L’Italia al collasso

Riporto qua un mio intervento perché, mischiato tra i vari commenti, magari perde di visiblità, e invece ci tengo alla vostra opinione.

Si discuteva su questo articolo: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/08/06/eurostat-italia-euroscettici/43133/ (consiglio di leggerlo prima di continuare) e questa è stata la mia risposta.

[…]hai toccato una nota davvero dolente ma, purtroppo, con tutto questo Salvini non c’entra.

Dico “purtroppo” perché, se fosse colpa sua, sarebbe facile risolvere: si rimuove Salvini, ce se ne mette un altro, e il gioco è fatto, l’Italia torna ad essere una nazione prospera e felice. E invece no. Purtroppo il problema drammatico dell’Italia secondo me sono proprio gli italiani e, credimi, mi pesa dirlo, soprattutto a un non italiano, perché qua si dice che i panni sporchi si lavano in famiglia, mentre mia nonna diceva, ribadendo nonostante tutto l’affetto per la propria famiglia o comunque per la gente di cui parlava, “ne voglio mal dire ma non ne voglio mal sentire”.

Non parlo degli italiani in genere, parlo di quelli dalla generazione successiva a quella della guerra in poi. Nel dopoguerra l’Italia distrutta è stata ricostruita dalle fondamenta, i nostri nonni sono state persone capaci, che si sono rimboccate le maniche e hanno lavorato sodo, ma poi, con il benessere, con il boom economico, sono stati generati troppi individui allergici al lavoro, gente molto cosciente dei propri diritti e molto meno dei propri doveri. Siamo diventati il paese degli spaghetti e mandolino, il paese dei furbetti, il paese della superficialità e dell’inciucio, il paese dell’impunità. Poi, piano piano, siamo diventati il paese dell’ingiustizia, quello con leggi che, col garantismo, proteggevano i criminali e penalizzavano la gente onesta. Siamo diventati il Paese dei raccomandati, e questo ci ha portato ad abbassare il livello di produttività, abbiamo rinunciato all’eccellenza, è andato tutto sempre di più in mano a gente mediocre, inefficiente, incapace, e pure spesso lavativa. Siamo il paese dell’imbroglio, del “si fa risultare che” del cittadino cui il governo – oramai in guerra con lui – ha sempre contrapposto un “e io non ti credo”, rendendo davvero difficile la vita della gente onesta. “Siamo un paese senza speranza” è una frase che diciamo da prima di Salvini, il quale ha solo ricevuto un’eredità pessima, un paese ingovernabile, in cui oramai ogni governo fa più danni del precedente. Siamo la nazione della mafia che prospera e dei magistrati che vengono uccisi, di padri di famiglia che si suicidano e di parassiti che prosperano. Una volta ebbi una lunga conversazione con un gradevolissimo signore sull’autobus il quale mi diceva che stava consigliando i figli di andare all’estero e io mi ero davvero stupita, sia perché mi fa effetto un genitore che invita i figli ad allontanarsi, sia perché, e gliel’ho detto, qualcuno per cambiare questo paese e mandarlo avanti ci dovrà pur restare! Mi rispose “E che devono restare qui a fare gli eroi? Devono sacrificare la loro vita oltretutto del tutto inutilmente perché tanto non cambia niente? No grazie, sono bastato io, è bastata la mia di vita sprecata, che i miei figli si salvino”.

