Via dal mio lessico

Oramai la rottura con Attila si è stabilizzata, la nausea che avevo accumulato in tanti anni è veramente esplosa e non credo la questione sia reversibile.

Rimane il fatto che Sissi in mezzo ne soffre, anche perché entrambi stiamo agendo in quel modo odioso di renderla “messaggero”, e quindi piovono i “Dì a tu’ padre…” e “Dì a tu’ madre” rabbiosi e carichi di livore e altri contenuti negativi.

Io mi riprometto di non farlo più, tanto abbiamo capito che è un parassita mai ha contribuito a crescere questa figlia e mai contribuirà, quindi è perfettamente inutile cercare di fargli capire qualcosa che alla fine suona solo come rinfaccio a quella povera figlia mia.

Faccio come la madre vera presso il re Salomone, abbozzo tutto purché mia figlia stia bene, tanto oramai il più è fatto.

Lontano dagli occhi, decisamente lontano dal cuore, ma anche dalle parole e dai pensieri.

Semplicemente non esiste più.

18 thoughts on “Via dal mio lessico

  1. Ma qualcosa di Atty … rimane in te, amica mia dolce, poichè in te è l’ affetto materno per “vostra” figlia ! E poichè lei soffre non potendolo più accogliere nè in casa nè in altro luogo “ma” insieme a te, Tu soffri con e per lei ! 😦
    Voglia Iddio che Sissi si rassegni a vivere il suo papà in qualsiasi posto ma non in casa tua nè, potendolo vedere altrove, vederlo insieme a te come una coppia di genitori normali !
    TVB
    Bruno

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  2. Pian piano si ressegnerà anche lei, sempre meglio vivervi uno alla volta serenamente, che tutti insieme litigando! Hai preso la decisione giusta, almeno un po’ di tranquillità (da quella parte) l’hai guadagnata tu per una volta!

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    • Spero non sia troppo tardi, si sono concentrati un sacco di altri problemi esterni, ed io ero già ai minimi termini a causa sua (e mia che l’ho sopportato tanto).

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  3. Non usate mai la figlia come tramite o merce di scambio, per lei è lacerante. So che è difficile, ma lo è anco di piu per un figlio che, per quanto capisca, non può comprendere fino in fondo le dinamiche di una separazione. Scusa se mi sono permessa, ma ci sono passata ed anche tanti miei amici ed ho visto figli distrutti inconsapevolmente dagli stessi genitori. Scusa

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    • Io ho cercato di non farlo mai, anzi, direi che non l’ho mai fatto nonostante sia stata molto sobillata in proposito (come fa presto la gente a parlare!), mentre lui l’ha sempre fatto in prima battuta, e dopo la rottura c’ero un po’ cascata anch’io al metterla in mezzo con il “Dì a tuo padre” e “invece tuo padre” e “Guarda tuo padre”, ma ho fatto subitoun passo indietro.

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    • Io ho sempre cercato di parlare bene del padre a mia figlia, e credimi che dovevo inventare, poi da adulta ha capito perfettamente da sola ed ha apprezzato che non le creassi preconcetti e lacerazioni. I figli bisogna tenerli lontani da ogni tensione tra genitori, anzi bisogna dissimulare, per non creare dicotomie e parteggiamenti. Scusami ancora se mi sono permessa, ma ci sono passata io e mia sorella ed ora mia figlia stessa

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    • Io avergliene parlato addirittura bene no, ma sicuramente non l’ho demonizzato e non ho mancato di sottolineare anche gli aspetti positivi, a cominciare dal grande amore per la figlia. Grande nei limiti del possibile ovviamente, è uno che più a mio avviso più di tanto non può.

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    • So decisamente meglio, ma forse anche mia figlia, almeno non è una situazione ambigua (e ingiusta) come prima. L’impatto non è poco, devo riprendere in mano le fila della mia vita, trascurata da oramai un quarto di secolo, e ti assicuro che non è indolore, ma mi sento decisamente meno ostacolata.

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    • E’ di più, ma in questo momento esatto non te ne posso parlare. Purtroppo, potrei invocare la causa di forza maggiore, è tornato in circolo, assolutamente come prima, neanche un minimo redento. Il momento è di emergenza, purtroppo ci tocca abbozzare a tutti, ma diciamo che sto pagando un prezzo caro l’averlo allontanato. Purtroppo qua la mia famiglia, tra invelidi ed emigrati, è ridotta all’osso, e quindi quando delle responsabilità e degli oneri cadono tutti sulle spalle di mia figlia, in mancanza della madre è inevitabile coinvolgere il padre.

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