Oriana Fallaci sull’omosessualità

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Non voglio pronunciarmi su queste riflessioni di Oriana Fallaci prima di avere ascoltato le vostre. Solo su una cosa voglio esprimere subito il mio dissenso: non è vero che il padre che uccide suo figlio è come uccidesse se stesso e infatti in genere poi si suicida mentre la madre che uccide il figlio poi va dal parrucchiere: ogni caso è a sé ma, per quando posso leggere dalla cronaca, eventualmente è più frequente il contrario. Ma torniamo al campo minato della questione omosessuale: che ne pensate di queste riflessioni? (Oggi vi ho lanciato un macigno 😉 ).

 

L’omosessualità in sé non mi turba affatto. Non mi chiedo nemmeno da che cosa dipenda. Mi dà fastidio, invece, quando (come il femminismo) si trasforma in ideologia. In categoria, in partito, in lobby economico-cultural-sessuale. E grazie a ciò diventa uno strumento politico, un’arma di ricatto, un abuso Sexually Correct.

O-fai-quello-che-voglio-io-o-ti-faccio-perdere-le-elezioni.

Pensi al massiccio voto con cui in America ricattarono Clinton e con cui in Spagna hanno ricattato Zapatero. Sicché il primo provvedimento che Clinton prese appena eletto fu quello di inserire gli omosessuali nell’esercito e uno dei primi presi da Zapatero è stato quello di rovesciare il concetto biologico di famiglia nonché autorizzare il matrimonio e l’adozione gay.

Un essere umano nasce da due individui di sesso diverso. Un pesce, un uccello, un elefante, un insetto, lo stesso. Per essere concepiti, ci vuole un ovulo e uno spermatozoo. Che ci piaccia o no, su questo pianeta la vita funziona così. Bè, alcuni esperti di biogenetica sostengono che in futuro si potrà fare a meno dello spermatozoo.

Ma dell’ovulo no. Sia che si tratti di mammiferi sia che si tratti di ovipari, l’ovulo ci vorrà sempre. L’ovulo, l’uovo, che nel caso degli esseri umani sta dentro un ventre di donna e che fecondato si trasforma in una stilla di Vita poi in un germoglio di Vita, e attraverso il meraviglioso viaggio della gravidanza diventa un’altra Vita. Un altro essere umano. Infatti sono assolutamente convinta che a guidare l’innamoramento o il trasporto dei sensi sia l’istinto di sopravvivenza cioè la necessità di continuare la specie. Vivere anche quando siamo morti, continuare attraverso chi viene e verrà dopo di noi. E sono ossessionata dal concetto di maternità. Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l’anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere). Ma essendo donna, e in più una donna ferita dalla sfortuna di non esser riuscita ad avere figli, capisco meglio il concetto di maternità………Ma qualcun altro me lo chiederà.

Quindi ecco. Un omosessuale maschio l’ovulo non ce l’ha. Il ventre di donna, l’utero per trapiantarcelo, nemmeno. E non c’è biogenetica al mondo che possa risolvergli tale problema. Clonazione inclusa. L’omosessuale femmina, si, l’ovulo ce l’ha. Il ventre di donna necessario a fargli compiere il meraviglioso viaggio che porta una stilla di Vita a diventare un germoglio di Vita poi un’altra Vita, un altro essere umano, idem. Ma la sua partner non può fecondarla.

Sicché se non si unisce a un uomo o non chiede a un uomo per-favore-dammi-qualche-spermatozoo, si trova nelle stesse condizioni dell’omosessuale maschio. E a priori, non perché è sfortunata e i suoi bambini muoiono prima di nascere, non partecipa alla continuazione della sua specie. Al dovere di perpetuare la sua specie attraverso chi viene e verrà dopo di lei. Con quale diritto, dunque, una coppia di omosessuali (maschi o femmine) chiede d’adottare un bambino? Con quale diritto pretende d’allevare un bambino dentro una visione distorta della Vita cioè con due babbi o due mamme al posto del babbo o della mamma? E nel caso di due omosessuali maschi, con quale diritto la coppia si serve d’un ventre di donna per procurarsi un bambino e magari comprarselo come si compra un’automobile? Con quale diritto, insomma, ruba a una donna la pena e il miracolo della maternità? Il diritto che il signor Zapatero ha inventato per pagare il suo debito verso gli omosessuali che hanno votato per lui?!? Io quando parlano di adozione-gay mi sento derubata nel mio ventre di donna. Anche se non ho bambini mi sento usata, sfruttata, come una mucca che partorisce vitelli destinati al mattatoio. E nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria Vergine e San Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata. E come cittadina. Sicché offesa e umiliata dico: mi indigna il silenzio, l’ipocrisia, la vigliaccheria, che circonda questa faccenda. Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlarne, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello Stato non possono ignorare le leggi della Natura. Non possono falsare con l’ambiguità delle parole «genitori» e «coniugi» le Leggi della Vita.

