Il caciocavallo (by Rita La Rosa)

“The Favorite” by Georgios Iakovidis

***

Cari amici, eccomi dopo lungo silenzio con una chicca per voi. Una mia amica ha simpaticamente raccolto il guanto della sfida lanciato anni fa su chi si sarebbe voluto cimentare in un’ode al caciocavallo, e ne sono usciti questi versi di una dolcezza unica. Io, pur non conoscendo il dialetto siculo (ah, quanto vorrei che Arthur fosse qui con noi!), leggendoli mi sono commossa, e comunque sotto c’è la traduzione in italiano. L’autrice ci prega, nel caso dovessimo copiare la poesia altrove, di riportare, oltre ovviamente al suo nome, anche la dedica al nonno e alla mamma, che del componimento desidera costituisca parte inscindibile.

U Cascavaddu, u vinu di Vittoria e a nustalgia

Eru ‘na picciridda e m’ piaciva
U nonnu mu civava pianu pianu
A vucca mia, ricordo, ca ririva
Mangiannu tuttu u pezzu sanu sanu

Ma Matre, mu civava cu lu pani
chiddu d’casa ch’m’ piaciva assai
Rraffavu su furmaggiu cu li mani
U pani, nonsi, un nnu mangiavu mai

U cascavaddu bbonu e sapuritu
M’ lassava a vucca assai salata
Eru ‘na criaturedda e cu lu dito
Rrattavu a ma lingua arrutuliata

U nonnu che assai bbene m’ vuliva
Senza cha Mamà virisse ch’ faciva
Dicennu “ma nipute è comu ammia”
Co vinu di Vittoria mallinchiva

Do bummulu u mittiva intru u bcchere
“Nanticchia – m’ diciva – sciatu miu “
“Un t’ fare viriri, girate i darrere
Ca Mamà tua ci penzu ggiustu iu”

Sentu a nustalgia do passatu
Eru ‘na criaturedda sapurita
Co cascavaddu in manu e fra li dita
Sentìa ca ‘mavivu arricriatu

di Rita La Rosa – 17 febbraio 2019

In ricordo di mio Nonno Vincenzo Coco (detto Nonno Cecè) e di mia Mamma Pina e delle mie vacanze marine a Gela

Traduzione

Il Caciocavallo il vino di Vittoria e la nostalgia

Ero una bambina e mi piaceva
Il Nonno mi imboccava piano piano
La mia bocca ricordo che rideva
Mangiando tutto un pezzo intero

Mia Mamma me lo dava con il pane
Quello di casa che mi piaceva molto
Arraffavo quel formaggio con le mani
E il pane, nossignore, non lo mangiavo mai

Il Caciocavallo buono e saporito
Mi lasciava la bocca molto salata
Ero una bambina e con il dito
Mi grattavo la lingua arrotolata

Il Nonno che mi voleva tanto bene
Senza che Mamma vedesse che faceva
Dicendo “Mia nipote è come me”
Col vino di Vittoria mi riempiva

Dall’orcio lo metteva nel bicchiere
“Poco – mi diceva – fiato mio”
“Non ti fare vedere, girati di schiena
Che a Mamma tua ci penso giusto io”

Sento una nostalgia del passato
Ero una bambina graziosa
Con il Caciocavallo in mano e fra le dita
Sentivo che mi ero ricreata.

Di Rita La Rosa – 17 febbraio 2019

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36 thoughts on “Il caciocavallo (by Rita La Rosa)

  1. Chiedo venia ai Siciliani DOC. Ho sangue siculo ma non parlo il Siciliano pur comprendendolo. Di sicuro ci sono errori lessicali e, mi accorgo, qualche apostrofo mancante. Non badateci: l’ho scritta di getto e con il cuore. Un bacio gigante alla mia bellissima Sicilia 💖

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    • Immensamente tenera , davvero bella, “u principi picciriddu” ( Arthur) si sarebbe commosso.
      La Sicilia, il nonno, i sapori della vostra terra, mi hanno ricordato tante cose, grazie Rita.
      Carissima Diemme i tuoi amici hanno una marcia in più…

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  2. Din …don …DIN … DOOON !
    Macchebbuono ‘sto caciocavallo
    …. gnam gnam gnam … gnam
    lo maggnjeno perfino in Vietnam,
    e se lo bbeccaa l’ alba puro er gallo !
    Cheppoi si cjà la lacrima nei bbuci,
    io me lo maggnjamo zitto e senza incjuci,
    porposo, vigoroso …. e ammazza zecche,
    me lo porto ‘n saccoccjia … ne le steppe !
    A chi me dice, a l’ ombra der cipresso :
    “A Cavaljè … ma nun sarà ‘n po’ troppo
    ‘sto formaggiotto che te porti appresso” ???
    Io jè risponno che ‘r cacjocavallo
    pjace financo ar mio bardo cavallo !!! 😀

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    • Io lo capisco il tuo protagonismo
      (e chiamarlo così è un eufemismo),
      ma dico, pure per cavalleria,
      vuoi dirlo brava a quest’amica mia?

