Invecchiare fa schifo

Deprimere il prossimo è l’ultima cosa che avrei voluto e vorrei questo blog facesse, ma se un blog diario on-line deve essere, diario online sia!

Sono qua, come sapete più o meno immobile, da oltre un mese. Rotta stupidamente, e affrontata la cosa ancora più stupidamente.

Un tempo probabilmente neanche mi sarei rotta, non è la prima distorsione della mia vita, e comunque un tempo, forse, non l’avrei affrontata in maniera così idiota (ma anche sì).

Il problema è che non mi riconosco più. Da tanto tempo, troppo, ho messo il pilota automatico, la mattina mi alzo, un minimo di faccende a vado in ufficio, la sera torno a casa e crollo, senza uscire MAI. Il sabato c’è mia madre, e la domenica arresti domiciliari per pulire, pulire, pulire. Il lunedì si ricomincia, e qualunque cosa accada fuori da questa routine mi destabilizza e fa di me un essere smarrito.

In tutto questo è quasi scomparsa ogni forma di vita sociale, di svago, di sogno, di progetto, di cura per me stessa. La crisi in cui versa l’Italia non mi ha risparmiato, e al pensiero di guardarmi intorno mi viene spontaneo ricontare le frecce nel mio arco, le carte del mazzo per vedere quante ne sono rimaste e, pure senza disperazione, anzi, oserei dire persino con un minimo di ottimismo, mi accorgo che i mezzi che avevo un tempo non ci sono più, e quelli rimasti sono al lumicino.

Sento di avere tutto sommato tanta strada ancora da percorrere, ma che questa la dovrò fare con scarse forze e passo lentissimo.

Non sono mai stata d’accordo con mia madre, ma se ripenso al fatto che ha sempre detto che invecchiare non è brutto sono ancora più arrabbiata con lei: non che le abbia creduto, per carità, ma un minimo ci avevo sperato.

Batto inoltre su uno stesso tasto, per me sempre più importante: la famiglia. Quando si è inseriti in una famiglia, di quelle numerose in cui nello stesso spazio convivono giovani e anziani, adulti e bambini, piano piano uno magari cambia ruolo, ma la roccaforte della famiglia c’è sempre, il sostegno c’è sempre, chi può fare questo e quello quando tu non puoi, quando non è più il tuo tempo, c’è sempre.

Fossi poi stata una che ha sacrificato la famiglia per altre cose, ora starei pagando il fio delle mie scelte: macché, la famiglia io l’ho sempre sostenuta, e per la famiglia ho sempre lottato ma, come dice un vecchio adagio, “contro la forza la ragion non vale”.

Ecco, beccatevi ‘sto sfogo, così v’imparate a leggermi.

Poi, se volete, posso pure aggiungere zen-amente che gli uccellini cinguettano, il cielo è azzurro e il sole sorge ogni mattina.

Fanculo.

Rita Levi Montalcini diceva giustamente che bisogna aggiungere vita ai giorni, non giorni alla vita, ma non ha lasciato la ricetta della pillolina aggiungivitaaigiorni, che peccato!

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43 thoughts on “Invecchiare fa schifo

    • Immagino sia stata proprio la mia plateale nonché conturbante (ma anche conberretto) belessa.
      Non posso neanche ammettere che mi fischiavano le orecchie, avendo io un acufene che persiste da ormai 30 anni.

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  1. Trascurare di leggere quanto pubblichi, sopratutto di contattarti telefonicamente, mi fa scoprire solo ora del tuo nuovo infortunio che limita le tue attività, senza preservarti dai tuoi impegni.
    Mi spiace davvero, come pure rattrista la descrizione del trascorrere delle tue settimane.
    E’ vero che invecchiare non è un percorso entusiasmante, almeno se consideriamo il decadimento che ci capita di percepire e magari il venir sempre più a mancare di obiettivi positivi, verso i quali propendere per dare un senso di attesa al trascorrere del tempo.
    Però se non si invecchia vuol dire che qualcuno verrà al nostro funerale e non credo che questa sia una prospettiva più allettante, in fin dei conti, sapendo saggiamente cogliere ogni minima occasione di gratificazione, la vita vale sempre la pena di essere vissuta, anche se sicuramente meno bella che in gioventù, quando tutto l’avvenire era davanti, con tutte le nostre più rosee speranze!

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    • Ahahah, mi è piaciuto “Ho messo il like solo per la citazione della Montalcini”! Cara Marisa, io però non mi stavo lamentando del lavoro, ma semmai del non lavoro. Mi stavo lamentando di me stessa, di essermi “robottizzata”, continuo a chiedermi come ho fatto ad arrivare a questo punto.

      E a proposito di nipote, hai nuove foto? Io l’ho visto solo neonato (ed era già uno spettacolo, immagino ora!).

