O t’innamori o t’addolori

Mi ha fatto ridere mia figlia quando, parlando di un’eventuale dieta, ha commentato: “Mamma, le diete non riescono, perché purtroppo quando non le fai pensi solo al cibo, e quando le fai pensi solo al cibo lo stesso. Per dimagrire davvero bisogna tenere la mente occupata con altri pensieri: insomma, per dimagrire, o t’innamori o t’addolori!“.

Allora, addolorarmi non è la strada che vorrei intraprendere, anche perché la storia m’insegna che io assimilo pure i dolori, sono ingrassata col divorzio, con il mutuo fuori controllo, con il fallimento dell’azienda, con i lutti… ho assimilato pure le corna, ad alto contenuto proteico!

La soluzione sembrerebbe quindi solo innamorarsi, anche se quello è un capitolo archiviato della mia vita, ma è pur vero che tutto ciò che è archiviato non è distrutto, e quindi può essere recuperato.

L’unica scappatoia che vedo è cambiare l’oggetto della passione, mica è detto che si debba per forza essere innamorati di un uomo – o di una donna a seconda dei casi -, la passione si può nutrire anche per un progetto, per un impegno, per un hobby…

Insomma, il mondo è pieno d’amore, perché fossilizzarsi? 😆

 

 

23 thoughts on “O t’innamori o t’addolori

  1. Ecco, di motivi per addolorarsi ce ne capitano pure troppi, dunque da parte mia propendo (e ormai da qualche anno ho propeso) per l’alternativa, anche se parlare di innamoramento suggerisce un trasporto un po’ troppo sentimentale. Diciamo un’inclinazione, via: sviluppare una forte inclinazione. Io l’ho sviluppata per la sempre troppo poco considerata arte del camminare, dopo anni in cui da varie parti mi si diceva “dai, prova a farti una passeggiata nei campi già che vivi in campagna, vedrai che poi ti senti meglio” per lenire l’abbattimento dello stato depressivo di turno. E io, see, figurati, che nemmeno avrei voglia di trascinarmi dalla stanza da letto alla sala da pranzo, capirai. Fino a che me lo ha consigliato una persona capace non so come di stimolarmi nel modo giusto, dunque ho iniziato, e con mia sorpresa (pur se con lunghi periodi di pausa qua e là perché quando proprio gna fai, gna fai, stavolta però rammaricandomi di non farcela e rimpiangendo giorni più lieti trascorsi sotto il sole all’aria aperta) si può dire non abbia smesso più. Perché ho scoperto che mi piace, dunque lo faccio principalmente per questo, mi fa stare meglio sotto ogni profilo, fisico, psico-fisico e umorale, e i non trascurabili effetti collaterali positivi di tenermi al riparo da improvvisi illanguidimenti e farmi venire a migliori patti con la bilancia e il giro vita delle braghe non fanno che rafforzare la mia motivazione.
    Musica nelle orecchie, scarpe comode ai piedi e passo elastico e deciso al ritmo che mi viene più naturale, mi alzo spontaneamente all’alba e cammino ovunque, in città, nei campi, nei boschi (ho scoperto di essere un vero uomo dei boschi, fra i miei avi devo senz’altro avere un legionario romano, un cavaliere medievale o quanto meno un brigante abituato a trovare riparo nella macchia!), con il sole con le nuvole o con la pioggia purché non troppa. Da alcuni mesi ho ristabilito una media quotidiana di oltre 90 minuti, cioè una partita di calcio regolamentare più eventuale recupero, che si rivela essere non di rado una misura adatta a qualunque attività che la vita ci proponga 🙂
    E ti dirò, di umore sto molto bene, la motivazione nel resto della giornata e nel lavoro è forte, il peso poco alla volta diminuisce e le forme si asciugano (pur se molta strada mi resta ancora da fare, ma va bene, non vedo l’ora di percorrerla) e già mentre me ne sto qui seduto ormai da una mezz’ora di fronte al PC a scrivere, le gambe paiono invitarmi a muoversi e a macinare qualche centinaio di metri prima di cena. Dunque, fra poco vado 😉

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    • Camminare dà un’indubbia soddisfazione (io sono una grande camminatrice), anche se la città non offre panorami incoraggianti. Quando andavo al lavoro (casa mia e il mio ufficio sono collegati malissimo), percorrevo lunghi tratti a piedi per diminuire il disagio di troppi trasbordi, ma con lo smart working un po’ la musica è cambiata. In questo ultimo periodo però sto beneficiando di uno stato di grazia in cui mi sento più attiva, il peso sta diminuendo e mi sento molto motivata, per cui molto spesso le occasioni che non ci sono me le creto. Vi terrò aggiornati!

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    • Daje! 🙂
      Io a volte mi invento (o parcellizzo su più giorni) delle commissioni solo per avere la scusa di girovagare un paio d’ore a passo di marcia. Le città non sono il massimo, ma qualche prospettiva interessante credo la si possa sempre scovare un po’ ovunque, anche se ovviamente dipende dalle dimensioni del contesto. Io abito in una cittadina di 30mila anime il cui centro si compone giusto di 7-8 isolati, ma per fortuna si articola fra pianura e collina e si affaccia da un lato su una zona boschiva, dunque riesco sempre a svariarmi pur seguendo tendenzialmente percorsi abituali. Poi, naturalmente, non vedo l’ora di poter tornare per qualche giorno a farmi dei coast to coast in Roma centro!

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