D’ingratitudine e dissennatori

Attila aveva distrutto il suo pc e cominciava ad essere a disagio senza. Possibilità di ricomprarlo pari a zero, che ve lo dico a fare, e allora ho iniziato a spargere voce tra i miei amici, tante volte qualcuno ne avesse uno per lui superato di cui disfarsi, ma che per operazioni semplici, come una ricerca su google e la lettura della posta, potesse ancora andare.

Ne ho trovato uno e la persona che l’aveva disponibile mi ha detto che lei me l’avrebbe dato pure volentieri, ma che non capiva proprio chi me lo facesse fare a sbattermi tanto per Attila, dati i guai che mi ha sempre dato il soggetto in questione, che vabbè che ho il cuore d’oro ma tutto ha un limite, e oltre questo limite divanta autolesionismo.

Rispondo che poi non è così cattivo, è solo un Peter Pan, che alla fin fine a me non costa nulla e blablablà. Nel frattempo lui ha risolto da solo, procurandosi un portatile buono ai suoi tempi ma oramai superato, da rimettere in sesto: ovviamente questa operazione tocca a me, perché lui “non ci capisce niente”, e così passo la serata libera a scaricare browser, libreoffice, windows update, pulire deframmentare, ottimizzare e blablablà.

Mi chiede se riesco a scaricare le foto che ha sul cellulare, collego il cellulare e mentre sono alla ricerca della suite lui armeggia col telefono e mi ritrovo scaricato sul pc appena ripulito tutto l’universo.

Ricomincio a cancellare, è quasi mezzanotte e comincio ad essere stanca, dopo aver cancellato qualche centinaio di robacce inutili (tipo emoticon di whatsapp e suonerie varie) decido che basta, riavvio per consolidare gli aggiornamenti windows per poter finalmente congedarlo e andarmene a dormire.

Riavvio, e mentre si riavvia mi alzo per andare a prendere un bicchiere d’acqua; quando torno lui ristava smanettando con lo smartphone, collegato al pc. Mi arrabbio, gli dico che quando sta installando gli aggiornamenti il pc va lasciato in pace, lui insiste che stava usando il telefono e non il pc mentre io gli faccio presente che, essendo collegato al pc, al momento è un dispositivo dello stesso, come già aveva avuto modo di sperimentare poco prima intasandomi tutto.

Alle mie rimostranze lui reagisce strillando più forte, e comincia a insultare, insultare, insultare… devo dire che l’ingratitudine è sempre stata una delle sue più marcate caratteristiche, ma certo non pensavo che dopo ora passate a rendere agibile il suo pc la serata finisse in quel modo. Ha urlato che io di pc non capisco niente, e siccome mi aveva chiesto di fargli un minicorso sul pacchetto Office, a questo punto gli ho risposto che aveva ragione, non sapevo niente, e che per il pacchetto Office si arrangiasse altrove!

Perché l’omicidio è reato, ditemi, perché?  👿

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22 thoughts on “D’ingratitudine e dissennatori

  1. Omicidio … del sor Atty ??? 😳
    Naaaaa … andresti in galera, mia povera Diemme ! 😥
    Meglio …. mooooolto meglio, impacchettare Atty, portarlo impaccato all’ ufficio postale, e spedire il tutto a mamma Lobot per raccomandata “senza” ricevuta di ritorno ! :mrgreen:

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  2. Ahahah … mia cara @Nonsolocampagna : il sor Attila, vero flagello di dio, intanto è una persona simpaticissima ( ancorchè omo sgangherato e viziato dalla su’ mamma Lobot, presso la cui casa – pur lei non volente e anelante di rispedirlo da Diemme onde liberarsene ! – staziona, bivacca e sbafa pure l’ aria che respira ), e poi è il padre naturale di quella meravigliosa ragazza che è Sissi, al quale non di rado fà da romantico “cavalier servente” … abbenchè coi soldi di Diemme ! 😳
    Per questo noi, che adoriamo Sissi ( e guai a chi ce la tocca ! 👿 ), abbiamo in simpatia il sor Atty, augurandogli ogni bene ! 😀

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    • Eppure, se avessi scritto un libro con tutte le sue avventure, giuro che a quest’ora sarei ricca! E sì che me l’avevano ben consigliato…

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    • E’ tardi, credimi, negli anni si è dato una notevole calmata, e io il passato l’ho sepolto quasi tutto. Rimangono gli episodi mitici, come quando ha rimesso la corrente mentre riparavo una presa, o facendo un botto con la mia macchina, danno da due milioni e mezzo, sceso a valutare il danno è rientrato in macchina dicendo che non c’era neanche un graffio. O quando per mesi ha fatto convivere nella stessa sua casa me e un’altra donna, ognuna all’insaputa dell’altra. Poi c’è quando, disoccupato, io iniziavo la mattina prima delle sette a spulciare tutti gli annunci, li schematizzavo, intabellavo e gli passavo sperando potesse smuoversi qualcosa, e lui li passava tali e ai suoi ex colleghi nella stessa condizione, ma con una reale voglia di trovare lavoro, ed era diventato per loro un mito perché “Vai da Attila che lui ha sempre qualcosa, vedrai che qualcosa ti trova!”.

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  3. Ahahahah …. 😆 …. che lo possino, quell’indomito mattacchione appo cui lo stesso suo omonimo re degli Unni apparirebbe UN ANGIOLETTO BENEVOLO ! 😳
    Ma se tutto è perduto … se tutto cozza contro le tue aspirazioni a divenir l’ eroina di un romanzo coniugale che non scrivesti, ebbene edificheremo noi, attingendo alla nostra memoria blogghiera, le malefatte di Attila nei tuoi confronti ! 😀

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    • Troppe non ne ho scritte… quando ho iniziato a scrivere il blog erano già 14 anni che me ne faceva di tutti i colori, e sono stati quelli più terribili; poi, in qualche modo, un minimo si è calmato.

      Ricordo ancora quando uscii dall’ufficio per andare a prendere mia figlia a scuola e non trovai la macchina al parcheggio… c’era stato un periodo in cui, per praticità, aveva le doppie chiavi di tutto, e di tutto ha fatto un pessimo uso, per cui gli è stato tolto tutto tutto tutto.

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    • Mia figlia mi ha fatto presente che comunque in gattabuia condurrei una vita migliore di quella che faccio ora. Per esempi, avrei sicuramente più spazio per me e non dovrei combattere con gli autobus!

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