In politica, ovvero l’Italia che vorrei #2

Per fare un governo non servono dei tecnici, basterebbero dei contadini. I contadini infatti ben sanno che, per far crescere bene la pianta, per prima cosa bisogna eliminare i parassiti!

***

Mia figlia continua a sostenere che mi vedrebbe bene in politica (di cui non mi sono mai occupata), ma anche altri sostengono che io le capacità le avrei eccome, e potrei fare del bene alla nazione. Ripropongo dunque il mio manifesto elettorale (vabbè, le elezioni ci sono appena state, sarà per le prossime 😉 ). Quali altri problemi vivete e vorreste fossero affrontati e come? Indicatemeli, e discutiamone insieme.

Ci tengo comunque a chiarire varie cose: quello che vorrei è una cosa, quello che poi sarebbe oggettivamente possibile fare con i vincoli esistenti probabilmente si discosterebbe, ma credo sia comunque bene stabilire dei principi quantomeno a cui tendere.

Quello di cui non ho parlato nel post precedente e che invece è un argomento che ho molto a cuore, è l’ambiente: un ambiente sano, in cui la salute delle persone non sia minacciata, è sicuramente ciò cui mi dedicherei in maniera prioritaria. Pure al numero uno della mia agenda sarebbe la Sanità Pubblica: tutto il resto è meno importante perché, qualunque sia la vita che vogliamo vivere, essere vivi è decisamente la conditio sine qua non.

L’attenzione all’ambiente e alla salute dei cittadini, comporterebbe pure un controllo ulteriore e prioritario dei prodotti importati (traduzioni: basta pomodori cinesi sulle nostre tavole, laddove i nostri bei pomodori maturati al sole finiscono nelle discariche).

Mens sana in corpore sano, questo aspettatevi sia il mio impegno al governo: salute, istruzione, e poi il lavoro verrà da sè (vabbè, proprio da sé no, ma ci siamo capiti).

 

 

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22 thoughts on “In politica, ovvero l’Italia che vorrei #2

    • La posizione sull’aborto è una di quelle politically correct. L’uomo non si permette, la donna deve fare la femminista. Pochi hanno letto la legge 194 che non proclama nessun diritto per la donna, depenalizza l’aborto a certe condizioni: se non lo fai in ospedale puoi andare in galera. Poi non succede perché figurati… Teoricamente le varie pillole abortive non rispettano la legge, ma tant’è. Ironia: la legge dichiara che tutela la maternità e lo stato si impegna a superare gli ostacoli che la donna incontra, poi apriti cielo! Se qualcuno ci prova. Guai a parlare di biologia, diventano tutti sordi e se ci sentono torna il ritornello del diritto delle donne.

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    • E’ esattamente così, e le donne che ritengono l’aborto un diritto commettono un atto di autolesionismo senza uguali, oltre a contribuire alla deresponsabilizzazione dell’uomo. Qualora davvero io mi trovassi nella condizione di fare qualcosa, promuoverei ogni forma di prevenzione prima e di tutela della maternità dopo: una donna che vuole un figlio deve poterlo avere. Che poi gli stessi (le stesse…) che parlano di aborto come diritto delle donne sono le prime persone a volerlo far passare come estremo atto di disperazione: come dire, c’è qualquadra che non cosa!

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  1. Chiedi e ti verrà dato…..
    Non funziona così. Anche se oggi ci governano in modo fantasioso. Poi ricorrono al rosario, con la speranza che avvenga il miracolo, miracolo che puntualmente accade, visto che l’Italia non è ancora finita in deafault….
    Tu quoque?
    Lasci perdere le richieste e le promesse.
    Non so cosa darei per sentire un Churchill italiano dire: vi offro sangue sudore e lacrime, ma ne verremo fuori tutti e tutti insieme.
    Dove tutti significa “in modo democratico”.
    O partecipiAmo tutti, o sarà sempre una mezza democrazia, con un popolo in serie A ed un altro in serie B.
    Comunque, se ti presenti hai buone possibilità, visto che almeno sai ragionare, cosa non scontata in politica. ( o meglio cosa bandita, sostituita da slogan elettorali continui).
    In bocca al.lupo, comunque vada…..
    Un abbraccio
    Giancarlo

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    • Beh, io credo che la frase nell’immagine scelta e la didascalia apposta dimostrino chiaramente il mio pensiero in proposito: ci dobbiamo rimboccare le maniche e lavorare tutti, niente parassiti, niente soldi calati dall’alto. Anche il sostegno della maternità lo intendo come servizi e non come denaro contante, e per i poveri farei la stessa cosa: tetto e pasto caldo garantito, assistenza in un percorso di inserimento sociale, soldi mai.

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  2. Credo che ora come ora sia quasi impossibile influire realmente sulla realtà del paese, troppi vincoli, troppi poteri interni ed esterni, economici, mediatici, istituzionali, clericali; poteri occulti e palesi che vanificano la sovranità popolare e nazionale. “Carte”, leggi e trattati intangibili e inviolabili: per me tempo perso, il sistema è inemendabile, occorrerebbe azzerare tutto e i miliziani dello status quo non lo consentono e non lo consentirebbero. Io, scherzando, ma neppure tanto, dico che ci vorrebbe l’atterraggio degli alieni per sperare in un mutamento delle cose nel mondo.. altrimenti bisogna farsi gli affari propri il più possibile, cercando di galleggiare, di non farsi travolgere dal macchinario che tende a stritolare, togliendo libertà, condizionando e inquinando le menti. E’ certo triste vedere come l’uomo non sia stato capace, con tutta la sua intelligenza, a organizzare (o conservare, se questa condizione nel passato è stata talvolta raggiunta o avvicinata) per sé una vita decente, meritevole di essere vissuta, che dia orgoglio di esserci, di far parte di una comunità.