      Insomma ha scritto versi belli assai,
      ma un complimento tu non glielo fai?
      O cavaliere, cavaliere errante,
      su questo blog ne abbiam passate tante,

      e a me è toccato spesso rampognarti,
      ma insomma, prima o poi vorrai adeguarti?
      Ho pubblicato un post, o Bruno bello,
      se commenti, devi commentar quello! 👿

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  3. Protagonismo … iooooo ??? 😳
    Naaaaaa ….
    Anche se, e qui ti do ragione, non ho detto BRAVA alla tua amica caciocavallofila !
    Lo faccio ora : BBRAAAAAVAAAAA Rita, la tua è un’ ode bellissima, e che apprezzo tantissimo, sia perchè sono amante della Sicilia …. sia perchè adoro il caciocavallo, anche se le sue origini, più che siciliane, sono calabresi ! 😀

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    • Caro Cavaliereerrante, grazie infinite! A proposito della nascita del Caciocavallo, lessi, su Wikipedia, che ha origini Turche e Balcaniche (Kashcaval) e, addirittura, potrebbe, il nome, derivare dalla parola Kasher (puro, adatto. Secondo i dettami della religione ebraica). Veniva chiamato Formaggio degli Ebrei e pare siano stati loro, dalla Spagna, a portarlo in Turchia e Balcani. Di conseguenza arrivò anche nel nostro bellissimo Sud Italia. Che importanza ha da dove giunge? È di sicuro buono e “appartiene al Regno delle due Sicilie” 😂👍
      Grazie ancora e…anche la Calabria è stupenda e la conosco bene 🥰
      Buona giornata Rita

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    • Silvia grazie assai 🥰 scrivendola di getto mi sono emozionata anche io molto.
      E rileggendola mi scende la lacrima!
      Nostalgia…tanta nostalgia!
      In siciliano si dice
      “Beddi tempi ma’rricordu”
      Poi Nonno non c’è più e Mamma l’ho persa nel 2017…e il mio adorato Papà nel 2013.
      Puoi immaginare 🥺
      Grazie ancora di cuore ❣ e un saluto!

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  4. Thank You, my darling Rita … e grazie alla riottosa e pugnace Diemme che, abbenchè ancora, Isuppose, con la gambetta “che la bbutta ‘n farso” 😳 , non si perita, nè si risparmia, di attivarsi nel suo ( e negli altri ) blog, facendoci conoscere qui una brava lettrice/commentatrice come te !!! 😀
    Il caciocavallo ???
    Concordo con te, Rita : che ci frega donde venga ???
    Mangiandolo ben stagionato e con la lacrima, il caciocavallo è una delizia che ci anticipa, già qui sulla terra, le eteree e gustose gioie del Paradiso !
    😀
    °°°

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    • Cavaliereerrante 😂😂😂😂👍 u’ cascavaddu c’piace assaissimo a nuavtri!
      Bbonu e gustusissimu 😂😂
      D’unna vene vene u mangiammu u’stessu 😜👍

      Piace a 1 persona

    • Non dimenticare che ho già scritto un’ode alla Nutella e un’ode alla pastasciutta! L’ode alla Nutella è sicuramente nel mio libro, l’ode alla pastasciutta non ricordo…

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  5. E qui, ti devo confessare che, avendo io prestato il tuo libro ( quello delle tue poesie intendo, che, gentilmente, mi avevi fatto avere “gratuitamente” direttamente a casa mia ) a persone di cui ho dimenticato il nome e non avendomelo costoro restituito ( … tacci loro ), oggi come oggi non solo NON posso commentare le tue splendide poesie, ma neppure posso conoscere le due odi da te qui sopra ricordate ! 😥
    Onde per cui, se me ne farai ri-avere ( ma questa volta pagando io le spese … ),potrò tornare a commentare i tuoi versi, e magari a risponderti da par mio ! 😀