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    • In realtà quel commento era partito involontariamente ma sono così presa da mille impegni che non ho trovato il tempo di continuare. Meno male che hai compreso il senso della frase “Ho messo il like solo per la citazione della Montalcini” (temevo che ti fossi offesa). In effetti ciò che hai scritto non mi piace perché sono dispiaciuta sentendoti così giù. Quanto al sentirsi “robotizzata”, non dirlo a me: oramai sono una macchina che, oltre a fare lezione al mattino, passa i pomeriggi a preparare prove e a correggerle. Non ne posso più. 😦 Però ti capisco: quando sono stata tanti mesi a casa per la frattura alla spalla ero depressa perché, oltre a non sentirmi meglio, le giornate mi sembravano tutte uguali, scandite dagli orari della fisioterapia e da quelli di “arresti domiciliari” per la visita fiscale. Insomma, credo che dovremo attender la pensione per poterci godere un po’ la vita. 😉
      Il nipotino è grandissimo e bellissimo ma vede poco la nonna… quella paterna, perché la materna la vede ogni giorno visto che gli fa da baby sitter. 😦

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    • No, non mi sono offesa. Stupita un po’, ma non offesa (per offendermi ce ne vuole, quasi esclusivamente la Pdf è riuscita nell’imnpresa!).

      Il fatto è che voglio cambiare vita, ho bisogno di cambiare vita, ho bisogno di una ventata di allegria e, perché no, anche di stabilità. Ieri ho parlato a lungo con una mia amica, e mi esprimevo proprio in termini di “ritrovare il baricentro” e mi rammaricavo, pur essendo stata sempre una persona “assennata”, di essermi comunque persa, e avere bisogno di ritrovarmi.

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  2. Carissima, ti leggo sempre volentieri, quando posso. Io penso che ad una certa età, diciamo passati gli anta, le energie cominciano a diminuire sempre più. Al di là delle possibilità economiche. E, di conseguenza, anche la vita sociale. Magari nemmeno per colpa tua, ma altrui. Però intanto le uscite si dimezzano sempre più. La famiglia potrebbe essere un punto fermo, per chi ce l’ha. Una valvola di sfogo (quando non creatrice di frizioni). E per chi non ce l’ha?
    Io, fortunatamente, non ho niente di rotto (a proposito: buona guarigione!!), a parte l’auto, ma tanto, anche ad averla…chi non può uscire perché deve fare i mestieri, chi perché ha il cane, chi perché ha gli alieni….
    E allora, sai che c’è? Io di natura sono introversa, quindi è inutile che vada a somministrare consigli tipo ‘esci, frequenta luoghi affollati, etc.’. Pian pianino, mi sono sistemata la mia casetta: smart tv in primis. Così che le giornate vuote, senza impegni, senza visite, le posso passare in maniera meno noiosa: un bel libro da leggere, un abbonamento a Netflix, così posso vedere ciò che voglio quando voglio (ovviamente, tra l’offerta che dà) e magari anche nella lingua che sto studiando (lo spagnolo). Divano, plaid, biretta e patatine per aperitivo. O cena e film preferito. Insomma, cerco di ritagliarmi qualcosa di piacevole, dopo aver costruito un nido a mio piacimento, nel quale starci bene e soffrire un po’ meno la solitudine. A volte ci sto talmente bene che sono io che rifiuto di uscire! Buon tempo.

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    • Quello capita un po’ a tutte le persone sole, innamorarsi della propria solitudine, che spesso significa anche libertà, e tenersela stretta e coccolarsela. Il mio discorso era un po’ diverso, perché io in genere non è che soffra la noia, a meno che non sia ridotta all’impotenza, totale o parziale.

      Il fatto sento proprio forte il bisogno di cambiare vita, anzi, per dirla tutta, di avere una vita.

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    • E perché mai? Uno mica se ne accorge… La vita è bella quando è attiva, quando per l’appunto è vita. Ora, ovviamente non sto parlando della mia di situazione, in cui sono tutto sommato ancora in forze e in salute, nonostante il fermo momentaneo. Mi ricordo ancora di una signora che disse alla sua badante “Ma non sarà una punizione la vecchiaia?” (nota per sorridere, la stessa signora si lamentava che suo marito, più vicino ai novanta che agli ottanta, avrebbe voluto fare l’amore tutti i giorni).

      Insomma, in autonomia e salute è un discorso, ma in condizioni diverse…

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  3. Ne abbiamo parlato al tel. Ti ho detto che la vecchiaia per me ha dei vantaggi se non altro perchè ho raggiunto una certa maturità, saggezza che mi permette di non vederne solo i lati negativi. Ti abbraccio bella. ❤

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  4. La famiglia è davvero la base di tutto. E quando ti accorgi come me di essere sola? O meglio quel poco di famiglia che ti rimane dipende da te. È quando tu avrai bisogno di aiuto?
    Mi terrorizza l’idea di non avere quel luogo sicuro

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    • Chi vivrà vedrà. Se c’è una cosa che ho imparato dalla vita è che non bisogna fasciarsi la testa prima di essersela rotta. La vita è imprevedibile.

      Ma, soprattutto, la vita è adesso.