Ne parlavo ieri con una mia amica, l’Italia è una nazione stupenda e piena di risorse, non c’è una grazia che non abbia ricevuto, coste, clima, mare, montagna, storia, monumenti, opere d’arte, industrie anche pioniere… abbiamo mandato tutto in malora, ci siamo venduti tutto e sai perché? Perché non abbiamo coscienza civica, perché non abbiamo il senso della responsabilità sociale, perché per noi lo stato non è la nostra casa alla cui crescita e prosperità contribuire, ma un limone da spremere (e noi per lui…), chi non paga le tasse viene considerato furbo e comunque fortunato a poterlo fare, mentre uno stato civile dovrebbe considerarlo un parassita. Ci è stata tolta la cassa integrazione perché la gente se ne approfittava, una volta entrata sotto quello scudo se ne guardava bene dal trovarsi un altro lavoro. Delle nazioni che ho visto, poche per la verità, l’Italia è l’unica la cui gente in grado di lavorare e con la possibilità di farlo non si vergogna di vivere di sussidi. Certo, mica siamo tutti così, altrimenti da quel dì che la nazione avrebbe fatto bancarotta, ma quei pochi sulle cui spalle si poggiano in molti non ce la fanno più, sono allo stremo delle forze e stanno soccombendo. Tutto questo da molto prima di Salvini e al di là di Salvini. Certo, gli stranieri sono arrivati nel momento opportuno, sono arrivati giusti giusti quando serviva un capro espiatorio, un bersaglio su cui dirigere il malessere, un agnello sacrificale che si caricasse delle colpe di decenni di malgoverno, furti, evasioni, “distrazioni” di denaro pubblico, sprechi, etc. etc. etc. Ma gli italiani per troppo tempo hanno cercato senza vergogna una raccomandazione, per troppo tempo senza vergogna hanno cercato di scavalcare i più bravi, e l’hanno fatto, ma se poi tu il medico che ti avrebbe salvato la vita l’hai costretto o a emigrare o ad andare al McDonald a fare i panini, non ti lamentare se poi sul tavolo operatorio ti ritrovi operato da un medico mediocre raccomandato che ti fa danni o ti manda al Creatore. Molti italiani onesti hanno definito la propria nazione “un paese senza speranza”, e con grande rammarico, perché siamo italiani e qui ci vorremmo restare, ma pure non volendo non è così facile emigrare, e tu ne sai qualcosa.

Tutto questo per dirti che quello che ho letto in quell’articolo lo so benissimo, e lo vedono gli italiani, altroché se lo vedono, ma in pochi si fanno un serio esame di coscienza.

Scipione l’Africano si allontanò dall’ingrata Roma dicendo “Addio ingrata Patria, non avrai le mie ossa” e io, te lo giuro, avrei tanta voglia di fare la stessa cosa, ma molto difficilmente potrò. Tutta questa filippica per dirti che, oggi, dare la colpa a Salvini è ingiusto quanto darla agli immigrati: i mali sono antichi, e le colpe sono molto, ma molto, ma molto diffuse.

29 thoughts on “L’Italia al collasso

  1. Il pesce puzza dal capo e di capi puzzolenti ce ne sono stati e ce ne sono. A comandare ce li mandiamo noi col voto e, siccome in democrazia chi comanda è la maggioranza, non è detto che la maggioranza sia nel giusto e nella ragione. Quindi un esame di coscienza sul nostro sistema di governo. Anche se qualunque forma è giusta se realizza il bene comune, come affermava Aristotele.

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  2. Mia cara….
    La filippica non serve.
    E non serve neppure guardare indietro. Avanti, si guarda avanti, questo è l’ unico segreto.
    Non esistono nazioni virtuose.
    La Germania ha fatto default 5 volte, l’Italia mai. Il motivo?
    Facciamoci una domanda. Oggi la Francia ha superato la manifattura italiana? Ma che senso ha nel mondo attuale, dove la manifattura conta assai meno dei progetti?
    L’Italia ha ancora bisogno di manifattura solo perché abbiamo operai che non sappiamo come impiegare, soprattutto per la mancanza di fondi privati.
    Abbiamo capitalisti poco propensi al rischio, università e cicli di studi pesantissimi e costosi, alla fine, dopo aver speso circa 5/700 mila euro per un laureato, lo facciamo emigrare, certo, il nepotismo, le paghe superiori, ma a nessuno passa per la testa di farsi rimborsare?
    Le nostre università sfornano eccellenze che vanno in giro per il mondo, ma se guardiamo il ranking internazionale, la prima è al 179° posto.
    Mi sono scocciato di piangenti, se qualcuno sa cosa fare alzi la mano e la smetta di scrivere invettive contro il governo di turno, perché quel governo è figlio delle invettive che hanno investito i predecessori.
    Salvini?
    Ma cosa vuoi che faccia?
    M5S applausi tra autoreferenziati e microdotati in vetrina.
    Non esistono veti politici che si vorrebbero avventurare tra i liquami di una amministrazione che tutti aborriscono ma nessuno vuole realmente cambiare.
    Meglio la Germania?
    La Francia?
    Gli Usa?
    Accomodatevi, ma restateci, tra un secolo, anche meno, forse, ne riparleremo.
    I cicli storici sono lunghi, ma l’italia è sempre stata più lunga e non è un caso.
    Oggi, per quanto piangenti, siamo il paese più ricco d’Europa, ma guarda….
    Fra poco un altro rinascimento ci porterà un un futuro dove altri arriveranno a rimorchio.
    E certamente non sarà merito di politici o capitalisti, m di pochi illuminati, come sempre.
    Un abbraccio fraterno
    Giancarlo