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    • Lezione di vita numero 1: i libri a cui teniamo non si prestano. Lezione nr. 2: nel caso lo prestassimo dovrebbe essere a persona talmente cara e fidata da convincerci a venire meno alla lezione nr. 1, quindi ritengo gravissimo il fatto che tu non solo l’abbia ceduto, ma che non ricordi neanche a chi! Mal te ne incolse, perché quel libro è oramai introvabile, e chi ne ha una copia se la tiene stretta. A una celebrazione in onore di Giuseppe, in cui sono stata chiamata a recitare le mie poesie – e modestamente, ricevendo calorosa ed entusiastica accoglienza – non ho potuto accontentare nessuno di coloro che me ne hanno chiesto una copia, a qualsiasi prezzo. Peraltro è stata una pubblicazione privata, quindi a tiratura limitata, che non ha mai avuto un prezzo e che ho voluto regalare agli amici più cari: grosso errore averlo dato via! Big, big mistake, huge!

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  6. Ahimè … forse lo “prestai” ad una delle mie due figlie ( e sperèm che sia così … ), e, in questo caso, forse lo potrò recuperare !

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  7. OK …. my little darling : I’ll tell to you as soon as I can ! 😀
    PS : do you think it’s a strange thing that @Eagleblind don’t take part at this interesting topic about the @Rita’s Caciocavallo ??? 😳

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    • M’staiu futtennu i rrisate (mi sto massacrando dalle risate 😂😂😂)
      Bacio @Diemme e abbraccio a @Cavaliereerrante 👍🏻🥰🤗

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    • Bene bene, sembra di essere tornati ai vecchi tempi, quando di risate qui ce ne facevamo tante! Sono contenta che ti trovi bene con noi ❤

      PS: ogni tanto io e il cavaliere ci accapigliamo pure, dovesse succedere non ti spaventare, è il nostro modo di comunicare, non intacca l’amicizia e l’affetto!

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  8. Ah ah ah ah … 😆 😆 😆 c’ è niente di più sfizioso che prendere a ombrellate in testa, ovviamente quando se lo merita, la sora Diemme ??? 😀

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    • Il fusto del mio ombrello è di diamante,
      e di ombrellate te ne do proprio tante,
      frantumo l’elmo tuo che è un ferro vecchio
      e per cappello io ti ci metto un secchio!

      E poi, tu che ti chiami cavaliere,
      vai in giro a minacciare le donzelle?
      E sarebbero queste le maniere
      di rapportarsi a nobili pulzelle?

      Vade retro, o cavaliere e vate,
      che qui tu hai incontrato una virago,
      e quando prendereai le randellate,
      più che reagire, conviene che fai il vago!

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  9. Bbella Diemme … io t’ aspettavo a valle
    affinchè Tu, amica mia der core,
    me portassi un bber cacjocabballe
    perchè me lo maggnjassi con amore ! 😀

    Ma so’ che sei golosa, o bbella mia,
    e ad aspettà quaggjù me so’ stufato !
    Pe’ cui te aridomanno : a me scacjato
    me lo dai o te lo sei pappato pe’ la via ??? 😳

    Qui due so’ le opzjoni … tertium nun datur :
    in prima e antonja … me amì o cjumachella,
    e de cacjo me ne porti ‘na scodella ???
    Oppuro no, da te isso est maggnjatur !!! 😥

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  10. Ed anche questo giorno festivo … se ne va, coi suoi rimpianti, con le sue illusioni, con le persone che non volevamo vedere, almeno oggi, e con quelle che, invece, volevamo vedere oggi e sempre, con i suoi cialtroni che non si perdono mai, e coi suoi Eroi che, al contrario, si sono perduti e si perdono ( … ma non nel nostro cuore ), coi nostri sogni, coi nostri ricordi, con i suoni graditi,delicati e coi rumori sgradevoli, invasivi …. Si è un altro giorno che se va, portandosi dietro, inesorabilmente, un pezzo di noi ! 😦
    Tristezza,mia cara Diemme …. fatica del vivere eTRISTEZZA ! 😥
    °°°

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    • Mia madre citava sempre questo specie di proverbio/filascrocca: “pazienza vita mia se pati pena, andrà per quando hai fatto vita bòna: se vita bòna nun l’hai fatta mai, pazienza vita mia, che la farai!”.

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