Archivio | 9 aprile 2021

La campagna vaccinale, errori ed opinioni

Draghi tuona contro “chi salta la fila”, mia figlia risponde:

Stante l’importanza delle classi di rischio e relativa calibrazione dell’intervento terapeutico e preventivo, cosa che non esiste solo per questi vaccini, vorrei tanto che il mio paese la finisse di considerare i giovani come l’ultima ruota del carro, la classe che può ottenere qualcosa (di solito con il contagocce) giusto se ce n’è per tutti: anche i giovani stanno morendo per covid; anche i giovani stanno avendo sintomi anche molto pesanti e non sanno quando e se passeranno; anche i giovani asintomatici potrebbero non restarlo per sempre, perché “asintomatico” non vuol dire “senza danno” né “asintomatico a vita” (perché alcuni virus hanno il brutto vizio di ripresentarsi a distanza). Con ogni vita di anziano a cuore invito tuttavia a considerare che per abbassare a breve termine la mortalità di una generazione si sta forse alzando, a lungo termine, la morbilità in un’altra.
Quindi Draghi invece di chiedere “con che cuore i giovani saltano la fila” si dovrebbe chiedere con che cuore sono state fatte decisioni che hanno creato suddetta fila, che con una cosa come i vaccini non sarebbe mai dovuta esistere in primis, e con che cuore si chiede a persone a cui il covid potrebbe precludere decadi di salute di restare in fondo…. ma immagino che scaricare sui giovani sia più semplice: è il prosciutto con melone della retorica, mette d’accordo tutti. E così invece di aspettare la prossima fornitura di vaccini aspettiamo il prossimo post sulla movida che ha rovinato tutto.

Una signora 84enne, chiamata a fare il vaccino, mi ha detto di sentirsi in colpa perché lei, che poteva stare benissimo in casa e avevo pochissime occasioni di contagiare e contagiarsi, sentiva di stare togliendo una dose a una persona in prima linea, di quelle che si alzano la mattina per andare al lavoro, che prendono gli autobus, che sono sono esposti (pensate solo a corrieri e cassieri dei supermercati, che sono quelli che a proprio rischio e pericolo ci garantiscono la sopravvivenza durante i lockdown!).

Se posso esprimere una mia personale opinione da incompetente, ma condivisa da mia figlia che è medico e forse un po’ più di competenza ce l’ha, la campagna vaccinale non è stata certo portata avanti all’insegna dell’ottimizzazione: l’Astrazeneca, che protegge – a quanto dicono al 100% – dalle forme gravi della malattia doveva essere somministrato agli anziani e a tutti quelli che non sono esposti, mentre il Pfizer e il Moderna, che danno una copertura in tempi più rapidi e proteggono anche al contagio, cioè impediscono che la gente vada in giro a fare l’untore, sarebbe stato meglio somministrarlo a quelli che per l’appunto vanno in giro, che vanno in primo luogo protetti e in secondo va loro impedito di essere veicolo di contagio.

Mi hanno detto poi un’altra cosa, che spero non sia vera (in effetti non ho trovato la notizia da nessuna parte): pare che siano state licenziate delle persone impegnate nella somministrazione di vaccini che, secondo me con encomiabile efficienza e spirito di iniziativa, quando hanno visto la sera che avanzavano dosi di vaccino che sarebbero andate sprecate, si sono sbrigate a chiamare le persone più a tiro – amici e familiari – cui somministrarle. In un momento in cui c’è penuria di vaccini e c’è la necessità di vaccinare il più alto numero di persone possibili, punire duramente delle persone che hanno utilizzato i vaccini anziché sprecarli mi sembra follia. Che poi, questa attitudine dell’Italia a sanzionare le iniziativa, che riducono gli italiani a un popolo che “non c’impiccia”, mi fa inorridire!

Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia!