Archivio | 9 ottobre 2018

Noi e i rifiuti

Non preoccuparti, non succede nulla ..
È solo un altro sacchetto, un altro sorbetto, un bicchiere di plastica, una lattina, un pannolino, una bottiglia, un involucro, una carta …
(E così con voi milioni di altre persone)

 

La situazione di Roma sembra che stia tornando alla normalità. Cioè, nulla di eccellente, ma almeno non la situazione critica di prima. Sappiamo che il Comune è in difficoltà con gli impianti di smaltimento, e su quello non possiamo aiutare, ma non potremmo impegnarci a produrre meno rifiuti? Basterebbe, che so io, schiacciare le bottiglie e piegare i cartoni prima d’inserirli nei cassonetti, e già dimezzeremmo a dir poco lo spazio.

E poi, quanta, quanta incivilta, cui prodest?

Francamente, io per la raccolta differenziata un po’ fatico, se non altro perché la plastica la lavo tutta, butto tutto assolutamente pulito, con particolare cura per le confezioni dei detersivi (e mi arrabbierei davvero tanto se dovissi scoprire che viene tutto unito dagli operatori dell’AMA e buttato nell’indifferenziata!).

Siamo nel regno dell’usa e getta, ma getta dove? Ci sono dei casi in cui considerazioni di tipo igienico lo richiedono, ma in altri casi è solo un violentare il pianeta: sapete che c’è gente che a casa propria usa piatti e bicchieri di carta?

Io personalmente compro anche i detersivi alla spina, cercando di riciclare sempre gli stessi contenitori: insomma, faccio quello che posso, ciononostante i rifiuti che produco sono sempre tanti: come migliorare ancora?

E voi, come vi regolate?

Volere è potere

E voi siete qua, che ogni tanto vi affacciate per vedere se ho scritto qualcosa, magari qualcosa di allegro, che anche il morale vuole la sua parte, oppure qualcosa di molto saggio e molto zen, per sentirci tutti meglio, tutti appagati, tutti importanti, anziché schegge impazzite che dal nulla sono venute e nel nulla finiranno mentre intanto lottano strenuamente per resistere.

Non vorrei deludervi, ve lo giuro, ma ci sono età in cui il famoso orologio biologico fa tic tac, e se la prima volta nella vita è quella in cui devi deciderti a figliare, la seconda è quella dei bilanci, quando quello che non hai ancora fatto è ben difficile che tu lo riesca a fare – anche se mai nulla è impossibile.

In questo momento sto combattendo quelle che per me sono grandi battaglie personali, epilogo di tante lotte precedenti:

1) l’assistenza di  una madre il rapporto con la quale sarebbe un eufemismo chiamare conflittuale, che rimette in discussione il precario e fasullo equilibrio raggiunto.

2) l’università di mia figlia, che mi riporta violentemente ai tempi in cui ero io a fare l’università, con mia madre che mi ostacolava in tutti i modi, fino a buttarmi i libri comprati coi miei soldi e i miei sacrifici.

3) la totale estromissione di Attila dalla mia vita, con una lenta ricerca del filo perso in questi anni di limbo e annaspamento.

Poi, ovviamente, i consigli, quelli che mi fanno venire tanta voglia di isolarmi, di non interagire con nessuno, ed è per questo che quando sono incappata su internet nell’immagine che vedete non ho potuto fare a meno di condividerla, perché quello è ciò che meriterebbero i grandi saggi, quelli della pag. 1 della rivista di psicologia pubblicata su novella 3000, quelli del “perché veramente non lo vuoi”, quelli del “sono tutti alibi”, quelli del “devi, devi, devi!” e “sbagli, sbagli, sbagli!”, che se fossero arrivati almeno alla pag. 2 della rivista di cui sopra saprebbero che colpevolizzare l’interlocutore è quanto di più controproducente al mondo se si vuole aiutarlo, se si vuole fargli trovare una forza che non ha o un filo d’Arianna che ha perduto.

E’ per questo che per ora ho voglia d’isolamento, ogni tanto sono piena d’amore per il prossimo, ma ogni tanto sono allergica (magari sono piena d’amore lo stesso, ma a distanza di sicurezza), e al momento mi trovo decisamente nel secondo periodo.

Chi mi dovesse frequentare in questo momento e azzardarsi a “consigliarmi”, davvero rischierebbe di venir lanciato dalla finestra e sentirsi urlare dall’alto:

“Se vuoi veramente vivere vedrai che ce la fai! Spiega le tue ali e vola, basta crederci!”