Viaggio senza ritorno: la deportazione degli ebrei romani

Per chi se lo fosse perso, vale la pena di guardarlo, dalla prima all’ultima immagine.

Devo dire che mi ha fatto tanto piacere che siano state nominati anche gli atti di coraggio di chi ha tentato di evitare, chi ha protetto, chi si è rifiutato di essere complice anche con la semplice paura od omissione.

Uomini comuni, gente anche rimasta anonima, che semplicemente è passata, con un gesto o una parola ha salvato, rischiando la propria vita, e poi è scomparsa nel nulla.

13 thoughts on “Viaggio senza ritorno: la deportazione degli ebrei romani

  1. Ho visto la puntata parzialmente perché ero a cena fuori, comunque è stata molto toccante. Ho pensato agli studenti del mio liceo che scelgono ogni anno di partecipare al “Viaggio della Memoria” e fanno ritorno con tanto dolore nel cuore ma un bagaglio che non ha eguali. Io credo che non riuscirei mai a varcare i cancelli di Auschwitz.

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    • Io credo, come ha proposto qualcuno, che oltre a fare i viaggi della memoria ad Auschwitz dovrebbero organizzare anche viaggi in Israele, per verificare coi propri occhi la situazione reale di uno stato cosmpopolita, progredito e progressita e costruttivo sopra ogni altra cosa.

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    • Nel mio liceo una volta si faceva uno scambio con delle scuole di Israele. Poi il progetto è finito, credo più per il timore delle famiglie di mandare i figli in quei posti giudicati “poco sicuri” che per la mancanza di motivazione da parte dei colleghi. Ne abbiamo parlato in occasione della tua prima visita al mio blog, nel lontano 2010. Ricordi?

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    • No, non ricordo. Però che strano che la gente percepisca Israele pericolosa quando ci manda i proprio figli, ma non riesca a capire in che condizioni vivono gli israeliani continuamente a rischio di attacco…

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  2. Ho visto l’ intera puntata, realizzata davvero bene.. Dolore, rabbia e un sottofondo di incredulità che non mi abbandonava. Tutte le volte che leggo o seguo programmi sulla ferocia nazista è così, tanto forte è lo sgomento per i fatti accaduti che quasi spero sia stata tutta una finzione. E invece no, purtroppo. La frase di chiusura della puntata di Primo Levi mi ha fatto venire i brividi.

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    • Ti rendi conto che tanta gente ancora non sa cosa è successo? Sicuramente non lo sa la gente che sentenzia come un mantra “Israele sta facendo ai palestinesi ciò che i nazisti hanno fatto a loro”. Come ho già risposto a Marisa, la gente dovrebbe farse due bei bagni di verità, uno ad Auschwitz e uno in Israele.

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  3. Mi domando : ma se a me questo documentario, voluto da Alberto Angela in occasione dell’ 80° anno dalla promulgazione delle famigerate “leggi razziali”, ha strappato lacrime, a chi l’ abbia vissuto di persona, cosa mai avrà provocato ???
    Un dolore sconfinato, penso, un dolore terribile, che tuttavia non ha impedito a Sami e Lilana di ricordare quei fatti tragici della loro adolescenza e riviverli perchè non ne fosse cancellata la memoria !!!

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    • Io non ci posso neanche pensare. A parte conoscere di persona Sami Modiano, che ho avuto l’onore di abbracciare e persino di sedere alla sua tavola, ho un altro zio sopravvissuto, che non ha mai smesso di avere incubi la notte, senza contare il dolore di chi è rimasto a sapere cosa hanno passato i propri cari, e il doversi solo augurare che siano morti subito, cosa che purtroppo è stata smentita dalle relazioni della Croce Rossa.

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