altro esempio calzante che la storia recente ci ha lasciato, ma si sa che la memoria non è la dote migliore dell’essere umano, riguarda la Persia (ora Iran) che fino agli anni 60/70 era uno stato moderno, al punto che le donne vestivano e si comportavano come le omonime occidentali, ora sono tornate inesorabilmente al burqa e in un passato che si credeva e pensava remoto e dimenticato per sempre.

    Le statue rotte e dei libri bruciati (vedasi cosa è successo recentemente in Afghanistan) sarà il minimo che potremo aspettarci, d’altra parte da un popolo fermo da millenni allo stesso punto evolutivo, senza passato e di conseguenza senza un futuro, cosa potremo mai attenderci, se non il peggio. Ciaooo neh!

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    • La sostituzione culturale in questi termini sicuramente è figlia della sostituzione etnica (ma non solo, considera pure il nostro accoglionismo), ma non è vero il contrario. Ci potrebbe essere un forte aumento di una componente etnica diversa senza modifica sostanziale della nostra cultura, se questi abbracciassero la civiltà e le leggi del paese che li accoglie, e a questo punto, che c’importerebbe dell’etnia?

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    • Purtroppo la storia, anche solo quella recente, recita che dopo importanti ingressi etnici è sempre prevalso la loro etnia e di conseguenza la loro mentalità, creando i noti e famosi “Ghetti” dove all’interno prevale unicamente la loro mentalità e le loro leggi e mai quelle della nazione ospitante. Ciaooo neh!

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