Lo Stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o due mamme non da un babbo e una mamma. E a chi ricatta con la storia dei bambini senza cibo o senza casa (storia che oltretutto non regge in quanto la nostra società abbonda di coppie normali e pronte ad adottarli) rispondo: un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. E’ un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con le smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita nella nostra specie. Cosa più che possibile con una madre senza marito. Del tutto impossibile con due «genitori» del medesimo sesso.

Oriana Fallaci

11 thoughts on “Oriana Fallaci sull’omosessualità

  1. Eccomi! Io mi pronuncio ben volentieri, e prima di tutto contesto questa narrazione trita e ritrita delle leggi di natura, e dell’attrazione sessuale che ha il solo scopo di trovare un partner riproduttivo e perpetuare la specie (che è una narrazione, fra l’altro, di stampo fortemente confessionale).
    In natura, visto che la Fallaci la cita così spesso, si osservano atteggiamenti di attrazione verso lo stesso genere in centinaia di specie, tanto che l’eccezione diventa semmai il contrario.
    Sul fatto che due persone dello stesso sesso non possano concepire un figlio non ci piove. Sugli strumenti e le leggi per poter comunque generare un figlio che lo sia in senso biologico per almeno uno/a dei/delle due non mi esprimo, perché non capisco (nel senso che non lo vivo sulla mia pelle, dunque non lo conosco) questo desidero di unione feconda che diventa non di rado una vera e propria ossessione anche da parte di donne perfettamente eterosessuali. Per quanto mi riguarda, siamo già troppi a questo mondo e siamo una razza pesantemente infestante incapace di rapportarci in modo sano con l’ambiente in cui viviamo senza distruggerlo, e presto o tardi ne pagheremo le conseguenze (le stiamo già in parte pagando) con carestie globali e migrazioni per fame di proporzioni tali che in confronto le invasioni barbariche del IV-V secolo furono un’allegra scampagnata. Di figli a parer mio sarebbe meglio ne facessimo con molta parsimonia.
    (Ah, già, ma poi chi sostiene il welfare? Si troverà una soluzione, sollecitare nuove nascite al solo scopo di sostenere le generazioni più anziane mi pare un’aberrazione degna del nazifascismo.)
    Diversa invece è la mia posizione sull’adozione da parte di coppie gay: è meglio per un bambino crescere orfano in una condizione di disagio affettivo fino alla maggiore età, o affidarlo alle cure di due genitori amorevoli, di qualunque sesso essi siano? La risposta mi pare piuttosto semplice, così ovvia che non capisco nemmeno perché se ne debba parlare.
    L’unico punto sul quale mi trovo d’accordo con lo scritto della Fallaci è l’obiezione riguardo alle ideologie: sono totalmente d’accordo, nei confronti delle ideologie di qualunque fatta, a partire proprio da quelle che negano diritti sacrosanti a persone che ne hanno meno sostenendo che ciò possa ledere i diritti di coloro che ne godono già.
    Un ultimo appunto riferito alla slide qui sopra, che non so da dove provenga e se abbia solo lo scopo di lanciare una provocazione, ma non importa: paragonare la libera autodeterminazione nell’analisi del proprio sentire e scoperta del proprio genere da parte di un essere umano, alla fredda e schematica normativa di un circuito elettrico, è proprio il genere di castroneria che mi attenderei da un Pillon. Spero vivamente che tu non condivida questa posizione.

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    • La vignetta era semplicemente una battuta e anzi, l’ho tagliata pure, nell’originale la mancata distinzione tra maschio e femmina provocava un’esplosione, ma bando alle ciance, veniamo alle cose serie.

      Per quanto riguarda i richiami alla natura, mi dispiace non avere sottomano una risposta di mia figlia, che più o meno diceva che è impensabile che un gay debba dipendere dall’esistenza o meno di una cocorita saffica per essere legittimato a esistere. Direi, per prima cosa, che di quello che succede in natura non c’importa nulla, e quindi io eviterei di chiamarla in causa per qualsiasi forma di legittimazione o delegittimazione delle umane questioni.

