Annientare la nostra umanità

Abbiamo già visto come la senatrice Segre sia stata aggredita sui social per la sua arringa in Senato contro eventuali “leggi speciali”: a parte che dire a una sopravvissuta ai campi di sterminio che lei non sa che significhi essere derubati denuncia un QI sotto zero, resta sacrosanto il fatto che, se pure tutti gli zingari fossero ladri, la legge dovrebbe condannarli in quanto ladri e mai in quanto zingari. Le leggi razziali non ci piacciono, le condanne per colpe di nascita non avranno mai il nostro avallo!

LILIANA SEGRE
“Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché avevo tredici anni, poi quattordici. Volevo vivere. Ricordo la prima selezione. Dopo avermi analizzata il medico notò una cicatrice. «Forse mi manderà a morte per questa…» pensai e mi venne il panico. Lui mi chiese di dove fossi e io con un filo di voce ma, cercando di restare calma, risposi che ero italiana. Trattenevo il respiro. Dopo aver riso, insieme agli altri, del medico italiano che mi aveva fatto quella orrenda cicatrice, il dottore nazista mi fece cenno di andare avanti. Significava che avevo passato la selezione! Ero viva, viva, viva! Ero così felice di poter tornare nel campo che tutto mi sembrava più facile. Poi vidi Janine. Era una ragazza francese, erano mesi che lavoravamo una accanto all’altra nella fabbrica di munizioni. Janine era addetta alla macchina che tagliava l’acciaio. Qualche giorno prima quella maledetta macchina le aveva tranciato le prime falangi di due dita. Lei andò davanti agli aguzzini, nuda, cercando di nascondere la sua mutilazione. Ma quelli le videro subito le dita ferite e presero il suo numero tatuato sul corpo nudo. Voleva dire che la mandavano a morire. Janine non sarebbe tornata nel campo. Janine non era un’estranea per me, la vedevo tutti i giorni, avevamo scambiato qualche frase, ci sorridevamo per salutarci. Eppure non le dissi niente. Non mi voltai quando la portarono via. Non le dissi addio. Avevo paura di uscire dall’invisibilità nella quale mi nascondevo, feci finta di niente e ricominciai a mettere una gamba dietro l’altra e camminare, pur di vivere. Racconto sempre la storia di Janine. È un rimorso che mi porto dentro. Il rimorso di non aver avuto il coraggio di dirle addio. Di farle sentire, in quel momento che Janine stava andando a morire, che la sua vita era importante per me. Che noi non eravamo come gli aguzzini ma ci sentivamo, ancora e nonostante tutto, capaci di amare. Invece non lo feci. Il rimorso non mi diede pace per tanto, tanto tempo. Sapevo che nel momento in cui non avevo avuto il coraggio di dire addio a Janine, avevano vinto loro, i nostri aguzzini, perché ci avevano privati della nostra umanità e della pietà verso un altro essere umano. Era questa la loro vittoria, era questo il loro obiettivo: annientare la nostra umanità.”

Tratto da “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre.

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21 thoughts on “Annientare la nostra umanità

  1. Hanno lanciato accuse contro Mattarella, che in realtà aveva svolto il suo lavoro. Lanciano in continuazione accuse verso le persone violentate, verso i malati, verso i disabili. Di questi ultimi se ne fanno beffa quando fregano i parcheggi a loro riservati e mettono striscioni contro i giocatori neri alle partite di calcio. Salvo poi tifarli se fanno parte della nazionale italiana.
    Non mi sorprende che la Segre abbia ricvuto delle critiche. Credo che in molti ce l’hanno con il fatto che sia diventata senatrice (quindi rode la questione dello stipendio in qualità di parlamentare) solo perché ebrea e perché scampata all’olocausto (in realtà le giustificazioni sono ben altre, se non sbaglio riguardano le sue lotte contro le discriminazioni). Ci chiudiamo dentro i nostri problemi, ma magari abbiamo il tozzo di pane sul tavolo, andiamo a mangiare la pizza ogni sabato e ci facciamo pure le vacanze. Chi ha davvero dei problemi non li usa come arma contro l’opinione di una persona. Se lo fa rimane il pressapochismo e la superficialità dell’essere umano.
    Non nutro nè simpatia, nè antipatia per la Segre (io sono più una Giulia Bongiorno, non prenderla a male), ma in qualità di persona non ho espresso nessun parere sul discorso che ha fatto la Segre prima di votare la fiducia in senato. Ha detto una cosa, rispettare le diversità, che mi sembra giusta se ci reputiamo persone civili. Ci sono zingari e zingari, come negri e negri, musulmani e musulmani, ed italiani che andrebbero chiusi in carcere con il 41 bis. Non è che l’essere italiano è un’attenuante e l’essere straniero un’aggravante…

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    • Sì, lo è, ma se leggerai libri qull’argomento, di episodi che spezzano il cuore ne troverai quanti ne vuoi. Se ascolti le persone che portano la propria testimonianza non solo non ce la fai a sentirle, ma vorresti solo abbracciarle e tenerle strette, per cancellare in qualche modo tutto l’orrore visto e subito, tutta la sofferenza, tutti i rapporti umani e familiari usati come arma per annichilire l’anima.

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  2. Orrore, sgomento … nausea, per l’ atteggiamento spregiativo di chi ci governa nei confronti della Senatrice a vita Sig.ra Segre, solo perchè costei ha annunciato che si opporrà con tutte le sue forze a “leggi speciali” che dovessero colpire gli immigrati !
    Sì senso di nausea, e voglia Iddio che questo governaccio di burattini e burattinai cada prima di arrecare ulteriori danni al buon nome dell’ Italia !

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    • Il buon nome dell’Italia.
      Quello che le fa girare vorticosamente, se vai a vedere i commenti sui social, è la gente che manderebbe tutti al confino a proclamarsi “patriota”.

      Non la vedo tanto bene, almeno per ora.

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    • Quello della Patria è un concetto nobilissimo ma che troppo facilmente, al pari della religione, si presta ad essere distorto e a generare mostri.

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  3. Sdegno e vergogna, di fronte all’ abietto atteggiamento di chi ci governa, verso la nobile e battagliera Senatrice a Vita Liliana Segre … dopo che la stessa dichiarò che si sarebbe battuta con tutte le sue forze a favore dell’ umanità dolente di qualsiasi genere, o religione, o censo essa fosse !
    Disonore al cialtrone salvini, che non si vergogna a propugnare, in veste di ministro degli interni di questo governaccio di fantocci, leggi speciali per impedire a chi soffra di approdare in terre in cui rifarsi un futuro !

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