Il cazzaro zen

***

Certo, la vita va avanti.  E’ tanto che non ne parlo, sono passati ormai sei anni, perdonatemi questo rigurgito. E’ tanto che non ne parlo neanche a lui, perché lui non c’è, perché se anche, davanti a una persona a cui tieni tanto, l’ultimo tentativo è sempre il penultimo, arriva il momento in cui è l’ultimo davvero, e non si può andare in paradiso a dispetto dei santi. Se l’affetto che tu pensavi fosse reciproco non lo è, se il legame che tu credevi di avere costruito non c’è, non c’è mai stato, oppure si è dissolto troppo facilmente, è inutile arrabbiarsi: come davanti alla morte, per quanto ingiusta, bisogna solo arrendersi però…

Qualche giorno fa ho discusso con una mia amica, una carissima amica. Mi sono arrabbiata davvero tanto, non avevo più voglia di vederla e di sentirla, mi cercava e non la richiamavo, e quando mia figlia mi diceva “Dai, poi ti passa” io rispondevo che no, non mi sarebbe passata, non volevo più saperne, non era tanto quello che aveva fatto, ma il fatto che l’avesse fatto, stupida, stupida, priva di senso dell’opportuno, inaiutabile, inaffidabile… e no, non volevo più saperne, non avevo bisogno di una persona così.

Passano i giorni, lei non si fa sentire, e se la lite fosse stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso? Era molto in difficoltà per altri problemi suoi molto gravi, e se avesse fatto una follia? Il gesto estremo? No no, troppo credente per farlo, ma quando stai male arriva il momento in cui non senti più neanche dio, e non t’importa della dannazione eterna, l’importante è che il presente smetta di farti male.

Quello che mi ha fatto ha incominciato improvvisamente a sembrarmi meno grave, e la mia reazione eccessiva, e la voglia di fare pace incalzava…

Ecco, io sono una persona che fa fuoco e fiamme, una che afferma di non perdonare e mi sento continuamente tutti questi santoni fare le prediche sul perdono, sull’energia negativa del rancore, e blablablà, blablablà, blablablà, ma poi alla fine vedo che sono proprio i grandi predicatori a essere i duri senza pietà.

Con Xavier, sedicente zen, io non penso di avere sbagliato, ma ammettiamo invece che abbia sbagliato io, tutti i suoi discorsi dove sono? Per me non c’è né memoria del bene, né perdono del male?

Francamente, io di questi tanto pii con la vita altrui non ne posso più, tu devi perdonare se ti hanno ucciso e loro non perdonano se gli hai pestato un piede, perché la loro è sempre un’altra cosa, al massimo si raccontano che si devono liberare delle negatività, cosa che non potrebbero mai fare tra l’altro, perché l’unica cosa che ho capito è che la negatività sono loro, e tutta la loro grande spiritualità non è altro che il dito dietro il quale si nascondono.

8 thoughts on “Il cazzaro zen

  1. ovviamente calarsi sul personale e sul vissuto di altri è sempre molto complicato se lo si vuol fare con l’intento di aggiungere qualcosa a quello che è stato scritto o detto, con la sensazione di poter fornire un altro punto di vista sulla questione quando magari per tutta quella parte emotiva il diretto interessato potrebbe non aver colto.. se non si è moralisti per farlo devi fare prima i conti con te stesso, con la tua coscienza e con quello che la persona che si sta confessando rappresenta per te e con quello che potresti dare a lei… quindi aggiungere qualcosa di utile a quello che hai scritto è complicato però mi piace pensare di provarci in ogni caso, anche fosse solo un banale rafforzativo. Io penso che il tuo andare in escandescenza e poi il ritorno alla temperatura ambiente sia dovuto dalla quantità di impatto emotivo che ci metti nelle cose che fai… ormai ci leggiamo da molto e un pò ci conosciamo di sicuro.. secondo me non dovresti perdere tempo a confrontarti con realtà che sono distanti dal tuo modo di essere perchè non ci troverai mai un senso ne una logica… tu sei fatta così e chi ti apprezza probabilmente lo fa anche perchè ti riconosce quelle qualità… io credo che quelli che raccontano meno agli altri come devono vivere e cosa devono fare alla fine sono probabilmente quelli che probabilmente sono i più indicati per dare un opinione ma che allo stesso tempo non te la daranno perchè consapevoli che potrebbe essere sbagliata anche senza nessuna volontà di ferire.. chi invece da consigli a tutti spesso lo fa principalmente per alimentare la propria immagine, la negatività è un elemento fondamentale per la vita tanto quanto lo è la positività, l’unico traguardo rimane sempre l’equilibrio… o forse no… 😛

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  2. Anche io, cara Diemme, ho conosciuto – e conosco ! – il dolore, il mio e quello altrui …. proprio come te ! E non mi dispiace di soffrire, per me e per gli altri, perchè il soffrire è conoscere, immedesimarsi negli altri …. sognare, diversificarsi dal cinismo comune che, francamente, mi fà schifo !
    La remissione dei peccati, l’ amicizia ???
    Ne scrissi un tempo, quando ancora ero un fiero Cavaliere Errante, rubando al Pascoli le parole, ricordi ? …. e lo riscrivo qui, commovendomi ora come allora :
    O fior d’ amore sulla soglia trita
    o quando tutto se ne va, venuta!
    che vivi quando è per finir la vita
    e che non muti … ANCHE SE IL CIEL SI MUTA! 😥

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  3. Perdono … rancore, astio, amore ???
    Col Tempo tutto passerà … e, di noi stessi che amammo o odiammo, dei nostri poveri o ricchi sentimenti, non resterà nulla …. nemmeno la più pallida ombra del ricordo !

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