Vivere senza ali

Ho quasi sessant’anni, e ancora mi pesa quello che mi hanno fatto i miei. In teoria sono d’accordo sul fatto che, qualunque cosa i genitori facciano, una volta che siamo cresciuti e siamo fuori diventiamo padroni della nostra vita, sull’altro fronte però sono perfettamente conscia dei segni indelebili che lasciano.

Io ancora tremo quando sento qualcuno agire “per il bene” di qualcun altro, è quasi certo che quando pronuncia queste parole lo sta prevaricando, scavalcando, facendo qualcosa che sa non essergli gradito, che rifiuterebbe se lo sapesse, e praticamente sta negando che sia in grado d’intendere e di volere e di decidere per se stesso.

Alcuni genitori, “per il bene” dei figli, li costringono a studi in cui non esprimono la propria personalità e il proprio talento, semplicemente perché pensano che siano più rivendibili sul mercato, o perché permetteranno loro di seguire i passi di un genitore che magari non hanno alcuna voglia di emulare.

“Per il bene” dei figli i genitori impongono amori o li ostacolano, per non parlare poi i genitori di figli gay che magari costringono i figli a isolamento e cure psichiatriche, sempre rigorosamente “per il loro bene”.

Guardavo giorni fa un filmato su una ragazza del sud “disonorata”, e pertanto cacciata dai genitori, e penso alle ragazze costrette dai genitori ad abortire, o a restare con un uomo inadeguato, magari violento, sempre in nome dell’ “onore”.

Non sono sicurissima che i tempi siano cambiati, non per tutti almeno, e comunque io sono figlia di questo tipo di genitori, un gabbiano costretto a vivere senz’ali.

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39 thoughts on “Vivere senza ali

    • E a volte non solo i genitori, a volte persino i vicini di casa, per non parlare di amici e parenti, decidono, ad esempio, quello che devi sapere o non sapere “per il tuo bene”. 😦

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    • Hai detto bene, insanabili. Poi uno cresce, diventa genitore e anche nonno e bisnonno, ma quel bambino insanabilmente ferito continua a singhiozzare in un angolo del cuore.

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  1. Sbagliano a fin di bene. Questo non riduce l’impatto dello sbaglio, ma solo la loro colpevolezza.
    Per le scelte a fin di bene fatte dai miei, ho scelto di non avere figli.
    Forse l’impatto è stato troppo devastante, ma mi hanno segnata senza volerlo, così.

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    • Spesso la risposta è anche questa, non fare figli per il terrore di farli soffrire quello che abbiamo sofferto noi, e questo proprio perché riconosciamo la buona fede dei nostri genitori, quindi può sembrare un impegno non onorabile quello di essere diversi. A volte invece si decide di non fare figli perché, senza ali, non riusciamo a crescere e non diventiamo mai davvero adulti.

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  2. Per il loro bene abbiamo sconvolto e decimato intere popolazioni.
    Il bene dei benpensanti non è il bene universale, così come la legge del Signore non è la legge degli uomini.
    Tra genitori e figli il conflitto è sacro, proprio perché i figli DEVONO ribellarsi, o finirà il progredire della terra.
    Un abbraccio. Shalom
    Giancarlo

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  3. Anch’io ho seguito l’esempio di Giuliana. A18 anni ero già fuori di casa e mi mantenevo da sola. I miei hanno fatto quello che potevano fare, di più non era possibile. La famiglia era numerosa (5 figlie) e quindi bisognava darsi da fare.

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    • Anche la mia di famiglia aveva bisogno, ma non è stato quello il problema. I problema è stata la mancanza di rispetto totale, altro che ali tarpate, sono state amputate lasciando la ferita infetta! Tra violenza fisica, psicologia e prevaricazione, unite poi ai problemi oggettivi, la situazione è stata veramente dura, e per me insuperabile.

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    • Quasi sempre. Alla base di certe prese di posizione c’è l’arroganza di obbligare a vivere un altro la vita che noi abbiamo deciso, un abuso inconcepibile!

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  4. Non è facile essere dei buoni genitori, tanto bravi da volere il vero bene dei figli e permettere che facciano esperienze da soli, rispettare le loro scelte di vita, lasciare andare, lasciare che sbaglino e magari sbattano (piano) contro il muro per poi crescere meglio. Penso sia molto difficile per dei genitori.
    Però…
    permettere tutto quanto detto sopra a un 18enne che è ancora immaturo e che si lascia trascinare da coetanei balordi…beh, meglio avere genitori antichi e soffocanti almeno finchè non si è capaci di camminare davvero da soli.