      Punto secondo, mia nonna usava dire “il male ‘o sa chi ‘o tiè”, cioè il male lo capisce chi ce l’ha. Io sono etero e quindi, pure avendo avuto tanti amici gay, pure avendo spesso e volentieri asciugato le loro lacrime per il dolore della non accettazione, soprattutto da parte dei familiari, non capirò mai fino in fondo che cosa significhi essere gay, i problemi e le discriminazioni che subiscono, le difficoltà che si incontrano nell’accettarsi ed essere accettati, etc. etc. etc. (comunque ne ho avute altre di difficoltà eh, a ognuno il suo!).
      Ciò premesso, ritengo pure che uno a un certo punto debba vivere la vita che gli è toccata in sorte, perché un conto è osare, gettare il cuore oltre l’ostacolo, un conto è pretendere qualcosa che, semplicemente, non è, e ritenerlo un proprio diritto inalienabile ad ogni e qualsiasi costo. In soldoni, sono contraria all’aberrazione dell’utero in affitto, ovviamente sia per omo che eterosessuali. Al di là di quello che comporta questa aberrazione (a partire dallo sfruttamento delle donne, che generalmente si prestano per povertà a rischio della propria vita etc. etc. etc.), ci sono tanto bambini al mondo che hanno bisogno di genitori che non capisco proprio la necessità di ricorrere a certi abomini per crearne altri.
      Le normative più recenti in fatto di adozione spostano il focus sul bambino e parlano di diritto del bambino a una famiglia, non del diritto di una famiglia a un bambino, e questo a prescindere dall’omo o eterosessualità della coppia e a prescindere dal concetto di famiglia.
      Se adottare un bambino è veramente un’impresa ardua, che tutte queste forze si muovano in quel senso, invece di promuovere insani esperimenti di laboratorio, infischiandosene di tante povere creature che rimangono per la strada sole e in condizioni di estrema vulnerabilità e miseria – materiale e psicologia.

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  2. io non credo ad un mondo fatto per il pensiero unico.
    esistono comunità senza genitori ed esistono comunità di sole donne e figli , che andranno via da adulti. Comunità tribali dove il sesso è celebrato, altre dove si nasconde. Il sesso è necessario per il ciclo biologico, il divertimento, l’amore, e tutto ciò che ad essi gira intorno, necessita di attrazione verso un altro o altra, essendo una condizione psicologica, non prende in considerazione il sesso biologico.
    Il mondo va comunque avanti, come sempre. marinai e guerrieri praticavano solo la castità?. Achille era un maschio, con testosterone da vendere, ha pure procreato, ma aveva un debole per Patroclo, oltre che per Briseide

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    • Dicono che viaggiare allarghi la mente, e mai cosa è stata più falsa! Alloggiare in alberghi di lusso, visitare monumenti con la guida turistica, al massimo può ampliare il bagaglio di conoscenze, ma per allargare la mente bisognerebbe vivere con la gente del posto, vedere da vicino e capire i loro usi e costumi, allora sì che si farebbe un passo avanti e si abbandonerebbe per sempre il pensiero unico!

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  3. i toni e le argomentazioni di Oriana sono molto forti come nel suo stile e ce ne sono tante di cose di cui parla su cui si può discutere…
    da parte mia condivido che la strumentalizzazione politica dell’ omosessualità sia il lato più fastidioso dell’argomento, ma io non mi sento derubata del mio essere donna e progenitrice se un bambino viene adottato da una coppia omosessuale ne se per avere un figlio usano un utero in affitto, non c’è differenza con l’adozione o l’inseminazione artificiale di una coppia etero, non mi crea nessun problema né da un lato né dall’altro. E non credo neppure che un bambino possa crescere con le idee confuse, perché una famiglia è tale quando si crea un nucleo di individui che si amano e si proteggono a vicenda e pertanto un bambino può essere amato e curato anche in una famiglia non convenzionale sia che sia composta da una coppia omosessuale o da una madre single o da un padre single.

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    • E pensiamo anche un’altra cosa: pure se uno volesse abbracciare la tesi della “famiglia tradizionale”, un istituto, soprattutto se religioso, è decisamente più lontano dal concetto di famiglia tradizionale di quanto possa esserlo un genitore single o una coppia omosessuale.

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    • Una può non essere stupida ma avere opinioni diverse dal resto dell’umanità, o anche semplicemente sbagliate: essere intelligenti non significa essere infallibile e depositari della verità assoluta.

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    • sì certo con stupida intendevo incapace di moderare i toni nel discutere di argomenti delicati, se lei ha usato toni di tal genere è per uno scopo, secondo me intelligentemente provocatorio

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