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    • Questo è il mio auspicio….
      In fondo se Colombo ha aperto alla modernità, e il contributo dell’ Italia per la post-modernità è stato determinante, non vedo il motivo per cambiare con un popolo che ha saputo portare mediamente lacrime e sangue, ma che vadano a Berlino, è una favola che abbiamo già letto in varie epoche….. finisce sempre : e vissero infelici e distrutti”
      Sembra una invettiva, ma è la storia , dal 9 settembre del 9 in poi (imboscata di Teutoburgo terminata dopo 3 giorni, tradimento verso l’impero e fondamenta di un epoca buia)
      Un abbraccio
      Giancarlo

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  3. Sì, tutto vero tutto giusto quello che dici, salvo che a mio modestissimo parere, Salvini è il peggio, del peggio, del peggio che potesse capitarci. Un mix di ignoranza, protervia, opportunismo, privo di qualsiasi idea che non sia quella del raggiungimento del potere. se non fosse così miserabile potrebbe addirittura diventare pericoloso per la democrazia, ma non lo penso, perché non ne ha la statura. Un fregoli della politica che a seconda di dove tira il vento si maschera da secessionista nordista, celodurista, nazional popolare. Qualche tempo fa lo descrissi così https://viaggiermeneutici.com/2016/09/17/il-bambino-scoreggione/
    Detto questo hai ragione: purtroppo non è solo eliminando lui che risolleveremo l’Italia, ma con lui andremo a fondo definitivamente

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  4. Cara e bravissima Diemme,condivido la tua analisi,logica nell’evidenziare i mali di questa nostra Italia e dei quali Salvini non può essere capro espiatorio ,come invece queste ultime arlecchinate, giravolte e contorsioni dei politicanti riesumati vorrebbero farci intendere. Penso,però, che “oltre”ci siano degli oscuri interessi economici e politici trasversali,mossi da pupari nostrani che genuflettono le marionette italiche obbedendo a diktat sovranazionali.
    Siamo un Paese libero?

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    • La mia impressione è che no, non siamo un paese libero, e chiunque vada al governo, seppure capace e ben intenzionato, avrebbe bisogno dell’appoggio di tutto il popolo italiano, ma dubito lo avrebbe. Siamo un paese separato, poco capace si sostenersi davvero e spalleggiarsi.

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  5. Quindi stando a quello che affermi Salvini non ha nessuna colpa perché il male ha le sue radici nel passato Renzia-Berlusco-Prodiano.
    Ok, ma a questo punto il voto del popolo ha come richiesta di un cambiamento promesso. Bene. E dove sono questi cambiamenti? Oltre ad una flat tax che solleverebbe i imprenditori e (sopratutto) i ricchissimi che pagano le taxe, io non vedo un grande vantaggio per noi, i semplici moribondi. Oppure ci faremmo ancora fregare (anche) tra dieci anni con le foto di Amatrice paragonate ai albergati di Lampedusa? Non per altro ma mi piacerebbe ricordare a tutti quelli che postano quelle foto accusatore che da un anno e mezzo al potere non si trova piu il PD. Ma bensi Salvini & Comp. E che toccherebbe a loro a fare qualcosa per loro.
    Eppure nessuno non si ricorda che ci era promesso del rinuncio delle accise sulla benzina.
    Del aumento dei stipendi.
    Della riduzione dei parlamentari (che il partito di Salvini non gradisce affatto).
    Quello che mi fa sorridere D, sta nel fatto che quelli che tu dici di non centrare nulla fanno di tutto a portare Veneto e Lombardia ad essere autonome…. cioè, staccarsi da Roma.
    Non contesto, PD – Forza Italia – Democrazia Cristiana o comunisti hanno fatto male. Ma da qui, a bendarsi i occhi a quello che succede nel presente mi sembra puerile. Bambinesco.

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    • Guarda Valentino, che tutti ci ricordiamo tutto, solo che non sappiamo proprio cosa fare, li abbiamo votati tutti sperando in un cambiamento che non è mai arrivato.

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    • E perché secondo te? Per la mafia? Perché ci leghiamo l’un l’altro? Per un sistema amministrativo troppo articolato che non lascia libertà a nessuno? perché siamo un popolo d’ignavi, superficiali e inciucioni?

