Il suprematismo bianco (o di qualsiasi altro colore)

musulmani in preghiera, foto di repertorio, dal web

 

Due giorni fa, alle 13.45 del venerdì della preghiera un suprematista bianco, tale Brenton Tarrant, australiano di 28 anni, è entrato nella moschea di Al Noor a Christchurch, in Nuova Zelanda, e ha aperto il fuoco con la sua arma automatica uccidendo 41 persone. Poco dopo un altro attacco, stavolta alla moschea di Linwoood a pochi chilometri più in là: altri sette morti, mentre i feriti in entrambe le sparatorie ammontano a decine.

L’attentatore si filma, pubblica il filmato, è esaltato, nella sua macchina ha uno scritto, mi pare intitolato “The replacement”, in cui è descritto quello che si appresta a fare.

Fin qui, purtroppo, nulla di nuovo, il copione di certe notizie, degli attentanti intendo, è quasi tristemente sempre lo stesso, e ammetto che generalmente è proprio il terrorismo islamico a firmare questi attentati di cui ci arrivano in continuazione annunci dai nostri media, come islamiche sono le vittime di questi due attentati.

Vittime innocenti.

Vittime innocenti, per quanto ne sappiamo, e questo va ribadito, perché ho letto in rete dei commenti orribili, raccapriccianti, agghiaccianti. Molta gente, sedicente civile, sedicente umana, sedicente appartenente a una cultura più illuminata e rispettosa dei diritti umani, ha commentato l’accaduto con un “ben gli sta”, come se questa gente riunita in preghiera fosse la stessa che va in giro a compiere attentati. Qualsiasi tentativo di ridurre alla ragione questi che definirei “suprematisti bianchi in erba” è risultato vano; io, e quelli che la pensavano come me, “non capivamo”, eravamo “ciechi buonisti pronti a farci invadere,” non sapevamo che “le moschee sono centri di addestramento del terrorismo”, e meno male che ci sono loro che sanno tutto, informati direttamente dalla CIA di tutti gli intrighi internazionali.

Io piango quelli vittime, piango quelle vittime innocenti massacrate mentre erano raccolte in preghiera. Sono ebrea, figlia di un popolo attaccato da sempre dai paesi arabi, vittima continua del loro terrorismo. Ho pianto figli del mio popolo sgozzati nel sonno nelle proprie case da mano palestinese, trucidati all’interno delle sinagoghe mentre pregavano, o in discoteva mentre ballavano, o mentre si sposavano, etc. etc. etc, ma questo non fa di me un’islamofoba, e spero di rimanere sempre cosciente della differenza tra colpevole e innocente, spero di riuscire sempre a salvarmi dalla tentazione della colpa collettiva, di giudicare sempre gli altri per le proprie personali responsabilità e non per quelle di qualcun altro che appartiene alla stessa nazione, o alla stessa etnia, o che professa la stessa religione: il diritto dell’innocente viene prima, e la vera civiltà è quella che rispetta il diritto di questo innocente, qualunque sia la sua religione, la sua provenienza, il colore della sua pelle, persino chiunque siano suo padre e sua madre.

Io oggi piango le vittime dei due attentati, presumendole innocenti, ma ancora di più piango la fine dell’umanità, del discernimento e della civiltà in menti accecate dal pregiudizio e dall’incapacità di giudizio equilbrato e oggettivo.

Piango perché l’essere umano è troppo spesso razzista, perché non riesce ad esimersi dal giudicare per categorie, perché la sua mente è incapace di analisi, e apre il fuoco contro quello che è promosso nemico di turno con gli occhi chiusi, il cuore chiuso, la mente chiusa, l’anima assente.

PS: che poi, come fa giustamente notare il signor Smith, in Nuova Zelanda sono proprio i bianchi gli invasori!