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    • Sai cosa avrebbe risposto alle tue -corrette- osservazioni il buon Giuseppe Valerio? “E allora che vogliamo fare, riprenderci i giocattoletti nostri e andare a casa?”. (In questo caso, anziché “a casa” ci starebbe bene “all’estero”, ndr). Io ho premesso che altro è quello che uno vorrebbe fare, altro è quello che, una volta al governo, sarebbe effettivamente possibile fare, ma quantomeno bisogna delineare uno scenario “a tendere”.

      Il male dell’Italia, purtroppo, temo siano proprio gli italiani, perché se veramente fossimo un popolo onesto e coeso e pronto a rimboccarsi le maniche, non ci sarebbero leggi, leggine, mafie e impastoiamenti vari che terrebbero.

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  3. Sacrosante verità, mio buon @Aquilanonvedente, quelle che qui proferisci circa un buon governo, un ambiente sano in cui vivere serenamente, una sanità che aiuti veramente chi più abbia bisogno di esser curato …. e una Politica Alta e non quella bassa politica attuale, che si regge sulla cialtroneria del Salvini e sul nullafacismo dell’ incolore Di Maio !
    Non avessi il cuore spezzato, e da pensare, ora, solo a far crescere bene quei due nipotini orfani della loro mamma, mi rallegrerei e, sine dubio aliquo, ti voterei non solo alle prossime elezioni, ma sino alla fine del tempo !
    Da te … trovo ristoro alle mie pene, da te ri-trovo la gioia di far funzionare come si deve il cervello … e da te, infine, si rafforza in me l’ intenzione a far prevalere l’ ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione !

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  4. Ahimè … credevo di rispondere ad un post del nostro amico @Aquilanonvedente, ed invece qui trattasi di un post dell’ ottima @Diemme :ebbene, non cambio una virgola su ciò che ho scritto prima !

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  5. Infatti … errore mio fu chiamarlo in causa !
    Ma poi, accortomi che eri stata Tu a scrivere questo interessante post, mi sono affrettato a confermare la piena fiducia in te, sia come amica impagabile, sia come politica accorta, da eleggere subito !

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  6. Non penso che solo un popolo sia pigro e disonesto. L’uomo in generale ha in sé luci ed ombre, è corruttibile, è capace di compiere un atto generoso ma anche la peggiore nefandezza. Ognuno rincorre il proprio tornaconto. Forse proprio ammettendo i nostri limiti, potremmo imparare a tirare fuori qualcosa di buono. Siamo però in una società nella quale si premia la mediocrità, tutti possono fare tutto, è lì invece sta il limite. Credo occorrerebbe partire dalla cultura, dall’istruzione, dalla scuola. Non basta “la pratica, ci vuole anche la grammatica”, l’educazione al rispetto, ai sentimenti. Per il discorso legge o non legge sull’aborto, certamente occorrerebbe una maggiore tutela della maternità, ma attenzione, tutelare non deve voler dire scegliere per una donna. Non c’è cosa peggiore di chi crede che qualcuno non sia in grado di scegliere per sé.

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    • Non sono de’accordissimo, perché spesso le persone non sono in grado di decidere per se stesse e prendono pessime decisioni. Direi piuttosto che la cosa peggiore è ritenere di essere in grado di scegliere per qualcun altro, ma questo è più il caso della madre che decide per il bambino piuttosto che del legislatore che si pronuncia pro o contro l’aborto.

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    • Allora sono d’accordo, nel mondo politico ci sono troppe persone che prendono pessime decisioni poiché non preparate… ma la cosa si riflette sulla collettività. Ahi ahi ahi! Argomento aborto è troppo delicato perché io lo riduca qui in poche mie righe, non voglio urtare la sensibilità di nessuno. Diciamo che ne parlano tutti troppo a sproposito, non considerando che vanno valutate condizioni, fatti, persone e soprattutto che una donna non è semplicemente un contenitore, una camera gestazione. Nella vita di una persona non si può entrare con la forza della propria fede religiosa, perché la fede è un cammino personale e non una condizione di fatto per qualcun altro.

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    • Essere favorevoli o meno all’aborto non è una questione legata alla fede. La vita che una donna porta in grembo è vita indipendentemente dal credo o non credo delle persone: se una persona ha tutte le possibilità di usare mezzi contraccettivi prima(e già qui mi allontano dalla Chiesa, che in nessun modo è un mio punto di riferimento), se ha ogni tipo di sostegno e tutela della maternità poi (tutela del posto di lavoro, asilo nido, assistenza economica), se ha persino la possibilità di partorire in totale aninimato e dare il figlio in adozione, la necessità di abortire mi sembra veramente tendere a zero.

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    • Spesso è anche legata alla fede. È vero, con i “se” che hai individuato, una donna potrebbe scegliere di non abortire. Ci vorrebbe poi una società perfetta nella quale tutti i servizi funzionano. Sono però solo alcuni dei fattori che possono aiutare o meno a decidere. Poi c’è un mondo interiore, la storia personale, traumi, paure, insicurezze, ecc ecc, che influiscono in un modo o nell’altro. Lo scrivo con grande rispetto della vita e delle opinioni di tutti. Grazie per questo scambio di riflessioni.

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    • Per tutto quello che tu scrivi c’è bisogno non di leggi, ma di una diversa cultura della vita.

      Grazie a te, ogni scambio è un arricchimento! 🙂

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