Tre anni in luogo di verità

arthur...

Caro Arthur,

sono ormai tre anni che sei, come usava definirlo mia madre, “in luogo di verità”.

Quest’anno c’è anche lei, è venuta a mancare poco meno di un mese fa, in un modo che mi sento un pugno dritto al cuore ogni volta che ci penso.

Quando è morta però, dopo tanto dolore, ha finalmente riassunto la sua espressione serena, finalmente è tornata ad essere lei.

E’ strano il rapporto che si ha con la vita e con la morte, a volte sembra che le persone nascano nel momento in cui ci vengono a mancare, o perché è il momento in cui ci fermiamo a pensare, o perché ci rendiamo conto di quello che ci davano e che non c’è più, o perché magari siamo costretti a mettere mani nelle loro cose, e quelle piccole, povere cose trascurate, ci restituiscono più spesso di quanto non crediamo l’immagine di una…

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7 thoughts on “Tre anni in luogo di verità

  1. Penso che, standole vicina come hai saputo fare tu, sia espressione dell’amore vero, amore di volontà, amore di sacrificio. Non provando attaccamento verso di lei, sei stata GRANDE. Hai fatto bene a non cercare spiegazioni, a che cosa sarebbero servite???? Le risposte le avrai quando vi rivedrete nel “luogo di verità” Un abbraccio stretto.
    Sono stata fuori durante il mese di Luglio alle terme, ora mi trovo al paesello.

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    • Se lei avesse potuto rispondermi, forse quelle risposte sarebbero servite a capirla. Magari ha sbagliato in buona fede, magari le è scattato qualcosa di cui si è pentita. A me questo dubbio di non averla capita non mi fa stare bene. Io sono certa che mia madre mi abbia odiato, forse perché sono nata non voluta e oltretutto non ero neanche maschio, perché mio padre mi ha imposto un nome che lei detestava e che collegava a una persona orrida, forse anche perché mio padre ha decisamente voluto più bene ai figli che a lei, forse perché avevo più personalità e lei magari in fondo al cuore non amava essere sottomessa, pur non avendo avuto mai il coraggio di reagire a niente. Le sue ultime parole per me sono state “sapessi quanto ti voglio bene!”, ma era ià in pieno delirio, sono parole che lasciano il tempo che trovano. Però, in fondo al cuore, a freddo, con l’età, mia e sua, con la distanza, magari qualche cosa potrbbe averla rivista. Io ricordo una volta che diede a mio padre un aut aut, “O me o lei!”, minacciando di lasciarlo se non mi avesse cacciato da casa, e mio padre disperato che cercava di calmare le acque.

      Mi ha odiato, e io ho finito per ricambiarla, anche se poi col tempo tutti i sentimenti negativi si sono dileguati, ma hanno lasciato il posto all’indifferenza, non certo all’amore.

      Comunque tutto questo oramai è aria fritta, lei non c’è più: chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto.

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    • Un giorno magari ne parleremo. Forse erano poche le madri della loro epoca che riuscivano a dare i figli ciò di cui avevano bisogno, cionondimeno le mie zie, sue coetanee, coi figli cono state diverse, e le mie nonne, della generazione ancora precedente, sono state anche loro diverse.

      Io non lo so cosa avevano in testa e nel cuore le nostre madri, se erano traumatizzate dalla guerra per cui in cima alle loro priorità c’era la sopravvivenza fisica, totalmente priva di fronzoli. Quali che siano i motivi, a noi è mancato un pezzo.

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  2. Ne riparleremo ???
    Ma certo …. poichè la scomparsa delle persone che abbiamo amato, e che ci hanno amato, non si esaurisce di certo con la loro morte !

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