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28 thoughts on “Il suprematismo bianco (o di qualsiasi altro colore)

  1. Il bisogno di odiare un nemico per plasmare un “idem sentire” , ha occupato la scena politica dalla notte dei tempi. Nel mondo Islamico questa caratteristica è ancora molto accentuata ( come succedeva in Europa alla fine del medio evo).
    Credo che la ragione del suprematismo, o di una certa Islamofobia, affondi le radici in epoche lontane, e pur il migliore dei “buonisti”, dovrà riconoscere al mondo Islamico un modo di condurre l’esistenza anacronistico e tal volta violento, tuttavia anche un razzista deve sapere che l’odio porta solo a distruggere, mai ad edificare.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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    • Neanch’io amo il mondo islamico, ma finché uno rispetta il prossimo per me può condurre la vita che crede. Spero che prima o poi il mondo islamico conosca quello che per noi è stato l’illuminismo e il superamento dell’oscurantismo medioevale e non solo. Nel frattempo, uccidere – o infischiarsene che venga ucciso -il negoziante egiziano qui sotto perché in Iran o in qualche altro paese islamico hanno impiccato un gay, o acidificato una donna, o sgozzato un infedele, mi sembra assolutamente fuori di testa. Cioè, non mi sembra, lo è.

      Ricambio l’abbraccio, buon inizio settimana!

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  2. Sai mi sono fatta una mia idea su queste cose, non penso nemmeno si tratti di razzismo, penso che quella sia gente malata, che cerca attenzione, che nella vita normale non è capace di attirare perché manca di personalità e di carattere e che l’unico mezzo per imporsi che trova sia la violenza, in questo caso sono stati gli islamici, ma se non erano quelli potevano essere le persone di colore diverso, o chi gli aveva rubato il parcheggio o chi l’aveva guardato male o qualsiasi altra cosa.
    Purtroppo per questa gente, senza carattere, senza dignità e senza intelligenza l’unico mezzo per prevalere e avere il proprio attimo di supremazia e di gloria e la violenza, lo vediamo quasi ogni giorno anche con femminicidi!

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  3. Ho letto due volte il tuo post. Profondo e forte con un grido ancora più alto. L’umanità basa da secoli la propria crescita sul chiudere nel proprio orticello la superiorità culturale quando poi a sprazzi realizza che l’unica verità è il conoscere altre culture scambiare ciò che di meglio ognuno ha da dare e far crescere se stessi e l’altro. Non lo capiranno i suprematisti bianchi chiusi nel loro bozzolo di ignoranza come non lo capiscono tanti che basano la loro forza proprio nell’addossare i propri mali verso lo sconosciuto e spingono gli altri a fare lo stesso. Così da secoli

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  4. Stavo facendo riflessioni simili. Ci aggiungevo un dettaglio forse stupido. Quelle riprese così simili ad un videogioco, pubblicate sui social con la stessa leggerezza di un filmato di una ricetta di una torta. Mi fa rabbrividire il livello di poca umanità manifestato da molti, troppi.
    Spero di mantenere coerenza

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  5. Esaltare e valorizzare le diversità, perché così, rimanendo su piani diversi, diventa impossibile parlare di superiorità e di suprematismo. Sugli effetti che poi alcune religioni hanno sulle persone e sui loro comportamenti, credo già di essermi in passato espresso… la loro pericolosità soprattutto si manifesta quando taluni individui o gruppi le prendono come pretesto per espandere la loro influenza, per conquistare, per soddisfare la loro voglia di potere.

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    • Non è la religione, ma il fanatismo religioso il problema. La religione predica l’amore per il prossimo, il fanatismo l’imposizione delle proprie regole. Che poi, come giustamente hai ribadito, il fanatismo è spesso solo un pretesto per prevaricare e dare una sorta di legittimazione alla propria sete di potere.

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  6. Questi sono folli…pericolosamente folli…che vengono seguiti da invasati folli.
    E questa follia è pericolosa.
    Comunque ha ottenuto ciò che desiderava.
    L’attenzione del mondo. Web o non web.

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  7. quando è successo questo episodio ho pensato che è vero che l’odio genera l’odio ed è proprio una guerra tra poveri, individui in cerca di attenzione per riscattare delle esistenze mediocri o ritenute tali… che tristezza, piango anche io per quegli innocenti…

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    • Al di là del.la guerra tra poveri, è sconvolgente che la gente riesca a ragionare spesso solo in termini di categorie, mettendo acriticamente – e disumanamente – in un unico calderone innocenti e colpevoli

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    • certo… ma dare la colpa a tutti è il miglior modo per non pensare… e trovare un facile capro espiatorio per situazioni molto più articolate… come è stato d’altro canto nel caso per le persecuzioni verso gli ebrei…

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