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    • Sono d’accordo con te, però non intendevo propriamente questo, non intendevo i normali errori dei genitori iperprotettivi, ma un abuso della propra posizione, un annientamento di desideri e inclinazioni del figlio, cosa che non ha mai portato nulla di buono a nessuno.

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  5. Da molti anni vivo lontano dai miei quindi la lontananza ha mitigato moltissimo se non addirittura stemperato completamente il rapporto basato sul “è per il tuo bene”. Infatti per il mio bene me ne sono andato di casa nel 2001 altrimenti sarei ancor costretto a subire situazioni molto molto inutili.

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  6. Sì, in effetti il carattere e le aspirazioni dei genitori possono condizionare il futuro dei figli, come tante altre cose, come le scuole frequentate, l’ambiente, le amicizie, le conoscenze.
    Il condizionamento è parte della nostra vita… che poi qualcuno dica di agire per il nostro bene o, non richiesto, ci dia consigli o ci critichi, può essere sintomo che non ci considera all’altezza della situazione o quantomento non troppo attivi, decisi… oppure anche può rispondere all’esigenza di queste persone di apparire utili o di sfoggiare (o millantare) superiori qualità o attitudini.
    Purtroppo il tempo difficilmente ci consentirà di rimediare alle scelte sbagliate o comunque a trasformarci in qualcosa di diverso da quello che tutto ciò che avevamo intorno ci ha portato ad essere. A me è capitato recentemente di chiedermi: ma che ci faccio io qua? come se mi sentissi fuori posto, come “personaggio”, come luogo, come situazione reale.
    Ci si guarda da fuori e si capisce di non essere qualcosa che corrisponderebbe meglio a quelle che sono le nostre aspirazioni o che erano le nostre aspirazioni.
    E va be’, il tempo passa e porterà via anche i nostri sospiri.. Con ciò, Buon 2019.. e non dimentichiamo che anche i nostri politici sono dalla parte del bene ed operano per esso: tutti unanimemente agiscono “per il bene del Paese”.
    Non scordiamo quindi di rivolgere in questa occasione un pensiero grato e riconoscente anche a loro.. 😉

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  7. Tu mi dicesti sì, mia beneamata Diemme …. mi dicesti SIIIIIIII, e Roma era candida, tutta pulita e lucida, ma una Roma così noi NON la vedemmo più !!!
    😦

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    • Roma è nuovamente ricoperta di rifiuti, oramai da fine settembre, e con l’incendio di un centro di trattamento e il sovraccarico di rifiuti delle feste la situazione oramai è invivibile. Tu pensa che non riesco neanche a fare la segnalazione all’AMA perché le linee sono sovraccariche…

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  8. Ciao Diemme….ti capisco!…Purtroppo, con occhi e cuore dolenti ed impotenti, vedo persone che a causa dei genitori tentano invano di spiccare il volo, di sentirsi in diritto di cercare la propria rotta, di vivere la propria vita ma.. un’incomprensibile e sottile “filo rosso”…improvvisamente li fanno desistere e tornare indietro…
    Non so se conosci l’Opera di Mozart: “Il flauto magico”…secondo me suggerisce molte interpretazioni, e può aiutare a comprenderci in profondità.
    Tanti Auguri e un abbraccio!
    Nives

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  9. La mia fortuna immensa è essere figlia di due genitori che le ali ce le hanno messe, di nonni che hanno spezzato gabbie, anche rimettendoci molto, sono madre che le ali le ha costruite a sua figlia, non enormi, ma piene di piume per poter volare dove vuole.
    Non è facile, la società impone, ma chi ha sofferto per questa mancanza deve avere la forza di liberare.

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    • Per quanto riguarda i nonni tutto sommato neanche io mi posso lamentare, ma i miei genitori sono stati esiziali. Per quanto riguarda mia figlia, lei stessa mi riconosce che le ho dato la libertà – ma senza mai abbandonarla a se stessa -, solo le ho trasmesso anche qualcosa che non avrei voluto, come ad esempio tutta la mia ansia.

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