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  5. Vecchia Tu, Diemme ??? 😳
    Non sia mai ….
    Tu, abbenchè sfiancata, trascurata, negletta … ed ora anche azzoppata, mi appari per sempre giovane, e le rughe sul tuo volto vadano pure a fanculo tanto non ti deturperanno mai !
    Io almeno …. ti vedo così, e penso che chi ti conosca fino in fondo la pensi come me ! 😀

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    • Per ora non ho rughe, non ho capelli bianchi, e persino il sorriso è intatto: il problema è lo spirito che perde colpi, che in tutto questo tempo, a furia di tenere i denti stretti e andare avanti, sì è quasi totalmente atrofizzato.

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  6. “Spiritus durissima coquit” ( lospirito, riesce a digerire le cose più dure ) … è il nastrino che caratterizza lo struzzo delle mitiche edizioni librarie Einaudi ! Si dice che, questa scritta, fu suggerita ad Einaudi dal leggendario Presidente della Banca Commerciale Italiana, e cioè dall’ immaginifico e ineguagliabile Raffaele Mattioli ( cui neanche il “buce” Mussolini riusci a mettere la mordacchia ), ed io sono orgoglioso di esser entrato nella Comit di Via del Corso, e di averci lavorato per una vita intera dilavoro come Responsabile Tecnico della Sede di Roma !
    Ma torniamo a bomba : perchè mia cara Diemme ti ho detto ciò ???
    Perchè ho sperimentato sulla mia pelle che lo spirito è davvero l’ arma più efficace di cui disponiamo, e Tu, abbenchè ora scrivi che il tuo perde colpi, non soltanto non ti devi arrendere, ma, soprattutto, lo devi ritrovare in te ( e solo in te … ) per dare, ancora oggi che – fortunata te ! – non mostri rughe in volto, un bel calcio in culo alla vecchiaia ! 😀

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    • Approvo e sottoscrivo. 🙂

      Caro Bruno, mi hai fatto venire in mente un altro grandissimo personaggio che si fece beffe del dux: Ettore Petrolini.
      Bellissimo il suo “E io me ne fregio !!!” in occasione di una medaglia che il Benito gli conferì di persona.

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    • Sì, lo spirito è senz’altro in grado di reagire… ma non è detto che necessariamente lo faccia. Non credere che io non sia la prima a desiderare di essere attraversata da entusiasmo e assertività, ottimismo, gioia di vivere, sorriso che viene dal profondo del cuore, tutte cose che non si comprano al supermercato un tanto al chilo.

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  7. Ah ah ah … 😆 …. oltre al grande Petrolini, non dimentichiamoci del grande scrittore Ing. Carlo Emilio Gadda : il termine BUCE ( anzichè DUCE … ) è farina del suo sacco ! 😀

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  8. Donne ??? 😳
    A cuccia …. tornate nei ranghi e ascoltate, deliziandovi le orecchie e la vista, di fronte a questa splendida quarantanne georgiana, alla quale il Padreterno ( o chi per lui … ) volle dare tutto …. e dico proprio tutto ( altezza, carisma, voce angelica, bellezza, prestanza fisica … ) : trattasi della soprano giorgiana Angela Gheorghiu, che si esibisce davanti all’ allora presidente USA Barak Obana ed alla di lui moglie Michelle, che sfoggia per l’ occasione una insolita pettinatura “a chignòn” !:
    😀
    °°°

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  9. Azz! Non sapevo che ti fossi “rotta”!
    Comunque dalle mie parti si dice che non è vero che invecchiare è brutto: chi non invecchia muore giovane.
    Per quanto riguarda il tuo tran-tran settimanale, perché le pulizie non le fai fare “a qualcun altro” e tu te la spassi “con qualcun altro” (magari lo stesso che PRIMA fa le pulizie…)? 🙂
    P.S.: questo chiamasi problem solving, baby…

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    • Ma ti pare che me la spasso con l’uomo delle pulizie???? Hai presente quanto io sia sentimentalmente classista? Non dico che devo parlare di Shakespeare nell’intimità, ma poco ci manca!

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    • Il commento era stato fatto come complimento convinto. Sai, le tinte rosa pastello messe là per coprire con eleganza la macchia di umidità servono davvero a poco. Meglio essere realisti senza sotterfugi. 🙂

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    • Eppure io sono convinta che ci sia sempre un lato buono da guardare. Hai presente quella storiella che non riesco a ritrovare, della persona che era inseguita da ogni parte, braccata da animali feroci, appesa a un ramo che si stava spezzando, e all’improvviso vide una fragola succosa, si sporse a raccoglierla, l’assaggiò e sentì che era buona? Ecco, nei momenti più difficili forse proprio questo bisogna fare, staccare la spina, e gustare quell’unica e magari inutile cosa buona che ci capita davanti in quel momento a darci un attimo di ristoro (intendiamoci, non è un invito a buttarsi tra le braccia di due conigliette, come fece un mio amico che in una sera spese tutto lo stipendio in birra e conigliette per dimenticare una lite con la moglie!).

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