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  6. 1) Perchè all’ italiota interessa esclusivamente NON pagare le tasse ;
    2) Perchè l’ italiota, dopo aver curato il proprio orticello, se ne strafotte del grande orto nazionale ;
    3) Perchè fra italiota e italiota alligna l’ invidia, la gelosia, la boria e il piagnisteo ;
    4) Perchè all’ italiota, al sicuro tra le comodità domestiche della propria casa, NON interessa una bella e amata ceppa se, bambini, donne e anziani migranti muoiono annegati ;
    5) Poichè infine, e concludo, il vero inno nazionale NON è Fratelli d’Italia, bensì : O FRANZA O
    SPAGNA, PURCHE’ SE MAGNA ! 😳

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  7. Come giustamente scrive qui l’ ottimo Romolo Giacani, il Salvini è il peggio, del peggio, del peggio che ci poteva capitare ! Bossiano, celodurista, secessionista, sovranista, berlusconista, cinico e opportunista … egli, tuttavia, non ci è arrivato da Saturno, o Giove … o Urano, bensì ci è arrivato dal peggio, del peggio, del peggio di noi stessi, o meglio da quegli italioti, egoisti, cinici e cerchiobbottisti, che l’ hanno votato !
    Ma penso che per lui, il gioco ( politico ) sia finito … e non mi meraviglierei per niente se – come scrive Saviano – me lo ritrovassi detenuto nelle patrie galere !

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  8. L’ Itala è allo sbando da oltre 60 anni ma questo non è per colpa di chi l’ha ricostruita ma per coloro che con la ricostruzione ha inziato a “lavorarci” sopra con le speculazioni. La politica italiana vista cosi da sola, senza preamboli ne complottismi, è scarna, priva di un sistema funzionale dei partiti. Politica italiana dissacrante e devastante per il cittadino che non ha mai avuto voce in capitolo, perchè di voci al parlamento ce ne sono fin troppe e tutte ammassate. Risultato finale l’Italia si è auto involuta.

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  9. Conosco persone che con l’opportunità del reddito di cittadinanza hanno abbandonato il lavoro per vivere sulle spalle degli italiani. La cosa mi fa rabbia non tanto per la logica alla base del sussidio, quanto perché è il secondo fine a cui si è prestato in questi tempi. Per tale ragione se l’obiettivo era quello di aiutare gente in condizioni precarie, ad usufruirne sono invece persone che dovrebbero essere mandate a lavorare a calci nel sedere.
    Sul fatto che non tutti possiamo scappare ti do ragione, perché alla fine non possiamo spopolare il Paese e qualcuno deve rimanerci. Non per morire da eroe ma piuttosto per dare un senso alla nostra Italia. E ti do ragione sul fatto che non amiamo lavorare, perché siamo più che altro convinti che dobbiamo guadagnare più dei nostri genitori facendo la metà della loro fatica. Una volta mi capitò di sapere di un giovane a cui avevano proposto di fare il cameriere il sabato. Avrebbe guadagnato 50 euro a serata, la stessa cifra che il papà gli dava come paghetta. Secondo te, sarebbe valsa la pena sudare e tornare a casa con le gambe gonfie quando, senza sforzo, ottieni la medesima cifra dal papi???
    Su una cosa dell’articolo non sono d’accordo, l’età delle mamme, troppo vecchie rispetto alla media europea. Credo che fare un figlio sia una scelta responsabile e una donna, oggi, dotata di cultura e di autodeterminazione, ha tutto il diritto di scegliere quando farli, senza sentirsi in colpa per aver deciso di superare i 30 anni rispetto ai 20 delle coetanee europee. In questo caso mi sembra più che altro una motivazione superflua, un voler controllare il nostro corpo e le nostre scelte, magari santificando chi decide di diventare mamma a 25 anni rispetto a chi invece lo fa a 30. E non mi va neanche di santificare chi vuole due – tre figli rispetto a chi ne desidera uno. Fare confronti non porta a nulla se non ad aumentare l’astio e la ritrosia verso questo particolare argomento.

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    • Il fare i figli quando si vuole non è questione di legislatura, ma di natura, e il tasso di natalità ai minimo storici non è un caso. Di tutto il resto non voglio neanche parlare, tanta tristezza, fosse per me i parassiti li estirperei dalla faccia della terra.

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  10. Mmmh …. già. ma vallo a far capire a chi, senza lavorare, si vede ricompensare da Mamma Italia, non per il lavoro fatto, bensì per il lavoro “non” fatto !

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